BTP Italia con Interessi Stellari: Bomba Anti-Inflazione o Trappolone Clamoroso?

Da oggi 14 novembre 2022 fino al al 17 novembre tornano ad essere protagonisti sulla scena nazionale i BTP Italia, i titoli di stato emessi dal Tesoro soprattutto per gli investitori retail.

Nell’attesa di conoscere il tasso d’interesse minimo garantito, che sarà reso noto in data 11 novembre, in molti si interrogano sul rendimento netto dei BTP che, vista l’indicizzazione all’inflazione, dovrebbe essere molto elevato soprattutto nei primi anni.

Molti si stanno chiedendo se questa potrebbe essere una ghiotta occasione per investire in un anno come quello attuale finora avaro di soddisfazioni in Borsa e, in questo articolo, proveremo a fare qualche ragionamento in tal senso.

BTP Italia novembre 2022: come funzionano?

La nuova emissione di titoli di stato riservati agli investitori retail avrà una durata di 6 anni e conferirà un premio fedeltà dell’8 per mille per chi deterrà il titolo fino a scadenza.

L’11 novembre è stato reso noto il tasso d’interesse minimo riconosciuto pari all’1,60%.

Come Affari Miei seguiremo tutto nel dettaglio su questa guida in cui potrai trovare tutti i dettagli sui BTP novembre 2022.

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Interessi stellari in arrivo per i risparmiatori?

Recentemente Eurostat ha annunciato il tasso d’inflazione nell’Area Euro che, a ottobre, ha superato la soglia “psicologica” del 10% (+10,7%).

In basso i dettagli degli aumenti che, come prevedibile, hanno la componente energetica a fare da traino.

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La domanda che molti si sono posti, dunque, è la seguente: riusciremo ad ottenere un rendimento elevato e relativamente sicuro dai BTP Italia indicizzati all’inflazione?

C’è da attendersi, soprattutto per le prime cedole, un ritorno piuttosto consistente visto che l’inflazione è ormai un dato consolidato per questo 2022 quindi, su due piedi, la risposta è si.

Tuttavia, come per ogni strumento finanziario, anche i BTP Italia, apparentemente “sicuri”, presentano dei rischi da non sottovalutare.


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Perché il BTP Italia può essere un trappolone?

Per prima cosa, i BTP hanno un mercato secondario: come azioni, ETF o fondi vengono scambiati quotidianamente in Borsa ed il loro valore cambia a seconda di come si evolve il mercato.

I titoli indicizzati all’inflazione, se da un lato proteggono dal caro vita o quanto meno ci provano, dall’altro sono estremamente sensibili alle stime sull’inflazione stessa. Se, per esempio, ad un certo punto ci fosse un’inversione della crescita della stessa, cosa che al momento rappresenta la priorità assoluta della BCE, anche il valore di mercato dei BTP Italia diminuirebbe in maniera anche drastica.

Certo, chi terrebbe il titolo fino a scadenza riceverebbe il capitale e raccoglierebbe le cedole senza particolari problemi ma per chi si approccerà a questi strumenti come una sorta di “parcheggio momentaneo” questa situazione potrebbe rappresentare un potenziale trappolone.

Poi c’è un altro tema, completamente ignorato dai media: un periodo di tassi bassi troppo elevato potrebbe condurre ad un default quanto meno parziale dei Paesi più indebitati come l’Italia.

Chiariamoci, siamo lontani dal fare allarmismo ma proviamo ad immaginare un decennio di tassi alti, scenario al quanto improbabile, imposti dalle Banche Centrali per far rientrare l’inflazione: l’investitore inesperto nella sua testa potrebbe godere dalle cedole elevate ma, al tempo stesso, maggiori interessi da pagare ai creditori (cioè a chi possiede BTP) porterebbero ad una difficoltà finanziaria per il debitore (cioè lo Stato).

In maniera non dissimile da chi possiede un mutuo a tasso variabile e si vede incrementare l’importo della rata, il Tesoro vedrebbe esplodere il suo debito pubblico e, nei casi peggiori, potrebbe essere costretto a chiedere ai creditori una rinegoziazione.

In parole povere, il discorso sarebbe una cosa del tipo: “Vi restituisco meno soldi, accontentatevi perché questo posso fare. L’alternativa è peggiore della mia proposta“.

Ripetiamo, lo scenario è improbabile ma dovrebbe farci un attimino riflettere se stiamo pensando di sottoscrivere con la convinzione di godere a lungo di una cedola molto elevata a fronte di un rischio contenuto.

In Borsa, come si suol dire, nessun pasto è gratis.

Ulteriori risorse utili

Per approfondire il tema puoi leggere anche i seguenti articoli:

Buon proseguimento su Affari Miei.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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