BTp Italia 2022: Conviene oppure no?

Ho scritto molto sui BTp Italia in questi giorni pur consapevole che la domanda delle domande, banalmente, è assai più semplice delle mie argomentazioni.

La stragrande maggioranza di chi legge, infatti, desidera banalmente sapere se conviene oppure no investire in questo modo e nelle prossime righe cercherò di rispondere.

Conviene…rispetto a cosa?

Quando valutiamo una qualsiasi scelta e ci chiediamo se sia positiva per noi stiamo, consapevolmente oppure no, effettuando una comparazione.

Se, per esempio, decidi di cambiare la tua automobile ti farai domande del tipo:

  • quanto costa rispetto alle altre che mi interessano?
  • a parità di prezzo, ci sono altri veicoli migliori?
  • l’automobile che voglio comprare è utile?
  • si parcheggia facilmente oppure è troppo grande?
  • posso lasciarla in strada oppure ho bisogno di un garage privato?
  • mi offre maggior prestigio rispetto alle altre automobili della stessa fascia?
  • l’assistenza post vendita com’è?
  • quanto consuma?
  • se desidero rivenderla, mantiene il valore?

Probabilmente ci sono tante altre dinamiche che governano la decisione di comprare un’automobile ma, come vedi, non esistono scelte che “nascono” convenienti in natura.

Poi ci sono le variabili personali: se sto acquistando una utilitaria, probabilmente saranno impattante per me le funzioni del veicolo, i consumi e in generale l’affidabilità.

Se, invece, mi sto domandando se la nuova Alfa Tonale può essere l’automobile migliore per me, tra le varie cose, mi sto sotto sotto chiedendo anche se il brand Alfa mi mette “sullo stesso livello” di Audi, Mercedes o BMW.

Se fermassi per strada un esperto di automobili e gli chiedessi se l’Alfa Tonale conviene, con ogni probabilità, argomenterebbe il suo “perché si” e “perché no” sulla base delle variabili illustrate.

Lo stesso vale anche per i nostri BTp Italia

Non esiste un investimento “conveniente in natura” ma bisogna capire come questo possa avere una funzione all’interno della nostra strategia.

I tecnicismi, siano essi legati alle sospensioni della nuova Tonale o il premio fedeltà del BTp Italia, contano assai meno di quanto si creda.

Se, per esempio, non abbiamo mai investito in vita nostra, abbiamo esperienza zero, scarsa volontà di applicarci a migliorare la nostra conoscenza e non abbiamo alcuna propensione al rischio il nostro benchmark sarà rappresentato, con ogni probabilità, da conti deposito, libretti e buoni postali, immobili e altre alternative percepite come “simili”.

ALT: non sono simili, lo so benissimo, ma sto cercando di entrare nella testa di chi ragiona in questo modo.

Cosa potrebbe “combinare” il nostro investitore inesperto? Probabilmente potrebbe acquistare un immobile pensando sia un investimento sicuro salvo poi accorgersi dopo dieci anni che vale il 30% in meno, potrebbe provare a comprare cose a caso dal suo account online perdendo soldi perché spaventato dalla volatilità o, a seconda delle sue caratteristiche personali, potrebbe appunto “limitarsi” a tenere i soldi sul conto, non facendo di fatto nulla, o vincolarli in banca per interessi ancora inferiori.

In questo caso, forse, il BTp Italia è un po’ il “meno peggio”: tra il non fare nulla e il farsi male, meglio poco anche se questo poco, agli occhi di un soggetto più avveduto, potrebbe essere una bidonata.

Di contro, se posseggo già un portafoglio ben diversificato, so bene come si investe perché ho esperienza o sono seguito in maniera seria e professionale, il benchmark circa la convenienza sarà un ragionamento del tipo: “Rispetto agli altri strumenti in mio possesso quali obbligazioni singole, fondi o ETF, questo BTp Italia è degno di un posto nel mio portafoglio?”.

In questo caso la faccenda si complica e bisogna analizzarla caso per caso.

Ma allora perché la gente si chiede se conviene?

Perché la stragrande maggioranza di chi legge non ha un piano finanziario: acquista prodotti periodicamente, su sollecitazione della banca e in base alle mode del momento, ed ha costruito il suo portafoglio con eventi esterni, nella stessa modalità in cui io ho costruito il cassetto della biancheria intima grazie ai regali dei parenti che, per non sbagliare, ad ogni compleanno e a Natale optano per calzini, mutande e canotte.

Se ti stai ad interrogare circa la convenienza di un prodotto e non hai idea neanche rispetto a cosa debba confrontarlo, a mio parere, manca un piano alla base ed è probabilmente questa la causa principale che ha impedito al tuo patrimonio di crescere esponenzialmente negli anni, prima ancora della banca, dei BTp o dei fondi.

Poi c’è un ulteriore aspetto, ancora più privato: ma quanti soldi vuoi investire? Il taglio minimo è 1.000€: capisco che la cifra sia importante per molti ma per qualcuno 1.000€ sono poca cosa rispetto al patrimonio complessivo nel suo insieme.

Non tutti guardano al patrimonio nel complesso ma analizzano caso per caso: se vuoi investire 1.000€ e ne hai centinaia di migliaia, in tutta onestà, puoi farlo pure a sentimento.

Per capirci, è un po’ come decidere di ordinare la pizza tramite il food delivery: mi viene in mente last minute, apro l’app sullo smartphone ed in mezz’ora sto mangiando la pizza. Qual è il mio rischio in questo caso? Non di certo divento povero, al massimo, se scelgo male il “fornitore” o sono sfortunato, mi viene la diarrea.

Se vuoi affrontare il tema in maniera più seria e strutturata ho il piacere di invitarti all’incontro online gratuito “2022 – Tempesta Finanziaria Perfetta” che si terrà il prossimo 21 giugno alle ore 21.

Nel tempo che passeremo insieme vedremo come investire oggi alla luce delle incertezze che abbiamo davanti a noi.

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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

2 Commenti

Rigel38 · 22 Giugno 2022 alle 7:23

Parole pertinenti e sagge sul tema. Ma il web è pieno di questi articoli e l’investitore “ignorante” non sa da che parte girarsi ed assume la decisione di stare fermo, di far passare la tempesta, ma alla fine si accorge che la tempesta ha fatto danni anche al suo piccolo patrimonio. Troppi guru in questo settore e quando ti sei scottato una sola volta ti guardi bene anche dai consigli di chi dovrebbe conoscere veramente la materia. È tutto un problema di fiducia, ma il rapporto con la fiducia non è facile; esso è un processo lento e continuo che si instaura grazie alle esperienze primarie. Sé queste sono negative……….ecco spiegata la corsa alla protezione dello Stato e all’apprezzamento dei suoi BPT qualunque siano i rendimenti offerti.

    Davide Marciano · 22 Giugno 2022 alle 15:37

    Buongiorno,

    capisco perfettamente il Suo punto di vista, sul web la diffidenza regna sovrana.

    La invito, però, a seguirci: siamo una realtà seria, esistente da 8 anni, e siamo una società di consulenza indipendente con sede nel nostro Paese. Non facciamo intrattenimento ma, appunto, viviamo quotidianamente le situazioni che descriviamo con i nostri clienti.

    A presto,
    Davide

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