BlackRock: La Società che Possiede il Mondo

Se chiedi a 10 persone di menzionare le società più importanti e influenti al mondo, sicuramente le risposte saranno tutte diverse. Ma alcuni tratti saranno comuni: Amazon, forse Tesla e quasi certamente Apple. Ma nessuno che non sia un esperto di finanza ti menzionerà questa azienda: BlackRock.

Torniamo indietro alla crisi del 2009, quando la maggior parte delle aziende americane era sull’orlo del collasso finanziario. La Federal Reserve decise di inserire nell’economia una quantità di denaro senza precedenti, comprando obbligazioni delle società private per aiutarle a sollevarsi dal baratro. E chi decise di assumere per guidare l’acquisto di queste obbligazioni con i soldi pubblici? BlackRock.

Undici anni dopo, il Covid-19 mise nuovamente a dura prova l’economia americana costringendo la Federal Reserve a un intervento ancora più importante. E a quale porta hanno bussato, nuovamente, per salvare Wall Street? A quella di BlackRock.

Le analisi e le azioni effettuate dalla società in questi due periodi di recessione hanno aiutato a far ripartire l’economia più grande al mondo. Questo sarebbe già significativo, ma è solo l’antipasto: infatti Blackrock, già prima di queste due recessioni, era di fatto l’azionista di maggioranza (o uno degli azionisti principali) delle società che sono state salvate per far ripartire l’economia.

Pensaci un attimo: il governo americano, per salvare la sua economia, ha dovuto affidare i suoi soldi a una società che li ha investiti nelle sue società. Questo rende di fatto Larry Fink, il CEO di BlackRock, l’uomo più importante di Wall Street.

Dagli ultimi dati trimestrali emerge che la società, attualmente, gestisce 10 triliardi di dollari per conto dei suoi clienti. Per capirci, sono diventati i più grandi asset manager del mondo nel 2014 quando la società ne gestiva soltanto 4 triliardi. BlackRock potrebbe comprare il 100% di Tesla, Meta (Facebook), Amazon, Microsoft, Netflix, Google e avere ancora in cassa un triliardo per le spesucce.

Se prendi la compagine sociale delle principali aziende di telecomunicazione, delle banche, delle aziende manifatturiere farmaceutiche, tech e manifatturiere americane, troverai sempre il nome di BlackRock tra i 5 maggiori azionisti.

Eppure Blackrock non è un nome che si sente spesso. La società ha una filosofia molto particolare: tenere un basso profilo, non rilasciare quasi mai interviste, coprire le proprie tracce e parlare il meno possibile delle proprie strategie d’investimento. L’esatto opposto di Bill Ackman, Cathie Woods e della maggior parte dei gestori di fondi d’investimento.

Ma da dove nasce tutto questo?

Trovo la storia di Larry Fink una grande fonte d’ispirazione. Appena laureato, ha iniziato a lavorare a Wall Street a 23 anni facendosi largo in fretta. Si è distinto per essere uno dei primi a operare nel ramo del debt securitization: il sistema con cui mutui e prestiti concessi a certe persone possono essere impacchettati e venduti sotto forma di obbligazioni ad altre persone.

Esatto, esattamente il tipo di obbligazioni che ha causato la bolla immobiliare del 2008 e la conseguente crisi finanziaria globale.

Molto prima che questo succedesse, però, Larry è stato forzato a lasciare l’azienda per aver perso 100 milioni di dollari in un affare mal gestito. Così, nel 1988, insieme a un socio decide di fondare la sua società Blackstone.

I due hanno litigato, Larry si è nuovamente staccato dal progetto per fondare (di nuovo) una società. Questa volta, però, quella definitiva: BlackRock.

Il successo di BlackRock è arrivato poco alla volta, attraverso fusioni e continui reinvestimenti. La società si è fatta un nome soprattutto per Aladdin, il suo sistema informatico estremamente avanzato che accompagna la società dal suo primo giorno e, attraverso una lunga serie di evoluzioni, continua a gestirne gli asset ancora oggi. Il sistema è composto da 5.000 computer collegati tra loro, che analizzano milioni di trade e monitorano i portafogli dei clienti 24/7.

Aladdin è stato concesso in licenza ad altri grandi player dell’industria, portando questo sistema informatico a gestire ben 21 triliardi di dollari o in altre parole il 10% di tutti gli asset finanziari esistenti al mondo.

Durante la crisi del 2008, la Casa Bianca si rivolse direttamente a BlackRock per gestire i 30 miliardi di asset tossici di Bear Sterns, i 100 miliardi di dollari di asset tossici di AIG e persino i 301 miliardi di dollari di asset tossici di Citigroup. Tutti contratti firmati a porte chiuse, senza gara d’appalto, senza divulgare pubblicamente il compenso previsto.

Larry Fink e BlackRock sono, di fatto, il collegamento tra Washington e Wall Street.

Una società che gestisce un impero, non solo finanziario, ma di potere e legami. La storia di quella che oggi è indubbiamente la società influente nel mondo dei mercati.

Ma… Come sta affrontando la crisi attuale?

BlackRock è l’asset manager che detiene più bond russi in dollari, i quali hanno perso quasi la metà del loro valore di mercato.

La Russia è già costata oltre 17 miliardi di dollari al colosso dei fondi… Larry Fink ha commentato che tale situazione è estremamente complessa e che BlackRock continuerà a consultare le autorità di regolamentazione, i fornitori di indici e i vari partecipanti al mercato in modo tale da garantire che i clienti possano cambiare la propria posizione nei titoli russi, ogni volta che le condizioni normative e di mercato lo permetteranno.

Riuscirà questo gigante a gestire e superare in modo esemplare la crisi attuale, permettendo agli investitori di tornare a respirare?


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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