Settori che Beneficiano dell’Aumento dei Tassi di Interesse: Quali Sono? Dove Investire con il Rialzo dei Tassi?

L’aumento dei tassi di interesse desta sempre interesse da parte degli investitori.

Se anche tu stai cercando di capire quali conseguenze possa avere sui tuoi risparmi, in questo articolo vedremo come funziona il meccanismo e quali settori possono trarne beneficio o risentirne.

Parleremo anche di obbligazioni, conti deposito e finanziamenti, perché un cambiamento dei tassi può avere effetti diversi a seconda che tu debba investire una nuova somma, gestire titoli già in portafoglio oppure chiedere un mutuo.

Buona lettura.

Cos’è il tasso di interesse

Prima di addentrarci nello scenario specifico del momento, cerchiamo di fare un ripasso e capire meglio cos’è il tasso di interesse.

Il tasso di interesse rappresenta il costo del denaro preso a prestito e, dal punto di vista di chi lo presta, la sua remunerazione. Quando chiedi un finanziamento, paghi degli interessi; quando sottoscrivi un deposito remunerato, è la banca a riconoscerli a te.

Le banche centrali stabiliscono i tassi ufficiali di politica monetaria: la BCE per l’area euro e la Federal Reserve negli Stati Uniti. Questi influenzano i tassi praticati nell’economia, ma non coincidono necessariamente con quelli del tuo mutuo, del tuo conto deposito o di un titolo di Stato.

La BCE fissa tre tassi principali:

  • il tasso sui depositi, che remunera i fondi lasciati dalle banche presso l’Eurosistema fino al giorno successivo;
  • il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, per i finanziamenti normalmente erogati alle banche con scadenza settimanale e contro garanzie;
  • il tasso sui rifinanziamenti marginali, per il credito alle banche fino al giorno successivo, anch’esso contro garanzie.

Il tasso sui depositi è quello attraverso cui la BCE orienta attualmente la politica monetaria. Le decisioni si trasmettono ai mercati e, con tempi e intensità diversi, ai finanziamenti e ai risparmi delle famiglie.

La storia dei tassi di interesse

Per comprendere la situazione attuale basta ripercorrere le ultime fasi.

Nel luglio 2022 la BCE ha avviato un ciclo di rialzi dopo anni di tassi molto bassi. Nel settembre 2023 il tasso sui depositi ha raggiunto il 4%, mentre quello sui rifinanziamenti principali è arrivato al 4,50%.

Dal giugno 2024 la direzione è cambiata: la BCE ha cominciato a tagliare i tassi, portando quello sui depositi al 2% nel giugno 2025.

Nel 2026 sono arrivati nuovi aumenti: il tasso sui depositi è salito al 2,25% in giugno e al 2,50% in settembre.

Questa sequenza ci ricorda che la direzione dei tassi può cambiare. Le decisioni dipendono dalle condizioni economiche e dalle prospettive sui prezzi.

Tassi di interesse e inflazione

L’obiettivo principale della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi, puntando a un’inflazione del 2% nel medio termine.

Quando l’inflazione è troppo elevata, un aumento dei tassi può contribuire a frenare la domanda: chiedere denaro a prestito diventa più costoso, alcuni investimenti vengono rinviati e risparmiare può diventare più remunerativo.

Gli effetti richiedono tempo. Inoltre, un rialzo non risolve direttamente problemi come un aumento del costo dell’energia o una difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime.

Nel settembre 2026 la BCE ha motivato la propria decisione anche con le pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Medio Oriente. Per capire le conseguenze sui settori, quindi, bisogna considerare insieme tassi, inflazione e crescita economica.

E ora? La situazione nel 2026

Al 4 ottobre 2026, i tassi BCE in vigore dal 16 settembre sono:

  • 2,50% sui depositi;
  • 2,65% sui rifinanziamenti principali;
  • 2,90% sui rifinanziamenti marginali.

La decisione del 10 settembre ha aumentato tutti e tre di 25 punti base, cioè di 0,25 punti percentuali.

La BCE non si è impegnata a seguire un percorso prestabilito. Per chi investe, questo significa che costruire un portafoglio contando su ulteriori rialzi, o su un’imminente inversione, richiede una previsione che può rivelarsi sbagliata.

Aumento dei tassi di interesse: quali settori ne beneficiano?

Ora che abbiamo fatto una panoramica sui tassi di interesse, cerchiamo di entrare nel concreto e capire quali conseguenze hanno l’aumento dei tassi per gli investitori.

Alcune attività possono ottenere una maggiore remunerazione dal denaro impiegato. Il risultato complessivo, però, dipende anche dai costi, dalla domanda e dalle condizioni economiche.

Banche e assicurazioni: benefici possibili, non automatici

Le banche sono fra i settori da considerare, perché una parte importante della loro attività consiste nel raccogliere denaro ed erogare credito.

Se gli interessi incassati su prestiti e altre attività aumentano più rapidamente di quelli pagati sulla raccolta, il margine di interesse può migliorare. L’effetto cambia però fra una banca con molti prestiti a tasso variabile e una con impieghi prevalentemente a tasso fisso.

Ci sono anche conseguenze sfavorevoli. I risparmiatori possono chiedere una remunerazione maggiore dei depositi; famiglie e imprese possono domandare meno credito oppure incontrare maggiori difficoltà nel rimborsarlo. Inoltre, i titoli a tasso fisso detenuti dalla banca possono perdere valore di mercato.

Per questo, un aumento dei tassi può sostenere una parte dei ricavi bancari senza garantire un aumento degli utili o del prezzo delle azioni.

Anche le assicurazioni, soprattutto nel ramo vita, possono beneficiare della possibilità di investire nuovi premi e somme provenienti da titoli in scadenza a rendimenti più elevati.

Il beneficio emerge progressivamente, mentre le obbligazioni già detenute possono perdere valore. Contano inoltre gli impegni verso gli assicurati e la loro durata: i risultati dipendono dal rapporto fra investimenti e obblighi futuri. Nel ramo danni, l’inflazione può anche aumentare il costo dei sinistri.

Obbligazioni e conti deposito: che cosa cambia per il risparmiatore

Passiamo ora dai settori economici agli strumenti che puoi utilizzare per i tuoi risparmi.

Quando i rendimenti di mercato salgono, chi investe una nuova somma in obbligazioni può trovare condizioni più remunerative rispetto a prima, a parità delle altre caratteristiche.

Per chi possiede già un’obbligazione a tasso fisso, l’effetto può essere diverso: se sul mercato diventano disponibili rendimenti maggiori, il prezzo del vecchio titolo tende a scendere.

La cedola contrattuale resta la stessa, ma vendendo prima della scadenza potresti incassare meno di quanto hai investito. Se mantieni il titolo fino al rimborso, contano il prezzo pagato e la capacità dell’emittente di rispettare i propri impegni.

Le obbligazioni con durata più breve sono generalmente meno sensibili alle variazioni dei tassi rispetto a titoli simili con durata maggiore. Questo non significa che rendano sempre di più o che siano sempre la scelta adatta: devi considerare quando ti serviranno i soldi e il rischio che, alla scadenza, tu debba reinvestirli a rendimenti inferiori.

Se vuoi approfondire questi aspetti, puoi leggere la guida agli investimenti in obbligazioni.

Anche i conti deposito possono offrire una remunerazione più alta in un contesto di tassi crescenti. Le condizioni, però, sono decise dalle singole banche e dipendono anche dalla loro necessità di raccogliere denaro e dalla concorrenza.

Un aumento della BCE non modifica automaticamente il tasso di un deposito già sottoscritto a condizioni fisse. Quando confronti le offerte, considera la durata, la possibilità di svincolare il denaro e il rendimento al netto di imposte e spese.

Infine, un interesse nominale più alto non equivale necessariamente a un maggiore potere d’acquisto: se anche l’inflazione aumenta, una parte del beneficio può essere assorbita dall’aumento dei prezzi.


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Quali settori possono risentirne?

Il costo del denaro incide soprattutto sulle attività che ricorrono al debito, sulle decisioni di spesa finanziate a credito e sul valore attribuito ai guadagni futuri.

Imprese indebitate, immobili e attività sensibili al costo del capitale

Un’impresa con molto debito può dover pagare interessi maggiori sui finanziamenti a tasso variabile o quando rinnova quelli in scadenza. A parità di ricavi e degli altri costi, questo può ridurre l’utile.

Conta però quando e come quel debito deve essere rimborsato: un finanziamento a tasso fisso con scadenza lontana ha effetti diversi da uno da rinnovare nei prossimi mesi.

Nel settore immobiliare, mutui più costosi possono limitare la capacità di acquisto delle famiglie. Anche chi sviluppa o compra immobili ricorrendo a finanziamenti può vedere aumentare le spese. L’effetto sui prezzi delle case dipende comunque dalla zona, dall’offerta e dalla domanda.

Altre attività che richiedono investimenti importanti, come alcune utilities, possono risentire di un maggior costo del capitale. Anche qui bisogna guardare al debito, ai contratti e alla possibilità di adeguare i ricavi.

Per le società di crescita, un altro aspetto riguarda le valutazioni: quando aumenta il rendimento richiesto dagli investitori, il valore attuale dei guadagni attesi negli anni più lontani può diminuire. Ciò non basta a prevedere l’andamento di tutte le aziende tecnologiche o innovative, che dipende anche dai risultati effettivi e dal prezzo a cui vengono acquistate.

Mutui e prestiti: l’effetto sulle famiglie

Quando i tassi salgono, anche il costo dei finanziamenti può aumentare. Per capire l’effetto sul tuo bilancio, però, devi distinguere tre situazioni:

  • mutuo a tasso variabile già sottoscritto: la rata può aumentare secondo l’indice, le scadenze di revisione e le condizioni previste nel contratto;
  • mutuo a tasso fisso già sottoscritto: il tasso concordato resta fermo, anche se la BCE alza quelli ufficiali;
  • nuovo mutuo o prestito: il costo dipende dalle condizioni offerte in quel momento, oltre che dalla durata e dalla tua situazione.

I tassi dei nuovi mutui fissi risentono anche delle aspettative sui tassi futuri, quindi possono muoversi prima di una decisione della BCE.

Un finanziamento più costoso richiede di verificare con maggiore attenzione la sostenibilità della rata e il costo complessivo. La scelta va collegata alla necessità che devi soddisfare e alle risorse di cui disponi.

Le mie opinioni

Ora che hai una panoramica sui tassi di interesse e relativamente agli investimenti, posso cercare di fornirti le mie opinioni al riguardo.

È comprensibile cercare i settori che potrebbero trarre vantaggio da un rialzo. Il problema nasce quando questa analisi diventa l’unico criterio con cui decidere dove mettere i propri soldi.

Se i tassi aumentano in un’economia che cresce, le conseguenze possono essere diverse da quelle di un rialzo accompagnato da inflazione elevata e consumi in difficoltà. Anche all’interno dello stesso settore, due aziende possono avere debiti, margini e prospettive molto differenti.

Inoltre, un beneficio per l’attività dell’azienda non assicura un guadagno a chi compra le sue azioni: il prezzo può già riflettere aspettative favorevoli.

Risulta quindi difficile trovare una regola per investire quando i tassi aumentano, e proprio per questo motivo ti invito sempre alla prudenza.

La diversificazione degli asset resta un modo per evitare che il tuo portafoglio dipenda soltanto da un’asset class o da un singolo scenario economico. Perché sia utile, deve essere coerente con i tuoi obiettivi, con il tempo di cui disponi e con le oscillazioni che puoi sostenere.

Prima di cercare il settore favorito dai prossimi rialzi, io partirei quindi da una domanda più concreta: il mio portafoglio è adatto alle esigenze per cui l’ho costruito?

Se vuoi ragionare sulla composizione dei tuoi investimenti e sul loro ruolo nel patrimonio, puoi approfondire il tema della consulenza finanziaria.

Ulteriori risorse utili per approfondire

Prima di salutarci vorrei proporti la lettura di qualche articolo che potrebbe interessarti, circa le modalità per investire oggi. Puoi partire dal percorso più vicino alla tua situazione:

Buona lettura.


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Consulente finanziario
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019), "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023) e "Indipendenza Finanziaria for Dummies" edito da Ulrico Hoepli (2026).

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