Recensione Fondo Arco: Conviene? Guida al Rendimento, al Riscatto e ai Costi, leggi le Opinioni!

Che cos’è il Fondo Arco? Come funziona e chi può aderirvi?

Quali sono i costi, i suoi rendimenti e come fare per riscattarlo e uscire dal fondo?

Se stai cercando delle informazioni su questo fondo pensione sei nel posto giusto. Quando si parla di fondi pensione infatti ci sono sempre tante domande a cui dare risposta.

Oggi cercheremo proprio di analizzare nel dettaglio il Fondo Arco, dedicato ai lavoratori dell’industria e della piccola e media impresa di determinati settori che dopo analizzeremo nel dettaglio.

Buona lettura!

Due parole sul fondo  

Prima di cominciare ad analizzare nel dettaglio il fondo, vorrei darti prima alcune informazioni sulla nascita del fondo.

Arco è il fondo nazionale che consente di costruirsi una pensione complementare ai lavoratori a tempo indeterminato, che sia a tempo pieno o parziale, e ai lavoratori a tempo determinato la cui attività lavorativa abbia una durata non inferiore a 3 mesi, nel settore del legno, sughero, mobili e arredamento, boschivi e forestali, laterizi e manufatti in cemento, lapidei e maniglie.

Inoltre possono aderire ad Arco anche i dipendenti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni imprenditoriali, quali per esempio Fillea Cgil, Filca Cisl e altre.

Cerchiamo di capire insieme il funzionamento del fondo, i costi e infine ti fornirò le mie opinioni su questa forma di integrazione della pensione.

Fondo Arco: caratteristiche

Cominciamo a vedere le caratteristiche dello strumento.

Arco è un fondo negoziale che ha come obiettivo quello di erogare una pensione complementare, ai sensi del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.

Arco è vigilato dalla commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP).

Esso opera in regime di contribuzione definita, in quanto l’importo della pensione complementare è determinata dai contributi che il soggetto versa e dai rendimenti della gestione. 

L’adesione ad Arco è volontaria, e dopo aver aderito per ogni socio viene aperto presso il fondo una sorta di “conto pensionistico individuale”: su questo conto verranno versati i contributi versarti e i rendimenti che matureranno dalla gestione finanziaria.


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Come funziona?

Passiamo adesso a vedere nel dettaglio come funziona il fondo.

Il funzionamento del fondo si articola in 3 fasi distinte:

  • Raccolta dei contributi: successivamente all’adesione dei lavoratori l’azienda si impegna a versare ogni tre mesi al fondo i contributi previsti dal contratto di lavoro, ovvero il contributo a carico dell’azienda, del lavoratore e il TFR che sta maturando;
  • Gestione finanziaria del patrimonio del fondo: i contributi vengono versati presso una banca depositaria che custodisce il patrimonio e controlla la regolarità delle operazioni di gestione. Questi contributi poi vengono investiti in determinati strumenti finanziari (che possono essere titoli di Stato, obbligazioni, azioni e quote di fondi comuni d’investimento). L’investimento non viene effettuato direttamente dal fondo pensione, ma la gestione viene affidata a dei gestori che si occupano di investire i soldi;
  • Erogazione delle prestazioni: quando arriva il momento del pensionamento il lavoratore avrà diritto alla liquidazione delle prestazioni previste, sotto forma di rendita o di capitale. Prima del pensionamento sono inoltre previste reptazioni in caso di cessazione del rapporto di lavoro oppure se il lavoratore decide di richiedere delle anticipazioni su quello che ha maturato sul fondo.

Profili di gestione: quale comparto scegliere

Il fondo pensione in questione è in grado di proporre diverse pluralità di opzioni di investimento, ovvero diversi comparti di investimento.

Ogni comparto presenta una combinazione di rischio/rendimento differente, per soddisfare le richieste e gli obiettivi di ogni soggetto.

Vediamo le diverse combinazioni dei comparti:

  • Bilanciato prudente: 70% obbligazioni, 30% azioni;
  • Garantito: 95% obbligazioni, 5% azioni. Questo comparto garantisce la restituzione dei contributi versati e ha l’obbiettivo di realizzare un rendimento simile al TFR un azienda;
  • Bilanciato dinamico: 50% obbligazioni, 50% azioni.

Inoltre, se le caratteristiche dei singoli comparti non risultano essere adeguate alla proprie esigenze di investimento, il fondo pensione permette di diversificare i versamenti anche su più comparti di investimento.

Si potrà infatti scegliere tra due diverse combinazioni:

  • TFR nel comparto garantito, e la contribuzione dell’azienda e del lavoratore nel bilanciato prudente;
  • TFR nel comparto garantito, e la contribuzione dell’azienda e del lavoratore nel bilanciato dinamico.

Prima di scegliere in quale comparto investire dovrai riflettere bene per capire quale obiettivo vuoi raggiungere e che profilo di rischio vuoi sostenere.

Partendo dalla premessa che i rendimenti sono soggetti a oscillazioni, e che i rendimenti passati non sono indicativi dei rendimenti futuri, vediamo nel dettaglio come sono i diversi comparti.

Comparto garantito

Questo comparto è adatto a un lavoratore che possiede un orizzonte temporale breve, al quale per esempio mancano 5 anni o meno al pensionamento.

La gestione di questo comparto è volta a realizzare dei rendimenti che siano almeno pari a quelli del TFR.

Questo comparto è destinato ad accogliere i flussi di TFR conferiti tacitamente. 

Si tratta di un comparto destinato ad accogliere il versamento iniziale del contributo contrattuale per i lavoratori che non risultano già iscritti al fondo.

Il comparto è composto per la maggior parte da obbligazioni, in una percentuale vicina al 95%, e per una piccola parte in azioni, circa il 5%.

Per completezza ti riporto qui i rendimenti e la composizione del portafoglio.

Comparto bilanciato prudente

Questo comparto si adatta a un lavoratore che ha un orizzonte temporale medio/lungo, al quale mancano ancora circa 10-15 anni al pensionamento.

La rivalutazione del capitale investito in questo caso è indirizzata a chi privilegia la continuità dei risultati e accetta un’esposizione al rischio moderata.

Questo comparto prevede una composizione orientata verso le obbligazioni, che hanno un peso di circa il 65%, mentre le azioni pesano per il 35% circa.

Per completezza ti riporto qui i rendimenti e la composizione del portafoglio.

Comparto bilanciato dinamico

Anche questo comparto è adatto a chi ha un orizzonte temporale medio/lungo, tra i 10 e i 15 anni dal pensionamento.

La rivalutazione del capitale investito è adatto a chi sta cercando dei rendimenti più elevati nel lungo periodo ed è disposto ad accettare un’esposizione al rischio più elevata.

Questo comparto è in grado di garantire dei rendimenti più alti, e proprio per questo motivo risulta essere più rischioso.

Esso è composto infatti dal 58% circa di azioni, e dal 42% circa di obbligazioni.

Per completezza ti riporto qui i rendimenti e la composizione del portafoglio.


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I costi

Dopo aver visto tutti i comparti di investimento nel dettaglio, possiamo andare adesso alla parte dei costi.

I costi ovviamente comportano una diminuzione della posizione individuale, e di conseguenza della prestazione pensionistica.

Prima di scegliere di aderire a questo fondo è importante confrontare i costi di questo fondo con quelli di altri, al fine di fare la scelta migliore per te.

Vediamo nel dettaglio quali sono i costi da sostenere:

  • Spese di adesione: 10,33 euro solo per gli associati con contribuzione ordinaria nel corso dell’anno da versare in un’unica soluzione quando si aderisce. Per chi attiva l’adesione piena non è dovuta questa quota;
  • Spese da sostenere durante la fase di accumulo:
    • 24 euro in cifra fissa per gli associati che abbiano una contribuzione ordinaria nel corso dell’anno e per gli associati con la sola destinazione del TFR
    • 14 euro in circa fissa per gli associati che non effettuano versamenti nel corso dell’anno o che effettuano soltanto dei versamenti volontari
    • 24 euro in cifra fissa per chi aderisce tacitamente al fondo
    • 6 euro in cifra fissa per gli associati che versano solo il contributo contrattuale.

Per quanto riguarda invece le spese che sono indirettamente a carico dell’aderente, esse cambiano sulla base dei comparti e sono:

  • Comparto garantito: 0,22%;
  • Bilanciato prudente: 0,18%;
  • Bilanciato dinamico: 0,16%.

Abbiamo poi anche le spese per l’esercizio di alcune prerogative individuali:

  • Anticipazione: 20 euro una tantum per ogni anticipazione;
  • Trasferimento: 10 euro una tantum quando si trasferisce verso il nuovo fondo la posizione previdenziale;
  • Riscatto: 15 euro una tantum per la liquidazione della posizione previdenziale per il riscatto immediato;
  • Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA): 2,50 su ciascuna rata erogata.

Per completezza ti allego anche una tabella dell’indice sintetico dei costi (ISC).

L’anticipazione

Una cosa che sicuramente ti starai domandando riguarda se vi è la possibilità di ritirare i soldi prima del pensionamento.

Spesso è una domanda che molti si pongono.

È possibile richiedere una liquidazione anticipata dell’ammontare della posizione pensionistica individuale del fondo.

L’anticipazione può essere concessa in caso di spese sanitarie per gravissime situazioni o per sé o per il coniuge o i figli, per l’acquisto delle prima casa per sé o i figli e per realizzare interventi circa la prima casa di abitazione (in questo caso l’importo massimo dovrà essere pari al 75%) o ancora per ulteriori esigenze che vengono indicate dall’aderente (in questo caso l’importo massimo dovrà essere pari al 30%).

Per ottenere l’anticipazione, il periodo di iscrizione dell’aderente deve essere almeno di otto anni.

Riscatto totale

Può avvenire il riscatto immediato alla cessazione del rapporto di lavoro prima del pensionamento, o per uno stato di invalidità permanente sopraggiunto o ancora per la cessazione dell’attività lavorativa con conseguente un’occupazione per un periodo superiore ai 48 mesi.

Riscatto parziale 

L’aderente può richiedere anche il riscatto dell’85% della posizione maturata, alla cessazione del rapporto di lavoro prima del pensionamento, o il riscatto del 50% della posizione maturata per cessazione dell’attività lavorativa e un’occupazione di un periodo di tempo compreso tra 12 e 48 mesi, o per cassa integrazione di almeno 12 mesi.

Trasferimento 

L’aderente può richiedere anche il trasferimento della posizione individuale maturata presso un’altra forma pensionistica complementare.

Il regime fiscale 

Per agevolare la costruzione del piano previdenziale e consentire agli aderenti di ottenere, al momento del pensionamento, prestazioni più elevate, tutte le fasi di partecipazione al Fondo godono di una disciplina fiscale di particolare favore.

Per quanto riguarda i contributi versati durante la fase di accumulo, questi sono deducibili dal reddito fino al valore di 5.164,57 euro.


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I rendimenti

I rendimenti derivati dall’investimento dei contributi sono tassati con aliquota del 20%, i rendimenti derivanti da investimenti in titoli pubblici sono tassati con aliquota del 12,50%.

Stiamo parlando di aliquote più basse di quelle applicata sugli investimenti di natura finanziaria.

Come aderire al fondo

Per aderire è necessario compilare e sottoscrivere il modulo di adesione.

L’adesione decorre dalla data di sottoscrizione del modulo di adesione da parte dell’azienda. 

Entro i 5 giorni lavorativi del mese successivo alla ricezione del modulo, Arco invierà poi una lettera di conferma dell’avvenuta iscrizione.

La sottoscrizione del modulo non è invece richiesta ai lavoratori che conferiscono tacitamente il loro TFR o che versano soltanto il contributo contrattuale, a carico del solo datore di lavoro che lo versa nel fondo a favore del lavoratore stesso.

Fondi Arco in perdita

A volte può capitare che, dopo aver investito,  le aspettative sui redimenti o sui ritorni economici dei fondi non siano quelli che si sperava. In questi casi spesso si è assaliti dai dubbi e ci si domanda se non sia meglio ricorrere al disinvestiemento.

Sappi che prima di prendere questa decisione è sempre consigliabile riflettere a lungo e approfonditamente, perchè potresti commettere un errore e rovinare il tuo patrimonio anziché tutelarlo!

Tlascio qui una guida in cui spiego come comportarsi quando i fondi sono in perdita.

Conviene Fondo Arco? Pro e contro

Investire nel fondo Arco conviene? Ora che abbiamo analizzato nel dettaglio il fondo pensione, vedendo tutte le sue caratteristiche e i suoi costi, possiamo cercare di riassumere i suoi vantaggi e fare un discorso generale sulla pensione integrativa.

Prima di tutto cominciamo dicendo che l’adesione a un fondo pensione ti permette di costruire una pensione aggiuntiva, che andrà a integrarsi a quella pubblica.

Un vantaggio del fondo pensione è senza dubbio quello fiscale, dal momento che come abbiamo visto i contributi sono deducibili.

Un altro vantaggio è quello di ottenere il contributo dell’azienda previsto dagli accordi nel caso in cui anche il lavoratore contribuisca con quello minimo previsto a suo carico, che viene versato direttamente sulla posizione previdenziale.

Arco inoltre è un’associazione senza scopo di lucro, quindi le spese, i costi e i risultati sono trasparenti. Questo rende il fondo pensione uno strumento sicuramente interessante, di più di una polizza complessa che invece presenta senza dubbio dei conflitti di interesse.

I contro di un investimento del genere risiedono senza dubbio nei costi, che vanno monitorati e scelti sulla base dei rendimenti e di come i costi impatteranno sulla tua posizione finale.

Ricordati, però, che costruirsi una pensione integrativa al giorno d’oggi è importante, dal momento che non si conoscono i tempi di quando si andrà in pensione e soprattutto l’importo finale.

Esistono comunque delle alternative valide all’investimento nei fondi pensione, che ti offrono maggiore libertà nell’investimento. Tuttavia, se la tua azienda aderisce a questo fondo, approfittarne potrebbe essere comunque conveniente.

Teniamo a mente che i fondi chiusi sono comunque preferibili a quelli aperti, in quanto è vero che ci sono dei costi, ma sono più bassi e, non ultimo, talvolta le aziende ti offrono dei bonus sul fondo pensione perché gli conviene… Informati sempre prima di accettare, ma informati a 360 gradi, perché nel caso dei fondi chiusi spesso potrebbe essere comunque vantaggioso (e, lo ripeto, è più vantaggioso rispetto a un fondo aperto).

Opinioni di Affari Miei

Cerchiamo di trarre una conclusione e dare una chiusura a questa recensione.

Se sei arrivato fino a qui molto probabilmente avrai cercato su vari forum le opinioni sul fondo Arco per cercare di capire se si tratta di un fondo vantaggioso per te.

Diciamo che di per sé il fondo Arco non è più conveniente o meno conveniente, ma va inserito nel discorso più ampio della previdenza complementare.

Possiamo dire che versare il TFR nel fondo pensione è una scelta affidabile, se i versamenti non vengono effettuati su fondi ad alto rischio.

Se dovessi decidere di lasciarlo in azienda pensa al caso in cui la stessa azienda dovesse fallire per insufficienza di attività in grado di coprire le passività: in questo caso sarebbe un problema.

Se il TFR fosse stato versato al fondo Arco invece, questo potrebbe provvedere a rimborsare il lavoratore in un periodo di tempo relativamente breve. Questo sarebbe possibile perché i capitali sono già in suo possesso, dato che il datore di lavoro li avrà versati periodicamente.

Il fondo Arco rappresenta un’importante possibilità di investimento alternativo, senza dubbio, anche per i vantaggi che abbiamo visto in precedenza.

Ulteriori risorse utili

Prima di salutarti ci tengo a lasciarti alcune risorse sulla previdenza complementare che potrebbero esserti utili:

Inoltre se ti stai approcciando adesso al tema degli investimenti puoi cominciare il tuo approfondimento da queste guide:

Buon proseguimento!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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