Ma Veramente Non Hai Tempo Per Occuparti Dei Tuoi Soldi?

Dopo tanti anni di onorata carriera posso dire che esistono due scuole di pensiero riguardo al tempo che bisognerebbe dedicare alle proprie finanze.

La prima è quella rappresentata dalle persone che si appassionano talmente tanto al punto di trasformare i mercati finanziari nel proprio hobby preferito.

La seconda, invece, è la scuola del “ma io non ho tempo per mettermi a investire, pensavo di darvi i soldi e lasciarvi fare”.

Sono due estremi, ovviamente al centro ci sono diverse gradazioni di grigio in cui potresti trovarti anche tu.

Oggi parleremo della seconda scuola di pensiero, di quelli che “non hanno tempo”.

La prima premessa, dettata da anni di esperienza, è abbastanza banale: noi serviamo una clientela che si può definire Premium.

I nostri clienti mediamente sono imprenditori, liberi professionisti, dirigenti di multinazionali, medici, dentisti, ingegneri, commercialisti e figure simili.

Sono quasi tutte persone che “non hanno tempo” ed è assolutamente “normale” perché, detto brutalmente, se avessero tanto tempo da perdere non avrebbero soldi (tanti o pochi che siano) da investire.

E mi sto limitando solo a parlare dell’aspetto professionale: se ci mettiamo che generalmente una persona matura deve conciliare la sua vita lavorativa con la famiglia diventa ancora più evidente che quasi tutti “non hanno tempo”.

A parte rare eccezioni, le persone patrimonializzate che conosco sono molto impegnate perché nessuno regala stipendi elevati o posizioni lavorative che permettono di avere capacità di risparmio ad individui che se ne stanno tutto il giorno sul divano a battere la fiacca.

La storia del “non ho tempo” è la trappola principale in cui le persone sovente “cascano” e fa la fortuna della grande industria del risparmio gestito che, dietro il “non ti preoccupare ci penso io”, ha costruito la sua ricchezza a discapito dei clienti.

Ma veramente non hai tempo?

Senza voler suggerire lo spegnimento dei social come forma di time management estrema, proviamo a ricostruire il percorso che ti ha portato a fare questa considerazione.

Con ogni probabilità, se conosci Affari Miei come minimo hai:

  • Letto degli articoli online;
  • Guardato dei video su Youtube;
  • Frequentato qualche community sui social;
  • Cercato informazioni in generale o letto libri introduttivi alla materia.

Se così non fosse, banalmente, non saremmo mai entrati in contatto. Avresti continuato ad ignorare completamente la materia e non avresti vissuto la faccenda neanche come un problema o come una lacuna da colmare.

Hai fatto benissimo a fare tutto questo, sia chiaro, perché occuparsi della gestione del proprio patrimonio è una cosa importante, su questo credo che siamo allineati al 100%.

E se siamo allineati, perché dici di non aver tempo?

E, soprattutto, quali sono le alternative?

Le alternative, se mi consenti di illustrarle dato che mi occupo di questo da anni, sono relativamente poche:

  • Non fare nulla: lasci i soldi sul conto e te ne dimentichi. Scommetto che, se ti trovi in una situazione di questo tipo, sia stata proprio la molla del “non voglio far mangiare i miei risparmi dall’inflazione” a farti attivare;
  • Fai da te non organizzato: compri cose a caso, anche se non hai esperienza o conoscenza. 9 volte su 10 in questi casi si perdono soldi (quando va bene) o si cade in truffe (quando va male) perché mancano le competenze per distinguere i “buoni” dai “cattivi” e ciò che è giusto per noi da ciò che non lo è;
  • Affidarti completamente ad un intermediario che 99 volte su 100 è una banca: se hai già avuto contatti con questo mondo, sai benissimo che presenta una serie di criticità enormi di cui parlo spesso su Affari Miei e che non ripeto per non divagare. In generale, le lamentele principali sono la mancanza di trasparenza, lo scarso livello dell’assistenza e la generale sensazione di “non capirci niente” ed essere in balia del consulente bancario di turno;
  • Acquisto di formazione / informazione / consulenza: è quello che facciamo noi ma ci arriviamo tra poco.

Il non far nulla, abbiamo visto, non è un’opzione mentre il fai da te non organizzato presenta dei rischi troppo alti quindi andiamo avanti.

Affidarsi ad un intermediario per molti è la prima scelta o quella che sembra più naturale. Sembra quella “ideale” per chi “non ha tempo” perché “fanno tutto loro” e apparentemente il problema è risolto.

Ma veramente è così?

Se vieni da un’esperienza negativa in questo senso, come la maggior parte delle persone con cui interagiamo noi, hai a tua volta le seguenti opportunità:

  • Cambiare intermediario bancario: 9 volte su 10 cambia la forma ma non la sostanza;
  • Cambiare intermediario scegliendone uno non bancario: magari ti rivolgi ad un servizio di gestioni patrimoniali low cost come quelli che si vedono online. Anche qui cambia la forma ma non la sostanza: dietro l’apparente riduzione dei costi si nasconde una situazione praticamente identica a quella che trovi con la banca. Deleghi al 100%, hai scarso controllo e, detto volgarmente, ti devi fidare di quello che fanno gli intermediari con poche possibilità di controllo.

Qual è l’unico controllo che hai quando ti affidi ad un intermediario?

Puoi confrontare i rendimenti tra le varie gestioni, magari pensi in maniera “furba” di dividere il patrimonio tra più gestori così da vedere chi rende meglio.

Purtroppo, però, i mercati sono una cosa più complicata di quello che sembra e per fare un confronto serio hai bisogno di anni (almeno 5-7).

Aspetterai mai così tanto per trarre le conclusioni?

Te lo dico io, permettimi anche qui di anticiparti uno scenario probabile alla luce della mia esperienza: no, non lo farai.

Dopo un paio di anni, specie se i mercati andranno male o se ti sembrerà che stiano performando meglio rispetto ai tuoi investimenti, inizierai a mettere in dubbio l’intermediario a cui ti sei affidato e, al primo tentennamento, cambierai intermediario riavviando il ciclo.

Ritiri i soldi, consolidi perdite e/o se esci in attivo paghi imposte e commissioni e ricominci da capo.

Le banche lo sanno perfettamente, per questo ti fanno pagare commissioni d’ingresso e di uscita sui loro servizi, infatti i clienti fanno il giro un po’ come nei supermercati del quartiere.

Loro guadagnano sicuro, tu no perché entrando ed uscendo dal mercato perdi tempo, soldi ed energie senza avere una bussola chiara.

Ho visto persone che in 10 anni hanno perso moltissimi soldi perché, con la scusa del “non ho tempo”, delegavano ad altri senza interessarsi e, soprattutto, chiedendo loro cose purtroppo fuorvianti (che un cliente che non è consapevole non può ritenerle come tali anche se in realtà è così) quali “investimenti sicuri”, “garanzia del capitale”, “zero rischi”, “rendita sicura” e simili.

Non interessarsi della gestione dei propri soldi ha un costo emotivo ed economico enorme e molte volte le persone lo capiscono, ahimé, solo quando pagano questo scotto.

Quindi cosa dovresti fare se non hai tempo?

La gestione dei soldi è un aspetto primario della nostra vita, se non fossi d’accordo con questo assunto non saresti qui.

E anche la storia del “non ho tempo”, perdonami, non esiste se per arrivare a leggere questo contenuto hai comunque speso delle ore sul web a cercare di informarti.

Non puoi mentire a te stesso, fatti questa domanda: veramente prima di ripeterti che “non avevi tempo” potevi invece passare le ore a cercare di capire cosa fare e adesso non puoi più farlo?

O, semplicemente, ti stai raccontando questa storia per procrastinare quella che ti sembra essere una decisione difficile?

Se una cosa è importante, il tempo viene fuori esattamente come troviamo degli spazi quando dobbiamo occuparci del nostro lavoro o della nostra famiglia.

Come sarebbe opportuno impiegare questo tempo (che diciamo di non avere)?

La via maestra, secondo la nostra metodologia, si basa su tre pilastri:

  • Formazione;
  • Informazione;
  • Consulenza finanziaria e patrimoniale di supporto.

La formazione rappresenta le fondamenta: in tutti questi anni, grazie ai nostri percorsi formativi, abbiamo consentito a migliaia di persone che dicevano di non avere tempo di acquisire le conoscenze necessarie per potersi orientare in questo settore.

Lo facciamo proprio perché non crediamo nella fiducia illimitata che gli altri dovrebbero riporre in noi solo seguendo l’istinto.

In più, siamo abituati a confrontarci con persone che vengono già da situazioni problematiche (es: gestioni bancarie) in cui riuscivano a comprendere poco o niente di quanto stava accadendo e si sentivano impotenti.

La formazione ti fa diventare protagonista, ti permette di assumere il controllo prendendo la guida della gestione del tuo patrimonio: acquisita questa non dovrai più delegare alla cieca, sarai in grado di “pesare” chiunque, nel corso della tua vita, vorrà venderti prodotti o servizi finanziari.

Poi c’è il secondo step, l’informazione.

Questo step viene dopo, quando abbiamo capito cosa sia più opportuno fare e perché.

La gestione di un patrimonio è un’attività dinamica che si struttura nel tempo e, per sua natura, necessita di un supporto.

Una volta che hai capito cosa fare, quello che ti serve nella maggior parte dei casi è un solido accesso a report, ricerche e approfondimenti che ti permettano di prendere decisioni di qualità.

Noi come società di consulenza vendiamo ai nostri clienti studi e ricerche avanzate: in Italia sta sempre più prendendo piede, come negli Stati Uniti, il mercato degli investitori autonomi (o, se preferisci, self-directed investors).

Chi è un self-directed investor?

Di solito è un investitore privato che preferisce essere protagonista della gestione dei suoi soldi, ha accesso alle piattaforme che gli consentono di operare facilmente e delega a terzi solo la parte di studi e ricerche sui mercati, cosa che non può fare durante il giorno perché si occupa di altro.

Grazie alle informazioni a cui accede investe autonomamente approcciandosi però a contenuti filtrati da una guida specializzata.

La maggior parte dei nostri clienti rientra in questa categoria.

Lo step successivo, complementare o sostitutivo di parte di questi due pilastri, è la consulenza finanziaria e patrimoniale.

Con la consulenza possiamo:

  • Analizzare la situazione di partenza;
  • Aiutarti a tracciare un piano di lungo termine;
  • Sciogliere ogni dubbio applicativo della tua strategia;
  • Supportarti in altri ambiti essenziali della tua pianificazione finanziaria quali: previdenza, assicurazioni o successione.

La consulenza può servire all’inizio, per “sbloccare” il processo virtuoso che costruiremo nel tempo oppure durante il nostro cammino, per supportarti nelle situazioni più complesse sul piano tecnico.

Questa è la metodologia ottimale, a nostro avviso, per impiegare il tempo che dici di non avere in maniera produttiva, efficiente ed efficace.

E, soprattutto, questo è quello che occorre fare a nostro parere anziché ripetersi “non ho tempo” e continuare a tergiversare.

Ricordiamoci che il tempo è denaro e che ogni anno di mancata crescita del patrimonio mediante l’interesse composto può valere, al termine del nostro percorso, anche decine di migliaia di euro.

Chest’è…come amo dire!


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Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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