Opzioni Binarie, Cosa Sono? Guida Fondamentale per il Trading in Opzioni

Le opzioni binarie sono una tipologia di investimento che ha riscosso un grande successo negli ultimi anni, spinto soprattutto da campagne di marketing frequenti e ripetute e da una soglia molto bassa di capitale di ingresso.

Se per aprire i conti trading classici possono essere necessarie somme superiori ai 1.000 euro (anche se non è sempre questo il caso), il grosso degli operatori e dei broker sul mercato delle opzioni binarie offre la possibilità di cominciare ad investire con pochi euro.

In aggiunta, almeno stando a quanto viene proposto dalle offerte più popolari e comuni presenti oggi sul web, per investire in opzioni binarie non serve necessariamente capirne molto di economia e di trading, perché l’investimento si sviluppa lungo l’arco di pochissimi secondi e permette di “vincere” o “perdere” senza che effettivamente sia necessario applicarsi molto per capire quello che è successo.

Le pubblicità alle quali ricorrono i principali broker di opzioni binarie attualmente presenti sul mercato non sono sempre limpide, nel senso che purtroppo viene proposta a investitori alle prime armi una soluzione non sempre limpida, non sempre facile da capire e che può portare a dilapidare capitali anche ingenti se non si sa quello che si sta facendo.

Nella guida di oggi, che avrà come tema principale proprio le opzioni binarie, ci preoccuperemo di questo, di indagare il funzionamento, le modalità di accesso, le migliori strategie per guadagnare con questo strumento, cercando di individuare anche quali sono i metodi per riconoscere le truffe da quelli che sono i sistemi legittimi per investire in questo particolarissimo strumento derivato.

Lo scopo ambizioso di questo articolo è quello di essere una delle migliori guide del web italiano per coloro che non si ritengono esperti: vi invitiamo, pertanto, a segnalare eventuali spunti al termine della lettura nei commenti.

Cos’è un’opzione binaria?

Le opzioni binarie sono uno strumento derivato, il che vuol dire che non stiamo acquistando un titolo di possesso diretto, un credito nei confronti di un’istituzione pubblica o privata, né tantomeno della merce fisica.

Quello che stiamo acquistando è un’opzione, ovvero il diritto a comprare o vendere un determinato titolo ad un determinato prezzo alla scadenza predeterminata nel contratto.

L’opzione binaria, rispetto agli altri tipi di opzione, ha delle caratteristiche decisamente particolari, che almeno a grandi linee sono però facili da capire:

  • l’opzione binaria ha appunto un esito binario: o si perde tutto, o si guadagna la percentuale che è indicata dall’opzione stessa;
  • la durata dello strumento è particolarmente breve: oggi sul mercato troviamo opzioni binarie con scadenza a 30 secondi, a 1 minuto, a 2 minuti e a 5 minuti. Molto difficilmente troveremo opzioni binarie di durata più lunga;
  • al contrario delle opzioni classiche, il guadagno potenziale è chiaro sin da subito e non sarà costituito dalla differenza tra il prezzo d’acquisto indicato dall’opzione e il prezzo effettivo del sottostante, ma da quanto il broker avrà deciso di far valere l’opzione; tipicamente, per questioni di comodità, le opzioni binarie offrono il 100% dell’investimento; se si investono 50 euro se ne ricevono indietro 100 nel caso di investimento vincente, mentre si perde tutto nel caso di investimento perdente;

Non ci sono mai guadagni marginali per chi investe nelle opzioni binarie, e l’unico numero che ci interesserà è quello della soglia: se saremo al di sotto dopo aver investito su sell, vinceremo.

Se sarà al di sopra della soglia, dopo che abbiamo investito su buy, vinceremo. Nei casi contrari invece perderemo la somma investita.

In alcune giurisdizioni le opzioni binarie sono legislativamente parlando delle scommesse

Le opzioni binarie hanno sin dai primi mesi di vita ricevuto le attenzioni degli enti che regolano i mercati finanziari. In diverse giurisdizioni le opzioni binarie sono considerate in tutto e per tutto gioco d’azzardo, e sono dunque regolate di conseguenza.

Senza voler entrare nell’eterna diatriba tra chi ritiene tutte le forme di investimento una sorta di azzardo e chi invece tende a separare le opzioni binarie dagli altri strumenti ad alto rischio, va rilevato il fatto che le opzioni binarie sono sicuramente una forma particolare di investimento, una forma di investimento che può essere equiparata, per alcuni suoi aspetti molto peculiari, alle scommesse e al gioco d’azzardo:

  • in caso di vittoria la somma incassata è un multiplo di quella scommessa, il che vuol dire che oltre una certa soglia l’andamento del sottostante è completamente irrilevante;
  • temporalmente parlando, la durata delle stesse impedisce praticamente a chiunque di effettuare previsioni con cognizione di causa; nessuno può ragionevolmente prevedere partendo da dati economici quale sarà l’andamento di un’azione, di un titolo, di una materia prima da qui a 30 secondi. Si gioca dunque sui movimenti naturali del mercato, quegli alti e bassi che si ripetono per centinaia di volte all’interno di una giornata di contrattazioni;
  • è un investimento, come avremo modo di vedere in modo più approfondito più avanti, che non opera su mercati regolamentati, il che vuol dire che c’è un banco che emette i contratti e che dunque organizza le opzioni a suo vantaggio, nel senso che nel medio e lungo periodo le operazioni devono essere assolutamente vantaggiose per la casa; questo vuol dire che sebbene si possa sicuramente portare a casa un guadagno da questo tipo di operazioni, è necessario al tempo stesso tenere conto del fatto che, in linea di massima, i contratti sono sempre a vantaggio della casa/banco/broker che li emette.

Il mercato delle opzioni binarie è un mercato non regolamento – over the counter

Il mercato delle opzioni binarie non è un mercato quotato e non è un mercato regolamentato. Questo vuol dire che, come avviene tipicamente per il grosso dei derivati e delle opzioni, anche quando non esotiche, operano accordi non necessariamente standard tra le parti.

Non siamo di fronte dunque ad un mercato come quello azionario, dove esistono azioni standard di diversi tipi alle quali ci si può rifare durante le negoziazioni.

Ogni opzione binaria può avere condizioni particolari ed è tipicamente un accordo che si risolve tra chi emette l’opzione e chi l’acquista, senza che, come avviene invece per i titoli regolamentati, ci sia la possibilità di vendere il titolo a terzi.

Nonostante la dicitura non regolamentato, non dobbiamo necessariamente preoccuparci. Non regolamentato vuol dire che il mercato è 1 a 1, ovvero che gli accordi non sono necessariamente standard (non esiste d’altronde una definizione di legge dell’opzione binaria) e che valgono soltanto tra le parti.

Questo non vuol dire ovviamente che non si sarà tutelati in alcun modo, anzi.

Saranno comunque operative le leggi sui contratti e sugli investimenti vigenti, anche se la tipologia di investimento OTC (così si chiamano i mercati non regolamentati in lingua inglese) espone ad ulteriori problematicità, delle quali si dovrà tenere necessariamente conto prima di investire:

  1. se chi emette le opzioni binarie fallisce, ci sarà difficoltà a recuperare i capitali depositati
  2. si dovranno leggere per bene le condizioni delle opzioni binarie emesse, perché non è detto che due opzioni binarie con lo stesso sottostante, emesse da due agenzie diverse, presentino le stesse caratteristiche
  3. gli enti che emettono titoli sul mercato non regolamentato non sono soggetti a tutti i controlli che invece coinvolgono gli enti finanziari che operano sui mercati regolamentati; per operare nei mercati regolamentati c’è necessità in genere di offrire garanzie di solidità, soprattutto dall’emittente o dalla clearing house, ovvero l’ente terzo che si preoccupa di regolare le posizioni; è comunque molto raro che gli emittenti e le clearing house, dove presenti, falliscano, anche quando si tratta di mercati regolamentati. Questo non vuol dire che potremo scegliere un qualunque mercato di opzioni binarie senza preoccuparci, ma piuttosto che le preoccupazioni devono essere comunque ragionevoli, in quanto almeno per i broker più affermati, la solidità finanziaria è sicuramente indiscutibile;

Al contrario però, trattandosi comunque di derivati, si avrà il vantaggio di non essere esposti al fallimento del titolo sottostante.

Sotto questo particolare aspetto, le opzioni binarie possono essere equiparate senza alcun tipo di problema a tutte le altre opzioni e a tutti gli altri derivati presenti attualmente sul mercato.

Con le opzioni binarie si vince il doppio o si perde tutto

Torniamo per un attimo su quello che è uno degli aspetti più interessanti della questione opzioni binarie. Chi investe già su mercati meno esotici, sarà abituato ad avere rendimenti dell’investimento incerti, nel senso che si può perdere e si può guadagnare, anche se non si sa di quanto, perché le variazioni nel capitale saranno sempre determinate dal valore del prezzo attuale meno il prezzo di acquisto.

Non funziona così con le opzioni binarie, dove i possibili esiti dell’investimento sono sempre e soltanto due:

  • si perde tutto
  • si vince la percentuale indicata nell’opzione

Non esistono guadagni al margine e non esiste la possibilità di contenere le perdite, per un investimento che, come abbiamo visto prima, assomiglia negli esiti più ad una scommessa che ad un piano di investimenti ben oculato.

E vero che si può guadagnare molto con le opzioni binarie?

Le pubblicità che circolano sul web e che propongono di investire in opzioni binarie non sono sempre il massimo della correttezza.

Parlano di guadagni milionari in poche ore, di poter fare 10 volte il proprio stipendio investendo pochi minuti al giorno, utilizzano come materiale pubblicitario macchine sportive, vacanze in posti da sogno e altre possibilità che sono tipicamente accessibili soltanto per i milionari.

Le cose non stanno esattamente così: è vero che in pochissimi minuti si potrebbe anche decuplicare il proprio capitale, ma come vale sempre la regola che più è alto il rendimento possibile, più è alto il rischio insito nello strumento.

Per rispondere alla domanda che ci siamo posti in apertura di questo paragrafo, è sicuramente possibile guadagnare moltissimo con le opzioni binarie, soprattutto in orizzonti terminali di brevità inconcepibile per le altre alternative di investimento.

A questa possibilità di un enorme ROI, ovvero di ritorno sull’investimento, corrispondono però dei rischi che sono anch’essi i più elevati presenti sul mercato.

Per percentuale di rischio non si dovrebbero tenere le opzioni binarie molto distanti dalle roulette del casinò, dove investiamo sul rosso e il nero.

Si può diventare ricchi in pochi minuti o perdere il proprio capitale in tempi altrettanto brevi (qui c’è una guida più strutturata per diventare ricchi), senza che ci sia, per la strutturazione propria di questa tipologia di titoli, la possibilità di aggiustare in corsa il proprio investimento.

Perché usare le opzioni binarie e non un altro strumento di investimento?

Le possibilità di investimento disponibili oggi per l’investitore che opera da casa e senza intermediari (e magari senza enormi capitali) sono tantissime e dunque, prima di investire in un qualunque strumento, è più che doveroso chiedersi il perché della scelta di quello strumento in particolare rispetto agli altri.

Le opzioni binarie, al contrario di quello che potrebbero dirne i detrattori più accaniti, sono degli strumenti che hanno comunque una ragione d’essere nel mercato finanziario e che possono essere utilizzati dall’investitore per diversi motivi.

La speculazione è sicuramente il motivo che avvicina più persone a questo particolarissimo sotto-universo finanziario.

Le opzioni binarie sono speculazione pura, non hanno praticamente alcun legame tanto con l’andamento dell’economia reale e neanche con quello dell’economia finanziaria. Permettono di investire grandissimi capitali e di moltiplicarli (o perderli) in pochissimi minuti e sono, data anche la loro durata estremamente breve, uno strumento che poco si presta agli investimenti di lungo periodo.

Sono dunque una tipologia di strumento finanziario che offre caratteristiche assolutamente uniche e che ha delle modalità di funzionamento decisamente particolari.

Le opzioni binarie possono essere utilizzate anche per fare hedging, ovvero quelle particolari operazioni che servono a proteggere un altro investimento da eventi particolarmente improbabili.

Immaginiamo di avere un investimento classico su una materia prima, da liquidare in pochissimo tempo, che potrebbe però deteriorarsi nel caso di un crollo improvviso della materia prima stessa.

Per tutelarci (anche se per archi temporali molto brevi) possiamo fare un investimento di senso opposto con un’opzione binaria, che sarà tanto più redditizio quanto poco sarà probabile il crollo.

Avremo così acquistato una sorta di assicurazione, a prezzi che possono essere molto bassi, che sarà in grado di tutelare completamente l’altro investimento redditizio che abbiamo in ballo.

Utilizzare le opzioni binarie come strumento di hedging però è un’operazione relativamente complicata, che dovrebbe essere lasciata nelle mani di quegli operatori che possono calcolare in modo dettagliato le possibilità che qualcosa si verifichi.

Chi avesse necessità di tutelare i propri investimenti e i propri patrimoni da eventi particolarmente improbabili, farebbe forse bene comunque a rivolgersi ad altri strumenti di hedging, come le opzioni classiche.

Opzioni 60: cosa sono, come funzionano, a chi potrebbero essere utili

Il mondo delle opzioni binarie segue un trend diffuso, che è quello di accorciare sempre di più i tempi operativi delle opzioni binarie.

Le opzioni 60 sono forse una delle particolarità peggio viste dagli esperti di investimenti, perché riducono il tempo lungo il quale si risolve in positivo o in negativo il contratto ad un arco temporale così breve da rendere impossibile qualunque tipo di previsione.

Il 60 nel nome di questa sottocategoria di opzioni binarie sta appunto a significare 60 secondi, un minuto durante il quale l’opzione supererà o meno la soglia indicata e dunque permetterà a chi ha investito o di aumentare il capitale investito, oppure di perdere tutto.

Le opzioni 60, che offrono investimenti a brevissimo raggio, sono state assimilate di frequente alle sale da gioco e alle slot machine. Si investe subito, si viene a sapere subito se si è vinto o e si è perso.

In aggiunta, si deve tenere anche conto del fatto che con le opzioni binarie 60, così come per le altre tipologie, è sempre un broker/banco ad emettere i certificati e ad emettere le opzioni stesse, rendendo l’investimento una sorta di scommessa uno contro uno, con le probabilità di vincita che vengono tarate, attraverso algoritmi anche molto complicati, con un leggero favore per il banco.

Come avremo modo di vedere tra pochissimo, per guadagnare con le opzioni binarie c’è bisogno di avere una strategia che permetta di battere il banco e che ci permetta dunque di individuare quelle possibilità di investimento più vantaggiose per noi.

Le strategie per vincere con le opzioni binarie

Partiamo da una breve premessa: sono in pochissimi a poter diventare milionari con le opzioni binarie e il grosso delle pubblicità che troverete online propongono scenari irrealizzabili, dato che senza una buona strategia non solo sarà difficile diventare milionari, ma anche soltanto guadagnare qualcosa da questo particolarissimo strumento di investimento.

Una strategia per guadagnare con le opzioni binarie non è una strategia che può tenere conto soltanto di come bisogna muoversi in generale sui mercati finanziari, ma anche una strategia che tenga conto delle particolarità dello strumento.

La durata dell’opzione è uno dei fattori più importanti: più la scadenza è lontana nel tempo, più ci avviciniamo al funzionamento di un’opzione standard.

Più invece i tempi sono ridotti, più questo strumento assomiglia ad una roulette del casinò.

Nel caso di durate relativamente lunghe dell’opzione binaria, possiamo ritenere questo tipo di investimento come un’opzione di breve periodo che ha un costo fisso e che ha possibilità di guadagno fisse.

Questo è uno dei fattori di cui tenere necessariamente conto, anche per differenziare eventualmente il nostro portafoglio di investimenti e anche e soprattutto se stiamo usando le opzioni binarie per fare hedging.

I sottostanti sono il secondo fattore fondamentale per disegnare una strategia adeguata per investire sulle opzioni binarie.

Quanto si muovono sul brevissimo periodo? Quanto è possibile che superino la soglia indicata da chi ha emesso l’opzione? È credibile che, anche all’interno di movimenti sul brevissimo periodo, il prezzo possa variare così tanto? A poco serve investire con un discostamento soglia-prezzo attuale enorme se il titolo sottostante è uno di quelli soggetti a variazioni minime, per quanto costanti possano essere.

È il caso tipico dei sottostanti sotto forma di titoli di stato, che pure nelle versioni più rischiose tendono a muoversi in questa o quella direzione sempre in modo relativamente lento.

La probabilità: è il cuore della strategia per l’opzione binaria. Siamo davanti ad un evento possibile e futuro, contro il quale il banco / broker offre delle determinate possibilità che si verifichi.

Non dobbiamo necessariamente conteggiare allo stesso modo del broker, ma cercare quegli eventi che, almeno secondo i nostri calcoli, è più probabile che si verifichino di quanto possa pensare l’istituzione emittente.

Non bisogna per capirci investire su qualunque opzione binaria ci capiti a tiro, ma piuttosto individuare soltanto quelle che possano effettivamente essere un buon investimenti.

I rischi delle opzioni binarie

La verità sulle opzioni binarie sta nel mezzo: non è vero, come dicono le pubblicità, che possono rendere chiunque milionario e non è vero che sono in grado di bruciare qualunque tipo di capitale, anche quello dell’investitore più oculato, come invece vorrebbero far credere i detrattori di questo strumento.

Siamo davanti ad uno strumento di investimento certamente molto rischioso, che non è assolutamente adatto a chi voglia investire in tranquillità i propri capitali. Vediamo insieme quali sono i rischi insiti nello strumento di cui si deve necessariamente tenere conto prima di investire:

  1. Il rischio dello strumento in sé: stiamo scommettendo in una sorta di lascia o raddoppia su archi temporali molto brevi, lungo i quali a poco conta essere particolarmente preparati sia a livello economico-finanziario generale, sia a livello invece del sottostante particolare. Investire sulle opzioni binarie vuol dire avere la possibilità di perdere, anche in 1 minuto, tutto il capitale investito.
  2. Il rischio dell’emittente: come abbiamo detto prima, le opzioni binarie sono vendute su mercati secondari e dunque non regolamentati e i controlli che sono necessari per le istituzioni finanziarie che operano invece sui mercati regolamentati. Se fallisce l’emittente, possiamo dare l’ultimo saluto anche ai nostri capitali investiti. Non è un’eventualità che si è mai presentata fino ad oggi almeno nel settore delle opzioni binarie, ma si deve comunque tenerne conto, orientando la propria scelta principalmente su istituzioni riconosciute e che possibilmente godano di qualche tipo di certificazione da parte degli enti istituzionali che si preoccupano di controllare gli istituti finanziari.

Si pagano le tasse sui guadagni delle opzioni binarie?

Sì. I guadagni che vengono conseguiti tramite opzioni binarie sono tassabili come rendite da capitale e dunque al 26% una volta che i capitali siano stati riportati in Italia.

Questo vuol dire che, nonostante in genere le banche di investimento che operano su questo specifico settore siano in genere in giurisdizioni a fiscalità privilegiata (Cipro, UK, Olanda, Lussemburgo), la tassazione di riferimento per l’investitore sarà comunque quella italiana, a patto che si abbia ovviamente la residenza fiscale in Italia.

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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