Esecutore Testamentario: Chi è e Quali Requisiti deve Rispettare?

A volte si crede che fare testamento sia sufficiente affinché le proprie volontà possano essere attuate a fronte del decesso. Tuttavia, come abbiamo potuto spiegare in diverse occasioni, non funziona propriamente così. Il testamento deve essere valido, rispettare la quota di legittima e quella disponibile, tenere conto degli eredi legittimari e molto altro ancora.

Insomma, il testamento non è semplicemente un pezzo di carta sul quale scrivere volontà relative al proprio patrimonio. Parliamo di un documento, un modulo molto importante che, se non segue requisiti specifici, potrebbe portare i parenti ad affrontare spiacevoli momenti.

Ecco perché è sempre consigliabile farsi assistere. Ma, che cosa c’entra questa premessa con la figura dell’esecutore testamentario? Come vedremo, parliamo di un soggetto molto importante e che, soprattutto, può venire citato all’interno del testamento (colui che scrive il testamento), e può accettare o rinunciare al ruolo.

Esecutore testamentario: chi è e cosa fa

Come prima cosa iniziamo subito a vedere chi è l’esecutore testamentario e qual è il suo ruolo. Innanzitutto, parliamo di una figura che esiste solo su nomina all’interno di un testamento, olografo, segreto o pubblico che sia.

Come dicevamo, l’esecutore è una persona che ha un rapporto stretto e di fiducia con il testatore, ecco perché, volendo, può essere anche uno degli eredi. Ma, quando è il caso di nominare un esecutore? In sostanza, laddove il testamento riporti delle disposizioni che necessitano di un’attuazione.

Facciamo un esempio pratico: se Mario scrive che gli eredi dovranno vendere un immobile e destinare il ricavato ad un’associazione benefica, questa “richiesta” necessita di attuazione. Pertanto, in casi come questo, è importante nominare un esecutore testamentario.

Quest’ultimo, anche se molto spesso si legge che non è necessario sia un professionista, è meglio che si intenda di materia di successione. Ma, in ogni caso, l’aspetto importante è che abbia un rapporto di fiducia con il testatore.

Tuttavia, è bene tenere a mente che, come stabilito dall’articolo 701 del codice civile, non tutti possono essere nominati esecutori:

“Non possono essere nominati esecutori testamentari coloro che non hanno la piena capacità di obbligarsi. Anche un erede o un legatario può essere nominato esecutore testamentario.”

Inoltre, è altrettanto importante sapere che colui che viene nominato esecutore testamentario non ha alcun vincolo od obbligo ad accettare. Egli potrà accettare o rifiutare l’incarico a sua discrezione, senza essere tenuto a fornire spiegazioni.

Poteri e doveri dell’esecutore testamentario

Come detto poco fa, il compito dell’esecutore testamentario è quello di assicurare che le disposizioni iscritte nel testamento vengano rispettate. Pertanto, egli va incontro ad una serie di poteri e doveri, riportati all’interno dell’articolo 703 del codice civile che, in particolare, stabilisce come l’esecutore possa amministrare la massa ereditaria, prendendo possesso dei beni che la compongono.

Questo, chiaramente, nel momento in cui sia necessario per adempiere le volontà del testatore. In ogni caso, la durata dell’incarico è di massimo un anno, limite imposto dalla legge proprio perché l’esecutore è in grado di limitare la disponibilità dei beni ereditari agli eredi.

Dall’altra parte, però, se il testatore disponesse diversamente, il ruolo dell’esecutore diventerebbe privo di senso, rimanendo nient’altro che un semplice “controllore”. In ogni caso, ecco quali sono i compiti che spettano all’esecutore testamentario:

  • Adempiere i legati;
  • Pagare i debiti ereditati;
  • Adempiere agli oneri testamentari;
  • Rappresentanza processuale.

Tra gli altri doveri dell’esecutore, poi, rientra anche quello di far apporre i sigilli sui beni ereditati qualora tra gli eredi vi siano incapaci o minori. Inoltre, è da sottolineare che l’esecutore potrà procedere anche con la divisione del patrimonio ereditario qualora disposto dal testatore.

Tornando alla durata massima di un anno, l’esecutore testamentario dovrà, prima della scadenza del termine, rendere il conto della propria gestione (rendiconto di gestione). Questo, però, solo nel caso in cui l’esecutore abbia ricevuto anche il compito di amministrazione dei beni ereditati.

Esecutore testamentario e compenso

A questo punto potrebbe sorgere il dubbio di dire “Ma l’esecutore testamentario deve essere ricompensato per la sua attività?”. In realtà, nella maggior parte dei casi, si tratta di un ufficio gratuito. Questo, d’altronde, viene chiaramente espresso nell’articolo 711 del codice civile:

L’ufficio dell’esecutore testamentario è gratuito. Tuttavia il testatore può stabilire una retribuzione a carico dell’eredità.

Come si può vedere, però, il testatore ha la piena libertà di stabilire una retribuzione a favore dell’esecutore. Questa, tuttavia, è una possibilità, non una regola. Pertanto, nel caso in cui l’esecutore accetti l’incarico senza che sia stata fissata una retribuzione, non potrà chiedere o pretendere nulla dagli eredi del testatore.

Come dicevamo all’inizio, il testamento non è un documento qualunque che si scrive con carta e penna in cinque minuti. Anzi, è proprio l’opposto. Prima di scrivere le ultime volontà, di chiamare gli eredi o di nominare un esecutore, è molto importante avere le idee chiare.

In poche parole, a fronte di un atto così delicato, è molto meglio eliminare ogni dubbio e richiedere l’aiuto che si necessita per far sì che tutto possa svolgersi nel migliore dei modi.

Davide Marciano
Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.
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