Successione e Investimenti: Guida alla Successione di ETF, Titoli di Stato, Azioni, Bitcoin e Criptovalute

Come funziona la successione degli strumenti finanziari? Pensare alla propria successione e fare testamento è molto importante, specialmente quando in vita abbiamo investito in strumenti diversi tra loro oppure in strumenti finanziari di recente diffusione la cui disciplina è poco chiara.

Infatti, anche se spesso si evita di pensare a cosa accadrà ai nostri beni quando non ci saremo più, questo crea delle situazioni difficili quando poi il notaio deve occuparsi della nostra eredità, specie quando subentrano beni come criptovalute e bitcoin, ma anche ETF, quote di Fondi, azioni, BOT, BTP e Titoli Esteri.

Dunque, cerchiamo di fare chiarezza e capire se possiamo occuparci di sistemare il nostro testamento anche nella parte legata non solo ai beni materiali, ma anche agli investimenti finanziari.

Una premessa: beni esclusi ed esclusi dall’imposta di successione

Gli strumenti finanziari non sono tutti uguali quando si parla di imposta di successione. Ci sono alcuni strumenti, e li vedremo tra poco, che sono esenti e per i quali non bisogna pagare alcuna imposta.

Ciò risulta di estrema importanza se vogliamo effettuare una pianificazione fiscale utilizzando strumenti finanziari ottimizzati per questo scopo. Dunque, se abbiamo un portafoglio titoli molto diversificato ed il nostro obiettivo è quello di ottimizzare la nostra posizione fiscale, la prima cosa che dobbiamo fare è distinguere gli strumenti soggetti da quelli esenti dalla tassazione.

Vediamoli insieme.

Le esclusioni

Tra gli strumenti finanziari non soggetti ad imposta di successione dobbiamo citare i Titoli di Stato Italiani ed Europei equiparati. Stiamo parlando dei BTP che non scontano imposta di successione. Pertanto, se nel portafoglio finanziario sono presenti titoli di questo tipo, essi verranno trasferiti senza il pagamento di alcuna imposta.

Nell’ambito dei Titoli di Stato si considerano anche quelli europei e quelli detenuti da altri strumenti finanziari come Fondi comuni di investimento ed ETF.


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    Successione Titoli di Stato


    Come vi abbiamo appena detto i Titoli di Stato sono esenti da imposta di successione, pertanto  non concorrono a formare l’attivo ereditario. Gli italiani sono particolarmente affezionati a questo tipo di investimento ed è molto frequente ritrovarli in molti portafogli di investimento.

    Non è questa la sede per discutere sulla convenienza o meno di un investimento di questo tipo. Stiamo affrontando la problematica sotto il profilo di pianificazione successoria e ciò che ci interessa sapere è che, se veniamo a mancare domani, i nostri BTP vanno ai nostri eredi senza il pagamento di alcuna imposta.

    Solo dopo che sia terminata l’intera procedura di trasferimento, gli eredi potranno decidere se continuare a detenere questo strumento oppure liquidarlo.


    Successione ETF e Fondi


    Se l’ETF o un Fondo Comune di investimento detiene Titoli di Stato italiani o Europei equiparati, per la parte investita in essi non si paga imposta di successione.

    Come facciamo a saperlo? Ci basterà farci fornire dalla banca un resoconto delle posizioni del fondo che, generalmente, riporta l’importo delle posizioni del fondo o dell’ETF detenute in Titoli di Stato.

    Ciò è valido per gli ETF obbligazionari, per i Fondi obbligazionari, per quelli flessibili e bilanciati perché appunto possono detenere quote di questi strumenti.

    Discorso diverso per gli ETF ed i fondi di tipo azionario i quali non saranno esenti ed andranno a formare l’attivo ereditario. In particolare, si considera come imponibile il controvalore alla data di morte del de cuius.

    Anche in questo caso, la banca congelerà il conto fino a quando non saranno terminate le operazioni di divisione ereditaria e l’erede riceverà i titoli sul suo conto. Da quel momento potrà decidere se tenere o vendere i titoli.


    Successione Azioni


    In un portafoglio finanziario possono essere presenti anche delle azioni, in questo caso cosa si fa?

    Per quanto riguarda le azioni, non vi sono esenzioni di imposta: le azioni vanno a formare attivo ereditario su cui verranno calcolate le relative imposte.

    Una cosa importante da conoscere e che vale per tutti i titoli quotati in borsa è che il prezzo al quale l’erede riceverà il titolo non è quello al quale l’ha acquistato il de cuius ma è quello che si ha al momento della successione.

    Stiamo parlando di azioni quotate, mentre il discorso cambia per le azioni non quotate per le quali la base imponibile è rappresentato dall’ultimo bilancio oppure dall’ultimo inventario.


    Polizze Assicurative


    Per le polizze assicurative bisogna fare una distinzione importante tra le polizze assicurative di rischio e quelle che prevedono una parte di investimento.

    Nel primo caso trattandosi di un contratto con il quale la compagnia si impegna a versare al beneficiario una certa somma in seguito ad un determinato evento, le somme corrisposte non rientrano nell’attivo ereditario.

    Discorso diverso per le polizze che hanno un contenuto finanziario, in quel caso non vi è esenzione e bisogna inserire l’importo in dichiarazione di successione.


    Successione Bitcoin e Criptovalute


    Infine, cosa succede con le criptovalute quando il proprietario muore? Si tratta di strumenti che fanno parte dell’attivo ereditario?

    La tematica è molto recente e non vi è un orientamento chiaro e definito da parte dell’Agenzia delle Entrate trattandosi appunto di una casistica molto recente. Tuttavia, possiamo avanzare due ipotesi:

    • la prima è che le criptovalute vengono considerate come denaro liquido detenuto su conto estero e, quindi, seguono la medesima procedura di tassazione e divisione del de cuius;
    • la seconda, che si sta palesando recentemente, vede le criptovalute come strumenti finanziari e quindi dovrebbero essere considerati alla stregua di uno strumento finanziario come un’azione, un ETF o un fondo.

    In questo secondo caso, sarà compito dell’Agenzia delle Entrate una volta chiarita la modalità di inquadramento delle criptovalute fornire una modalità con cui considerare e valutare la loro quotazione, mancando di un listino ufficiale di quotazione.

    La vicenda è work in progress e lo scenario potrebbe mutare man mano che verranno affrontate cause ed interpelli in merito che si risolveranno palesando l’orientamento maggioritario.

    Conclusioni

    Abbiamo visto che gli strumenti finanziari hanno dei tratti in comune mentre altri no. Abbiamo visto che alcuni sono esenti ed altri no. Abbiamo visto che le criptovalute non hanno una connotazione chiara ma ci aspettiamo che la abbiano quanto prima.

    Ogni persona ha diritto alla sua quota, quindi sarà il notaio a capire se il testamento redatto dal de cuius rispetta la legge o meno, oppure (in mancanza di testamento) avverranno le dovute divisioni.

    Ovviamente è sempre bene preoccuparsi di capire per tempo cosa accadrà ai nostri averi, se abbiamo a cuore il benessere di chi verrà dopo di noi, specialmente quando il nostro patrimonio è costituito anche da strumenti nuovi come le criptovalute.

    Altre risorse utili

    Qui puoi leggere alcune guide in materia di successione che potrebbero aiutarti:

    Se vuoi avere maggiori informazioni, puoi compilare il quiz qui sotto. A presto!


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    Consulente Finanziario Indipendente e Co-Fondatrice di Affari Miei
    Si è avvicinata al mondo della finanza per passione co-fondando Affari Miei nel 2014. Oltre all'abilitazione per l'esercizio della professione ha approfondito i suoi studi seguendo seminari e master formativi in Wealth Management e Protezione Patrimoniale.
    Categorie: Successione

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