Imposta di Bollo e Tassazione Conto Corrente e Conto Deposito: Quali Imposte sui Prodotti Finanziari?

A quanto ammonta l’imposta di bollo sul conto corrente bancario, sul conto deposito e sui buoni fruttiferi postali per il 2018? Come e quanto si paga?

Molti risparmiatori italiani si pongono questa domanda, chiedendosi come funziona per il pagamento dell’imposta sui prodotti finanziari.

Essa è dovuta anche dagli intestatari di un conto corrente postale o di un libretto di risparmio.

Quante tasse si pagano, quindi, su conti correnti e conti deposito? Parecchie, dato che come purtroppo spesso capita nel nostro Paese, ogni tipo di attività, anche quella minima per lo spostamento di denaro tra conti corrente, può essere fonte di tassazione.

Il bollo ammonta a 34,20 euro in misura fissa: la Legge di Stabilità 2015 non è intervenuta sul tema, lasciando così invariato l’importo.

Diversa, invece, è la disciplina per i conti deposito: i titolari, in questo caso, pagano il 2 per mille (0,2%) della somma che hanno investito.

I conti deposito poi, che garantiscono degli emolumenti sotto forma di interessi, sono sottoposti alla tassazione che è prevista sulle rendite finanziarie.

Vediamo insieme quante tasse si pagano sui conti correnti e sui conti deposito. Passiamo al prossimo paragrafo ed iniziamo subito a capire come funziona!

Imposta di bollo sui prodotti finanziari: le rendite vengono sempre tassate!

Nel caso in cui il nostro conto generi degli interessi, che si tratti di conto corrente o conto deposito, non c’è alcun tipo di differenza: secondo infatti il nostro ordinamento a creare la base imponibile non è la tipologia di conto, ma il fatto che si percepiscano degli emolumenti per aver depositato, in modo vincolato o non vincolato, una somma.

Le imposte per quanto riguarda gli interessi che vengono maturati dal conto deposito sono del 26%, al pari degli altri strumenti finanziari (fatta eccezione per i titoli di stato e i buoni fruttiferi postali che godono di una tassazione di favore al 12,5%).

Non è però, come avremo modo di vedere più avanti, l’unica tassazione alla quale vengono sottoposti i conti deposito.

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L’imposta di bollo sul conto corrente

Per quanto riguarda il conto corrente, a patto che questo non generi interessi (è un caso in realtà unico, quello italiano, dove molti prodotti di questo genere continuano a generare interessi, seppur minimi) l’unica imposta ad pagare è l’imposta di bollo.

La somma è di 34,20 euro, che vengono addebitati o trimestralmente (8,55 euro ogni 3 mesi) oppure su base mensile (2,85 euro al mese).

L’imposta di bollo però è dovuta soltanto nel caso in cui la media delle giacenze sia superiore ai 5.000 euro durante l’arco di tutto l’anno.

Sono esenti dal bollo sul conto corrente coloro che hanno un deposito inferiore a 5 mila euro: si parla, in tal caso, di “no-tax area”.

Nel caso in cui il nostro conto corrente sia uno di quei pochi prodotti rimasti a generare interessi, pur trattandosi di conto corrente, si dovrà inoltre pagare il 26% di imposta sugli interessi che vengono incassati.

L’imposta di bollo, come abbiamo accennato, non è mai dovuta nel caso in cui non si superino i 5.000 euro di giacenze, da calcolare come media su tutto l’arco dell’anno.

Per capirci meglio, suggeriamo di leggere la guida al calcolo della giacenza media sul conto.

L’imposta di bollo per le persone giuridiche

Nel caso in cui invece il conto corrente sia intestato ad una persona giuridica, l’imposta di bollo da corrispondersi ogni anno è fissata a 100 euro.

L’imposta di bollo sui conti deposito

L’imposta di bollo va pagata anche sui conti deposito, nella misura del 2 per mille della somma che viene depositata e vincolata nell’arco dell’anno.

La cifra è inoltre passibile di tetto massimo per le persone giuridiche, che per legge non si troveranno mai a pagare più di 14.000 euro.

Si tratta di un’imposta che potrebbe essere anche ignorata, data anche l’esiguità, se non fosse che i conti deposito, anche grazie alla particolarissima congiuntura economica e tassi di interesse mai così bassi in Europa, hanno rendimenti già particolarmente striminziti.

Le imposte sul deposito e quelle sugli interessi finiscono dunque per attaccare risparmio che ha già rendimenti particolarmente bassi, cosa che ha fatto orientare moltissimi risparmiatori a basso profilo di rischio verso strumenti dalla tassazione più bassa come i titoli di stato, che nel momento in cui vi scriviamo godono di una tassazione di favore al 12,5%.

Tassazione su buoni fruttiferi postali e libretto postale

Anche sui buoni fruttiferi postali si paga l’imposta di bollo che ammonta al 2 per mille (0,2 per cento).

La no-tax area  è fissata in 5 mila euro complessivi superati i quali si è costretti a pagare l’imposta.

A favore dei BFP gioca la tassazione favorevole pari al 12,50% degli interessi contro il 26% dei conti deposito.

Stesso discorso per il libretto postale riguardo l’imposta di bollo mentre la tassazione, in questo caso, è al 20% e non al 26%.

Imposta di bollo gratis: quand’è che non si paga?

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Non si tratta in realtà di un regime speciale come potrebbe sembrare talvolta dalle promozioni, ma piuttosto di un’offerta della banca, che semplicemente si preoccuperà di pagare l’imposta di bollo al nostro posto.

Non ci sono casi in cui, a meno che non fossimo sotto i 5.000 per i conti corrente, si può evitare di pagare l’imposta di bollo.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

1 COMMENTO

  1. L’imposta di bollo sui conti deposito(0,2%) si paga anche per somme sotto i €5000, e che siano svincolabili?

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