BTP Italia Novembre 2022: SUPER Flop…ma Perché?

Il MEF ha annunciato che la prima fase di raccolta dei BTP Italia, quella riservata ai risparmiatori retail, si è conclusa con poco più di 7 miliardi di euro raccolti.

Nel mentre scrivo è ancora in corso la seconda fase, quella riservata agli investitori istutuzionali, ma i tempi sono già maturi per trarre delle conclusioni dato che i BTP Italia sono uno strumento riservato soprattutto ai privati risparmiatori.

La raccolta di novembre 2022 non è stata molto diversa da quella di giugno quando la clientela retail si fermò a 7,24 miliardi di euro.

Questo nonostante l’inflazione, da cui i BTP Italia 2028 dovrebbero proteggere, oggi sia più stabile nella mente degli investitori e nonostante un’offerta base generosa con una cedola sicura dell’1,60% ed un premio fedeltà per chi deterrà il titolo fino alla fine.

Si può parlare di flop per un motivo molto semplice: a maggio 2020 la raccolta fu di ben 23 miliardi e negli anni tra il 2012 e il 2014 si sono sfiorati o superati i 20 miliardi.

Cosa non ha funzionato?

Proviamo a scoprirlo insieme.

Gli investitori non sono razionali

Basterebbe il delirio di questa chat – hai capito bene, c’è gente che mi cerca sui social per insultarmi in privato! – per capire quanto la ragione in certi casi possa annebbiarsi, specie nelle “tifoserie” che sono presenti persino su strumenti finanziari di emissione istituzionale.

Un osservatore poco avveduto avrebbe potuto immaginare il pienone considerando che:

  • i mercati finanziari stanno andando male;
  • c’è incertezza;
  • l’inflazione è una certezza;
  • le prime cedole potrebbero essere allettanti.

Tuttavia l’atteggiamento delle persone non è sempre e solo orientato da pensieri razionali.

Il cervello di molti è orientato su un concetto difensivo: “Sto perdendo soldi sui miei investimenti, meglio non fare niente”.

Ad alcuni avrebbero potuto offrire anche il 10% annuo fisso e senza condizioni, probabilmente avrebbero detto di no comunque perché mossi dalla paura.

Sono gli stessi che entrano sui mercati sempre quando è troppo tardi perché aspettano quasi che un ciclo si esaurisca.

Altri ancora, invece, potrebbero essere scottati da titoli di stato di precedenti emissioni che hanno perso valore durante il 2022 e, per associazione, associano questo BTP a quelli precedenti.

Il concetto dell’associazione è importante: in Italia il 74% della popolazione è in condizioni di analfabetismo finanziario. Una persona che non conosce una cosa e non può basarsi su dati concreti decide “per associazione” o, comunque, in base alla sua esperienza anche quando questa potrebbe essere limitata o parziale.

E tutto questo funziona indipendentemente dalla convenienza specifica di questi BTP Italia che io non ho esitato a definire una bidonata, almeno per gli investitori più avveduti.

C’è concorrenza, bellezza!

Va detto che sul mercato secondario si trovano BTP che rendono anche il 4% fisso e qualcuno, prevedendo una riduzione dell’inflazione nei prossimi anni, potrebbe pensare che il 4% sicuro sia meglio di un 1,60% certo più una percentuale incerta.

Ancora, qualcun altro potrebbe aspettarsi una ripresa dei mercati azionari che generalmente danno più soddisfazioni sebbene parliamo di rischi reali e percepiti differenti.

Poi c’è la diffidenza

Comprare BTP vuol dire prestare soldi allo Stato italiano che, spesso, li spende in maniera discutibile.

Senza entrare nel merito delle scelte politiche dei vari governi, può essere passato nella testa di qualcuno il pensiero che, probabilmente, sia meglio non prestare i propri soldi ad un Paese che puntualmente li sperpera o non li gestisce comunque bene.

Ed è abbastanza probabile che questi pensieri possano albergare nella mente delle persone mediamente più abbienti ed istruite che sono più diffidenti verso il populismo ed i provvedimenti dei governi più discussi.

Il rischio Paese…questo sconosciuto!

Come sicuramente sanno i lettori più informati, l’Italia è uno dei Paesi più indebitati d’Europa e gli strumenti come i BTP prevedono clausole (tecnicamente Cacs) che permettono facilmente di intervenire sui titoli di stato riducendo gli interessi o addirittura restituendo di meno nel caso in cui le cose dovessero mettersi male.

Cosa che, purtroppo, non si può escludere del tutto sebbene ad oggi il sentiment generale verso il default dell’Italia non sia particolarmente negativo.

Insomma, le ragioni sono varie e molto diverse tra loro.

Mi auguro di aver offerto un quadro chiaro ed esaustivo. Nel caso in cui volessi approfondire con i contenuti di Affari Miei, qui trovi una serie di risorse utili per cominciare il tuo percorso:

A presto.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

6 Commenti

Alessandro · 17 Novembre 2022 alle 13:32

Io invece sono rimasto stupito dal risultato finale del Btp Italia 2028 che supera il 2030.
Penso anche che l’inflazione, purtroppo, rimarrà alta per tutto il 2023 e forse anche il 2024: il problema energetico in Italia è tutt’altro che risolto, rigassificatori e trivelle entreranno in funzione tra 2/3 anni e non dimentichiamo che a febbraio 2023 scatterà l’embargo sul petrolio russo che produrrà aumenti di carburante su tutta la linea e nuova inflazione. Io sto investendo su questi Btp dal 2020 e sono molto soddisfatto.

    Davide Marciano · 19 Novembre 2022 alle 9:22

    Ciao Alessandro,

    mi sembra di aver spiegato in maniera netta perché il successo sia limitato, soprattutto tra i retail.

    Paradossalmente, è andata meglio tra gli istituzionali perché questo BTP, rispetto a quello di giugno, era di qualità migliore.

    Per quanto siano fioccati commenti da parte di tifosi imbecilli dei BTP, molti dei quali non saranno approvati, io non mi sono mai espresso tout court negativamente contro i BTP ma ho evidenziato i Pro ed i Contro della scelta.

    Alla fine della giostra, come dico sempre, la finanza è PERSONALE.

    Un saluto,
    Davide

      Paolo · 19 Novembre 2022 alle 16:58

      Gli operatori si aspettavano tra 8 e 10 miliardi di euro sottoscritti.. Ne sono arrivati 12 come a giugno.. Parlare di flop mi pare davvero eccessivo soprattutto se gli istituzionali ne hanno sottoscritti 4.71 miliardi.
      Alla fine c’è chi ha diversificato su tutto persino sul lending crowdfundig ma alla fine preferisce btp classici o indicizzati o conti deposito.. Perché ok il lungo periodo ma se uno vuole stare tranquillo e avere una cedola i tds sono una, scelta obbligata.. Divetsificando anche su tds stranieri.. Nn hai commissioni di collocamento hai un premio fedeltà e se l’inflazione resta positiva la recuperi comunque.. Io sono entrato su questo e ho investito su quelli nominali classici.. Posso dire che i due btp Italia 2025 e 2030 che già detengo x 103 mi regalano 5380 euro di cedole tra novembre e dicembre.. Nn mi pare una bidonata…

        Davide Marciano · 19 Novembre 2022 alle 18:44

        Paolo i numeri sono numeri: nel 2020 la raccolta fu di 23 miliardi, in altre occasioni si sono sfiorati i 20 miliardi.

        Poi possiamo credere a quel che si legge sui giornali che:

        – nella migliore delle ipotesi, seguono i trend e devono “compiacersi” i lettori;

        – nella peggiore delle ipotesi, sono “incentivati” a dare pubblicità all’iniziativa.

        La sostanza resta che la raccolta non è stata delle migliori nonostante il titolo non fosse super. Poi ho parlato di bidonata in chiave provocatoria, visti i tanti commenti che sono arrivati direi che ha funzionato 😉

        Un saluto.
        Davide

          PAOLO · 19 Novembre 2022 alle 20:11

          Nel 2020 usciti dalla prima fase della pandemia ci fu un rigurgito patriottico e una cedola reale elevata ad attirare i risparmiatori.. I 22 23 miliardi riguardano le prime emissioni dove c’era un effetto novità e cedole reali anche del 3. 55..poi l’interesse è sceso dato che l’inflazione era negativa o comunque minima.. Basta vedere il foi.. Adesso tutti convinti che tornerà come prima in poco tempo.. Può essere ma i fenomeni che l’hanno portata su nn sono transitori.. E alla fine banche consulenti compresi quelli indipendenti danno sempre consigli interessati visto che comunque la, commissione la si paga.. E l’Italia ha si tanto debito ma anche tanto risparmio nonostante talvolta sembra siamo pezzenti

          fabio G · 21 Novembre 2022 alle 12:37

          Un vero promotore finanziario non promuoverà mai i titoli di Stato

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