BTp Italia, Ho Sbagliato Tutto! Ecco Cosa Non Avevo Previsto…

Durante la recente emissione dei BTp Italia mi sono lasciato andare a una previsione secondo la quale questa sarebbe stata una raccolta record che avrebbe polverizzato quella del 2020 quando, subito dopo la Pandemia, il Tesoro riuscì a portare a casa quasi 23 miliardi di Euro.

Stavolta è andata molto peggio perché la raccolta si è fermata ad appena 9,4 Miliardi, 7,24 dei quali venduti alla clientela retail ed i restanti 2,18 agli istituzionali.

Non è andata come mi aspettavo

Nei giorni scorsi mi sono divertito a definire bidonata e “trappolone” i BTp Italia indicizzati all’inflazione e alcuni dei miei articoli hanno fatto il giro del web, attirando anche un po’ di polemiche sul blog.

In realtà il mio giudizio non era poi così tanto avventato, dato che gli investitori istituzionali, che in teoria fanno questo per lavoro poiché gestiscono masse di capitali, hanno accolto questa emissione in maniera tiepida con appena 2,18 miliardi di acquisti.

Fin qui tutto previsto, il mio grande errore di valutazione è stato sulla clientela retail che non ha bissato il successo del 2020 nonostante, apparentemente, l’offerta fosse appetibile: cedola fissa più indicizzazione all’inflazione in un momento in cui le Borse sono in territorio negativo e c’è incertezza facevano gola a tanti, almeno sulla carta.

I mercati non sono razionali

Il mio ragionamento, smentito poi dai fatti, più o meno era questo: “Gli Italiani sono poco alfabetizzati finanziariamente e sono sicuramente spaventati da quello che sta accadendo in Borsa, per questo motivo, dal loro punto di vista, sarà assolutamente razionale acquistare strumenti che promettono una garanzia di risultato e un’apparente assenza di rischi”.

Tra me e me pensavo che un titolo “sicuro”, che promette di proteggere dall’inflazione in un momento in cui la vediamo ovunque, avrebbe avuto lo stesso impatto di un bicchiere d’acqua dopo una traversata nel deserto.

E invece ho sbagliato.

Ho interpretato male i segnali perché ho cercato di applicare un ragionamento razionale, seppur sostenuto da una base teorica scadente che però poteva essere a mio avviso il massimo della cognizione del risparmiatore medio, ad un contesto che è irrazionale.

Quasi tutti i broker per investire in Borsa hanno una sorta di “classifica” dei titoli più acquistati e di quelli più venduti in un dato periodo e la cosa assurda è che, spesso, sono gli stessi.

Nello stesso momento in cui qualcuno compra, qualcun altro vende: anche quando un titolo crolla, spesso, capita di vederlo tra quelli più acquistati.

Perché questo accade? 

Perché le decisioni sono un combinato disposto di irrazionalità (ansia, paura, frustrazione in questo momento, euforia e overconfidence con il bull market) e di analisi dei propri obiettivi personali, giusti o sbagliati che siano.

In un momento come quello attuale, probabilmente, gli investitori italiani hanno preferito non fare nulla: irrigiditi dalle ingenti perdite di altri asset detenuti in portafoglio non hanno neanche cercato la soluzione “razionalmente più sicura” alla luce del loro livello di conoscenza.

Hanno preferito temporeggiare o, comunque, hanno deciso di puntarci poco. Perché, magari, il BTp Italia poteva essere un approdo concettualmente sicuro ma, forse, la paura generale verso tutto ciò che rientra nella categoria degli investimenti ha frenato le scelte.

Con buona pace dell’inflazione che, quella sì, quest’anno e nei prossimi deteriorerà il potere di acquisto se non combattuta da un piano di investimenti ben strutturato e con un orizzonte temporale di lungo termine.

Ma questo è un altro discorso, lungo, che da anni cerchiamo di portare avanti qui su Affari Miei e che chi ci segue in maniera più attiva sicuramente già conosce. Se vuoi scoprire se ha ancora senso investire in BTp non ti resta che approfondire qui sul blog

Chest’è… come amo dire!


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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