Come Investire in Borsa nel 2026: Guida Completa tra Trading, Strategie e Verità Scomode

Vuoi investire in Borsa ma non sai da dove cominciare?

Hai sentito parlare di rendimenti alti, di “libertà finanziaria”, di persone che si sono arricchite con gli investimenti e vuoi capirne di più, o semplicemente ti sei reso conto che lasciare i soldi fermi sul conto corrente potrebbe costarti molto caro.

Nelle prossime righe vedremo:

  • Cosa significa davvero investire in Borsa, come sono i mercati e quali sono davvero i rischi che si corrono
  • Qual è la differenza con il trading online e perché molte persone spesso cadono in trappole pericolose
  • Come investire seriamente senza farsi fregare
  • Se e quando conviene mettere i tuoi soldi sui mercati finanziari
  • Le 5 regole che devi conoscere prima di investire
  • Gli errori che devi assolutamente evitare

Cominciamo!

Cos’è la Borsa e come funziona

Molte persone parlano di “investire in Borsa da casa”, e questo le porta a pensare che si tratti di un’operazione semplice.

In realtà non è così perché investire in Borsa è un’attività seria, a cui non ci si può approcciare con leggerezza, e che merita attenzione.

Bisogna possedere le giuste competenze e gli strumenti giusti e agire con serietà: come in ogni cosa, imparare da zero è possibile, ma bisogna metterci la giusta dose di consapevolezza.

Iniziamo dalle basi: la Borsa valori è un vero e proprio mercato regolamentato dove acquistare valute e strumenti finanziari.

In particolare puoi comprare:

  • Azioni – Quote di proprietà di aziende quotate
  • Obbligazioni – Titoli di debito emessi da Stati o aziende
  • ETF, ETC, ETN – Fondi che replicano indici o settori, scambiati come azioni
  • Certificates – Strumenti finanziari complessi che replicano l’andamento di un determinato sottostante o di un paniere di titoli
  • Derivati – Futures, opzioni, covered warrant (strumenti complessi)

In linea di massima possiamo dire che si tratta di un sistema elettronico la cui funzione principale è quella di mettere in contatto i risparmiatori con coloro che hanno bisogno di denaro per investire in attività economiche.

Gli indici di Borsa sono delle medie ponderate di un determinato paniere di titoli, e rappresentano l’andamento di un mercato o di parte di esso, permettendo di tenere sotto controllo la situazione e di valutare la bontà e l’efficacia di una strategia di investimento.

La quotazione consiste nell’offerta al pubblico degli investitori dei titoli di una società che vuole quotarsi in borsa.

Perché vuoi investire in Borsa? Obiettivi e rischi

Ora che abbiamo fatto una panoramica introduttiva, possiamo passare a un secondo punto molto importante, perché non basta la teoria quando si parla di investimenti.

C’è una seconda componente che non va assolutamente trascurata, sebbene caratterizzata da aspetti molto più intimi e personali.

Sto parlando delle motivazioni che spingono ogni investitore ad investire e interrogarsi sulla Borsa: perché lo faccio? Qual è il mio obiettivo? È coerente con le mie reali possibilità?

Iniziamo con il dire che ci sono tre motivi per investire:

  • Far crescere il capitale;
  • Ottenere una rendita periodica;
  • Proteggere il patrimonio dall’inflazione.

Qual è il tuo scopo? Ne hai più di uno? Se sì, considera che ogni scopo deve avere la sua asset allocation, con diversi orizzonti temporali.

Ovviamente non possiamo non tenere conto dei rischi: ogni investimento può andar male, anche se ovviamente una strategia può proteggerci e tutelarci.

I rischi che si corrono investendo possono essere di vario tipo:

  • Specifico – legato all’andamento del singolo strumento comprato;
  • Sistematico – collegato all’oscillazione del mercato;
  • Valutario – se acquisti in valuta estera il rendimento è legato anche dal rapporto tra la valuta stessa e l’euro;
  • Di liquidità – potresti dover vendere un titolo che ha poco mercato;
  • Del gestore – legato alle competenze di chi gestisce il patrimonio;
  • Di market timing – errare il momento in cui si entra o si esce dal mercato.

A questo punto però è necessario conoscere il proprio profilo di rischio per capire al meglio quali strumenti fanno per noi, quali sono da escludere e quali da considerare in una strategia organizzata di investimento.

Come già sai, ogni strumento ha la sua rischiosità, che deve essere adeguata a quella che vuoi sobbarcarti.

Il tuo portafoglio può perseguire diversi obiettivi ed essere composto anche da diversi strumenti, anche di rischio diverso.

La capacità dell’investitore deve essere quella di riuscire a bilanciare l’equilibrio del portafoglio stesso.

Generalizzando, possiamo dire che potresti perseguire due grandi obiettivi:

  • Ottenere una rendita periodica;
  • Guadagnare in conto capitale.

Ovviamente puoi anche mixare, in base alle tue possibilità, diversificando non solo negli strumenti, ma anche negli obiettivi stessi.

L’importante è che tu abbia una strategia, ed è auspicabile che essa tenga conto del fattore “imprevisto”.

Non si tratta solo di una carta del Monopoli, ma di un elemento imprescindibile per poter investire abbassando il rischio il più possibile.

Come fare? 

Inizia a valutare la cifra che vuoi investire, e il lasso di tempo durante il quale la vuoi impegnare: sei sicuro che non ti serviranno quei soldi in quel periodo?

Se pensi che un imprevisto (come la caldaia rotta, la manutenzione dell’auto o il dentista) possa metterti in difficoltà, forse devi riscrivere il tuo piano di investimento in modo più adeguato.


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Trading Online vs Investire in Borsa: Due mondi completamente diversi

Qui arriviamo al punto cruciale che genera più confusione: fare trading online è completamente diverso da investire in borsa per il lungo periodo.

Eppure online vengono spacciati come sinonimi, creando una confusione enorme nella testa delle persone.

Cos’è il trading online

Il trading online è speculazione pura.

Ci sono dei servizi, i broker, che ti consentono di utilizzare le loro piattaforme per giocare in Borsa da casa.

In questo modo puoi speculare su azioni, valute, materie prime e altro ancora con delle commissioni minime, ben più basse di quelle che troveresti in una banca.

Tutto quello che ti serve sono un computer, oppure uno smartphone o un tablet, e una connessione internet.

Il vantaggio è la possibilità di guadagnare soldi.

Lo svantaggio è la possibilità di perderli.

Ecco perché l’opinione pubblica è così divisa sul trading.

Come per tutti gli investimenti è importante chiedersi il perché.

Perché ti interessi al trading? Qual è la tua strategia di investimento e, più in generale, di vita?

Se la risposta è “Perché voglio avere più soldi senza sbattermi più di tanto” sei sulla strada sbagliata perché:

  • Sei il polletto ideale da spennare per i broker che operano in regime di truffa o semi truffa
  • Non hai alcuna possibilità perché ti stai approcciando ad un’attività complessa dove operano esperti che la svolgono professionalmente ↳ Non hai il giusto atteggiamento mentale per intraprendere qualsiasi progetto perché “Gratis e senza sbattimento” sono cose che esistono soltanto nelle letterine che puoi spedire a Babbo Natale

Nella mia strategia personale il trading ha un ruolo marginale, credo di dedicare annualmente meno dell’1% dei miei soldi e investo in maniera differente.

Il trading online è una truffa? Dove conviene fare trading?

Dobbiamo distinguere tre casi che esistono tutti e tre nel mondo del trading:

  • Truffa completa
  • Mezza truffa legalizzata
  • Piena legittimità

Esistono tutte e tre queste cose e l’unico modo per venirne a capo è capire quando si ha a che fare con una truffa e quando invece no, perché al giorno d’oggi è così facile cadere in una truffa e andare incontro a perdite veramente ingenti che possono poi compromettere il nostro patrimonio e la nostra vita.

Le truffe complete

La prima categoria si riconosce subito.

Si riferisce a tutti quei broker e tutte quelle attività che ti possono venire proposte legate in qualche modo al mondo del trading che non hanno ottenuto la regolare licenza per agire come intermediario finanziario.

In Europa, questa licenza può essere ottenuta in qualsiasi Stato dello Spazio Economico Europeo; dopo aver ottenuto la licenza, per operare in Italia, è ulteriormente necessaria l’autorizzazione della Consob.

Qualsiasi forma di attività legata al mondo del trading che non abbia ricevuto l’autorizzazione della Consob ad operare in Italia rischia di essere una truffa.

Non ti fidare.

Puoi consultare online in ogni momento l’albo delle autorizzazioni Consob.

Solitamente le truffe nel mondo del trading sono di due tipi: quelle che hanno a che fare con il risparmio gestito e quelle che hanno a che fare con broker inesistenti pronti a sparire dopo che hai depositato il tuo denaro sul conto aperto presso la loro piattaforma.

Per evitare queste due truffe:

  • Scegli sempre e solo servizi autorizzati Consob
  • Non fidarti di nessuno che ti promette rendimenti esorbitanti sul tuo capitale anche con piccoli depositi
  • Prima di muovere un passo, controlla sempre le recensioni che puoi trovare su Google o su TrustPilot

Le truffe legalizzate

Ci sono alcuni broker che riescono ad offrire servizi di trading nel pieno rispetto della legge.

Servizi che, però, non sono affatto raccomandabili e possono farti perdere molti soldi.

Solitamente poi il legislatore europeo interviene in ritardo per mettere un freno alla cosa, quando ormai decine di migliaia di investitori hanno perso denaro.

Eccoti due esempi:

Le opzioni binarie sono state legali fino a non molto tempo fa.

Non avevano nessun fondamento scientifico o finanziario, semplicemente erano una scommessa mascherata da investimento.

Sono stati necessari miliardi di euro persi dai risparmiatori prima che qualcuno si accorgesse del problema e ponesse un freno alla frenesia delle opzioni binarie.

Fino a metà del 2018 i broker potevano offrire livelli esorbitanti di leva finanziaria.

Con 100 euro di capitale ti veniva offerta la possibilità di aprire posizioni da 40.000 euro, spacciandolo per un modo con cui iniziare a fare trading in maniera importante anche con pochi soldi.

La verità è che, dal momento in cui il tuo saldo era di soli 100 euro, un piccolo movimento dello 0,25% nella direzione sbagliata avrebbe azzerato il tuo saldo.

Anche qui il legislatore europeo è intervenuto con le normative ESMA dopo circa 15 anni di indisturbato utilizzo di questa pratica da parte dei broker.

La “truffa” legalizzata dei market maker

Cominciamo chiarendo una cosa: quando fai trading online compri e vendi strumenti derivati chiamati CFD (Contracts For Difference).

Quando investi sul petrolio in questo modo, non stai comprando dei barili ma dei CFD sui barili; quando investi in azioni Amazon, stai comprando dei CFD sulle azioni Amazon e così via.

Cosa sono questi CFD? Sono strumenti finanziari che, in teoria, dovrebbero avere in ogni momento il valore dell’asset sottostante.

Significa che, se in un determinato momento un’azione X vale 8 euro, anche il CFD sull’azione di X deve valere 8 euro.

Se il valore dell’azione cambia in 8,05, anche il CFD dovrebbe seguirlo immediatamente.

I broker simulano da vicino l’andamento dei mercati reali, tanto che in molti pensano che le loro quotazioni siano effettivamente quelle di Borsa.

Basta fare un giro nella documentazione tecnica – che devono rilasciare per legge ma i clienti non leggono quasi mai – per scoprire che non è così.

Il fatto di avere delle quote molto vicine a quelle reali illude le persone che, in effetti, non si interessano mai di andare a vedere se siano o meno ufficiali.

Leggendo di trading su Google ti accorgerai di come nemmeno i siti che trattano solo di questo argomento facciano mai menzione di questa cosa: i broker market maker di CFD, operando su un mercato Over The Counter (non un listino ufficiale), fanno da sé le loro quotazioni.

Tenendole vicine a quelle reali, poi, si assicurano che le persone non vadano a indagare su questa cosa.

Sui siti che sponsorizzano il trading ci arriviamo tra poco.

I CFD sono strumenti derivati, questo lo abbiamo detto.

Se sono le aziende a mettere sul mercato le loro azioni e sono i listini di Borsa a mettere sul mercato le quotazioni delle materie prime, chi è che invece mette sul mercato i CFD? Ecco il problema.

I broker market maker creano i derivati che poi vendono ai traders, quindi guadagnano quando i traders perdono soldi.

Siccome hanno anche il potere di fare da sé le quotazioni nei momenti opportuni, c’è un palese conflitto di interessi.

Quando un broker market maker sa di poter far scattare perdite forti per gli investitori creando una piccola modifica del prezzo offerto rispetto a quello reale di Borsa, lo fa e ci guadagna decisamente tanto.

Chi investe su questi broker, dunque, deve sapere che tutte le probabilità giocano contro di lui.

Piena legittimità: i broker no-dealing desk

Ci sono dei casi in cui il trading avviene in forma perfettamente legittima e tutelata per gli investitori.

In questo caso le piattaforme di trading, oltre ad offrire tutte le garanzie della regolamentazione e dell’autorizzazione Consob, gestiscono le operazioni degli investitori senza intervenire sui prezzi e senza conflitto di interessi.

I broker pienamente trasparenti si chiamano no-dealing desk.

La loro caratteristica è quella di non eseguire mai riquotazioni del prezzo e di attingere direttamente dal mercato interbancario gli asset che vendono o comprano allo scoperto dai propri clienti.

Questo ti garantisce di non dover “scommettere contro il banco” e di conseguenza di avere probabilità decisamente maggiori di generare guadagni con il trading online.

Esistono due tipi di broker che non applicano rinegoziazione sui prezzi ufficiali delle Borse:

STP (straight-through processing) – broker che attinge i suoi asset direttamente dal mercato interbancario, che diventa l’unico fornitore di liquidità per tutte le negoziazioni effettuate dai traders.

I prezzi non vengono rinegoziati, ma le commissioni per il trading possono essere più alte di quelle applicate dai broker ECN per via del costo di accesso al mercato che i broker devono sostenere.

ECN (Electronic Circuit Network) – sistema di gestione degli ordini con cui un broker si appoggia ad una rete di fornitori di liquidità per garantire l’esecuzione degli ordini.

La rete può essere aperta o chiusa: se è aperta, il broker prende gli ordini di vendita dei clienti e li esegue vendendo gli asset ai trader che in quel momento stanno invece comprando.

Nel caso in cui non ci sia sufficiente domanda o sufficiente offerta, il broker non potrà portare a termine tutte le negoziazioni richieste dai clienti.

Se la rete è aperta, invece, nel caso in cui la domanda e l’offerta si superassero l’una con l’altra interverranno dei fornitori di liquidità esterni a fornire gli asset mancanti.

Entrambe queste opzioni sono sicure e ti consentono di fare trading con la consapevolezza che nessuno si stia approfittando della tua fiducia per cambiare i prezzi a suo piacimento nel momento opportuno.

Tra le due scelte, però, un broker ECN è spesso più conveniente perché il matching interno degli ordini costa meno al servizio; questo minor costo si riflette poi sui traders, che pagano meno commissioni di negoziazione.


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Fare trading online conviene?

La maggior parte delle persone che inizia a fare trading online non è minimamente consapevole di quanto siano complessi i mercati finanziari.

Per questo, nella maggior parte dei casi possiamo dire che la speculazione avvenga più che altro come scommessa.

Se quantomeno il broker è un no-dealing desk, c’è anche una certa probabilità che la scommessa vada a buon fine.

Questo genera l’illusione di star guadagnando con il trading e di poter scalare questa attività.

La realtà però è molto diversa: chi ha guadagnato con il trading senza conoscere davvero fino in fondo quello che stava facendo, ha semplicemente avuto fortuna.

Sì, hai capito bene.

Significa che nel lungo termine, avendo sempre il 50% di probabilità di azzeccare un’entrata e il 50% di sbagliarla, perderà denaro.

Questo semplicemente perché, per via delle commissioni sulla negoziazione, la probabilità di perdere diventa leggermente superiore al 50% e quella di vincere un pochino inferiore.

Lo stesso principio, d’altronde, che applicano i bookmaker sulle scommesse sportive e la roulette al casinò.

Questo non significa che con il trading non sia possibile guadagnare.

Come ti dicevo fin dalla prima riga di questa guida, però, chi riesce a guadagnare è soltanto chi ha una conoscenza approfondita dei mercati e decide di intraprendere il percorso nel trading come un iter professionale.

Investire Online VS Fare Trading: differenze principali

Il trading applica una logica completamente diversa da quella degli investimenti.

Un investimento è una rendita sostanzialmente passiva: compri un immobile e lo metti a reddito, compri delle azioni o delle obbligazioni e lasci che nel tempo il tuo capitale cresca.

Quando investi non lavori, perché il tuo capitale lavora per te.

Il trading, invece, è un lavoro a tutti gli effetti.

Come sa bene chi fa trading ad alti livelli, i broker non sono fatti per investire sul lungo termine.

Tutte le operazioni si concludono in orizzonti di tempo molto brevi che nella maggior parte dei casi sono ben inferiori ad un mese.

Questo significa che chi fa trading deve essere costantemente informato sui grafici per comprendere quando aprire e quando chiudere una posizione; non si può generare una rendita automatica.

Mentre l’investitore è una persona sostanzialmente dissociata dal suo investimento, controllandone la performance solo in modo passivo, il trader è estremamente attivo.

Una chiara differenza emerge nei momenti di downtrend per un asset, ovvero quelli in cui il valore di mercato affronta un periodo ribassista.

In questi casi, gli investitori devono decidere soltanto se continuare a credere in quello su cui hanno investito e lasciare transitare il momento di ribasso dei mercati, oppure destinare diversamente il proprio capitale.

Il trader, invece, è attivo sia nella vendita allo scoperto dell’asset per trarre profitto dai ribassi che nell’identificazione dei ritracciamenti momentanei con cui il titolo si riprende, usandoli come copertura del rischio per l’investimento a ribasso.

Insomma: l’investitore è uno che ne deve capire di finanza, il trader è uno che ne deve capire tantissimo.

Come investire in Borsa senza farsi fregare

Arriviamo al lato pratico: come investire in Borsa praticamente?

Per farlo, è necessario passare attraverso un intermediario, che può essere sia la banca che una piattaforma online.

I titoli acquistati vengono accumulati nel conto titoli a te intestato.

Ovviamente bisogna considerare i costi del conto, in modo da scegliere quello più consono alle proprie esigenze.

Per investire ci sono tantissime piattaforme tra le quali scegliere.

A tal proposito ti rimando a questo articolo in cui le analizziamo tutte nel dettaglio.

Da quando è possibile investire in Borsa online bisogna stare attenti a scegliere solo piattaforme gratuite, sicure e affidabili perché regolamentate da CONSOB.

Quanto costa davvero investire in Borsa?

In realtà dipende.

Alcune piattaforme non hanno costi di apertura, chiusura o tenuta conto, ma applicano delle commissioni sulla negoziazione (quindi sull’acquisto e sulla vendita di strumenti finanziari), mentre alcune potrebbero anche applicare dei costi per inattività sulla piattaforma.

Se ti avvali invece di un servizio bancario potresti incorrere in costi maggiori, e trovarti a pagare delle commissioni di gestione e un’imposta di bollo.

Facciamo un esempio concreto.

La banca italiana media applica costi di gestione che si aggirano intorno al 2,1% annuo tra commissioni di gestione, costi dei fondi sottostanti, commissioni di performance e costi nascosti.

Su un patrimonio di 200.000 euro, questo significa 4.200 euro all’anno che escono dal tuo portafoglio.

In 10 anni sono 42.000 euro (e probabilmente anche di più considerando l’effetto composto negativo).

Se invece gestisci in autonomia con una piattaforma a zero commissioni e un portafoglio in ETF, i costi si riducono drasticamente.

Questo è uno dei motivi per cui parliamo sempre di autonomia nella gestione del patrimonio.

Come avrai capito ci sono diversi metodi per investire in Borsa, te li elenco qui:

  • Investire in banca
  • Investire con la gestione patrimoniale
  • La consulenza indipendente
  • Il fai da te

In questo video abbiamo spiegato le soluzioni del dettaglio, per farti capire al meglio tutte le varie possibilità:

Costruire una strategia (non una lista della spesa)

L’errore più comune di fronte al quale mi sono trovato dopo anni di esperienza di divulgatore finanziario è quello secondo cui le persone tendono a considerare gli strumenti e non hanno una strategia.

Prima di pensare alle azioni, agli ETF o a qualsiasi altra cosa, devi avere ben chiaro il tuo obiettivo.

Non puoi entrare in guerra senza conoscere il campo di battaglia, senza avere presente il nemico e senza il giusto equipaggiamento.

Se vuoi imparare come scegliere dove investire, dovrai svolgere un’analisi in cui concentrarti sull’andamento dei prezzi (analisi tecnica) e cercare di raccogliere le informazioni sull’azienda e sul mercato in cui opera (analisi fondamentale).

Ma tutto questo viene dopo aver definito il tuo obiettivo strategico.

È facile investire in borsa?

Qualche anno fa poteva essere più semplice.

Oggi, con l’avvento di strumenti derivati, con la nascita di numerose piattaforme e in generale con lo scenario che si è molto complicato, accedere a questo mercato richiede molta più consapevolezza.

Anche perché, paradossalmente, accedervi è molto più facile che un tempo.

Per evitare scottature, una buona mossa potrebbe essere quella di sfruttare le versioni demo, così da investire soldi virtuali sui mercati: un conto demo ti permette di “sperimentare” e di capire meglio come funzionano le cose, senza rischiare i tuoi soldi veri.

La psicologia di chi investe in Borsa: l’emotività

Ovviamente, quando inizierai ad investire senza sfruttare la demo, subentreranno degli aspetti legati alla tua emotività, che potrebbero essere un elemento di disturbo: potresti provare paura, o agire d’impulso cercando di guadagnare di più.

Queste emozioni possono avere effetti negativi sulla tua strategia: i migliori investitori sono proprio quelli che riescono a gestire le loro emozioni.

Capirai bene che si tratta di una capacità che non si può acquisire solo con la demo, ma si tratta di un processo lungo e su cui lavorare sempre.


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5 regole per non distruggere il tuo patrimonio

Ecco cosa vorrei che questa guida ti lasciasse.

1. Il guadagno facile è come Babbo Natale: non esiste!

Chi promette di quintuplicare il tuo patrimonio senza sudare altro non è che un venditore di fumo: investire in borsa non è uno scherzo e per raggiungere gli obiettivi di investimento che ti sei prefissato occorre evitare i titoli rischiosi, puntando su qualcosa di più stabile, duraturo e redditizio.

Nella ricetta per il successo, oltre ad una conoscenza seria dei mercati azionari, c’è anche la componente sentimentale (per chi investe non c’è spazio per il panico ma tanta pazienza) e anche un briciolo di fortuna.

2. Con la borsa non vivi di rendita

Se ti hanno raccontato che premendo qualche bottone senza troppo impegno puoi diventare ricco, mi sa che mi tocca svegliarti da un sogno.

Se, invece, hai già fatto lo scatto di capire che non puoi arricchirti con gli investimenti ma al massimo puoi consolidare il tuo capitale puoi andare avanti e, magari, leggere l’articolo in cui ti spiego come investo io.

3. La strategia viene prima dello strumento

Lo scopo di questo mio consiglio molto semplice è uno: metterti in guardia sul fatto che prima di iniziare devi sapere dove vuoi arrivare.

Prima di pensare alle azioni, al forex o a qualsiasi altra cosa, devi avere ben chiaro il tuo obiettivo.

4. Scegli la piattaforma giusta

I siti per investire non sono tutti uguali: a seconda del capitale di cui disponi, del mercato su cui vuoi operare e delle tue aspettative cambia decisamente lo strumento da usare.

Per chiarirti le idee leggi l’articolo sulle migliori piattaforme per investire sui mercati finanziari.

5. Non avere fretta

Se hai fatto qualche ricerca online ti sarai sicuramente reso conto che è molto complesso investire in borsa.

Le nostre aspettative, certe volte, ci portano ad essere precipitosi mentre sui mercati finanziari la prudenza è d’obbligo.

Anche per queste ragioni ti invito ad avere calma, fare tutti i tuoi test operando in demo e a non essere precipitosi.

La fretta non è mai una buona consigliera.

Gli errori che ti costeranno caro (e come evitarli)

Dopo anni di esperienza nell’educazione finanziaria, ho visto centinaia di persone commettere sempre gli stessi errori.

Errori che costano cari, molto cari.

Credere ai market maker

Come abbiamo visto nella sezione sul trading, i broker market maker guadagnano quando tu perdi.

È un conflitto di interessi palese, eppure milioni di persone continuano a usarli perché “hanno commissioni basse”.

Le commissioni basse non servono a niente se il banco gioca contro di te.

Inseguire il rendimento del momento

Bitcoin ha fatto +200%? Tutti comprano Bitcoin.

Le azioni tech sono crollate? Tutti vendono azioni tech.

Questo comportamento da gregge è esattamente quello che ti farà perdere soldi.

Compri quando è alto (perché “sta andando bene”) e vendi quando è basso (perché “hai paura”).

Il risultato? Perdi sempre.

Non avere un piano B per gli imprevisti

Abbiamo già parlato della caldaia rotta e del dentista.

Ma qui voglio essere più diretto: se investi soldi che ti potrebbero servire nei prossimi 2-3 anni, stai facendo un errore grave.

La borsa va su e giù.

Se devi vendere nel momento sbagliato perché ti servono i soldi, realizzerai una perdita.

Punto.

Prima di investire un euro, assicurati di avere un cuscinetto di liquidità per le emergenze.

Pensare che l’emotività non ti riguardi

“Io sono razionale, io non mi faccio prendere dal panico”.

Sicuro?

Quando vedrai il tuo portafoglio scendere del 20% in pochi giorni, come è successo nel marzo 2020, vedremo quanto sei razionale.

L’emotività è il nemico numero uno dell’investitore.

E no, non basta sapere che esiste per essere immuni.

Serve esperienza, disciplina e un piano chiaro da seguire anche quando il cervello ti urla di vendere tutto.

Affidarti a chi ha conflitto di interessi è sbagliato

La banca ti propone un fondo?

Il promotore finanziario ti consiglia una polizza?

Il consulente in banca ti suggerisce una gestione patrimoniale?

Prima di firmare qualsiasi cosa, fatti una domanda: “questa persona quanto guadagna se io compro questo prodotto?”

Se la risposta è “molto”, allora forse quel prodotto non è la scelta migliore per te.

È la scelta migliore per lui.

Investire in Borsa conviene oppure no?

Arriviamo alla domanda finale: conviene?

La risposta non è universale, ma dipende da te.

Conviene se:

  • Hai un patrimonio da proteggere e far crescere (almeno 50-100k);
  • Hai un orizzonte temporale di almeno 5-10 anni;
  • Sei disposto a studiare e capire cosa stai facendo;
  • Vuoi autonomia e non vuoi dipendere dalla banca;
  • Hai la disciplina per non farti prendere dal panico.

Non conviene se:

  • Cerchi una scorciatoia per arricchirti velocemente;
  • Hai bisogno di quei soldi nei prossimi 2-3 anni;
  • Non hai voglia di studiare e capire cosa stai facendo;
  • Pensi che “investire” significhi “comprare Bitcoin perché me l’ha detto un amico”;
  • Vai nel panico ogni volta che i mercati scendono del 5%.

La verità è questa: investire in Borsa conviene sempre perché è lì che si fanno i soldi, è lì che girano ed è lì che si capisce come sta andando il mondo.

La borsa è il luogo in cui girano i soldi a livello mondiale.

In particolare il mercato azionario più di tutti riflette l’andamento delle aziende e dell’economia.

Se le aziende vanno bene, l’economia tira e, di conseguenza, gli investitori hanno un ritorno.

Ci sono oscillazioni anche negative di breve periodo ma, alla lunga, i mercati azionari salgono sempre.

Se così non fosse, oggi saremmo ancora ad accendere il fuoco sfregando le pietre e non staresti leggendo questo articolo da uno smartphone da 1000€.

Ovviamente non tutte le azioni vanno bene, non tutte le aziende sono da scegliere e non tutti i Paesi sono da preferire: sono abbastanza sicuro quando parlo di Europa e Stati Uniti, non ti so dire francamente se l’Argentina o il Venezuela saranno ancora in piedi tra 30 anni.

Se invece stai cercando il modo di “fare soldi facili”, allora no, la Borsa non conviene.

Anzi, ti rovinerà, perché prima o poi troverai qualcuno che ti venderà la soluzione magica, il sistema infallibile, il corso che ti farà diventare trader professionista in 3 mesi.

E tu perderai i tuoi soldi.

Il trasferimento generazionale di ricchezza: chi non si educa perde tutto

Come diciamo spesso qui su Affari Miei siamo nel mezzo del più grande trasferimento di ricchezza intergenerazionale della storia.

Milioni di italiani stanno ereditando patrimoni costruiti dai genitori e dai nonni in decenni di lavoro e risparmio.

Il problema è che questi patrimoni sono spesso mal gestiti, parcheggiati in conti correnti che non rendono nulla, investiti in fondi bancari che mangiano il 2-3% all’anno, o concentrati solo su immobili che in molte zone d’Italia non valgono più niente.

Chi non ha educazione finanziaria rischia di dilapidare in pochi anni quello che la famiglia ha costruito in una vita.

Per questo l’educazione finanziaria non è più un optional, è una necessità.

Se hai un patrimonio da gestire, non puoi più permetterti di delegare tutto alla banca e sperare che vada bene.

Devi capire cosa stai facendo.

Devi prendere il controllo.

Conclusione

Investire in Borsa può essere uno strumento potente per proteggere e far crescere il tuo patrimonio, però devi capire bene che non è un gioco né tantomeno una scommessa.

È un percorso che richiede studio, disciplina, metodo e pazienza, e quindi se sei disposto a percorrerlo, i risultati arriveranno, mentre invece se stai solo cercando la formula magica, lascia perdere: non esiste.

La borsa premia chi studia, chi ha pazienza, chi ha una strategia e degli obiettivi concreti.

Qui puoi trovare alcuni consigli per investire:

Buon proseguimento!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019) e "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023).
Categorie: Investimenti

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