Michael Burry: Ti Dice Niente Questo Nome?

È il protagonista del celebre film-documentarioThe Big Short. Contro ogni investitore, ogni analista, persino contro i suoi stessi capi, Michael Burry ha investito pesantemente sul crollo del mercato immobiliare americano nel 2008.

Parliamo dell’unica persona che ha realizzato in anticipo cosa sarebbe accaduto con la crisi dei mutui sub-prime e ha investito pesantemente di conseguenza.

Ora Burry è tornato a far parlare di sé per alcune delle sue operazioni nel corso del 2020. Il suo fondo di investimenti Scion Asset Management, come tutti gli altri fondi americani, è tenuto a riportare periodicamente alla SEC (l’equivalente della Consob negli Stati Uniti) le sue operazioni.

È così che si vengono sempre a scoprire le mosse dei grandi investitori come Warren Buffett, Bill Ackman e compagnia.

Ecco le principali operazioni che Burry ha condotto all’inizio del 2021

Te le elenco:

  • Ha comprato opzioni PUT per 171,5 milioni di dollari sull’iShares 20+ Year Treasury Bond ETF;
  • Ha comprato opzioni CALL per 55,1 milioni di dollari sul ProShares UltraShort 20+ Year Treasury ETF;
  • Ha comprato opzioni CALL per 4,6 milioni di dollari sul ProShares UltraPro Short 20+ Year Treasury ETF;
  • Ha comprato opzioni CALL per 3,1 milioni di dollari sul Direxion Daily 20+ Year Treasury Bear 3X Shares ETF.

Tutto questo è interessantissimo, ma solo una volta che capisci cosa vuol dire. Andiamo con ordine.

Cosa sono le opzioni?

Se la tua faccia in questo momento rappresenta un punto interrogativo, ecco cosa dovresti sapere.

Un’opzione è un contratto che ti dà il diritto di comprare o vendere qualcosa in futuro. In questo momento, pagando 11€ puoi acquistare un’opzione CALL che ti dà il diritto di comprare 100 azioni di Intesa Sanpaolo a 2,40€ ciascuna il 17 giugno 2022.

Se quando arriva il 17 giugno 2022 le azioni di Intesa Sanpaolo varranno più di 2,40€, potrai comprarle in sconto grazie alla tua opzione CALL e venderle sul mercato al prezzo che avranno in quel momento.

Supponiamo che arrivino a valere 3,00€ ciascuna. Investendo 11€ tu hai generato una plusvalenza di 0,60€ su 100 azioni, cioè 60€. Questo significa che mentre le azioni hanno avuto una performance del +25%, il tuo investimento sulle opzioni è cresciuto quasi del 500%.

Bellissimo, vero?

Ma c’è un problema

Se quando arriva il 17 giugno del 2022 le azioni di Intesa Sanpaolo valgono meno di 2,40€, non ti conviene affatto esercitare la tua opzione. Per cui la lascerai scadere senza valore, perdendo il 100% del tuo investimento.

In sostanza le opzioni servono a questo: quando le cose vanno bene, moltiplicano i profitti. Quando le cose vanno male, perdi totalmente il tuo investimento senza salvarne nemmeno un centesimo.

Le opzioni danno, le opzioni tolgono.

Cosa rappresentano quegli ETF?

I quattro ETF su cui Burry ha investito sono tutti ETF che seguono l’andamento delle obbligazioni americane con scadenza a lungo termine. Come probabilmente sai già, gli ETF seguono l’andamento di un indice: in questo caso parliamo dell’indice S&P U.S. Treasury Bond 20+ Year.

Questo indice ha un comportamento molto semplice. Quando le obbligazioni americane a lungo termine vanno bene, cioè aumentano di prezzo, l’indice sale. Quando le obbligazioni americane a lungo termine vanno male, cioè il loro prezzo diminuisce, l’indice scende.

Ecco che cosa ha fatto Burry:

  • Ha investito contro (opzioni PUT) un indice che replica lo S&P U.S. Treasury Bond 20+ Year;
  • Ha investito a favore (opzioni CALL) di un ETF che raddoppia, ma al contrario, la performance dello U.S. Treasury Bond 20+ Year. In pratica, se l’indice sale del 1% questo ETF scende del 2%;
  • Ha investito a favore di un ETF che triplica, ma al contrario, la performance U.S. Treasury Bond 20+ Year. In pratica, se l’indice sale del 1%, questo ETF scende del 3%;
  • Ha investito a favore di un ETF che semplicemente replica al contrario la performance del U.S. Treasury Bond 20+ Year senza moltiplicarla.

Di recente ha liquidato gli ultimi tre investimenti, ma ha rafforzato ancora di più il primo.

Tutto questo sembra ancora fumoso?

In buona sostanza, ecco cos’è successo: Burry ha investito un sacco di soldi sul fatto che le obbligazioni americane a lungo termine caleranno a picco.

Per “un sacco di soldi” intendo che sono tantissimi anche per il suo fondo miliardario. A parte un investimento rialzista su Facebook e un enorme investimento sul crollo delle azioni Tesla, questo pacchetto di ETF è l’investimento più grande di Scion Asset management.

È talmente convinto di stare seguendo la pista giusta che ha reso ultra-speculativo il suo investimento. Ha usato le opzioni, a costo di perdere tutto, e ha usato gli ETF con leva finanziaria per moltiplicare l’investimento già moltiplicato dall’uso delle opzioni.

In realtà, questo è un investimento sull’inflazione

La domanda ovvia è “cosa gli fa pensare che le obbligazioni caleranno a picco?”. Semplice: si aspetta iperinflazione.

Vedi, il momento peggiore per detenere un’obbligazione è quando una banca centrale alza i tassi di interesse. Se la banca centrale alza i tassi, dal giorno dopo le nuove emissioni di obbligazioni valgono di più.

Per cui nessuno vuole più le “vecchie” obbligazioni emesse quando i tassi erano più bassi, perché nessuno vuole obbligazioni che rendono di meno quando in giro ce ne sono altre che, a parità di rischio, rendono di più.

L’unico modo per convincere qualcuno a comprare le vecchie obbligazioni è fargliele pagare di meno, in modo tale da bilanciare il rendimento.

Esempio pratico

Immagina di aver pagato 100€ per un’obbligazione che paga una cedola di 1,50€ l’anno.

Domani la BCE si sveglia, cambia i tassi di interesse, e all’improvviso le nuove obbligazioni (sempre vendute a 100€) pagano una cedola di 3,00€ l’anno.

Ora, se tu vuoi vendere la tua obbligazione a 100€ nessuno sarà disposto a comprarla. Ma se tu la vendessi a 50€, allora avrebbe mercato: un rendimento di 1,50€ su 50€ è uguale a un rendimento di 3,00€ su 100€.

Però hai perso la metà del tuo investimento…

Ma quand’è che una banca centrale alza i tassi di interesse?

Quando l’inflazione aumenta più del previsto. Alzando i tassi di interesse la banca centrale “rallenta” l’economia, scoraggiando i prestiti e abbassando l’inflazione.

Per cui Michael Burry, il grande protagonista di The Big Short, ha fondamentalmente scommesso sul fatto che la Federal Reserve stia sottovalutando di molto la crescita dell’inflazione.

Così, sul filo del rasoio, a costo di perdere tutto o di diventare probabilmente il più leggendario investitore di tutti i tempi.


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Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.

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