I Mercati Tradizionali Mi Spaventano, Voglio Puntare su Materie Prime e Altre Valute!

Quando i mercati finanziari diventano più incerti, dai bassifondi del web emergono le “soluzioni” più “innovative” che, gira e rigira, sono sempre le stesse.

Materie prime e valute alternative a euro e dollaro

In certi casi sono delle vere e proprie fake news: sedicenti esperti di oro fisico, finti svizzeri pro-Franco e altri soggetti tornano alla ribalta sottolineando che il mercato “tradizionale” sta fallendo per la solita sommatoria di sciagure installate nella nostra testa dai media mainstream e, per questo, bisogna cercare “investimenti alternativi”.

Poi si aggiungono al coro i “professionisti della super tecnica”: consulenti, trader, asset manager e soggetti che si occupano professionalmente di mercati che, nei loro scritti o nelle interviste sui quotidiani, contribuiscono inconsapevolmente ad alimentare questo pericoloso desiderio di “investimenti alternativi”.

Questi ultimi soggetti creano un danno in buona fede perché, rispondendo alle domande in maniera tecnica o magari spiegando cose difficili su media letti anche da chi non conosce la differenza tra un’azione e un’obbligazione, dicono cose corrette ma di difficile interpretazione.

Per esempio un asset manager, di questi tempi, può dire che ha puntato maggiormente sulle materie prime (ma gestisce miliardi, non le buste della prima comunione!) o che ha diversificato per valuta (che in Italiano vuol dire che ha investito su altre geografie, per esempio, sempre nell’ottica di un portafoglio pieno di miliardi) e dal suo punto di vista è corretto.

Il problema è che poi legge Ciccio da Rescaldina durante la pausa pranzo in ufficio si crea l’enorme equivoco per cui adesso bisognerebbe lasciar perdere le borse “tradizionali” e spostarsi su altro.

E come lo smonti dalla testa delle persone?

Non lo smonti perché, esattamente come con le fake news tradizionali, quando Ciccio da Rescaldina si convince di una cosa e trova la conferma nel soggetto farlocco o nella sbagliata interpretazione delle parole di quello serio non ce la fai.

Te lo fai nemico, ti fai odiare piuttosto.

Il problema di Ciccio da Rescaldina non è quello che dicono i produttori seriali di fake news o gli esperti che parlano in maniera tecnica tra di loro senza accorgersi che Il Sole 24 Ore lo leggono soprattutto i privati cittadini.

Il suo enorme problema è che non ha la giusta educazione finanziaria, solo che non lo sa perché nessuno glielo dice.

E chi dovrebbe farlo? 

Chi produce le fake news finanziarie non aspetta altro per vendere i suoi lingottini, quando va bene, o i suoi schemini ponzi, quando va male.

I private banker si adeguano (“Vuoi le materie prime? Tiè, comprati questo bel fondo che sono tre anni che non si vende”) e persino i consulenti, alla lunga, si devono “piegare” al volere del cliente, anche se questo è controproducente per lui stesso.

Chi è che si prende la briga di spiegare a Ciccio da Rescaldina che le materie prime, esattamente come si apprezzano in caso di crisi, crollano con la stessa rapidità in tempi di pace?

Chi glielo spiega che se fino all’altro ieri comprava i buoni alla Posta, di fronte ad una volatilità del genere, sbianca e probabilmente, in preda al panico e all’emotività, può realizzare migliaia di euro di perdite?

Chi spiega al nostro amico Ciccio che le obbligazioni emesse in valuta estera possono avere oscillazioni anche del 10-20% a causa della fluttuazione dei cambi e che se fino all’altro ieri ragionava ancora convertendo un euro in 1936,27 lire non è una cosa adatta a lui?

E chi glielo dice, poi, che se prende alla lettera quello che legge e alloca tutti i suoi soldi così rischia di farsi male?

Non glielo dice nessuno, se non noi che siamo interessati a fare educazione finanziaria e ad aumentare la consapevolezza delle persone su questa materia.

Gira e rigira…la storia è sempre quella!

Ma perché Ciccio da Rescaldina crede sempre a Barabba?

Perché fondamentalmente non conosce la materia o, sapendo di non sapere, pensa che andando su mercati “alternativi” sia tutto più “facile” da capire.

Se ci pensi, non è diverso da chi compra le case dicendo che “gli immobili stanno sempre lì e non si muovono mentre le borse si”.

Eppure la strada per investire in maniera efficace è sempre la stessa e si basa su tre livelli a mio parere imprescindibili:

  • formazione, assolutamente non accademica ma minima per non farsi abbindolare dal primo che passa (chi mette in giro la storia delle materie prime e delle altre valute spesso ci sta a provare);
  • pianificazione di quello che vogliamo fare a lungo termine, cosa che si può fare soltanto partendo dalla formazione di base perché altrimenti non riusciamo a pensare al futuro con obiettivi realistici;
  • informazione avanzata o supporto consulenziale periodico, che è quello che ci chiedono in molti senza passare dai punti precedenti esponendosi al rischio, però, di dover sempre sperare nell’onestà del prossimo che, statisticamente, ha interessi opposti rispetto a noi.

Questa è una ricetta evergreen, che funziona sempre: pioggia, neve, caldo, guerra, pace, crisi, ripresa economica, pandemie o altre sciagure passano, l’educazione finanziaria resta ed è il più grande investimento che possiamo fare per la salvaguardia del nostro patrimonio.

Chest’è… come amo dire!


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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