Dal Sale Nella Pasta agli NFT: Investire Ieri e Investire Oggi

Bill Ackman, Carl Icahn, David Einhorn. Sono nomi di alcuni activist investors: investitori che comprano una società (o una quota di maggioranza) con l’obiettivo di fare alcuni cambiamenti e poi venderla. Spesso questo avviene nell’arco di 3-4 anni, dopo aver ristrutturato profondamente la società, la sua struttura finanziaria, il suo debito e i suoi prodotti.

Nel 2014, Starboard Value acquisì la catena di ristoranti The Olive Garden. Seguì una presentazione Powerpoint di 300 pagine nella quale erano spiegati tutti i dettagli di ciò che sarebbe dovuto cambiare nella società: packaging, aspetto del cibo, disposizione dei tavoli, scelta degli ingredienti, prezzi, marketing e così via.

Una slide in particolare menzionava come la pasta fatta da The Olive Garden fosse scadente, in quanto la società aveva ordinato ai cuochi di non mettere il sale nell’acqua. Il motivo? Ottenere un’estensione di garanzia sulle pentole.

I ragazzi avevano fatto le loro ricerche.

Grazie a questi cambiamenti e a circa un anno di duro lavoro per la loro implementazione, Starboard Value riuscì a far segnare un +48% del prezzo del titolo The Olive Garden. Più quarantotto percento.

Ma questa era la finanza del passato. Così è come funzionavano le cose ai vecchi tempi. Oggi è diverso.

Per fare un semplice confronto, una criptovaluta mai sentita di nome CATCOIN – senza alcuna funzionalità particolare – ha registrato un +256.97% nella giornata del 15 febbraio grazie all’attraente ticker “CATS” che a quanto pare ha attirato gli investitori amanti dei gatti.

Voglio dire…GATTI! Come potrebbe non essere un buon investimento?

Così e come funzionano le cose oggi. Ma non vi preoccupate: il mondo della finanza tradizionale si sta adattando.

Alla fine del 2021, il fondo di investitori attivisti New Orion Advisors ha inviato una lettera all’amministratore delegato di Macy’s (789 negozi, 75.000 dipendenti) spiegando come sbloccare il vero potenziale della sua società.

Ecco alcuni dei punti salienti:

  • Formare delle partnership con Rivian, Tesla e Lucid per mostrare alcune delle loro auto al piano terra dei negozi Macy’s;
  • Accettare e pubblicizzare la possibilità di pagare in criptovalute;
  • Trasformare i parcheggi dei negozi in giganti spazi di ricarica per le auto elettriche.

Tutto qui. Chissenefrega di prodotti o prezzi o robe del secolo scorso: oggi una società che vuole davvero creare ritorno per i suoi azionisti deve diventare una meme stock. Specialmente se è una società “vecchia”, legata a settori tradizionali: fate caso ai brand che sono stati suggeriti per la partnership.

Potevano mostrare una Renault elettrica? Certamente no. Una Nissan? D-I-S-A-S-T-R-O. Solo Tesla, Rivian e Lucid, le meme stocks per eccellenza.

Per quanto assurdo, è tremendamente vero. 

Le banche sono viste come dei vecchi mostri cattivi della finanza tradizionale: JP Morgan apre una sede nel metaverso Decentraland.

Alfa Romeo non vende: associamo un NFT alle automobili.

Nike perde appeal sui giovani: crea un mondo nel metaverso di Roblox.

Aspettatevi che qualche colosso del petrolio decida di accettare Floki Inu come pagamento per sciacquarsi via l’immagine – non il fatto – di causare un enorme impatto ambientale. Solo questione di tempo.

Il management di una società ha il compito di remunerare gli azionisti. Tutto qui. Il loro posto di lavoro dipende da cosa gli azionisti pensano del loro operato, e gli azionisti sono felici quando il prezzo delle azioni sale.

Quanto a come aumentare il prezzo delle azioni, un tempo si faceva migliorando i dati di bilancio della società ed espandendo il suo business.

Oggi si fa con gli NFT, i metaversi e le auto elettriche.

Chest’è.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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