Perché Stiamo Entrando in Una Fase Nuova che Potrebbe Spiazzare Molti Investitori?

Da quando lo scorso 3 febbraio Christine Lagarde ha prospettato l’ipotesi che anche in Europa i tassi possano salire, facendo seguito a quanto già annunciato dall’altra sponda dell’oceano dalla FED, si può dire che siamo ufficialmente entrati in una fase nuova.

Se vogliamo annunciata, ma, comunque, diversa dal ciclo precedente.

Niente di sconvolgente per chi segue i mercati tutti i giorni, ma il Vecchio Continente, si sa, ha capacità di reazione più limitate rispetto agli Stati Uniti e alla Cina.

La fine degli stimoli monetari all’economia ormai non è più un se: è solo una questione di tempo e già nel 2022 ne stiamo vedendo gli effetti sia a livello di volatilità dei mercati (immediatamente reattivi nel prezzare il nuovo scenario), che sul piano dei rendimenti dei Titoli di Stato (che si stanno già adeguando al nuovo corso).

Ma perché si può dire che siamo in una fase nuova?

Lascia che faccia due ragionamenti ad alta voce insieme a te basati sulla tua carta d’identità più che sul tuo patrimonio o sulle tue attitudini generali.

Facciamo finta che, come me, tu abbia iniziato concretamente ad operare in Borsa dopo il 2013-2014 e che abbia vissuto in pieno quello che è venuto dopo il “whatever it takes” di Mario Draghi.

Io prima di quegli anni non potevo perché ero un ragazzino, ma, forse, anche se hai 40-50 anni e stai leggendo questo contenuto hai iniziato in quel momento lì a informarti perché, tra l’altro, temporalmente tutto ciò coincide con l’adozione di massa degli smartphone e del web 2.0.

Dal 2014 in poi l’inflazione è stata molto bassa, quasi nulla per certi anni

Le banche “tiravano soldi dietro” a chi avesse i requisiti per ottenere un mutuo e indebitarsi, per privati e aziende, era diventato relativamente facile accedere al credito.

Chi è riuscito a sopravvivere alla crisi del 2008 e alla successiva crisi del debito ha avuto una finestra per ristrutturarsi e partire.

Le aziende growth soprattutto, in particolare le Big Tech, hanno letteralmente preso il volo.

I rendimenti del mercato azionario hanno quasi sempre sovraperformato le aspettative, mentre quelli del mercato obbligazionario stentavano.

Eravamo a fine 2019 e ormai si attendeva la fine di questa stagione straordinaria: alla BCE probabilmente stavano solo ragionando sul come fare l’annuncio in maniera silenziosa e non particolarmente impattante perché un anno prima, a fine 2018, ci avevano provato e le borse non l’avevano presa troppo bene.

Tutto era pronto…solo che a inizio 2020 è arrivato il cigno nero della Pandemia e le Banche Centrali si son viste costrette ad usare l’unica arma che avevano ancora: essere accomodanti e tenere ancora i tassi inchiodati su livelli bassi.

I lockdown hanno portato milioni di individui a chiudersi in casa e, avendo più tempo, le persone si sono fiondate sui mercati finanziari.

Degiro nel 2020 in Europa ha incrementato del 50% dei suoi clienti, Directa nel 2021 ha aumentato il proprio bacino del 40%, Robinhood ed eToro hanno letteralmente preso il volo per non parlare poi degli exchange crypto che si sono decisamente affollati.

Penso di poter ritenere con una certa serenità che quasi la metà delle persone che leggeranno questo mio scritto prima del 2020 non si erano mai interessate con una certa costanza alle Borse, da addetto ai lavori ho visto il cambio di passo dall’interno.

Le misure accomodanti e l’accesso al mercato di nuovi investitori retail hanno fatto lievitare le quotazioni delle principali aziende e il biennio 2020-2021 è stato probabilmente uno dei migliori della storia.

Riepilogando, anche se hai iniziato magari 6-7 anni fa, quindi hai una certa esperienza “di anzianità” in borsa, è probabile che oggi le cose ti siano andate bene perché, semplicemente, il contesto era ultra favorevole.

Se hai perso soldi in un contesto così favorevole i motivi sono due:

  • Hai provato a fare trading, finendo nel 90% degli investitori che perdono sistematicamente sulle varie piattaforme;
  • Sei stato consigliato male o hai voluto fare di testa tua senza accedere ai consigli giusti.

Se, invece, sei in perdita virtuale è perché magari ti è andata male a livello di market timing: sei entrato nella seconda metà del 2021 con la spinta precedente in esaurimento.

Adesso però viene il bello perché il contesto, per la prima volta, sta cambiando nettamente

Il ciclo che si è aperto nel 2012 con il “whatever it takes” sta finendo e non potrà esserci un accanimento terapeutico.

L’avvento dell’inflazione spaventa tutti, Banche Centrali comprese che sanno benissimo di aver raggiunto l’obiettivo per cui erano intervenute.

Ora l’economia entra in una fase nuova che ricorda molto, se vogliamo, la stagione delle potature in agricoltura.

I soldi sono arrivati, le aziende hanno goduto di iniezioni di liquidità a vario titolo e hanno potuto costruire, creare progetti, assumere.

Ora i soldi inizieranno a costare di più per chi vuole indebitarsi, saranno sottoposti a delle condizionalità maggiori.

Il mercato farà il suo corso, probabilmente “poterà” qualche ramo secco costringendo i principali attori ad intervenire per correggere quello che non va.

I tassi saliranno e, di conseguenza, anche il mercato obbligazionario potrebbe dare qualche sussulto mentre quello azionario, senza la spinta della liquidità, sarà chiamato a rispondere prontamente migliorandosi e manifestando nella crescita dei profitti i frutti di questa lunga attività.

Ma perché molti investitori potrebbero essere sorpresi?

Se sai come funziona l’economia giudicherai “normale” lo scenario da me prospettato, è così che vanno le cose.

Se però non conosci il funzionamento di questi meccanismi e, pur essendo investitore da anni, non hai mai approfondito adesso potresti trovarti di fronte ad uno scenario nuovo.

Uno scenario molto diverso dal “compra a caso che sale tutto” come nel 2020.

Non siamo nel periodo post 2012 quando, col vento in poppa, i mercati prendevano coraggio.

L’arrivo di milioni di investitori retail, più sensibili alle oscillazioni, unitamente alle aspettative elevate in cui tutti hanno confidato in questo ultimo decennio potrebbe portarci in una fase nuova, per molti inesplorata.ì

La volatilità, innescata dai nostri smartphone da cui inseriamo ordini di acquisto o vendita freneticamente, potrebbe essere una costante.

La crescita degli indici azionari, con meno spinta monetaria, potrebbe essere più lenta.

Sono ipotesi, sia chiaro, ma vanno tenute in considerazione perché fanno parte del futuro che vivremo.

Chest’è… come amo dire!


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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