Fattura Immediata, Differita, Accompagnatoria e di Acconto

A prescindere dal fatto che tu sia un venditore oppure un acquirente è sempre cosa giusta sapere come potersi avvalere degli strumenti fiscali idonei per la cessione di beni o la prestazione di servizi, per questo motivo qui sotto troverete i principali tipi di fatturazione in vigore al momento: fattura differita, accompagnatoria, di acconto e così via…

Si tratta di un argomento più complesso di ciò che potrebbe sembrare. In questo articolo troverai una guida esaustiva sull’argomento, continua a leggere!

La fattura: a cosa serve?

La fattura è un documento emesso da chi vende merce o servizi dando il diritto al venditore di riscuotere il prezzo indicato. La legge prevede che la fattura debba essere emessa da soggetti con partita IVA, anche se ci sono delle eccezioni per alcune categorie di operazioni o per alcune categorie di soggetti.

Infatti, ad esempio, sono esonerati dall’obbligo della fattura:

  • gli agricoltori e i pescatori che sono in regime di esonero, in quanto il loro volume di affare non supera i 7.000 euro. In questo caso l’obbligo della fattura deve essere assolto da chi acquista, attraverso l’autofattura;
  • le agenzie viaggio in regime speciale;
  • coloro le cui operazioni rientrano in regimi detti monofase, vale a dire quando l’IVA è assolta alla fonte come nei casi di monopolio, editoria ecc.;
  • i negozianti che vendono al dettaglio, in quanto ad essi spettano altri tipi di operazioni come l’emissione dello scontrino fiscale, la ricevuta fiscale oppure la registrazione e trasmissione dei corrispettivi.

La fattura può essere emessa in forma cartacea od in forma elettronica nel giorno di effettuazione dell’operazione.

In particolar modo, oggigiorno, la fattura elettronica sta diventando sempre più visibile nella nostra realtà divenendo già obbligatoria per le operazioni con la Pubblica Amministrazione.

La fattura inoltre deve essere emessa in due esemplari: l’originale, che va consegnato o spedito al cliente, e la copia che deve essere conservata dall’emittente per 10 anni.

La fattura deve contenere i seguenti elementi:

  • la data di emissione e il numero progressivo attribuito;
  • i dati identificativi del venditore e del compratore;
  • il tipo di pagamento;
  • gli estremi dei documenti di trasporto, cioè numero progressivo e data dei DDT in caso di fattura differita;
  • la natura, la qualità e la quantità dei beni ceduti;
  • il prezzo unitario dei beni;
  • gli eventuali sconti l’aliquota e l’ammontare dell’IVA;
  • il totale della fattura, che costituisce l’importo totale a debito del compratore.Di seguito andremo ad analizzare, eventualmente  con esempi pratici, le diverse tipologie di fatture che vengono emesse anche in base alle operazioni che si vanno a compiere.

La fattura Immediata

La fattura immediata rappresenta la regola, in quanto è molto flessibile, potendosi adattare a tutte le situazioni. Viene utilizzata quando non c’è l’obbligo di documento di accompagnamento merce.

E’ una tipologia di fattura che deve essere emessa e consegnata al cliente entro lo stesso giorno in cui è stata effettuata la vendita o la prestazione del servizio senza che ci sia l’obbligo di verificarne la ricezione.

Di conseguenza, capiamo bene che i bene o i servizi possono anche essere consegnati senza alcun documento e questo vuol dire che la fattura immediata non ha un carattere accompagnatorio.

L’emissione di questo tipo di fattura sostituisce il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale solo però se rilasciata in concomitanza con la consegna del bene o l’ultimazione del servizio, cioè nel momento in cui sarebbe scattato l’obbligo per lo scontrino o la ricevuta fiscale.

La fattura differita

La fattura differita invece è un documento fiscale che viene emesso in un momento diverso rispetto all’effettuazione della prestazione, oppure alla consegna della merce.

Di solito questa tipologia viene utilizzata quando ci sono clienti con un’elevata frequenza di ordini durante il mese. L’utilizzo di questa fattura permette di quindi di avere una sola fatturazione, riepilogativa di tutti i pagamenti avvenuti, a fronte di molte spedizioni e consegne in un mese solare.

Ricordiamoci che la fattura differita può essere emessa solo se le diverse prestazioni di servizio o la consegna di merci sono effettuate da un unico soggetto nello stesso mese solare.

Inoltre va emessa e registrata entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello in cui le prestazioni vengono realmente effettuate e i beni consegnati.

Volendo fare un esempio per capire meglio, possiamo prendere  in considerazione un produttore di pane che consegna ogni giorni alle rivendite dei propri clienti il quantitativo del bene richiesto.

Giornalmente verrà solo emesso il DDT, documento di trasporto che andrò a spiegare a breve. Entro il quindicesimo giorno del mese successivo invece verrà emessa la fattura differita che farà riferimento al mese in cui sono state fatte le consegne del pane riepilogando tutte le operazioni.

Documento di trasporto o DDT

Poc’anzi ho accennato il DDT, vale a dire il documento di trasporto che è stato introdotto con il decreto 472/96, andando a sostituire la bolla di accompagnamento.

L’emissione di questo documento è obbligatoria nel caso di una fattura differita, poiché il DDT certifica il trasferimento della merce dal venditore all’acquirente. Tra l’altro esso non deve necessariamente accompagnare i beni ceduti, può anche essere spedito o inviato per corriere o via fax.

Il DDT deve essere numerato progressivamente ed emesso almeno in due copie, una per il venditore e l’altra per l’acquirente. Deve essere scritto in forma libera e deve contenere:

  • la data in cui si effettua la consegna o la spedizione;
  • le generalità del venditore, acquirente e dell’eventuale impresa incaricata del trasporto riferendosi alla ditta e non a colui che materialmente effettua la consegna;
  • la descrizione della natura, della quantità e qualità dei beni ceduti.

Il documento di trasporto deve essere obbligatoriamente conservato ai fini fiscali fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo d’imposta.A fini civilistici, il codice civile, prevede invece che i documenti di trasporto debbano essere conservati, sia dal venditore che dall’acquirente, per dieci anni dalla data della loro emissione.

La fattura accompagnatoria

La fattura accompagnatoria è un documento che può essere definito come un ibrido in quanto ha contemporaneamente le caratteristiche e gli obblighi di un documento di trasporto, DDT e di una fattura immediata.

Non può essere utilizzata per fatturare una prestazione di servizi, dove di conseguenza verrà utilizzata o la fattura immediata o quella differita. Viene utilizzata invece quando vi è una cessione di beni che devono essere trasferiti presso il cliente.

Come già è stato detto, la fattura accompagnatoria, dovrà contenere tutti gli elementi obbligatori delle due tipologie fin’ora spiegate. Quindi, essendo sostitutiva del DDT dovrà contenere il numero progressivo, la data di consegna o spedizione, indicare le generalità dei soggetti coinvolti nell’operazione e descrivere la natura, la qualità e la quantità dei beni.

Ma, sostituendo anche la fattura immediata, dovrà contenere tutti gli elementi che sono previsti dalla normativa IVA con i relativi riepiloghi per aliquota.

La fattura di acconto

Infine, la fattura di acconto è un particolare tipo di documento che viene utilizzato quando il cliente paga in modo anticipato uno o più importo senza che ancora sia avvenuto il reale acquisto.

Visto che però è obbligatorio emettere la relativa certificazione al momento dell’incasso, per ovviare al problema viene utilizzata la fattura di acconto che conterrà anche solo  una descrizione molto semplice, senza che ci sia alcun collegamento con il bene o servizio per cui è stata emessa.

Successivamente poi, al momento dell’acquisto vero e proprio da parte del cliente del bene prenotato e di cui si è pagato l’acconto oppure, alla conclusione del servizio per cui lo stesso era stato versato, verrà fatta la fattura definitiva che potrà essere accompagnatoria o differita o immediata diminuendola dell’importo già pagato.

In questo modo, la fattura definitiva riporterà l’intero valore del bene, ma dall’imponibile, da cui poi si calcolerà l’imposta, verranno detratti gli importi già pagati.

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Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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