Banche Commissariate 2018: Cosa Rischiano Azionisti, Obbligazionisti e Correntisti

La situazione delle banche a rischio merita una grande attenzione, visti i riflessi che può avere sui risparmiatori una crisi del sistema. Quali sono le banche commissariate dalla Banca d’Italia? Oltre a fornire l’elenco completo, su questa pagina, cercheremo di riepilogare brevemente quelli che sono i rischi per chi possiede azioniobbligazioni ordinarie e subordinate e per chi ha il denaro versato su conti correnti e conti deposito.

Con il salvataggio di diverse banche di medie dimensioni abbiamo visto cosa può portare il bail-in che, dal 2016, è diventata la regola di tutte le criticità rilevate per le banche europee. Chi paga nel caso in cui una banca dovesse navigare in cattive acque?

Azioni e obbligazioni: il pasticcio delle obbligazioni subordinate

Non me ne vogliano i tecnici se semplifico, ma la vicenda delle obbligazioni subordinate, improvvisamente divenute uno spauracchio per i non addetti ai lavori, si può spiegare così: sono una via di mezzo tra azioni ed obbligazioni tradizionali.

Essendo più rischiose vengono remunerate di più, ma in caso di difficoltà gli obbligazionisti subordinati vengono soddisfatti dopo quelli tradizionali. Le regole sul bail-in prevedono che a pagare siano: azionisti, obbligazionisti subordinati, obbligazionisti tradizionali e correntisti (conti correnti e conti deposito) con depositi superiori a 100 mila euro.

Per questo motivo abbiamo visto che in molti sono stati chiamati a pagare di tasca proprio per i disastri relativi agli istituti coinvolti nel decreto salvabanche attuato dal governo Renzi.

Cosa rischiano coloro che hanno conti correnti o conti deposito? Per i depositi fino a 100 mila euro c’è la garanzia del Fondo Interbancario di Tutela Depositi: sebbene autorevoli economisti ritengono sia insufficiente, appare improbabile che il sistema bancario decida di perdere la sua credibilità, nel caso di una crisi più grossa, e non pagare.

Anche perché, volendola dire schiettamente, se falliscono tutte le banche probabilmente avremo ben altri problemi a cui badare ed è uno scenario, almeno ad oggi, irrealistico.


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Cosa significa “commissariamento”?

“Commissariamento” non è un termine appartenente alle nozioni del diritto fallimentare, ma si riferisce a un provvedimento tramite cui i poteri degli organi direttivi della banca o di un altro ente vengono sospesi autoritativamente: l’esercizio di tali poteri viene affidato a un commissario esterno.

Per motivo, in ambito fallimentare questa parola si usa in riferimento a società in crisi che vengono sottoposte a procedure concorsuali.

Questo vuol dire che le procedure di amministrazione straordinaria vengono gestite da un commissario straordinario o giudiziale.

La durata massima è di un anno, con una proroga di sei mesi in casi eccezionali. Cosa deve fare un commissario? Questa figura deve accertare la situazione aziendale, rimuovere le irregolarità, convocare le assemblee e promuovere le soluzioni.

Quindi se una banca è stata “commissariata” non significa che sta per fallire, bensì che alcune problematiche hanno bisogno di una gestione ad hoc per ripianare la situazione. Può certamente capitare che ciò non avvenga, ma lo scopo del commissariamento è evitare che ciò accada, in tutela dei depositanti.

Quindi, ribadisco che i rischi li corrono in realtà i titolari di azioni e obbligazioni (ma tali strumenti sono rischiosi alla base, chi vi investe dovrebbe saperlo), mentre per i correntisti non vi sono pericoli, e idem chi ha un deposito, proprio per la presenza del Fondi Interbancario di tutela a cui ho fatti riferimento.

Le banche italiane che sono andate davvero contro un fallimento sono pochissime e di piccole dimensioni.

Elenco delle banche commissariate dalla Banca d’Italia

Adesso che abbiamo capito che cosa significa “commissariato” (ossia un termine molto ampio che può riguardare la delega di alcuni poteri a un commissario, senza ciò che debba seminare il panico), veniamo, ora all’elenco che aggiornerò costantemente seguendo le ultime notizie che giungono sul tema. Nel 2017, le anche italiane sotto il controllo della Banca Centrale Europea sono state le seguenti:

  • Unicredit,
  • Carige;
  • Mps;
  • Mediobanca;
  • Credem;
  • Veneto Banca;
  • Banco Popolare;
  • Popolare di Vicenza;
  • Barclays;
  • Intesa Sanpaolo;
  • Bper;
  • Bpm;
  • Popolare di Sondrio;
  • Ubi.

Questi dati sono del 2017, e te li riporto soltanto ad onor di cronaca; concentrandoci sulle attività di controllo delle istituzioni italiane, invece, sono solo tre le banche sottoposte alla procedura di amministrazione straordinaria da parte della Banca d’Italia nel 2018:

  • Istituto per il Credito Sportivo;
  • BCC di Cittanova;
  • Banca Sviluppo Economico spa.

Attenzione: sotto commissariamento non significa necessariamente default. Come ha affermato anche l’associazione di settore Federcasse “non esiste alcun nesso causale diretto tra il provvedimento di amministrazione straordinaria ed il fallimento della banca stessa“.

i Dati sono stati raccolti sulla pagina della Banca d’Italia che tratta questo argomento.

Come scegliere una banca sicura?

Ovviamente è fondamentale scegliere il giusto istituto per tutelare i propri risparmi: i parametri da valutare per verificare la solidità di una banca sono due. Eccoli:

  1. Controllo del Patrimonio di Vigilanza: tale criterio serve a definire la quantità di investimenti fatti rispetto al patrimonio, e prende il nome di CET1 Ratio (Core Equity Tier 1 Ratio). Le leggi UE stabiliscono che come “minimo” un CET1 Ratio debba raggiungere  l’8%. Ciò significa che un istituto può fare investimenti per il rischio superiori a 10 volte il suo capitale.
  2. Il rating stabilito dalle società specializzate: si tratta di un giudizio sulla capacità della banca di ripagare il proprio debito. Anche se criticato e ritenuto non sempre al 100% affidabile, valutare questo rating è importante prima di scegliere una banca. Più alto è il rating più l’istituto è solido.

Le banche più sicure in Italia quali sono?

Quali sono gli istituti italiani più sicuri? Sulla base dei parametri appena elencati tratti dal sito ISAE (Istituto Studi Analisi Economica) sono:

  • Mediolanum: CET 1 = 20,40%; TIER1 = 20,40%; TCR = 20,50%;
  • Banco Pololare: CET 1 = 14,85%; TIER1 = 14,85%; TCR = 18,12%;
  • BPER: CET 1 = 14,47%; TIER1 = 14,56%; TCR = 15,98%;
  • Credem: CET 1 = 13,51%; TIER1 = 13,51%; TCR = 14,69%;
  • Intesa San Paolo: CET 1 = 12,80%; TIER1 = 14,10%; TCR = 17,20%;
  • Credito Valtellinese: CET 1 = 12,41%; TIER1 = 12,41%; TCR = 13,72%;
  • Banca Carige: CET 1 = 12,30%; TIER1 = 12,30%; TCR = 14,20%;
  • Mediobanca: CET 1 = 12,10%; TIER1 = non disponibile TCR = 15,70%.

Risorse Utili

Se vuoi scoprire di più su quali sono le banche che offrono i migliori conti correnti del momento, allora ti consiglio di ascoltare la puntata del podcast che ho registrato proprio su questo tema.

Se, invece, ti stai interessando al tema perché vuoi investire o hai investimenti attivi, puoi leggere le seguenti guide:

Buon proseguimento su Affari Miei!

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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