Cosa Sono i Covered Warrant e Come Sfruttarli per Investire

Torno a parlare di strumenti per l’investimento. Oggi è il turno dei Covered Warrant, particolari titoli derivati che vengono negoziati in Borsa e che offrono la possibilità, proprio come nel caso di un’opzione standard, di poter acquistare o vendere un determinato titolo alla scadenza.

Così come spesso capita quando parliamo di titoli derivati, la questione può farsi relativamente complessa, a dispetto delle semplificazioni di promotori finanziari, consulenti e banche.

Vediamo insieme tutto quello che c’è da sapere sui Covered Warrant, quando e se è il caso di considerarli come strumento per il nostro portafoglio e di cercare di capire come funzionano.

Cosa sono i covered warrant

I Covered Warrant sono in tutto e per tutto dei contratti di opzione, come quelli che siamo abituati a vedere sui mercati OTC (over the counter, insieme delle operazioni di compravendita di titoli che non figurano nei listini di borsa). Ogni covered warrant offre infatti la possibilità di acquistare o vendere ad una determinata scadenza un determinato titolo ad un certo prezzo.

Messa così, con la definizione di scuola, la questione potrebbe sembrare piuttosto complicata. Spiegando come è fatto un titolo di questo tipo però, riusciremo immediatamente a capire come funzionano davvero questi strumenti.

Il covered warrant è così composto:

  1. c’è un titolo negoziato nel SEDEX, il mercato di borsa dedicato a questi strumenti;
  2. il suddetto titolo incorpora il diritto di acquistare (o vendere, a seconda del tipo di opzione incorporata) un titolo finanziario (immaginiamo che sia ENI azioni ordinarie, per comodità), alla scadenza (immaginiamo il 31 Gennaio prossimo), ad un determinato prezzo (15 euro);
  3. arriviamo alla scadenza e il titolo ENI in borsa vale 15.22 euro. Vuol dire che la nostra opzione vale 15.22 – 15.00 (prezzo alla scadenza del covered warrant) = 22 centesimi; è dunque conveniente cambiarlo e guadagneremo 22 centesimi dall’operazione, 22 centesimi che sono lordi e ai quali vanno detratti i costi del covered warrant e le tasse.

Quando si compra questi strumento?

Il covered warrant è un titolo con il quale scommettiamo sul valore futuro di un titolo finanziario. Nel caso in cui volessimo scommettere su un rialzo, compreremo un covered warrant con opzione d’acquisto, nel caso contrario un’opzione di vendita.

La differenza con i futures dovrebbe essere ovvia: siamo davanti ad un titolo che ci da la possibilità e non l’obbligo di acquistare o vendere il titolo che è sottostante del contratto di opzione, e quindi potremo anche non esercitare l’opzione, nel caso in cui non fosse conveniente.

Questo tipo di strumenti sono dunque interessanti nel caso in cui volessimo puntare su un rialzo o ribasso futuro limitando i possibili danni. Nel caso in cui l’opzione incorporata nel covered warrant non fosse conveniente, ci troveremmo soltanto a pagare il costo del covered warrant.

Gli elementi tipici del covered warrant

Ci sono degli elementi tipici del covered warrant che ci aiutano a comprenderne il funzionamento. Il covered warrant ha:

  • un titolo sottostante, tipicamente un’azione (ma può trattarsi di qualunque tipo di titolo finanziario);
  • un prezzo, che è il costo che paghiamo per avere l’opzione;
  • uno strike price, ovvero il prezzo al quale si può esercitare l’opzione, nel caso del nostro esempio i 15,20 euro;
  • una scadenza.

Le differenze con una opzione classica

La differenza principale del covered warrant con l’opzione è che il primo è cartolarizzato, ovvero è un titolo finanziario vero e proprio, che viene negoziato anche su mercati regolamentati (il SEDEX in Italia).

Le opzioni classiche invece non sono titoli finanziari ma contratti, e si negoziano OTC, over the counter, ovvero nei mercati secondari non regolamentati, come ti ho già spiegato.

In aggiunta, i covered warrant al contrario delle opzioni possono essere emessi soltanto da istituti bancari.

I diversi tipi di covered warrant esotici

Esistono anche covered warrant esotici, ovvero titoli che includono opzioni più complesse da quelle standard:

  • Covered Warrant Call Spread: hanno spesa più contenuta e con la combinazione di un’opzione call e una put replicano la performance del titolo sottostante fino a un certo livello;
  • Covered Warrant Rainbow: in questo caso il sottostante è calcolato sul rapporto tra due attività finanziarie; si punta in questo caso sulla maggiore performance di una delle due attività rispetto alle altre;
  • Covered Warrant Corridor: in questo caso è previsto il pagamento da parte dell’emittente di un flusso di denaro fisso, a patto che nei giorni di rilevazione il valore del sottostante sia all’interno di un certo intervallo fissato dal titolo;
  • Covered warrant digitali: pagano un rebate, ovvero un flusso di denaro fisso al raggiungimento di un certo valore da parte dell’attività sottostante.

 

Covered warrant e leva finanziaria

Trattandosi di titolo cartolarizzato, così come avviene per i derivati, i covered warrant permettono di operare con leva finanziaria. Acquistando questi titoli possiamo replicare e moltiplicare l’andamento, sia positivo che negativo, di un determinato titolo.

Al contrario però della leva finanziaria classica, ci sono costi che prescindono dai costi di contratto, che diventano nel caso di titolo cartolarizzato costi di titolo.

Dove si comprano?

I covered warrant in Italia sono negoziati al SEDEX, che è il mercato regolamentato da Borsa Italiana per i titoli di questo genere.

Non si tratta di un prodotto OTC e, anche quando emessi dalle banche, i covered warrant vengono regolati e venduti tramite borsa.

Si tratta di strumenti rischiosi?

Sì. Nel caso in cui ci trovassimo al di sotto dello strike point, l’opzione non sarebbe conveniente e avremmo perso tutto il capitale investito. Anche in questo caso procedo con un esempio per far comprendere meglio come funziona questo tipo di investimento.

  1. Immaginiamo di acquistare 1000 covered warrant a 1.30 euro, azioni ENI, strike point a 15.30, scadenza 31 Gennaio 2019;
  2. abbiamo speso 1.300 euro per acquistare i covered warrant, e siamo dunque a -1.300 euro di bilancio;
  3. il 31 Gennaio 2019 ENI viene negoziato a Piazza Affari a 14.82 euro per azione, al di sotto dello strike point;
  4. non è conveniente esercitare l’opzione e dunque avremo perso i 1.300 euro investiti.

Nel caso in cui invece al 31 Gennaio 2019 Eni fosse negoziata a 16.10 euro avremmo: 16.10 – 15.30 (strike point) = 0.80 euro di guadagno per warrant acquistato, e quindi 1.000 x 0.80 == 800 euro di profitto.

La differenza tra covered warrant e warrant classico

In questo caso la differenza è nel sottostante. Il warrant classico deve avere come sottostante un’azione. Il covered warrant può avere come sottostante qualunque tipo di titolo finanziario.

Usare i covered warrant come “assicurazione”

Così come tutti i derivati e simili, i covered warrant possono essere utilizzati per assicurare un altro investimento. Faccio l’esempio del procedimento più classico per assicurare un altro investimento.

Immagina di aver acquistato azioni ENI a 13.20 euro e che hai immaginato un investimento di lungo periodo, obbligandoti a non vendere prima del Gennaio 2020. Nel caso in cui tu volessi proteggerti da eventuali ribassi eccessivi del titolo, potrai acquistare un covered warrant put (ovvero di vendita) a 13.20 o a prezzo simile con la stessa scadenza.

Immaginiamo che un titolo del genere costi 0.650 euro. Avrai speso per 1.000 azioni 650 euro per tutelare il tuo investimento verso ribassi eccessivi. Nel caso in cui il rendimento non dovesse avere il rendimento che ti aspettavi, potrai esercitare la tua opzione, pagando questa assicurazione 650 euro su 13.20 x 1000 = 13.200 euro di investimento.

Anche in questo caso però stai operando con tecniche molto complesse che sono in genere ad esclusivo appannaggio dei fondi comuni con gestione avanzata.

Conviene investire in covered warrant?

Questo dipende dalla nostra propensione al rischio e dalle nostre capacità finanziarie e di previsione dei prezzi. Siamo davanti ad uno strumento che deve essere considerato necessariamente come avanzato, complesso e rischioso e dovrebbe essere dunque lasciato a chi ha le possibilità e le capacità di investire in questo tipo di strumenti.

Il mio consiglio è sempre quello di evitare le sirene delle banche e dei promotori: i titoli in questione non sono adatti al piccolo risparmiatore con basso profilo di rischio. Nel caso in cui invece dovessi tu bilanciare un portafoglio troppo “tranquillo”, potresti utilizzare i covered warrant per differenziare e per proteggerti da eventuali andamenti avversi di altri titoli.

Il mondo degli investimenti è molto complesso e articolato. Se vuoi informarti e scoprire quali sono i migliori investimenti da mettere in atto oggi, clicca sulla mia guida e scopri i consigli fondamentali. Ricordati sempre che informarsi sulle operazioni nelle quali si vuole investire il proprio denaro è fondamentale per poter avere dei profitti e, sopratutto, non andare in perdita.

Sul mio blog troverai sempre i consigli aggiornati, perchè cerco di fornirti sempre un quadro oggettivo e affidabile, in modo da guidarti a saggi investimenti. Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Affari-Miei

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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