Energica, la Ducati Elettrica o la Tesla Italiana?

Sapete che io non parlo quasi mai di singoli titoli o singole aziende, ma quando lo faccio è perché ho un motivo forte che mi porta a farlo.

Energica Motors Company è un nome che ai più non dice niente, per due ottimi motivi:

  • Al momento è ancora molto difficile uscire di casa e trovare per strada uno dei suoi prodotti;
  • Il titolo, capitalizzato per meno di 100 milioni di euro, è uno dei più piccolini della già-non-grande Borsa Italiana.

Energica produce moto elettriche ad alte prestazioni: puoi vederla come la Ducati elettrica o come la Tesla italiana, come vuoi tu.

Ciò che conta davvero è che se un’azienda californiana produce un triciclo con una batteria, poco poco la sua capitalizzazione di Borsa è di 20 miliardi di dollari. Se produce tricicli con una batteria e sul loro sito c’è scritta una mezza prospettiva di guida autonoma entro il 2030 fondata sulla semplice ambizione del team, senza alcun fatto concreto a sostegno, arriviamo almeno a 25-30 miliardi di dollari.

Ah, ovviamente lo stereotipo di azienda californiana di cui parliamo è stata fondata da meno di un anno da qualcuno che non ha vera expertise, ma “è un visionario da quando è ragazzo”. Vuoi non mettere i tuoi soldi sulla scommessa di un giovane sognatore? Cosa può andare storto?

Ma…

Invece Energica è una realtà italiana. Quindi è diverso. Quindi pochissimi sanno che nel 2020 ha aumentato il fatturato del 187% (sì, perché qui funziona ancora come “nella tradizione” in cui prima guadagni il primo euro e poi forse ti quoti). Quindi nessuno sa che non vende fogli di carta e progetti 3D: le sue moto sono già in produzione e sono già tre.

Non solo, è il leader mondiale delle moto elettriche ad alte prestazioni, sia per quota di mercato che per tecnologia.

Sai cos’è la MotoE? No? Mannaggia.

Eppure la FormulaE è così famosa…

La MotoE è la MotoGP elettrica. E le moto di Energica gareggiano in MotoE, puoi scommetterci. Gareggiano al punto che è l’unico costruttore dell’intero campionato, perché al momento nessuno ha realmente la tecnologia e il know-how per competere.

Nemmeno una delle tante aziende di moto giapponesi che, invece, se la giocano con la “nostra” Ducati nella versione tradizionale dello sport.

Tutto questo mi farebbe davvero arrabbiare se non ci fosse nulla da aggiungere. Un’azienda italiana che ha creato qualcosa di incredibile, nel cuore di quella Motor Valley italiana che ha sfornato così tanti brand storici, e nessuno sa nulla. Persino nella stessa Modena dov’è nata, ne sono certo, ci sono più persone che conoscono Tesla. Ed è tragico, lasciatemelo dire.

Però non finisce qui.

Se guardiamo realmente alle cose come stanno, forse è ancora peggio. Lo è per almeno tre motivi.

#1

Il primo motivo è che una moto elettrica ad alte prestazioni ha ancora più senso di esistere rispetto a una macchina. In primis perché ha un’autonomia molto più funzionale al suo scopo: con 400 km in città e 180 km di autonomia tirata al massimo, la Ego di fatto può sostenere una giornata in pista o una gita fuori porta senza nessun problema.

Una super-sportiva non sarebbe comunque il mezzo con cui una persona si sposta per una vacanza all’altro capo d’Europa, ovviamente.

#2

Il secondo motivo è che di fatto ha un’audience ancora più grande su cui può fare colpo. L’audience di tutti quelli che hanno avuto uno scooter, ma hanno sempre sognato una moto.

Senza aver bisogno di passare dal cambio automatico a quello manuale, di smanettare con la frizione e di imparare tutto da capo, una Energica ti offre la comodità dello scooter con tutte le emozioni e le prestazioni di una TOP moto.

#3

Il terzo motivo è che le moto di grossa cilindrata, me lo concederanno gli appassionati, sono davvero un problema sociale.

Tutti noi almeno una volta siamo stati sull’orlo di risolvere un problema o di trovare una grande idea, ma poi abbiamo perso tutta la concentrazione perché nella strada accanto è passata una moto con la stessa emissione acustica di un jet nella fase di rollio.

Chi ha seguito i mercati per qualche anno sa come vanno a finire queste cose. Sì, perché finiscono in un modo solo: un bel giorno arriva l’azienda straniera, si compra quella italiana, e tutti coloro che fino al giorno prima non l’avevano mai sentita nominare si sentono indignati. Il telegiornale fa un servizio a riguardo, le azioni salgono del 50% in un giorno e in quel momento, tra una lamentela sui social e un appunto al bar, le persone comprano il titolo.

Io mi chiedo se il prossimo genio italiano dei veicoli elettrici, dopo aver visto quanta differenza ci sia nel trattamento di una startup straniera rispetto a quello di un’azienda italiana che esiste da 11 anni, deciderà ancora di fare impresa qui.

Ma temo di sapere già la risposta.

Chest’è.


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Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.

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