È La Grande Scommessa 2, Ma Stavolta Contro l’Italia

Da qualche parte a Londra c’è un ristorante caro che serve piatti molto raffinati in un ambiente galante, in cui solo il rumore di qualche brindisi interrompe le galanti ghignate di Michael Hintze e dei suoi soci.

Miliardario 69enne anglo-australiano, Hintze potrebbe godersi la pensione su qualche meravigliosa spiaggia delle Cinque Terre. Invece ha deciso che scommettere sulla rovina dell’Italia è molto più divertente di andarci in vacanza. E così, in un anno rosso-sangue per i mercati, il suo hedge fund CQS miete lauti profitti investendo sul ribasso dei prezzi dei BTP.

Ma il vecchio Michael è solo uno dei gestori che hanno deciso di puntare contro il Paese.

Al momento ci sono, secondo S&P Market Intelligence, ben 39 miliardi di dollari in bond italiani che i grandi fondi stanno vendendo allo scoperto. Ritengono che il prezzo dei bond attuali sia destinato a diminuire e il rendimento delle nuove emissioni sia destinato ad aumentare, cosa che fino a questo momento ha pagato bene per l’anno in corso.

La quantità di denaro investita sul ribasso dei bond italiani non era mai stata così grande dal 2008, quando durante la Grande Recessione la nostra economia conobbe una contrazione del 6,76% lungo sei consecutivi trimestri di crisi economica.

È la nazione più esposta all’andamento dei prezzi del gas, e l’aspetto politico è ostico” commenta Mark Dowding di BlueBay Asset Management.

Ma non è soltanto l’energia. Secondo i grandi fondi l’Italia è arrivata al terzo strike:

  1. Portando alla fine la presidenza di Draghi;
  2. La BCE sta riducendo il programma di acquisto dei bond nazionali, cosa che lascia l’Italia molto vulnerabile a un aumento esponenziale dello spread;
  3. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, un’interruzione della fornitura di gas russo causerebbe una contrazione del 5% all’economia italiana.

Ora.

Secondo me e tutto il Centro Studi di Affari Miei tutto questo è parecchio esagerato. L’Italia ha ormai quasi colmato le sue riserve di gas (anche se a caro prezzo), portando la previsione fatta a luglio dal FMI a diventare scadente.

I partiti, da destra a sinistra, sembra si stiano impegnando a trovare candidati più validi dei soliti scappati di casa. Dopo Draghi la nazione ha aspettative alte, molto più alte di quanto lo fossero alle ultime elezioni politiche. Inoltre sembra chiara una vittoria del centrodestra alle prossime elezioni politiche: nel bene o nel male che sia, è meglio dell’ingovernabilità che abbiamo avuto l’ultima volta.

Per quanto riguarda i meccanismi anti-frammentazione della BCE, Lagarde e soci hanno già dichiarato piena intenzione di creare un nuovo strumento per contrastare la speculazione su nazioni che si ritrovano -per dinamiche speculative di mercato- a scontare un premio per il rischio irragionevole sui loro bond.

Detto questo, 39 miliardi di dollari sono il PIL di Albania, Malta e Giamaica messi insieme. Una cifra considerevole investita sul tracollo del nostro Paese che, però, potrebbe dimostrare ancora una volta il motivo per cui sconsigliamo di investire su fondi a gestione attiva…specie quelli così speculativi.

Secondo te chi avrà ragione, l’Italia o gli hedge funds?


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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