DIMENTICA l’inflazione: ecco a cosa devi prepararti ora

“Davide, Maria, dove dovrei investire per proteggermi dall’inflazione?”

Domanda a cui esistono delle risposte giuste. Il problema è che la domanda stessa è sbagliata. E puoi immaginare quanto spesso ci capiti di riceverla negli ultimi mesi, dal momento che qualunque fonte di informazione parla di inflazione e i suoi effetti si rivedono nei prezzi di tutti i giorni.

Abbiamo parlato di questo già a marzo scorso, quando ERA il momento di parlarne. Il mondo degli investimenti segue una regola semplice: se tutti ne parlano, è tardi. Quando abbiamo parlato di uragano superinflattivo, in buona sostanza, obbligazioni indicizzate all’inflazione e azioni che resistono bene alla svalutazione del denaro (es. REITs) erano schifate dai più.

Per intenderci, al tempo i temi del giorno erano gli NFT di scimmie annoiate e le aziende valutate decine di miliardi senza aver mai prodotto un singolo euro di fatturato. Quello era il momento di pensare “mmh…dovrei prepararmi all’inflazione”.

Ora non più.

L’inflazione è relativamente facile da prevedere rispetto ad altre variabili macroeconomiche come la crescita. Lo è perché dipende essenzialmente dalle azioni di un singolo ente, cioè la banca centrale. Quando la banca centrale fa girare le stampanti a mille, l’inflazione aumenta; quando la banca centrale decide che è tempo di alzare i tassi per abbassare l’inflazione, questa si abbassa. Niente di più e niente di meno.

Eppure le persone sembrano non imparare mai: quando l’inflazione è ai massimi, vogliono proteggersi dall’inflazione. Capisco la paura, per carità, ma se stai pensando ora di proteggerti dall’inflazione ci stai arrivando con un anno e mezzo di ritardo.

Ora è il momento di guardare a cosa viene dopo:

  • Banche centrali che alzano i tassi di interesse;
  • Mutui, prestiti e acquisti a rate più cari;
  • Tasso di inflazione in calo fino ad arrivare al target del 2-3% annuo;
  • Più importante di tutto, crescita in difficoltà. 

Tanto la BCE quanto la Federal Reserve stanno seguendo una strada piuttosto chiara: meglio un rallentamento dell’economia che una spirale di inflazione fuori controllo. Il periodo che stiamo vivendo è fuori dal comune -euro e dollaro in parità, inflazione alle stelle, occupazione record negli Stati Uniti, ecc.- e come tutti i periodi fuori dal comune è destinato a transitare.

La domanda da farti, se ti interessa davvero fare market timing, è sempre “cosa viene dopo?”.

Non “cosa sta succedendo oggi”. Attenzione.

In questo momento, l’ultima cosa di cui mi preoccuperei è di investire su strumenti che possano difendere dall’inflazione. Semmai mi preoccuperei di trovare asset che resistano agli aumenti dei tassi di interessi, di controllare l’indebitamento delle società prima di comprarne le azioni e di rispolverare tutte quelle opportunità che beneficiano di tassi di inflazione in calo.

Nessuno può dire con certezza quanto ci vorrà, ma le banche centrali hanno già preso la decisione. E questo problema è ulteriormente aggravato da un enorme problema di cui nessuno sta parlando: il bullwhip effect, che sarà il tema centrale di uno dei prossimi post (motivo per cui dovresti attivare le notifiche per il gruppo di Affari Miei!).

Morale della favola: l’inflazione ormai c’è. Chi l’ha vista arrivare per tempo ha potuto giocarci in modo divertente, comprando ad esempio immobili con la leva finanziaria dei mutui a tasso fisso (e prossimo allo zero) che esistevano durante la pandemia. Quello è stato un bel trend, ma il tempo delle mele è finito.

Ora bisogna prepararsi a ciò che viene dopo: puoi aspettare che ne parli il telegiornale anche questa volta, oppure agire prima. Sia chiaro che non esiste certezza assoluta, ma in alcuni contesti le cose sono più evidenti che in altri.

Chest’è, come amo dire.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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