Sunk Cost Fallacy: Ti Stai Arrampicando Su uno Sbaglio?

La sunk cost fallacy (letteralmente fallacia dei costi nascosti) è un concetto con cui tutti si misurano almeno una volta nella vita. Consiste nel continuare a perpetrare un errore solo perché ci sono volute delle risorse per commetterlo.

Facciamo un esempio pratico: Mario lavora da casa e ha due figli che studiano al liceo. Ha in mente di realizzare un impianto fotovoltaico in casa in modo da ridurre le bollette, passando anche a un’auto elettrica in modo tale da far combaciare tutto alla perfezione.

Mario inizia a formarsi, legge dei libri e guarda dei video sull’argomento. Fa venire delle aziende a fare dei preventivi, paga dei consulenti per fare un budget e un architetto per verificare la fattibilità edilizia del progetto. Ha persino versato un acconto all’azienda che si occuperà di installare i pannelli.

Tutto questo processo dura 18 mesi…

18 mesi nei quali:

  • Mario va a lavorare presso un’altra azienda che gli fornisce un’auto a benzina e richiede la presenza in ufficio;
  • Uno dei due figli ottiene il diploma e va a studiare all’Università fuori sede;
  • Insieme a sua moglie inizia a pensare che, se anche l’altro figlio deciderà di trasferirsi per l’Università, sarebbe meglio trasferirsi in una casa più piccola e magari più vicina all’ufficio.

Il progetto di realizzare i pannelli fotovoltaici, che in origine aveva perfettamente senso, ora traballa. Il consumo di elettricità di casa è diminuito e forse non passeranno altri due o tre anni prima di trasferirsi in una nuova abitazione. In cuor suo Mario lo sa, ma decide comunque di proseguire con la sua scelta di installare i pannelli fotovoltaici.

Anche se ora si tratta di un costo quasi impossibile da recuperare, le risorse che Mario ha già impiegato per studiare il progetto sono troppe per abbandonarlo: tempo trascorso a formarsi, appuntamenti con professionisti, oltre 1.500€ tra costi diretti e indiretti, e ovviamente il fatto di “averci messo la faccia” con l’azienda che dovrebbe occuparsi di installare i pannelli fotovoltaici.

Mario decide di non fare nemmeno i conti, perché sa che se li facesse vedrebbe con i suoi occhi le dimensioni del suo errore. Piuttosto si ripete che se tra due anni dovesse vendere la casa, i pannelli fotovoltaici ne farebbero aumentare il valore. Cosa vera, ma il valore acquisito e i soldi risparmiati fino a lì sarebbero comunque di gran lunga inferiori all’investimento iniziale. D’altronde non tutti i possibili acquirenti saranno famiglie con un elevato consumo di corrente.

Mario fa installare i pannelli e dopo 3 anni incassa una perdita netta di 5.500€ dal progetto, cioè la differenza tra il suo investimento iniziale di 9.000€ e la somma tra risparmio e aumento di valore dell’immobile (stimato dal prezzo di vendita).

Poteva scegliere di fermarsi quando aveva speso solo 1.500€, ma è proprio questo il sunk cost, cioè il costo irrecuperabile, che lo ha portato a sbagliare. Quando abbiamo già investito delle risorse su qualcosa facciamo molta più fatica ad ammettere che si tratta di un errore. Cerchiamo in tutti i modi di giustificare la nostra scelta e di andare avanti per non ammettere a noi stessi che abbiamo sprecato dei soldi, ma che se non lo accettiamo finiremo per sprecarne ancora.

Questo capita spesso anche nel mondo degli investimenti. Molte persone preferiscono continuare a comprare ostinatamente un’azione che scende, con l’obiettivo di “comprare nel punto più basso” (il celebre “buy the dip” degli americani), anche se sanno in cuor loro che quella società ha un pessimo bilancio e un modello di business debole. Oppure continuano a investire in prodotti che non convengono, solo perché lo fanno da anni e cambiare significherebbe ammettere l’errore.

Tante relazioni rimangono in piedi solo perché sono anni che si sta insieme, tanti lavori non vengono abbandonati solo perché ci è voluto del tempo ad apprenderli, persino i governi e i Presidenti non ne sono immuni. La durata della guerra in Vietnam, volendo guardare, è stata per il 10% iniziale una scelta degli Stati Uniti e per il 90% finale una questione di “non possiamo ritirarci ora che ci siamo dentro, insieme alla faccia e alle nostre risorse”.

Siamo umani e facciamo degli errori. Non sempre possiamo recuperare le risorse che abbiamo investito per commettere un errore, ma sarebbe peggio se ne investissimo altre.

Non sbagliare mai è impossibile, ma c’è chi è “più bravo” e “meno bravo” a sbagliare. E questa bravura si misura in gran parte dalla capacità di non arrampicarsi sugli errori solo perché ci sono voluti tempo e/o soldi per commetterli.

Chest’è… come amo dire.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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