Dagli Stati Uniti un nuovo pericolo enorme per i risparmiatori italiani?

Ultimamente mi sta capitando sempre più spesso di ricevere richieste di informazione relative a prodotti obbligazionari.

Da inizio anno, come avrai notato se hai investimenti attivi, il mercato non sta girando positivamente neanche per i bond e molte persone sono preoccupate.

Oltre a questo, in più, negli ultimi mesi si sta aggiungendo una nuova “moda” estremamente pericolosa per gli investitori poco esperti: le obbligazioni in dollari.

Ma perchè?

Se hai letto un po’ i giornali sicuramente hai sentito parlare dell’apprezzamento del Dollaro americano rispetto all’Euro, essenzialmente per ragioni legate alle diverse iniziative delle banche centrali: mentre la FED ha alzato i tassi prima e con più veemenza, la BCE ha esitato un po’, complice anche il conflitto in Ucraina.

Ad ogni modo, la rivalutazione del Dollaro ha in parte calmierato il calo anche degli investimenti azionari sul mercato americano ed ha fatto apprezzare le obbligazioni emesse in dollari.

La situazione era troppo ghiotta per l’industria del risparmio gestito e, da qualche mese, è partita la grande vendita delle obbligazioni in dollari.

Il filone, se ci pensi, è sempre lo stesso: si prende un settore o uno strumento che sta salendo, si chiamano i risparmiatori ignari e gli si piazza qualsiasi cosa.

Hanno famiglia anche in banca, del resto, hanno sempre lavorato così.

Il problema è che un’obbligazione singola in dollari nelle mani di un risparmiatore privato non esperto è più pericolosa di un fiammifero nei pressi di una tanica di benzina: non è un caso che molti, dopo aver sottoscritto, hanno iniziato a chiedermi di aiutarli a capire cosa fosse questa “novità”.

“Dottoressa, ho fatto bene secondo lei?”.

“Ma cosa succede se l’Euro recupera?”.

“Cosa ne pensa della BCE che ha alzato i tassi?”.

Sono solo alcune delle domande che ho ricevuto e che diventeranno sempre più insistenti quando e se l’Euro recupererà un po’ di terreno.

Ah sì, le valute…

Se non ti occupi di finanza, non fai affari con l’estero o non stai pensando di andare in vacanza negli Stati Uniti proprio adesso, probabilmente, ti interessa relativamente poco dell’andamento dei cambi: la stragrande maggioranza di noi ha vissuto serenamente senza sapere a quanto ammontasse il cambio tra Dollaro ed Euro e se non abbocchi alla trappola delle banche puoi continuare su questa strada.

L’idea di vendere obbligazioni in valuta estera è solo una trovata, ciclica, che le banche inventano per piazzare i propri prodotti: una volta erano i bond argentini, poi ci sono i fondi della casa, poi c’era il periodo dei bond in Lira turca, adesso è la volta degli Stati Uniti.

Tutto ciò che ha una cedola golosa o che ha una buona rivalutazione negli ultimi tempi si presta, in questo non c’è alcuna differenza di sostanza: l’unico imperativo è vendere in modalità push qualcosa ai propri clienti, fine.

Il problema è che spesso mi trovo a parlare con clienti che hanno centinaia di migliaia di euro spalmati su poche obbligazioni e questo non è un bene perché non c’è un’adeguata diversificazione.

Anche se l’emittente è solido, e non sempre lo è, non è mai consigliato dalla letteratura finanziaria “puntare” su pochi cavalli.

Al tempo stesso, il rischio cambio è una variabile non semplice da capire per investitori non esperti: il cambio tra le valute può oscillare anche di 10-15 punti percentuali in poco tempo, un investitore non preparato rispetto ad una cosa del genere potrebbe morire dalla paura alla prima oscillazione e, come accade sempre, vendere sull’onda dell’emotività o comunque vivere con ansia l’esperienza dell’investimento.

Se hai perso soldi con gli investimenti nella tua vita, con ogni probabilità, non ti sto raccontando niente di nuovo. Di solito funziona così: compri cose che non capisci perché ti fidi di chi te le vende, nel frattempo, al primo cambio del vento, ti spaventi. Spesso il tuo “consulente” è andato via e non sai con chi prendertela e, pur di non vedere quel maledetto rosso sul conto, vendi, capitalizzando perdite enormi.

Ogni giorno vedo sempre situazioni del genere e spesso, purtroppo, la frittata è stata già fatta prima che venissi chiamata in causa.

E quindi?

Con questo non sto dicendo che le obbligazioni in dollari siano il male assoluto, ci mancherebbe.

Sono solo l’ennesimo prodotto da “maneggiare con cura” unitamente ai fondi comuni di investimento “della casa” o ai “certificati per recuperare le minusvalenze” che ciclicamente vengono proposti dal private banker.

In più, lo dico con un po’ di rammarico, a mio avviso siamo di fronte alla solita iniziativa tesa a collocare agli investitori prodotti che non sempre vengono capiti, causando poi danni enormi sul piano economico ed emotivo in futuro quando i nodi vengono al pettine.

Noi non consigliamo quasi mai di investire in obbligazioni singole perché presentano una serie di rischi di cui abbiamo parlato in questo video  che ti invito a guardare se vuoi approfondire.

Per tutto il resto, poi, vale il principio espresso tante volte su Affari Miei: quando ci viene fatta una proposta di investimento basata su rendimenti recentemente realizzati e, soprattutto, ci viene “spinta” da soggetti che chiamano i clienti guardando il saldo del conto corrente, dobbiamo quanto meno farci qualche domanda e cercare di agire se e solo se l’iniziativa ci sembra sensata per noi e sostenibile nel lungo termine.

Pensaci… that’s your money!


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Consulente Finanziario Indipendente e Co-Fondatrice di Affari Miei
Si è avvicinata al mondo della finanza per passione co-fondando Affari Miei nel 2014. Oltre all'abilitazione per l'esercizio della professione ha approfondito i suoi studi seguendo seminari e master formativi in Wealth Management e Protezione Patrimoniale.

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