Percentuale Agenzia Immobiliare: a Quanto Ammonta la Provvigione?

La figura del mediatore immobiliare e le agenzie immobiliari in genere esistono da molti decenni.

Il mercato di questo settore ha da poco subito un arresto, tuttavia fino a qualche anno fa questo ambito è stato caratterizzato dalla crescita costante, crescita che ha portato molte persone ad intraprendere questa strada lavorativa.

Ma qual è la percentuale di guadagno di un’agenzia immobiliare? Qual è la provvigione sulle vendite che spetta all’agente immobiliare?

Ovviamente tale figura va retribuita, poiché si occupa dei passaggi procedurali, dei contratti da stipulare, dei documenti da firmare: le agenzie offrono in altre parole attività di consulenza nella ricerca dell’immobile, di gestione dei contratti e, in generale, di assistenza nelle varie fasi della compravendita, attività che vanno compensate.

Quanto? Scoprirlo è estremamente importante perchè se si deve comprare, vendere o affittare casa, conoscere a quali costi si andrà incontro diventa essenziale per decidere come comportarsi.

Il mercato immobiliare: normativa

Prima di concentrarci sul discorso della locazione è bene fare una breve premessa circa la tutela garantita al cliente.percentuale-agenzia-immobiliare

Come abbiamo anticipato, il mercato immobiliare ha subito una crescita esponenziale in passato, tanto che in ogni paese, anche nei più piccoli e sperduti, è difficile non trovare almeno un’agenzia.

Tale sviluppo ha spinto il legislatore a dettare, con la Legge numero 39 del 1889, precise norme da seguire per poter esercitare la professione di mediatore, norme che hanno previsto il dovere per questa figura di formarsi e superare un esame di abilitazione, in seguito al quale bisogna iscriversi all’albo, tenuto presso le Camere di Commercio.

Anche il diritto alla provvigione è condizionato a tale iscrizione, proprio secondo quanto stabilito dalla suddetta legge, all’articolo 6.

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Il motivo per cui si è ritenuto opportuno normare il settore è legato alla tutela dei clienti dell’agenzia, onde evitare abusi, oltre a garantire al cittadino di poter chiedere il supporto di un professionista.

Infatti il motivo per cui ci si rivolge ad un agente immobiliare è quello di ottenere opportuna  assistenza in ogni passaggio precontrattuale e contrattuale della compravendita o del contratto do locazione.

La provvigione: quando si deve pagare?

Fatta questa premessa, torniamo a concentrarci sul pagamento spettante al professionista. Il Codice Civile stesso, all’articolo 1755, sancisce che l’agente immobiliare ha diritto al pagamento della provvigione concordata da ciascuna delle parti, se l’affare è concluso per effetto del suo intervento.

Questa definizione, però, lascia spazio a dubbi e interrogativi per coloro che si trovano a dover pagare la provvigione, ossia il venditore e l’acquirente: in particolare a lasciare perplessi è la definizione del momento in cui tale pagamento deve essere effettuato.

Spesso il venditore o l’acquirente che ha commissionato l’incarico di mediazione cerca di rimandare il pagamento della provvigione al momento della stipula dell’atto definitivo di compravendita tramite rogito notarile.

Tuttavia la dottrina ha individuato il momento del pagamento: esso combacia con il momento, in cui l’affare è stato concluso.

E qui subentra un altro dubbio: quando l’affare può ritenersi concluso?

Capita sovente in sede di intermediazione circa la compravendita o la locazione di un immobile che l’agente e il committente non si trovino in accordo sul momento del pagamento della provvigione: si paga subito dopo la comunicazione dell’accettazione della proposta, al momento della stipula del contratto preliminare di compravendita oppure nel momento della stipula del rogito notarile?

Il timore del cliente è che l’agente immobiliare possa svolgere con meno impegno o non ultimare i suoi compiti dopo essere stato retribuito. Dunque, per risolvere il dubbio, si può affermare che un affare immobiliare può ritenersi concluso (e quindi va retribuito) qualora l’offerta formulata per iscritta da un acquirente (ossia il proponente) sia stata accettata e controfirmata dal venditore, e quando la stessa accettazione sia stata comunicata per iscritto dall’agenzia immobiliare all’acquirente, tramite raccomandata a/r, telegramma o posta elettronica certificata.

Altro passaggio per considerare concluso l’affare è la consegna del primo assegno al venditore, lasciato dall’acquirente all’agenzia, che lo consegna a titolo di caparra confirmatoria, così come stabilito dall’articolo 1385 del Codice Civile.

I doveri dell’intermediatore immobiliare

In ogni caso la comunicazione di avvenuta accettazione della proposta di acquisto dell’acquirente da parte del venditore, per quanto necessario, non costituisce un presupposto sufficiente per determinare il momento in cui nasce il diritto dell’agente al pagamento della sua provvigione, in quanto un professionista del settore ha diritto alla sua percentuale quando si è accertato di verificare e ha consegnato all’acquirente la documentazione sulla provenienza dell’immobile (ossia l’atto di proprietà del venditore, come quello di compravendita, dichiarazione di successione, atto di donazione o di divisione ecc.).

Inoltre deve preoccuparsi di consegnare  la documentazione urbanistica relativa all’immobile (dunque la conformità della planimetria catastale all’attuale stato interno, visura catastale storica, certificato di agibilità ecc.) e anche la presenza di eventuali gravami sull’immobile tramite le visure ipotecarie aggiornate.

Passaggi per la conclusione di un affare e pagamento della provvigione

Sulla base di quanto appena detto possiamo affermare che, perché la provvigione possa esser pagata non alla firma del contratto preliminare di compravendita, ma dopo l’avvenuta accettazione della proposta, è fondamentale che il testo della proposta stessa sia il più articolato possibile e che riporti chiaramente ogni riferimento relativo alla provenienza, alla situazione catastale ed urbanistica dell’immobile ed alla presenza/assenza di tutti i possibili gravami sull’immobile.

Insomma, tutti i dati vanno segnati in questa proposta. Quindi, quando possiamo identificare il momento del pagamento della provvigione?

Tale momento non è rintracciabile in un momento specifico, ma si crea quando viene rispettata un insieme di azioni connesse e spesso svolte in un lasso di tempo molto breve e vicino al momento dell’accettazione della proposta di acquisto.

Tali attività sono  in primo luogo la ricezione della comunicazione scritta sull’avvenuta comunicazione dell’offerta al venditore da parte dell’acquirente.

In secondo luogo, il venditore deve ritirare l’assegno di caparra a seguito dell’intervenuta accettazione della proposta e infine  l’acquirente deve aver ricevuto tutta la documentazione relativa alla provenienza dell’immobile, alla sua regolarità catastale e a quella urbanistica ecc., come già detto.

Condizione sospensiva e condizione risolutiva

Ci sono dei casi, però, in cui il diritto alla provvigione sorge nel momento in cui si verifichi una condizione: si tratta della condizione sospensiva.

Di cosa si tratta? Essa è presente quando per esempio, viene aggiunta una clausola che prevede l’accettazione della proposta a determinate condizioni, quando ad esempio si decida di aspettare la valutazione dell’immobile a una determinata cifra da parte della banca.

Se vi trovate in questa condizione, tra l’altro, vi consigliamo di dare uno sguardo ai migliori mutui del momento per trovarne uno conveniente.

Esiste anche un altro tipo di condizione, ossia quella risolutiva: in questo caso la clausola stabilisce che il contratto non produrrà effetti nel caso in cui l’istituto bancario dovesse valutare l’immobile a una cifra diversa da quella che il cliente aveva in mente.

In caso di presenza di una di queste due clausole, come regolarsi? Nel primo caso la provvigione non è dovuta all’agente immobiliare, in vece, nel caso di condizione risolutiva, sì.

Precisazioni ulteriori sulla provvigione

Vogliamo terminare il nostro articolo con alcune precisazioni: la provvigione deve essere pagata a metà sia dal venditore che dall’acquirente. Ciò a riprova della neutralità dell’agente nella conclusione dell’affare.

A quanto ammonta tale percentuale? In realtà la legge non fissa la misura della provvigione, in quanto questa è stabilita dalle tariffe professionali.

Dunque questa cifra è soggetta al libero mercato e può variare dal 2% al 3% del valore della transazione.

In ogni caso tale cifra può costituire oggetto di contrattazione e deve comunque essere proporzionata al lavoro effettivamente prestato dall’agente.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
Affari-Miei
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

19 COMMENTI

  1. Gentile staff.

    a Gennaio 2016 ho formulato una PROPOSTA D’ACQUISTO di immobile, tramite un’agenzia immobiliare.
    L’agenzia aveva il mandato in esclusiva anche se il venditore aveva stabilito di poter vendere la casa anche da privato. La prima Proposta d’acquisto di 225 mila euro è stata rifiutata.
    Ad Aprile 2016, sempre tramite l’agenzia monomandataria, ho fatto una seconda proposta d’acquisto a 240 mila euro, anche essa rifiutata.
    a Luglio 2016 il venditore ha rescisso il mandato con l’agenzia immobiliare.
    Dato che controllo quotidianamente gli annunci di vendita di immobili nella mia zona ho scoperto che la stessa casa è ora in vendita da privato, senza alcuna agenzia, ad una cifra perfino maggiore di quella che aveva l’agenzia.
    La mia domanda è se io riesco a trovare un accordo col venditore posso comprare quella casa da privato a 6 mesi di distanza dalla rescissione del mandato di agenzia da parte del venditore???
    ad un prezzo di 255 mila euro, addirittura superiore alle mie due offerte formulate all’agenzia.

    Oppure rischio di dovere pagare le COMMISSIONI DI AGENZIA, anche se non hanno più il mandato da 6 mesi, ed addirittura comprerei la casa ad una cifra più alta di quelle proposte all’agenzia.

    GRAZIE

    • Di solito dovrebbero passare 12 mesi. Se il proprietario ha avuto una buona agenzia lo sa altrimenti erano dei bidoni.

  2. Io ho speso per la prima casa più di 15 000 euro di spese burocratiche…..l’agenzia Tecno casa mi ha ( rubato) 7320 euro…..la casa mi è costata 100 000 …..vi sembra una cosa giusta?

    • Nella cifra da te indicata era compreso anche l’atto notarile e gli altri adempimenti? Normalmente, la tariffa delle agenzie è al 3%, quindi è facile calcolarla e la tecnocasa, per esperienza personale, applica quella percentuale.

  3. Io ho visto una casa a 79 000€ l’agenzia aveva il mandato e mi ha chiesto 6 000 € ,. Questi sono fuori di testa , un truffa …

    • Sicuramente era incluso anche l’atto notarile e le altre imposte. Normalmente, la tariffa delle agenzie è al 3%, quindi è facile calcolarla…non ho mai incontrato agenzie che praticassero altre percentuali…

      • L’agenzia alla quale ci siamo rivolti per la compravendita di un terreno edificabile per offerta accettata pari a €28000, pretende commissioni di €3650 per parte (acquirente e venditore), per totali €7300. Vale a dire il 10,68% per parte (ammesso che l’importo richiesto venga fatturato! Altrimenti è ben il 13%!!), ovvero il guadagno di tale agenzia sarà ben del 21,36% con spese di gestione pratiche al minimo!!!! È normale una cosa così o è passibile di denuncia?

  4. Negli ultimi tre anni ho venduto tre case ed ho sempre concordato io la percentuale..tutto è discutibile..si può anche fissare un prezzo che non sia in percentuale, se l’agenzia è d’accordo

  5. Tecnocasa….Proposta 150.000€, 5.000€ di provvigioni + IVA del 22% che ovviamente nella lista spese non era calcolata insieme alle altre e quindi io da stupido ho firmato sia la proposta che il foglio delle provvigioni all’agenzia senza leggere più attentamente che ci fosse da pagare l’IVA….Se possono fregarti ti fregano…..

    • caro Signore , non scrivo per tutelare le agenzie che tra tanti disonesti ne sono tantissimi onesti quindi non distruggiamo la categoria.
      Le voglio solo dire che purtroppo L’imposta IVA non è stata inventata dalle agenzie ma dallo stato e quindi se l’agenzie le chiede è perchè loro la pagano allo stato .

  6. Casa in vendita a 25000 trattabili, 20.000 la nostra proposta di acquisto, richiesti dall agenzia 4000 euro per parte. È possibile?L agenzia è Tecnocasa

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