Polizze LTC a Confronto: I Consigli per Scegliere l’Assicurazione LTC Miglio per Te

Quando amiamo qualcuno vogliamo proteggerlo da qualsiasi cosa possa succedere; specialmente chi è l’unico a lavorare in una coppia o in una famiglia, o magari non è l’unico ma rappresenta un’entrata fondamentale, dovrebbe pensare alla tutela anche assicurativa dei suoi cari. Più volte su Affari Miei ti ho raccontato di come le assicurazioni siano dei pessimi intermediari per investire i tuoi soldi, ma possono comunque trasformarsi in una risorsa molto importante e preziosa per proteggerti dai rischi.

In questa guida voglio concentrarmi in particolare sulle polizze LTC (Long-Term Care), un tipo di contratto assicurativo con cui ci si tutela dalla possibilità di perdere la propria autosufficienza.

In particolare vorrei aiutarti a capire come scegliere la polizza giusta, presentandoti anche qualche offerta interessante che ho trovato confrontando le varie assicurazioni.

Come funziona la polizza LTC

Cominciamo chiarendo il funzionamento di base di questo contratto. Di anno in anno ti verrà chiesto di versare una certa cifra come premio, che in molti casi puoi anche rateizzare per fare dei versamenti mensili o trimestrali.

In cambio di questi versamenti ottieni il diritto a ricevere una certa somma nel caso dovessi perdere la facoltà di vivere la tua vita autonomamente; qui ti chiedo di prestare molta attenzione: non si tratta di una polizza per la disabilità, gli infortuni o la perdita della capacità di lavorare.

Anche se esistono polizze leggermente diverse, fondamentalmente sei tutelato nel caso in cui dovessi perdere la capacità di:

  • Andare in bagno (controllando i tuoi stimoli per decidere quando farlo);
  • Mangiare e bere;
  • Vestirti;
  • Lavarti;
  • Spostarti.

Per determinare lo stato di non-autosufficienza occorre che si verifichi la maggior parte di queste condizioni, anche se nuovamente ci sono polizze più generose ed altre meno. Nel caso questo dovesse succedere, ti verrà riconosciuta una rendita vitalizia che conoscerai già nel momento in cui andrai a stipulare il contratto.

Cosa devi considerare

Nel momento in cui decidi di assicurarti contro la perdita dell’autosufficienza, improvvisamente ti accorgi di quante offerte ci siano sul mercato. Io tendo ad essere molto prudente -soprattutto essendo sposato- e a volermi tutelare contro qualsiasi cosa possa succedermi provocando un’alterazione importante della vita di mia moglie.

Anche per questo mi sono ritrovato nella tua stessa condizione, alla ricerca della polizza LTC che facesse di più al caso mio.

Confrontando le varie proposte ti consiglio di seguire questo iter:

  1. Prima di tutto cerca di avere un quadro completo della situazione, anche perché le offerte delle assicurazioni cambiano abbastanza spesso ed è importante vagliare tutte le opzioni. Possibilmente cerca di entrare in possesso di tutte le schede informative di tutte le principali assicurazioni sul mercato;
  2. Nella scheda informativa troverai maggiori informazioni sullo stato di non-autosufficienza inteso dall’assicurazione; noterai che si somigliano tutte, ma nel caso dovessi trovare delle differenze segnatele;
  3. Identifica la durata del contratto. Personalmente, trovo che un prodotto di questo genere abbia senso soltanto nel momento in cui ci garantisce una copertura a vita contro la perdita dell’autosufficienza;
  4. Confronta il tipo di controprestazione che ti viene offerto nel caso in cui la situazione di mancata autosufficienza dovesse verificarsi. Si tratta di una rendita vitalizia o di un capitale che ti viene erogato in un’unica soluzione? Anche in questo caso, trovo che per la maggior parte delle persone sia molto più utile avere la garanzia di ricevere un bonifico mensile fintanto che dura lo stato di non-autosufficienza. Ovviamente oltre al tipo di rendita è necessario valutare l’importo stesso di questa garanzia a fronte della cifra versata con i premi;
  5. Dai un’occhiata ai costi che vengono applicati ai premi versati. Di norma è una cosa più importante per gli investimenti che per le prestazioni assicurative pure. Nonostante la rilevanza di questo aspetto sia minore, non devi dimenticare la regola generale: nel caso in cui tu dovessi recedere dal contratto, ti verranno rimborsati i premi al netto dei costi. Proprio per evitare problemi connessi alle recessioni, tendenzialmente questi prodotti hanno dei costi esorbitanti. In virtù di questa pratica, le assicurazioni sono molto contente -nella maggior parte dei casi- di vederti recedere dal contratto;
  6. Presta attenzione al periodo di carenza, ovvero l’arco di tempo all’interno del quale l’assicurazione non ti copre dal rischio assicurato. Di norma, nei primi 1-5 anni da quando hai stipulato il contratto non sei coperto del tutto; le assicurazioni inseriscono queste clausole per evitare di trovarsi con persone che incassano troppo e versano troppo poco;
  7. Controlla i termini di pagamento. In alcuni casi è possibile che bastino pochi giorni di ritardo sul pagamento del premio dovuto per veder decadere la copertura assicurativa. Sarebbe proprio una sfortuna enorme se dovessi avere un incidente mentre ti rechi in banca per fare il bonifico in ritardo (usa l’home banking!), ma mi sentirei di calcolarla;
  8. Fai attenzione ai casi di esclusione. Normalmente le assicurazioni tendono a scartare molto volentieri i clienti che svolgono certi mestieri, oppure si riservano di non pagare nel caso in cui la causa della mancata autosufficienza provenga da un comportamento autolesionista o pericoloso. Per farti alcuni esempi, potresti non venire pagato se:
    • Hai partecipato attivamente ad atti criminali che sono la causa per cui ora non sei autosufficiente;
    • Hai compiuto qualche atto autolesionista, compreso il tentativo di suicidio;
    • Svolgi professioni quali il pilota di aerei commerciali, il sommozzatore, lo speleologo, il minatore, ed altre;
    • Hai abusato di alcol o stupefacenti che ti hanno portato in questa condizione;
    • Sei stato vittima di atti di guerra, anche civile e persino se non dichiarata ufficialmente;
    • Sei stato vittima di un incidente durante la pratica di alcuni sport estremi, oppure di hockey, alpinismo, rugby ed altre discipline considerate pericolose.

Come trovare la polizza LTC che fa al caso tuo

A fronte di tutti i punti che abbiamo visto nell’elenco precedente, la scelta della polizza va fatta in buona sostanza pesandoli singolarmente.

Io ho cercato di ordinarli secondo un ordine gerarchico di importanza, ma è evidente che sia un ordine legato ad alcuni aspetti soggettivi; personalmente, ad esempio, faccio l’imprenditore digitale e non pratico nessuno sport pericoloso: questo mi fa mettere in fondo alla lista un aspetto che per te può essere prioritario.

In fondo possiamo dire che ogni polizza sia fatta di due macro-aspetti da valutare:

  • Quello economico, che è oggettivo. Si basa sui soldi che ci vengono garantiti a fronte dei premi che andremo a versare, fatte anche le dovute considerazioni sul costo del prodotto. In realtà ho notato anche…
  • ….Quello personale, soggettivo. Con questo intendo tutto ciò che guarda il periodo di carenza, i casi di esclusione, i termini di pagamento e via dicendo. Sono aspetti da valutare solo in relazione alla tua vita, da mettere sulla bilancia tenendo conto di quello che fai quotidianamente.

Le migliori polizze LTC

A fronte di quello che ci siamo detti nel paragrafo precedente, capirai bene che creare una lista delle migliori polizze per il tuo caso specifico non è fattibile.

Ho comunque creato un piccolo elenco di polizze che possono essere interessanti in generale, dal momento in cui offrono delle condizioni economiche valide rispetto alla media di mercato.

Spesso dietro a questa convenienza si nasconde comunque l’esclusione di qualche categoria di professionisti, sport o malattie in più; io ti lascio come grande consiglio quello di usare la lista giusto come spunto, andando ad approfondire i casi specifici direttamente dalle schede informative.

UnipolSai Autonomia

Questa polizza di Unipol è costruita in un modo piuttosto standard. Anche se i caricamenti (costi) sui premi versati sono parecchio alti, io considero normalmente questo genere di prodotto come un contratto da cui si cerca sempre di non recedere. Dal momento in cui i costi, se non si recede, sono un aspetto relativo, tutto il resto mi sembra abbastanza interessante per chi cerca una polizza LTC.

Ci viene garantito di ricevere un’indennità mensile, nota fin dal momento della sottoscrizione, nel caso in cui dovessimo perdere la nostra autosufficienza; la cifra può arrivare fino a 3.000 euro a seconda dell’importo dei premi, che di norma vanno versati annualmente.

C’è anche la possibilità di rateizzarli, ma te lo sconsiglio vivamente perché così facendo vai incontro ad una delle tipiche pratiche -a mio avviso molto scorrette- delle assicurazioni. Ti viene detto che rateizzando il premio sottoscriverai di fatto un finanziamento a TAN e TAEG 0%. Ma cosa sono gli interessi sui finanziamenti? Dei costi.

Come si fa ad aggirare questo problema? Inserendo degli altri costi nel contratto che non si configurano come interessi. Scegliendo il versamento semestrale o ancor peggio quello mensile, ti ritroverai a pagare dei costi aggiuntivi notevoli di volta, in volta.

Salvo che tu non abbia la necessità di rateizzare i tuoi premi annuali, questa polizza rispecchia a grandi linee quello che si cerca in un prodotto LTC. In una categoria dove è raro trovare qualcosa di entusiasmante, fondamentalmente va bene così.

PostaPersona Sempre Presente

In ogni confronto tra prodotti assicurativi non possono mai mancare le Poste Italiane, ormai ne sono del tutto consapevole. Anche in questo caso, l’istituzione italiana per eccellenza offre una polizza che può fare al caso nostro.

Il grande vantaggio di questo prodotto è l’assenza quasi totale di vincoli: indipendentemente dalla causa per cui sopraggiunge la non-autosufficienza e in qualsiasi posto del mondo si verifichi tale condizione, Poste Italiane pagherà l’assicurato.

La lista di attività professionali escluse è breve, così come anche la pratica sportiva non è soggetta alle condizioni limitanti della media di mercato. Anche gli importi non sono affatto male: ci verranno garantiti tra i 500 ed i 2.500 euro al mese, più una somma una tantum pari a 5 mensilità.

Il fatto di non avere vincoli sulle cause che determinano la perdita dell’autonomia è davvero raro. Questa è sicuramente la polizza giusta per le “vittime” dell’avidità assicurativa: facciamo largo ai sommozzatori, ai palombari, a chi salta con gli sci da trampolini record; questa è la tua polizza.

Scherzi a parte, Poste Italiane dimostra ancora una volta il suo ruolo sociale. Provvedendo a creare un prodotto che può adattarsi alle esigenze di (quasi) chiunque, tutto sommato dà a molti italiani la possibilità di tutelarsi contro una condizione grave in cui sono necessarie le cure continue di qualcuno.

Esistono comunque delle professioni e delle condizioni mediche che rendono impossibile sottoscrivere il prodotto, quindi gli esclusi rimangono, ma sono pochi.

Vittoria Fianco a Fianco

Anche in questo caso ho cercato di proporre un prodotto con limitazioni inferiori alla media. Con Vittoria Assicurazioni ci verrà richiesto di pagare un premio annuale non inferiore a 185 euro, che ci garantirà in caso di mancata indipendenza almeno 500 euro al mese; ovviamente al crescere dei premi cresce anche la cifra che ci verrà corrisposta di mese in mese.

Tra le varie peculiarità ti segnalo che questa polizza va bene anche per carabinieri e militari. Nella maggior parte dei casi queste professioni vengono ritenute pericolose, ma Vittoria ci informa che se la causa della non-autosufficienza è da ricondursi ad un obbligo militare richiesto dallo Stato italiano, allora possiamo considerarci tutelati dalla polizza.

Penso che la guerra offra preoccupazioni ben maggiori della polizza assicurativa, ma se Vittoria dovesse resistere al prossimo evento bellico sarà una piccola gioia per i suoi assicurati.

Ancora una volta ti consiglio di evitare il frazionamento del premio, anche perché in questo caso dovrai corrispondere sia degli interessi (variabili a seconda del frazionamento) che degli ulteriori caricamenti.

In ogni caso penso che 300 euro l’anno siano una cifra più che accettabile per essere coperti contro il rischio di dover pagare qualcuno per le nostre cure, oppure di chiedere ad un familiare di occuparsene facendo mancare sia il nostro che il loro reddito al nucleo famigliare.

Con questa cifra si riesce già a costruire un piano sufficiente per ripagare lo stipendio tipico di una badante (al netto di vitto e alloggio), per cui la considero una polizza abbastanza vantaggiosa da rientrare in questa lista.

Conclusioni

In generale possiamo dire che tutte le polizze LTC si somigliano molto tra loro, specialmente dal lato economico. Fatto salvo per quelle piccole differenze che si possono verificare sui casi di esclusione, nel complesso fare la scelta migliore è una questione di dettagli.

Approfondisci il discorso cercando di capire subito quanto ti può essere riconosciuto nel caso in cui dovessi diventare non-autosufficiente, ma sappi che in molti casi questo dipende sin dal principio dalla tua età, dalla professione che svolgi e dall’importo dei premi che andrai a versare.

Per quanto sia difficile pensare di trovare un prodotto perfetto nel ramo assicurativo, sono sicuro che andando a presentarti direttamente dai consulenti potrai creare accordi più o meno convenienti sulla base delle tue condizioni specifiche.

Quelle che ti ho consigliato sono le prime tre da cui puoi andare ad informarti, ma in linea di massima non ci sono grandi scostamenti tra l’una e l’altra.

Se vuoi maggiori opinioni, qui trovi la guida completa sulle polizze LTC. Se poi hai questo interesse ad accantonare qualche soldo proprio in vista della tutela futura dinanzi a dinamiche inaspettate (e visto che sei arrivato su questa guida, credo che tu abbia questo pensiero), qui puoi trovare la guida dedicata al risparmio.

Buona continuazione su Affari Miei!

mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

2 COMMENTI

  1. Ciao Davide,

    mi sono recentemente informato da Itas Vita s.p.a. per una polizza LTC. Tralasciando che le addette del front office non sapevano neanche cosa fosse una polizza LTC e che mi abbiano quasi deriso perché troppo giovane per pensare a questo tipo di assicurazione… vengo al punto della mia domanda.
    Non ho capito se per le LTC si può stabilire un premio fisso che rimane costante nel tempo oppure necessariamente aumenterà di anno in anno. Perché forse faccio confusione con le polizze vita.
    Ti lascio due numeri per riferimento. Ho 34 anni e assicurando una rendita mensile di € 1.000 in caso di non autosufficienza, che si rivaluta anno per anno, pagherei € 70 il primo anno ma ben € 1.570 dopo 40 anni (avrei quindi 74 anni) con la rendita che si sarebbe rivalutata fino ad € 2.000 mensili. Il problema è che negli anni in cui l’incidenza è maggiore, il premio annuale aumenta a dismisura (€ 3.370 ad 80 anni).
    Ti sembrano numeri realistici? In caso di recesso inoltre i premi versati non sono rimborsati.
    Puoi darmi un giudizio generale? E’ il primo preventivo che chiedo ma a queste condizioni non mi sembra molto conveniente stipulare una polizza.
    Grazie e complimenti per il blog, molto ben fatto e utile!

    • Ciao Mirko,

      posso dirti poco su queste cose perché i preventivi sono molto individuali.

      In linea generale, più ti avvicini all’età in cui l’evento può accadere e più il premio aumenta: proteggersi è fondamentale soprattutto quando si è giovani perché i danni finanziari dell’evento, in presenza di famiglia, sono maggiori.

      Più si invecchia e più tendenzialmente si è soli e meno conveniente, in linea del tutto tendenziale, diventa questa protezione.

      Vale lo stesso discorso delle polizze TCM: se hai 30 anni paghi pochissimo, se ne hai 60 paghi tantissimo. Ovviamente è più drammatico l’evento a 30 anni – ed è più conveniente proteggersi – mentre a 60 si è meno giovani ed è più costoso tutelarsi.

      Spero di esserti stato di aiuto.

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