Come Aprire una Gelateria GROM in Franchising

Ti è capitato di desiderare di aprire una gelateria Grom in franchising? In questo articolo vogliamo analizzare proprio questa possibilità. Le gelaterie Grom sono state uno dei temi caldi del settore alimentari e ristorazione del nostro Paese.

Sono entrati, forse a gamba tesa, su un settore piuttosto imbolsito e tradizionale come quello delle gelaterie e in pochi anni sono riusciti ad affermare un’idea di business vincente (i numeri parlano chiaro) che non poteva che sollevare un polverone di polemiche in un contesto come il nostro dove il successo vien sempre mal tollerato.

Non è un mistero che tu, come tanti altri, abbia dunque motivazioni sufficienti per interessarsi alla possibilità di un Franchising Grom, cercando di affiliare la propria attività ad uno dei gruppi più di successo degli ultimi anni.

Purtroppo non ci sono buone notizie, e non perché la gestione delle gelaterie Grom non siano profittevoli, anzi.

Se stai pensando di aprire una gelateria, dunque, è bene che continui a leggere perchè troverai in ogni caso informazioni utili per approcciarti al settore.

Lo stretto controllo di Grom sul suo marchio

L’idea di Grom non è nata come quella di tanti altri gruppi, il cui obiettivo è quello di affidare la gestione dei punti vendita a imprenditori di piccole o medie dimensioni, come è il caso ad esempio di McDonalds, Burger King, Spizzico e le tante altre catene che fanno capolino anche in Italia.

L’idea imprenditoriale di Grom è stata infatti praticamente da sempre collegata alla volontà di proporre sul mercato nazionale ed internazionale un gelato buono, “come si faceva una volta” (così recita lo slogan aziendale), commercializzato tramite un marchio che sarebbe diventato riconoscibile.

Per questo motivo, almeno sul suolo italiano, Grom gestisce direttamente le proprie gelaterie e non ha assolutamente intenzione, così come riportato sul sito dell’azienda, di concedere franchising.

Se ti interessa solo questa prospettiva, puoi valutare altri marchi che abbiamo recensito, come Crema e Cioccolato.

Discorso invece diverso all’estero, dove comunque Grom non fa mistero della volontà di affidarsi a imprenditori del settore di chiara fama e in grado di gestire un marchio che è, senza dubbio, un piccolo tesoro.

Se sei  alla ricerca della possibilità di aprire una gelateria Grom in franchising, non potrai dunque avere fortuna, almeno per il momento.

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Il perché di una scelta

Non possiamo però non condividere quelle che sono le motivazioni di Grom che hanno portato alla decisione di non concedere il marchio in franchising.

Grom non è infatti soltanto gelato, ma, un po’ come fa Starbucks, l’idea di un’esperienza. Si tratta di esperienze sensoriali e commerciali che devono essere perfettamente riprodotte in tutte le gelaterie del marchio, che quindi preferisce:

  • da un lato avere una crescita gestibile, che permetta di mantenere la stessa qualità del prodotto;
  • dall’altro di avere controllo diretto sul dove, quando e perché aprire.

Scelte che sono forse in controtendenza rispetto al capitalismo del tutto e subito, ma che stanno comunque pagando, dato che il marchio è uno dei più riconoscibili del Made in Italy gastronomico, tanto in Italia quanto all’estero.

Perché si discute tanto di Grom?

Grom è in grado di sollevare un polverone incredibile ogni volta che se ne discutono tanto la qualità del prodotto quanto l’idea imprenditoriale.

In molti non gli perdonano (e mai gli perdoneranno) di giocare un po’ sulla sottile linea rossa che divide il gelato autenticamente artigianale da quello industriale. Grom, sapientemente, si è posta in mezzo a queste due realtà, cercando di far intendere però di appartenere più alla prima che alla seconda.

Una scelta che, nel paese delle micro-imprese, non poteva che scatenare gli strali di sedicenti esperti di gastronomia e delle associazioni di consumatori, come il Codacons che è arrivato a diffidare l’azienda dall’utilizzare ogni tipo di riferimento alla gelateria artigianale.

La verità è che Grom è un po’ di entrambi i mondi: utilizza solo ingredienti veri (e non concentrati, sciroppi, surrogati e altre improponibili trovate industriali) ma lo fa tramite un metodo produttivo specificatamente industriale. Le miscele vengono infatti preparate nella sede centrale per poi essere diffuse in tutte le gelaterie, dove avverrà la preparazione finale.

Il risultato è un gelato buono (ci rifiutiamo di pensare che un popolo come quello italiano, che gode del miglior gelato del mondo, si metta in fila per un gelato mediocre!), riconoscibile e un po’ caro, almeno rispetto alla gelateria dietro l’angolo. Un sovrapprezzo che però la clientela sembra essere più che felice di pagare per un prodotto riconoscibile ed un’esperienza d’acquisto che è davvero priva di stress e di contrattempi.

Gelateria Grom in franchising

Se non sarà franchising, possiamo comunque rubare dei concetti

Quello che Grom potrebbe dare al nostro business, appurato il fatto che di franchising almeno in Italia non se ne parlerà per un po’, sono le idee che hanno reso questo brand così popolare:

  • nessun compromesso sulla qualità della materia prima, il che non vuol dire stampare semplicemente le DOP sul cartellino, ma scegliere con cura certosina quali prodotti saranno utilizzati per produrre il gelato e quali invece saranno scartati (dire di no, in un business, è spesso più importante che dire di sì);
  • nessun compromesso sull’esperienza: le file sono ordinate, i gelatai preparati, le gelaterie pulite;
  • nessun tipo di compromesso per diventare ricchi immediatamente: il denaro proveniente dal franchising sarà stato sicuramente allettante per il gruppo Grom. La scelta di non concederne, almeno per il momento, è sicuramente sofferta da un punto di vista economico ma a nostro avviso è da ammirare.

Anche con piccoli capitali si può cominciare a sviluppare la propria idea, che riguardi il gelato oppure no, se il nostro obiettivo è davvero quello di Grom, ovvero di vendere un prodotto a più persone possibili, a condizione che rimanga della stessa bontà nel tempo.

Si tratta, a nostro modo di vedere le cose e con buona pace di chi è un detrattore della compagnia, di un buon modello di business, verso il quale il paese dei nani imprenditoriali in cui viviamo potrebbe, quando le condizioni lo permettano, virare.

Sull’incapacità genetica degli italiani di scalare la qualità del Made in Italy sono stati spesi fiumi di inchiostro, non ultimi quelli messi nero su bianco dall’Economist.

Qualcuno, non solo Grom, sta provando a smentire questa litania e quando si ha successo, più che cercare il pelo nell’uovo sarebbe forse il caso di comprenderne, soprattutto se vogliamo aprire la nostra attività, i motivi più che accanirsi in un misto di invidia, livore e bei tempi di una volta.

Conclusioni

In conclusione, le cattive notizie di cui abbiamo parlato in apertura sono proprio relative all’impossibilità di affiliarsi a questo prestigioso marchio. Tuttavia ve ne sono molti altri, sia di gelaterie che incentrati su altri prodotti, che possono certamente stuzzicare la tua curiosità.

A questo proposito ti rimandiamo al nostro articolo dedicato ai migliori franchising di successo e a quello sulle dritte per avviare un negozio in franchising.

Buona fortuna!

mm
È nato nel 1985. Laureato in Giurisprudenza, con una forte preferenza per l'economia e la finanza. Scrive da sempre, forse da prima di imparare a leggere.

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È nato nel 1985. Laureato in Giurisprudenza, con una forte preferenza per l'economia e la finanza. Scrive da sempre, forse da prima di imparare a leggere.

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