I Governi Continueranno ad Emettere titoli Inflation-Linked?

Quando si parla di titoli inflation linked tutti guardano, ovviamente, il punto di vista dell’investitore.

Questi titoli, avendo cedole e/o capitale che si rivalutano in base all’inflazione, sono un ottimo strumento a disposizione degli investitori per proteggere il capitale dall’aumento dei prezzi.

C’è però anche un tema relativo alla controparte, perché in un momento di elevata inflazione è vero che questo genere di obbligazioni copre l’investitore, ma è anche vero che rappresentano una forma di finanziamento non proprio conveniente per i governi emittenti.

Tanto che qualche analista inizia a domandarsi se gli Stati continueranno ad emettere questo genere di titoli o se lo faranno con gli stessi volumi del passato.

La storia recente: tante emissioni e costi molto convenienti

I titoli inflation linked sono stati emessi in grande quantità negli anni passati perché rappresentavano uno strumento piuttosto conveniente per gli emittenti.

Infatti, questi titoli pagano spesso una minima cedola fissa molto più bassa rispetto ai tassi prevalenti sul mercato, lasciando appunto alla componente “rivalutazione” il compito di colmare questa differenza di rendimento.

Questo tipo di titoli, quindi, con l’inflazione molto bassa (e tendenzialmente in diminuzione) degli anni scorsi, è risultato poco costoso, almeno finché sui mercati non siamo arrivati ai tassi negativi.

Molto alta è stata anche l’attrattività per gli emittenti (governi nazionali), che spesso non hanno una visione a lunghissimo termine.

Tra un decennale emesso al 2% e un inflation linked che ha una cedola fissa dello 0,25% o dello 0,5%, si sceglie la seconda perché l’impatto immediato è una spesa per interessi più bassa e sappiamo bene quanto i politici siano interessati e recuperare qualche miliardo da spendere nelle loro promesse elettorali

Quando però l’inflazione ha iniziato a salire le cose sono cambiate.

L’inflazione fa salire esponenzialmente i costi dei titoli inflation

I numeri dicono più di mille parole. Ed ecco quindi dei numeri secchi. Gli USA spenderanno quest’anno 150 miliardi di dollari per interessi sui titoli inflation linked.

Questo importo rappresenta circa la metà degli interessi complessivi pagati dal Tesoro americano su tutti i propri titoli obbligazionari emessi.

Qui però viene il bello, perché in realtà i titoli inflation rappresentano solo il 9% del totale. Quindi, il 9% dei titoli incideranno, in termini di costi, sostanzialmente come il restante 91%.

Non meglio per gli altri Paesi. Ad esempio, il Regno Unito ad agosto ha pagato circa 92 miliardi di sterline di interessi sui titoli emessi e di questi 55 miliardi sono relativi a titoli inflation.

Il futuro dei titoli inflation?

I titoli inflazione continueranno ad essere emessi? Beh, come detto prima i politici hanno tutti una visione short term. Quindi, se prima emettevano titoli inflation perché costavano poco, ora hanno maggiori incentivi a non emetterne perché costano troppo.

Questo ovviamente non vuol dire che questo genere di obbligazioni spariranno, ci mancherebbe. Ad esempio, le recenti emissioni anche in Italia mostrano che, comunque, ci sarà sempre spazio per questa tipologia di obbligazioni. Tuttavia, non dovremmo stupirci troppo se il volume delle emissioni diminuirà, perché come detto il costo sta aumentando vertiginosamente.

In proposito, un importante spartiacque sarà il “tasso reale di interesse”, cioè la differenza tra tasso di mercato (ad esempio un decennale) e tasso di inflazione.

Finché l’inflazione è più alta del tasso di mercato, l’incentivo all’emissione di titoli inflation è scarso, perché all’emittente costano di più di un tasso fisso. Quando invece l’inflazione scende sotto il tasso di mercato, allora per l’emittente torna ad essere conveniente l’emissione dei titoli inflation.

Concludendo, a livello globale il costo del debito indicizzato è molto alto e salirà sempre di più. Questo potrebbe portare i vari dipartimenti del Tesoro dei vari governi nazionali a limitare (ma non eliminare) l’emissione dei titoli inflazione.

Non appena la situazione si sarà normalizzata e i tassi reali torneranno mediamente positivi, comunque, il volume delle emissioni dovrebbe tornare a crescere.

Chest’è…  come amo dire!


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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