Filosofia vs Utilità: Perché le Persone Pensano solo Agli Affari Propri!

Nel 1999 un ragazzo diciottenne negli Stati Uniti creava Napster. Non so se ricordi la vicenda ma, in pratica, fu l’apripista ai download in streaming di contenuti musicali: il fondatore fu accusato di pirateria e l’azienda fu costretta a chiudere.

La filosofia che c’era dietro, per certi versi, era rivoluzionaria: in un mondo dove per ascoltare la musica serviva acquistare contenuti con un supporto fisico (ricordi i CD? io purtroppo si, segno degli anni che passano!), Napster prometteva di “democraticizzare” l’accesso con un sistema di peer-to-peer in cui gli utenti condividevano tra loro le informazioni.

Il peer-to-peer e la democratizzazione dell’accesso contro le case discografiche “cattive” erano la “filosofia”.

La realtà, in concreto, era che alle persone fregava poco dell’aspetto ideologico: volevano i contenuti gratis e avevano trovato un modo facile e privo di conseguenze per ottenerli.

Fu una rivoluzione, da quel momento il mercato della musica non è più stato lo stesso.

I big player ci hanno messo un po’ ad adeguarsi, nel frattempo sono arrivati altri attori, le big tech, che all’epoca erano in fase embrionale e, piano piano, hanno abbracciato il cambiamento reinventandosi tutto.

Spotify, Apple Music e Youtube Music che conosci oggi e che ti fanno accedere gratuitamente o con abbonamenti a prezzi bassissimi a miriadi di contenuti sono la conseguenza di quel processo innescato da Napster.

Hanno preso una “filosofia” e l’hanno resa pratica, macinando miliardi di euro di fatturato e di profitti per gli azionisti.

E cosa c’entra questo con il mondo crypto?

Siamo in una fase in cui si parla tanto di blockchain e le criptovalute piacciono tanto agli entusiasti per il fine filosofico rivoluzionario della decentralizzazione.

Su questi pixel siamo abbastanza maturi e sappiamo benissimo che l’uomo, per quanto si batta per gli ideali, ad un certo punto deve mettere il piatto a tavola: le rivoluzioni funzionano quando, alla lunga, producono delle migliorie concrete nel quotidiano delle persone comuni.

Siamo convinti che l’innovazione tecnologica della blockchain, supportata dall’adozione di massa, non potrà che spingere l’applicazione alla “vita reale” di ciò che per adesso è ancora embrionale.

E come si intercettano i profitti di tutto questo?

Stando sul mercato, in particolare inquadrando le aziende che stanno già operando nel settore al fine di essere preparati per intercettare la nuova Google, Amazon o Facebook magari quando è ancora in fasce.

Crypto Senza Pensieri nasce con questo obiettivo ambizioso: coniugare la metodologia del direct indexing, che come Centro Studi e Ricerche abbiamo introdotto in Italia, con un mercato nuovo e in forte espansione.

Con Crypto Senza Pensieri monitoreremo i mercati finanziari regolamentati (quindi niente truffe e piattaforme strane) al fine di analizzare le aziende attualmente esistenti e quelle che nasceranno in futuro.

Tutti i dettagli sono qui sulla pagina ufficiale ed è possibile aderire fino alla mezzanotte del 15 dicembre 2021.

A presto.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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