ETF Giappone: Guida agli Investimenti sul Mercato Nipponico, Come e Perché Investire

Oggi torno a parlarti di ETF e lo faccio concentrando le mie attenzioni sul Giappone paese che nonostante quello che (con poca serietà) si dice nei salotti televisivi italiani, ha ancora moltissimo da offrire a chi investe e risparmia, nonostante un debito pubblico mostruoso e ad una stagnazione che sulla carta dura da più di un ventennio.

Certo, la situazione del Giappone è piuttosto particolare, ma come avremo modo di vedere insieme, questo non vuole assolutamente dire che non ci sia molto da osservare nel paese del Sol Levante.

Oggi con la mia guida ti indicherò i migliori ETF Giappone, i migliori fondi a gestione passiva che ti permettono di investire in modo differenziato su questo specifico mercato, dove comunque operano e continuano ad operare molte delle più grandi imprese a livello mondiale.

Perché investire in Giappone: ha ancora senso?

A sentir quello che si dice nei salotti politico-televisivi italiani, il Giappone avrebbe una situazione molto simile alla nostra: popolazione che invecchia rapidamente, una stagnazione che va avanti da circa 20 anni, un enorme debito pubblico.

Sebbene potrebbe effettivamente sembrare così, andrebbe comunque ricordato che il Giappone continua ad essere una potenza innovativa e manifatturiera di primissimo profilo, con una gestione delle finanze pubbliche decisamente meno allegra della nostra e che fa sospirare i mercati molto meno di quanto faccia l’Italia.

Nonostante qualche fondamentale, dunque, possa sembrare in realtà molto simile, il Giappone vive una situazione che, almeno per i mercati, sembra essere molto meno preoccupante.

A prescindere da ciò, val la pena di dire che anche paesi che non hanno una situazione lineare, possono offrire delle powerhouse per l’investimento. Il Giappone continua ad essere un paese molto innovativo, con una potenza manifatturiera enorme e comunque membro a pieno titolo del G8.


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Quali sono i migliori indici per investire sul Giappone?

Per investire sul Giappone hai in realtà a disposizione moltissimi indici, sui quali possono essere tarati degli ETF specifici. Te ne parlo brevemente, quantomeno per farti capire il funzionamento di questi specifici strumenti e soprattutto di ogni specifico segmento.

  1. Nikkei 400: replica l’andamento dei 400 titoli azionari del Nikkei a maggiore capitalizzazione. È un indice che replica grosso modo l’andamento totale della borsa giapponese;
  2. Nikkei 225ibidem, soltanto che in questo caso la selezione per i primi 225 titoli che sono quotati alla borsa di Tokyo;
  3. Topix: l’indice che imbarca tutti, che replica infatti l’andamento di ben 2.008 titoli tra quelli quotati alla first section del TSE; si tratta di un indice estremamente differenziato che raccoglie praticamente ogni azienda che è già quotata alla borsa di Tokyo.

Ci sono poi degli indici che sono selezionati sempre tramite gli stessi criteri (capitalizzazione ponderata) e che vengono gestiti da enti terzi, sui quali vengono comunque ricalcati degli ETF molto interessanti.

Occhio al rischio di cambio

Tutti gli asset scambiati alla borsa di Tokyo sono comunque scambiati in YEN, e dunque per il tuo investimento dovrai necessariamente tenere conto di eventuali rischi di cambio. Se lo YEN dovesse perdere nei confronti dell’Euro, il tuo investimento ne uscirebbe rinforzato. Nel caso invece inverso, il valore degli asset detenuti dall’ETF che hai scelto, scenderebbe.

Tendenzialmente Yen e Euro sono relativamente stabili, anche se sul medio e lungo periodo i rapporti di forza possono cambiare anche in modo sostanziale. Vale la pena dunque di seguire con la massima possibile attenzione questo tipo di vicende.

Investire in ETF Giappone è rischioso?

Non più di quanto è poi rischioso investire in fondi a gestione passiva (gli ETF appunto) che seguono l’andamento di un paniere azionario. Mediamente l’indice sintetico di rischio che è offerto da questo tipo di prodotti è tra 5 e 7, su una scala massima che è appunto di 7.

Si tratta di strumenti che presentano dei rischi considerevoli, che sono molto lontani da forme super tranquille di investimento, ma che comunque dobbiamo tenere in considerazione se vogliamo metterci alla ricerca di un profitto che sia superiore allo zero che ci offrono oggi le obbligazioni.

Quali sono i criteri per scegliere un buon ETF Giappone?

Sono gli stessi che applicheremmo nella scelta di un qualunque ETF, ovvero:

  • Liquidità: un ETF liquido ci offre un gran numero di vantaggi – è facile sbarazzarsene, è maggiormente bilanciato e fondamentalmente più sicuro;
  • Asset: ovviamente scegliere un ETF che segue il TOPIX o uno che segue il Nikkei 225 può essere decisamente differente per l’andamento del nostro investimento.

Ho selezionato per te qualche ETF Giappone per aiutarti nella scelta e per fornirti quelli che sono i migliori per ognuno degli indici che vengono offerti da questo mercato.

Lyxor Japan (TOPIX) UCITS ETF D-EUR

Il primo degli ETF che ti propongo è il più famoso tra quelli che replicano l’andamento del TOPIX. Ha dunque in pancia circa 2.000 titoli azionari, tra quelli ad alta capitalizzazione ed è forse il maggiormente differenziato tra quelli che investono in Giappone.

Si tratta di un ETF di diritto francese, che offre commissioni annue dello 0,45% (in linea con quelle offerte su questo tipo di mercati), che è quotato in Euro e che distribuisce dividendi ogni 6 mesi.

Xtrackers JPX-Nikkei 400 

Il secondo ETF proposto in questa guida è Xtrackers JPX che ha in paniere Nikkei 400 come indice, di cui ti ho già parlato in apertura. È un fondo dalla buona capitalizzazione, che ti offre la possibilità di investire con costi di gestione dello 0,20% annuo.

Anche in questo caso siamo davanti ad un ETF senza copertura valutaria

I dividendi vengono distribuiti su base annuale.

Xtrackers MSCI Japan Index UCITS ETF 1

In questo ETF trovi tutti i principali titoli azionari del mercato Giapponese ed è uno di quelli a più elevata capitalizzazione, in quanto può presentarsi sul mercato con quasi 2 miliardi di euro di quote. Si tratta di un fondo di diritto lussemburghese che ti offre inoltre commissioni dello 0,30% annuo.

I dividendi non vengono distribuiti, ma accumulati. Il fondo è quotato in dollari statunitensi e può dunque presentare un doppio rischio di cambio per chi investe dall’Europa.

Conclusioni

Se ti stai chiedendo se conviene investire sul Giappone oppure no la risposta è che, come sempre, dipende.

In linea tendenziale posso dirti questo:

  • Se hai soltanto sentito parlare della prospettiva ma conosci poco gli investimenti, ti suggerisco di leggere la guida generale sugli ETF e di valutare l’acquisto del mio corso per investire;
  • Se, invece, pensi di conoscere già abbastanza la finanza e pensi di poter fare da solo, ti raccomando prudenza perché non è scontato e fare la giusta asset allocation. Al riguardo, servizi come Investitore Strategico sono la migliore soluzione per chi vuole mantenere il controllo senza rinunciare a consigli veramente utili e indipendenti. Leggi la recensione per approfondire perché credo che faccia per te se ti trovi in questa situazione.

Per approfondire, inoltre, visita la sezione di Affari Miei dedicata ad ETF, indici e fondi.

Buon proseguimento.


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Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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