Vivere e Lavorare a Malta: Trasferirsi nel 2018 per Cambiare Vita?

Hai mai pensato di vivere a Malta? Molti studenti o persone appena uscire dal sistema scolastico spesso scelgono questa isola del Mediterraneo come meta, sia vacanziera che lavorativa, prima di iniziare la vita  nel “vero mondo del lavoro”.

Malta non è solo una splendida isola dove passare le ferie oppure per lavorare un’estate dopo gli studi o durante gli studi, ma è anche un luogo fantastico dove poter ricominciare a vivere e lavorare, dove cercare una casa e soprattutto un lavoro.

Ma conviene trasferirsi? Quali opportunità lavorative ha da offrire questo Paese? Si può trovare lavoro nella capitale, La valletta, oppure in tutto il territorio? Quale lingua bisogna parlare?

Le domande sono davvero tantissime: in molti in rete cercano opinioni e forum tematici che affrontino il tema e stanno programmando dove emigrare nel 2018, stanchi dell’Italia che purtroppo ha sempre meno da offrire.

Tuttavia non tutte le figure professionali potrebbero trarre dei benefici da questo “trasloco”, oggi ti darò quindi tutti i consigli fondamentali per vivere e lavorare a Malta e ponderare al meglio la tua exit strategy dal nostro Paese.

Vivere e lavorare a Malta: conviene trasferirsi?

Prima di tutto è necessario scegliere in quale zona dell’isola trasferirsi, dove iniziare a mettere radici. Ovviamente più il luogo è turistico più i prezzi saranno alti, ma anche in questo caso tutto dipende da ciò che sei venuto a fare.

Se desideri ad esempio lavorare nel settore del turismo, allora dovrai situarti nelle zone più frequentate dai viaggiatori; se invece non è quello il tuo interesse, allora potrai andare a ricercare zone meno care.

Vivere e Lavorare a Malta

La città con la miglior posizione strategica è senz’altro Msida. Al suo interno è inoltre situata l’Università di Malta e l’ospedale più grande di tutta l’isola.  In media il costo degli affitti in questa città è di circa 600-700 euro.

Uno dei paesi meno costosi è invece quello di Santa Venera, composto da circa 7.000 abitanti e con affitti intorno ai 450 euro mensili. Ma una delle zone più stimolanti, dal punto di vista lavorativo, di Malta, è Sliema.  Al suo interno è presente grande varietà di aziende: da quelle turistiche a quelle tradizionali.

Purtroppo i prezzi degli affitti salgono vertiginosamente, arrivando ai 750 euro mensili. Iniziare da qui richiede quindi un grande sforzo economico, ma è anche vero che questa è una delle città che offre più chances lavorative in assoluto.

Lavoro a Malta: la ricerca di un impiego

Una volta deciso dove alloggiare, dovrà aver inizio la ricerca di un lavoro. In questa parte dell’articolo ti fornirò quindi utili consigli per trovare un’occupazione.

Uno dei primi requisiti che ti verranno richiesti dai datori di lavoro, riguarda la conoscenza della lingua inglese. Senza di essa purtroppo non verrai preso quasi in considerazione. Se non conosci l’inglese o hai bisogno di rispolverarlo non temere, a Malta esistono un’infinità di scuole e corsi che ti aiuteranno.

Tuttavia la cosa più intelligente è imparare l’inglese in Italia, senza partire all’avventura.

La ricerca di un lavoro può iniziare utilizzando i classici strumenti a disposizione: i siti che ogni giorno pubblicano annunci e la consegna a mano del curriculum vitae. Anche quando verrai chiamati per i colloqui, valgono le stesse regole italiane: dovrai cercare di fare un’ottima impressione, e per farlo dovrai mostrare tutte le vostre migliori qualità.

Quali sono i settori più sviluppati in questo momento a Malta? Quale figure professionali dovrebbero tentare la fortuna in quest’isola? Tra i settori più convenienti per un emigrante italiano troviamo: il settore informatico che offre ottime possibilità ai programmatori, web designer, web marketing, sistemisti. Gli stipendi nel settore informatico a Malta sono molto più alti di quelli italiani.

Anche i manager e i funzionari potrebbero essere particolarmente fortunati nel trasferimento a Malta. Il settore finanziario maltese può garantirti molto di più di quello italiano. Un’importante risorsa è poi il settore immobiliare, sviluppato soprattutto nelle zone più turistiche dell’isola. Infine è interessante anche la situazione lavorativa del settore farmaceutico ed elettronico.

Lo stipendio minimo mensile a Malta è di 665 euro, effettivamente molto basso. Ma questo rappresenta il minimo garantito e non la media dei salari.

Non sai in quale mesi effettuare il trasferimento?

Il mio consiglio è quello di spostarti a Malta nei mesi che vanno da ottobre a febbraio. Per quale motivo? Semplicemente perchè l’isola non sarà invasa dai turisti ed i prezzi, di conseguenza, saranno molto più bassi.

Trovare un affitto ragionevole non sarà un’impresa titanica.

Tassazione a Malta: conviene fuggire dall’Italia per investire?

Un argomento sicuramente interessante riguarda il prelievo fiscale che in Italia cresce di anno in anno. Le vostre opinioni magari saranno variegate, ma chi scrive crede che difficilmente le cose cambieranno e che, anzi, laddove dovesse esserci un briciolo di ripresa economica ne approfitteranno per tassarci ancora di più.

Malta fa parte dell’Unione Europea e, quindi, non può essere un paradiso fiscale. Tuttavia gode di un sistema fiscale decisamente interessante che, unitamente alla vicinanza geografica al nostro Paese, fa dell’isola una valida alternativa alle Isole Canarie dove molti connazionali si stanno spostando.

Partiamo dal sistema previdenziale: a Malta le trattenute previdenziali prendono il nome di Social Security: ammontano al 10% dello stipendio lordo mentre gli autonomi versano il 15% del reddito lordo (ricavi-costi). I dipendenti, inoltre, versano autonomamente un altro 10% per un totale, quindi, del 20% dello stipendio lordo da destinare alla previdenza.

Per quanto riguarda la tassazione delle persone fisiche, come in Italia è progressiva ma gli scaglioni sono differenti e diverse sono le aliquote. Ecco come funziona schematicamente:

  • da 0 a 8.500 euro annui – 0% (no tax area);
  • da 8.501 a 14.500 euro annui – 15%;
  • da 15.501 a 19.500 euro annui – 25%;
  • da 19.501 a 60.000 euro annui – 29%;
  • oltre 60.001 euro annui – 35%.

Come vedi l’aliquota massima è molto più bassa che in Italia dove i redditi più elevati arrivano a pagare anche il 43% sullo scaglione tassato al massimo.

Anche le trattenute previdenziali sono decisamente basse: considera che, ad esempio, chi apre partita Iva in Italia arriva a pagare anche il 27,72% di INPS (commercianti e artigiani pagano un po’ meno) ed escludendo il regime agevolato, che prevede un’aliquota ridotta al 5% (devi fatturare, però, cifre non molto elevate per poterlo ottenere) la pressione fiscale risulta essere decisamente più alta.

Come in Italia, anche a Malta esistono diverse detrazioni che riducono il carico fiscale a seconda della situazione familiare del contribuente . Inoltre a Malta non si pagano addizionali comunali e regionali, imposte sulla casa ed altri balzelli che gravano quotidianamente sul portafoglio degli italiani. Versata la Social Security puoi accedere gratuitamente alle prestazioni sanitarie al pari di un cittadino maltese.

Altro particolare interessante è l’Imposta sul Valore Aggiunto (la nostra IVA) che a Malta prende il nome di VAT. L’aliquota è del 18% ma è pari a zero per generi alimentari, trasporti e prodotti sanitari ed al 5% per l’elettricità ed i servizi turistici.

Ovviamente, per pagare le tasse a Malta devi ottenere la residenza e per farlo devi vivere per più di sei mesi sull’isola oltre a dimostrare di avere un lavoro oppure un reddito di circa 400 euro al mese che sale a 550 se sei una coppia (sono richiesti ulteriori 50 euro per ogni altro familiare). Si tratta di una cifra abbastanza bassa ma che non ti consente, comunque, di vivere dignitosamente sull’isola o, comunque, non in tutte le zone.

Dal 2011 è prevista la possibilità per gli “individui con patrimonio netto alto” di ottenere la residenza: se si è benestanti si può fare domanda alle autorità e godere di un trattamento fiscale privilegiato.

Se vuoi costituire una società a Malta, devi sapere che la tassazione è pari al 35%. Per approfondire l’argomento, ti conviene rivolgerti alla Camera di Commercio Italo-Maltese.

Conclusioni: conviene davvero trasferirsi? Costo della vita e considerazioni finali

Malta è un luogo che può offrire grandi opportunità, ma purtroppo non a tutti. Vi sono categorie di lavoratori che alzerebbero di molto il proprio stipendio e altre che invece verrebbero pagate ancora meno.

Probabilmente un vantaggio abbastanza importante lo potrebbero avere coloro che svolgono un lavoro sul web: in questo caso, infatti, trasferirsi in un Paese con il costo della vita più basso e magari una pressione fiscale meno malvagia di quella italiana può tornare utile.

Chi ha imparato a guadagnare online e vive di rete svolgendo una professione, un’attività imprenditoriale o da dipendente, è sicuramente avvantaggiato perchè potrebbe trovare un posto relativamente vicino all’Italia, dove gran parte della popolazione conosce la nostra lingua e la tassazione è meno pesante.

Diverso è il discorso per chi cerca un lavoro in altri ambiti: la cosa di cui devi assicurarti, infatti, non è tanto di trovare un impiego ma di riuscire effettivamente a migliorare la vostra situazione di vita.

Se devi  spostarti di centinaia di chilometri per raggiungere un posto che magari non ti piace del tutto o per vivere ai margini della società, contrariamente alle tue aspettative, ti conviene restare in Italia o guardare altrove.

Prima di partire, in ogni caso, dovresti creare un vero e proprio piano che ti permetta di capire i vantaggi e gli svantaggi di un trasferimento a Malta.

Vista la possibilità di viaggiare spendendo poco grazie ai voli low cost (Ryanair collega molto bene Malta all’Europa), ti conviene recarti sull’isola per più perlustrazioni: non dedicart troppo al turismo ma cerca di vivere la quotidianità, prendendo una casa in affitto piuttosto che una stanza di albergo e cercando di interfacciarti con la popolazione del posto, così da capire se il contesto dell’isola può effettivamente piacerti.

Ulteriori risorse utili

Se stai pensando di cambiare aria, ti potrebbero interessare i seguenti articoli che allego:

Buona lettura e buon proseguimento su Affari Miei!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
Affari-Miei
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

6 COMMENTI

  1. salve siamo una famiglia di 4 persone oggi abbiamo avuto l ennesima prova del nostro amatissimo paese che vive nella burocrazia piu totale,siamo stufi e vogliamo cambiare il nostro modo di vivere,ovviamente rispettando sempre le regole. io le mia famiglia amiamo il mare, e vivere e lavorare in un isola come la vostra è un sogno che si realizza.la mia professione attuale termoidraulico e mia moglie lavora presso un supermecato come cassiera.spero che leggerete quest’ appello e lo teniate in considerazione.chiedo solo di avere informazioni di come fare e muovermi grazie e arrivederci.

  2. Salve, voglio fare giusto un appunto, gli affitti sono leggermente più alti di quello riportati in questo articolo. Un bilocale a Msida costa 800€, una stanza singola 340€, a Gzira un monolocale misero 700€, a Sliema e san julian i prezzi sono più alti, un monolocale 800€. Ed è molto importante valutare il lavoro da fare, lavorare nella ristorazione o fare lavori manuali non conviene se prendi casa in affitto in queste zone menzionate, gli stipendi sono di circa 900€, se hai un mezzo e puoi affittare un monolocale a località più lontane allora si. Un’altra cosa da valutare è la compagnia è molto più conveniente essere in due che da soli

  3. ciao Davide complimenti per il tuo articolo ed anche per il tuo curriculum, sei riuscito, vivendo in luoghi importanti, a vedere il tuo futuro, bravo !
    Scusa dimenticavo: mi chiamo Luca Cavallini abito vicino a Ferrara ho quasi 60 anni, da anni trascorro alcune settimane nell’ isola di Malta fuori dai periodi “caldi”, ritornerò in gennaio dal 10 al 17.
    Sono anch’io interessato a vivere in questa isola ma purtroppo per le vicende che tu conosci, al momento sono solo un quasi pensionato ( mi mancano ancora alcuni anni di lavoro ), però non vorrei perdere ulteriore tempo e valutare questa possibilità anche prima.
    Volevo fare alcune considerazioni partendo dalla tua conclusione finale dove ritieni di non venire nell’isola per vivere ai margini della società, è una giusta osservazione, ma in Italia mi sembra che questa condizione sia un vivere comune e le prospettive non sono migliori, oltre ad aver perso anche un po’ di dignità e rispetto.
    E’ chiaro che in questo momento Malta sta vivendo un momento di forte economia e quindi ogni investimento non è vantaggioso, però potrebbe essere una bolla che non regga per molto, soprattutto nel commercio e nell’edilizia ( dicono anche nella finanza), i contratti non sono ben regolati.
    Per quanto riguarda la residenza, ritengo che ci siano delle località a ridosso della città principali che possano essere interessanti sia economicamente che strategicamente.
    Per ora il mio rapporto con i maltesi è di carattere sportivo, porto la mia esperienza come allenatore di portieri presso una società di calcio locale; cercando di migliore anche, il mio stentato inglese.
    Nella speranza che tutto si possa concretizzare piacevolmente
    un augurio di felice 2018
    Luca Cavallini

    • Ciao Luca,

      grazie per il prezioso intervento. La tua valutazione è impostata su di te, io parlo in generale non sapendo esattamente la storia e la situazione dell’interlocutore. Esprimo, quindi, valutazioni di carattere assoluto, la situazione relativa del singolo può essere estremamente diversa.

      La mia riflessione sul vivere ai margini è legata alla considerazione che se ci si deve trasferire ad oltre 2 mila chilometri da casa per andare in un luogo sperduto (se vieni da una città, un paesino di pescatori lontano dal turismo e dai servizi ti sembra sperduto) con una cultura diversa dalla propria può essere più saggio migrare in un qualsiasi paesino italiano dove gli affitti sono bassi, si può coltivare un orto ed i prezzi in generale non sono proibitivi.

      In bocca al lupo e buon anno anche a te!

  4. Buonasera,
    un chiarimento se possibile.
    Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, l’obbligo di vivere almeno 6 mesi a Malta è vincolato al primo anno o è necessario garantire i 6 mesi ogni anno?
    Grazie.

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