Quanto Guadagna un Arbitro: Dalla Serie A alle Serie Minori

Quanto guadagna un arbitro? Di serie A, oppure di serie minori, quale sia lo stipendio degli arbitri italiani è una domanda che si pongono in molti, così come molti si chiedono come diventare allenatori.

Lavorare nel mondo del calcio è infatti ambizione diffusa, sia come calciatore, che come arbitro o anche in un centro di scommesse sportive.

Dunque, qual è lo stipendio di un arbitro italiano? Al netto delle battute, spesso anche pesanti, che circondano la posizione, si può fare una stima abbastanza precisa di quanto riescono a mettersi in tasca i fischietti italiani, che sono tra i più preparati e di gran lunga i più apprezzati del mondo.

Una professionalità che è sempre più di frequente riconosciuta anche dagli organismi internazionali UEFA e FIFA, che si rivolgono proprio alla classe arbitrale italiana per i match più importanti.

Partire dai campetti sterrati di periferia per finire ai massimi vertici del calcio mondiale non è affatto un percorso semplice, ma è remunerato abbastanza?

Vale davvero la pena tentare una carriera del genere anche per l’aspetto economico? Oppure dovremo rivolgerci all’arbitraggio solo nel caso in cui avessimo una vera passione per il ruolo?

Una professione… pericolosa

Si è tornato a parlare proprio di recente del mestiere (se così si può veramente dire, dato che di professione a tutti gli effetti non si tratta) di arbitro in Italia, dato che negli ultimi tempi l’AIA, l’Associazione Italiana Arbitri di calcio, è tornata sulla questione calcio violento, una questione che vede gli arbitri come la categoria meno tutelata di tutto l’universo calcio.

Secondo le statistiche diffuse dalla stessa associazione, ogni anno verrebbero picchiati circa 650 arbitri, una situazione relativamente fuori controllo, che la dice lunga poi sullo spirito con cui purtroppo, nel nostro paese, si vive il calcio.

Il fenomeno colpisce molto di più ai livelli più bassi, con la Seconda Categoria che vede riportati circa un caso su tre di quelli registrati in tutto il Paese.

Ai massimi le aggressioni sono praticamente nulle, anche se si deve comunque reggere la pressione psicologica dovuta al fatto di poter condizionare, con una semplice decisione potenzialmente anche il destino di un’intera stagione, con inoltre un enorme numero di professionisti sportivi e dei media sempre pronti a puntare il dito verso la terna arbitrale.

Non è per intenderci una carriera facile e anche di fronte ad emolumenti, come vedremo più avanti, decisamente interessanti, potrebbe non essere sempre il caso di avventurarsi per questo cammino.

Quello che vogliamo dire è che al netto del denaro, serve sicuramente un po’ di passione per il gioco del calcio e per l’arbitraggio: senza la passione, difficilmente il gioco potrebbe valere la candela.

Quanto guadagna un arbitro?

Per la maggioranza degli arbitri, una maggioranza assoluta, i rimborsi sono decisamente minimi e la compensazione spesso non riesce neanche a coprire le spese.

Arbitro per gare giovanissimi e allievi

Il livello più basso per un arbitro, quello per intenderci al quale si comincia, è l’arbitro delle categorie giovanissimi e allievi. A questo livello si guadagnano:

  • 30 euro per le trasferte fino a 25 km dalla sede arbitrale
  • 38 euro per le trasferte fino a 50 km
  • 42 euro per le trasferte fino a 75 km
  • 52 euro per le trasferte fino a 100 km
  • 57 euro per le trasferte fino a 150 km
  • 68 euro per le trasferte fino a 200 km
  • 78 euro per le trasferte fino a 250 km
  • 88 euro per le trasferte fino a 300 km

Si tratta di rimborsi decisamente risicati, che nella stragrande maggioranza dei casi non riescono ovviamente neanche a coprire le spese che si vanno a sostenere, soprattutto se ci si muove in proprio.

Inoltre, data la diffusione delle sedi arbitrali (ne sono più di una per provincia in media) difficilmente si fanno trasferte superiori ai 50 km.

Dagli allievi fino alla serie D

La situazione è pressoché invariata fino alla Serie D, ovvero fino all’ultimo campionato (partendo dal basso) prima dell’arrivo nel calcio professionistico.

Talvolta per le trasferte più lunghe vengono dati anche dei buoni pasto, ma nulla più. Il riferimento dunque deve rimanere dunque, almeno fino alla Lega Pro, quello riportato sopra.

Quanto guadagna un arbitro di Lega Pro?

La Lega Pro è il campionato di livello più basso tra quelli professionistici. Il cambiamento però a livello di trattamento economico comincia ad essere importante:

  • 200 euro per trasferta, ai quali si sommano due buoni pasto da 30 euro cadauno, più 0,21 centesimi di euro per chilometro percorso

A livello di Lega Pro inoltre gli spostamenti cominciano a farsi più interessanti e non è raro doversi spostare anche più di 600 km. A fare fede è il domicilio dell’arbitro e non la sezione arbitrale di appartenenza.

Il discorso, come vedremo tra pochissimo, comincia a farsi decisamente più interessante dalle categorie superiori: serie B, serie A e internazionali.

Quanto guadagna in serie B un arbitro?

In serie B la remunerazione è di circa 1.700 euro per gara, alla quale vanno aggiunti anche i rimborsi al chilometro che sono previsti per gli arbitri di categoria subito inferiore, ovvero quelli di Lega Pro.

Si tratta di una retribuzione che comincia ad essere estremamente interessante, anche se ovviamente saranno pochissimi coloro i quali potranno davvero raggiungere questi livelli. Le sezioni di A e B in totale non contano che poco più di un centinaio di arbitri, su un totale che supera su base nazionale oltre i 20.000 arbitri. Meno di uno su mille, parafrasando una popolare canzone, ce la fa.

Lo stipendio dell’arbitro di Serie A

Qual è lo stipendio di un arbitro di Serie A? In serie A si guadagnano 30.000 euro l’anno di stipendio fisso, ai quali vanno sommati altri 10.000 euro che si ottengono alla 25esima gara diretta nel corso della stessa stagione.

Chi riesce invece ad essere promosso alle gare internazionali arriva a guadagnare fino ad 80.000 euro l’anno.

Inoltre ci sono altri emolumenti, che scattano al raggiungimento del totale di 70 gare arbitrate in serie A: in questo caso si arrivano a guadagnare 70.000 euro.

Questi sono gli emolumenti fissi, ai quali vanno aggiunti i gettoni di presenza in serie A (3.800 euro), i gettoni di presenza Uefa (4.800 euro e 5.800 euro per le fasi finali).

Un arbitro arrivato dunque ai massimi livelli arriva a guadagnare somme decisamente interessanti, anche se si tratta di di livelli che riescono a raggiungere durante la loro carriera davvero in pochissimi, soprattutto se parliamo del livello internazionale, riservato ad arbitri che si contano sulle dita di uno o due mani.

Gli arbitri guadagnano molto ma…

Gli arbitri professionisti guadagnano cifre sicuramente interessanti, anche se ovviamente molto meno corpose di quelle che guadagnano i calciatori di pari livello.

Ad ogni modo, va anche tenuto conto del fatto che moltissimi, quasi tutti, svolgono anche una professione “normale”, i cui emolumenti si devono ovviamente sommare a quelli che vengono percepiti in qualità di arbitro.

Sotto il profilo economico dunque, almeno tenendo conto di chi arbitra le leghe di professionisti, il guadagno può essere sicuramente importante.

Va ricordato però comunque che l’arbitro ha una carriera piuttosto breve e deve ritirarsi a 45 anni da regolamento, senza alcun tipo di possibilità di eccezione.

Qualcuno, tipicamente i più bravi, riesce a rimanere all’interno delle leghe oppure a raggiungere anche i livelli più alti della burocrazia sportiva mondiale (il caso di Collina, ma di tanti altri arbitri che non hanno in realtà mai smesso di fare calcio o comunque di lavorare nel calcio).

Una carriera dunque potenzialmente breve, con pochi anni al top (per i fortunati e i talentuosi che ci riescono) che può avere anche un percorso relativamente accidentato, come abbiamo visto poco sopra.

Ad ogni modo nel caso in cui sia coniugata con una passione per lo sport e per il calcio, la carriera da arbitro può essere interessante anche per chi non arriverà mai tra i professionisti, ma si fermerà magari in serie D o in Eccellenza, dove gli introiti sono infinitamente minori e i rischi comunque più alti.

Qualcuno riesce a diventare una “rockstar”

Non è il caso di tutti, anzi, è il caso di pochissimi, ma qualcuno degli arbitri, dopo aver appeso il fischietto al chiodo, riesce a riciclarsi anche in TV o nelle pubblicità, soprattutto se durante la sua carriera è stato particolarmente popolare e comunque amato dal pubblico.

Si tratta di qualcosa che ovviamente non può essere considerato come uno sbocco realistico di carriera, ma rimane comunque una possibilità per chi raggiunge i livelli più alti del ruolo.

mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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