Laurea in Giurisprudenza, e poi? Sbocchi Lavorativi per Laureati in Legge

Avete conseguito la laurea in giurisprudenza, e poi? Per prima cosa complimenti, godetevi il momento perché state completando un percorso di studi lungo e difficile. Quali sono gli sbocchi lavorativi per laureati in legge?

In un primo post dedicato al lavoro dopo la laurea in giurisprudenza abbiamo provato a fare il quadro della situazione, tracciando i profili (piuttosto tristi) del mercato del lavoro attualmente in Italia.

Abbiamo ricevuto diversi messaggi e commenti, alcuni offensivi che abbiamo provveduto a non pubblicare: Affari Miei vuole essere una guida, non un muro per sfogare le frustrazioni.

E’ paradossale, però, che i primi ad indignarsi siano coloro che stanno studiando o che si sono laureati da poco: segno che ormai la schiavitù del lavoro ha preso tutti in maniera quasi irrimediabile.

Piuttosto che usare il web come un muro di gomma da invadere – e in cui molto spesso sbattere – vi consigliamo di cogliere le opportunità che vi offre a partire da chi, senza alcuna presunzione, si adopera per formare massa critica e fornire opinioni e storie sui temi che vi riguardano più da vicino.

Tornando al discorso di apertura, solo gli imbecilli definiscono un titolo di studio “inutile”: noi non lo abbiamo mai detto, anzi.

Va però posto l’accento su alcuni aspetti:

  • il fatto che ci siano tantissimi avvocati è un dato oggettivo;
  • i concorsi pubblici sono diminuiti non per volere di chi scrive;
  • corruzione e raccomandazioni sono ovunque in Italia: forse dovremmo arrabbiarci con i nostri genitori che ci hanno consegnato un Paese allo sfascio, dopo averci illuso che con lo studio avremmo migliorato la nostra condizione sociale.

Cosa dobbiamo fare abbatterci? Certo che no. Il senso del primo post era quello di alzare il livello dell’attenzione, evidenziando le difficoltà del momento. Non crediate che gli altri laureati se la passino molto meglio, è bene dirsi le cose senza ipocrisia però.

Oggi, invece, andremo a vedere come sfruttare la laurea in giurisprudenza in maniera positiva, magari innovando un lavoro importante come quello di avvocato attraverso l’uso della rete.

Sempre per coloro i quali si ostinano a pensare che ogni volta in cui si parla del futuro dei laureati in legge li si voglia offendere, ricordiamo che non c’è solo la professione forense, la magistratura o il notariato.

Si può lavorare tranquillamente nel mondo dell’impresa privata, nelle assicurazioni, in banca ed in tanti altri settori in cui la nostra (anche chi scrive si aggiunge, visto che è laureato in giurisprudenza) laurea è ancora una delle migliori.

Servizio tratto da DiMartedì del 27 gennaio 2016

Laurea in giurisprudenza, e poi? Sbocchi lavorativi per laureati in Legge: come sfruttare la Rete?

Una delle critiche più grandi che si può fare al sistema universitario è quella di aver mantenuto gli insegnamenti uguali a 50 anni fa, salvo alcune eccezioni.

Oggi si studia ancora dai vecchi “manualoni”, si va a fare un esame orale faccia a faccia con un assistente seccato che non ha voglia nemmeno di ascoltare.

Peccato che il mondo è cambiato rispetto ai tempi di Trabucchi, Perlingieri, Gazzoni e compagnia, sebbene qualcuno di loro magari può ancora essere in vita e determinare le sorti degli studenti a cui insegna.

Che il cambiamento sia in meglio o in peggio non sta a noi dirlo: viviamo nel 2016 belli, sveglia!

Una delle difficoltà più grandi per un giovane avvocato è farsi conoscere: la gente tende, talvolta giustamente e in altri casi meno, a fidarsi di chi esercita da tanto tempo.

Soprattutto nelle grandi città sono molto spesso solo i grandi studi legali ad avere un sito internet oppure ad utilizzare la rete. Perché fossilizzarsi su una città quando potete esercitare la professione in tutta Italia?

“Ok, grazie ma io di computer ne capisco troppo poco: mi capirai, dovevo studiare 6 ore al giorno, non ho avuto tempo di aggiornarmi”: non abbiate vergogna a pensarlo, chi scrive lo ripete sempre a sé stesso per giustificare la sua scarsa padronanza della lingua inglese.

Internet è la nuova frontiera per laureati in giurisprudenza: come avere successo grazie al web

Fatte le dovute premesse, approcciamo al problema da un punto di vista pratico. Come promuoversi in maniera efficace su internet?

Esistono diversi metodi: per avere una panoramica personalizzata potete scriverci e provvederemo a darvi qualche consiglio (il consiglio non si nega a nessuno, la consulenza si paga perché è un lavoro!).

Tracciamo, quindi, un quadro generale delle cose che si possono fare per acquisire visibilità nel medio-lungo termine:

  • Creare un blog. Aprire un sito internet è molto semplice e poco costoso: con Blogger, ad esempio, potete farlo gratuitamente.
    E’ bene, però, acquistare un dominio: che pensereste di un medico il cui sito è “dottor rossi.blogspot.com”? Fatto questo, potete cominciare a scrivere. Il blog è la vostra finestra sul mondo: di cosa vi occupate? Civile? Penale? Lavoro? Tributario? Potete stilare una lista dei temi che conoscete meglio: cosa potrebbe cercare un cliente che vuole rivolgersi a voi? Sicuramente lo sapete meglio chi scrive: raccontate un approccio a quel problema, commentate la giurisprudenza. “Si ma quanti articoli al giorno devo fare?”…. “Quanto tempo devo perdere?”: si chiama pubblicità amici, non è mai tempo perso. Basta anche un articolo a settimana lungo, fatto bene e scritto in maniera dettagliata.
    Si consiglia di non puntare ai grandi temi del tipo “Come chiedere il divorzio” eccetera, se non altro perché la concorrenza di contenuti potrebbe essere più ampia. Nel medio periodo, dopo mesi di pubblicazioni, potrete cominciare ad affermarvi nella vostra materia ed a ricevere contatti da parte di potenziali clienti.
    Per approfondire rimandiamo a due guide che sono presenti su questo portale: Come guadagnare con un blog e Come guadagnare online. Troverete spunti utili a supporto di quanto scritto.
    Una strada meno impegnativa potrebbe essere quella di scrivere per qualche sito che tratta di diritto: ce ne sono tanti, molto spesso permettono di partecipare. In questo caso la parte tecnica sarebbe devoluta al gestore e voi avreste solo pubblicità. Il parere di chi scrive è di puntare su un proprio blog: è più faticoso ma alla lunga paga.
  • Social Network.Molti di voi hanno un profilo Facebookda sessantenne: mai un accenno su quello che fate o pensate. Eppure avete conseguito una laurea in giurisprudenzae volete fare gli avvocati, mica gli spacciatori? Su con la vita, iniziate a raccontare al mondo quello che fate. Va bene anche un selfie in tribunale, se non esagerate, anche se è più serio che condividiate stati, post (magari scritti da voi sul blog di cui sopra), notizie relative alla vostra materia di competenza. Nessuno di noi su Facebook ha negli amici solo persone che conosce, potreste trovare clienti semplicemente raccontando al mondo quello che fate. “Si ma io voglio tenere la mia vita privata lontana da Facebook”: ok, allora inserite il vostro numero sulle pagine gialle, siamo sicuri che vi telefoneranno! Ancora più professionale sarebbe, ad esempio, creare una pagina Facebook del vostro studio: così facendo, oltre ad avere gli strumenti per valutare la portata dei post (quante persone raggiungono, quanti li leggono, eccetera) riuscirete a tenere distinte vita privata e professionale.
    Importante è poi Linkedin, il social network dedicato al mondo del lavoro. Iscrivetevi alle community, aggiornatelo sempre come e meglio di un curriculum. Chi “vive” di web sa che molto spesso risulta più efficace un profilo Linkedin ben fatto piuttosto che un curriculum in formato europeo.
  • Directory Tematiche. Esistono diversi elenchi di avvocati e studi legali online,  ad esempio http://www.Avvocati-Italia.com. Di solito questi portali ricevono molto traffico in quanto le persone usano Internet più di quanto pensano i  professionisti, i quali sovente sono sprovvisti di sito web.  In questi portali molto spesso la scheda base è gratuita e si paga solo se si vuole ulteriore visibilità: rappresentano una buona opportunità per farsi conoscere soprattutto nella fase iniziale. Nell’ambito di una strategia globale, possono essere un valido strumento per partire.

Come avere successo grazie al web: conclusioni

In questo articolo abbiamo provato a dare alcune idee su come sfruttare la laurea in giurisprudenza e provare a realizzare ugualmente il sogno di diventare avvocato.

Il ragionamento, però, va bene un po’ per tutte le professioni: consulenza del lavoro, fiscale, eccetera.

Internet vi permette di avere pubblicità gratuita, di raggiungere persone che non conoscete.

Certo, da sola non basta: solo anni di duro studio, approfondimenti sulla propria materia di competenza ed esperienza pratica possono aiutare a diventare professionisti seri e rispettabili. Ma questo, probabilmente, lo sapete già altrimenti avreste deciso di dedicarvi ad altri mestieri altrettanto nobili.

Si chiude qui questa seconda parte dei post tematici dedicati a cosa fare dopo la laurea in giurisprudenza.

I feedback dei lettori sono per noi molto importanti: non esitate, esprimetevi nello spazio dedicato ai commenti.

Approfondimenti Utili

Se non avete deciso ancora che strada intraprendere, ecco qualche spunto:

In bocca al lupo!

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

5 COMMENTI

  1. Ho trovato il vostro articolo inerente agli sbocchi lavorativi per laureati in giurisprudenza molto realistico ed obiettivo. In effetti, in Italia ci sono più avvocati che tombini stradali e, quindi, moltissimi di essi galoppano dodici ore al giorno, spesso anche il sabato, per racimolare una paga men che mediocre. Fanno eccezione i grandi studi legali ‘storici’, avviati dai principi del foro e proseguiti dai rispettivi figli e nipoti.
    Notariato e magistratura sono i concorsi più difficili in Italia; ha buone speranze di superarli chi, fin da subito dopo la conclusione delle scuole superiori, si tuffa nella facoltà di giurisprudenza con l’obiettivo ferreo di diventare notaio o magistrato e si laurea con una media voti ed un punteggio ragguardevoli. Chi, come il sottoscritto, si laurea in giurisprudenza a 44 anni suonati, con 101 su 110, dopo un quinquennio da studente lavoratore non frequentante davvero massacrante, è meglio che si tolga dalla testa ogni velleità, soprattutto se ha anche una famiglia da gestire.
    Per fortuna ho un lavoro statale ipersicuro – il ‘posto fisso’ di Checco Zalone – quindi posso prenderla con filosofia, tuttavia proverò ugualmente a cercare qualcosa che valorizzi i miei studi. Guardando ai concorsi pubblici, come avete giustamente evidenziato nel vostro articolo, c’è da disperarsi. Abbondano solo le offerte delle Aziende Sanitarie per posti di dirigenti medico ma…ci vuole la laurea in medicina, non in legge!
    Un saluto e complimenti per l’articolo, molto lucido e aderente alla realtà.

    • Ciao Andrea,

      grazie del feedback e per la condivisione dell’esperienza. In effetti l’articolo parla a chi segue il percorso “standard” superiori-università.
      Da come scrivi, credo che concordi con me che ti sei potuto laureare anche “grazie” al posto fisso statale che ti ha permesso una flessibilità che chi ha un lavoro meno “sicuro” non può avere, il che ovviamente complica ulteriormente ogni discorso per chi invece vorrebbe fare un percorso analogo senza disporre dei mezzi per sostenersi con una certa tranquillità. Ciò, ovviamente, non fa venir meno l’ammirazione per la tenacia e per l’impegno che, guardando il tutto in maniera assolutamente speculare, va applaudito: tante altre persone nelle tue condizioni si godono la famiglia e si siedono, non di certo sgobbano sui libri per anni!
      Grazie ancora ed in bocca al lupo!

  2. Ciao Davide,
    grazie di cuore! Hai perfettamente ragione: chi svolge lavori meno sicuri, certamente non gode di tutte le agevolazioni di cui ho beneficiato io e che mi hanno consentito di laurearmi.
    Un saluto e buon lavoro!
    Andrea

  3. Idee e suggerimenti di tutto rispetto per chi come me ha conseguito la laurea in giurisprudenza, ha svolto la professione per diversi anni e poi….si è stufata dei ritmi stressanti, delle immani responsabilità, della concorrenza spietata (e sleale) a fronte di guadagni da fame.
    Oggi faccio la mamma ma ho voglia di rispendere il mio titolo, magari reinventandomi attraverso il web. Sarebbe carino poter fornire pareri legali a costi ridotti, in modo da incentivare i clienti alle consulenze prima di intentare una causa, dati i costi anche solo per intentarale.
    Sono graditi consigli e suggerimenti. Grazie e…..forza, non disperiamo;-)

    • Ciao Laura, il tuo è l’approccio giusto: sul blog trovi tantissime risorse gratuite, spero possano esserti di aiuto.

      Complimenti e in bocca al lupo!

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