Come Diventare Consulente del Lavoro: Studi, Esame e Guadagni

Come diventare consulente del lavoro? È un buon lavoro per chi ha la laurea in giurisprudenza? Può essere uno dei lavori senza laurea?

La categoria, sebbene parte integrante dell’economia della piccola, media e anche grande impresa, non ha un percorso poi chiaro da seguire, ed è per questo che abbiamo preparato una guida che vi accompagnerà, passo passo, sulla via da seguire per diventare consulenti del lavoro.

Consulente del lavoro: cosa fa?

Prima di addentrarci nello specifico della questione, ovvero nel percorso da seguire per diventare consulenti del lavoro, vediamo quali sono le attribuzioni e le mansioni specifiche per questa figura lavorativa.

Le mansioni che sono attribuite al consulente del lavoro sono diverse, e sono in relazione però tutte alla gestione, in senso amministrativo, del personale.

Il compito dunque principale del consulente del lavoro è quello di elaborare le modalità di retribuzione, gestire le buste paga, gestire gli aspetti contabili della questione personale, occuparsi delle assicurazioni e della previdenza sociale.

Il consulente del lavoro inoltre deve curare i rapporti dell’azienda con le diverse istituzioni che si occupano di contabilità, fisco e tassazione.

Sarà infatti il consulente del lavoro ad occuparsi dei rapporti sia con l’Agenzia delle Entrate, sia con l’INPS, ovvero l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Il ruolo è dunque complesso e legato principalmente agli aspetti assicurativi, previdenziali e retributivi dei dipendenti.

Il consulente del lavoro inoltre può lavorare tipicamente sia come libero professionista, aprendo la partita Iva,  e dunque fornendo le proprie competenze e i propri servizi a tante piccole e medie imprese, sia trovare invece un posto di lavoro di tipo dipendente, però tendenzialmente in aziende di grandi dimensioni.

Lavori senza laurea? Non è il caso del consulente del lavoro

Sebbene fino a qualche anno fa fosse ancora possibile (e in realtà molti professionisti del passato non avessero conseguito appunto il titolo), oggi è obbligatorio essere in possesso di una laurea.

A parte i casi in cui si segua un percorso di studi concepito proprio per i consulenti del lavoro, si può accedere comunque all’esame e dunque alla professione seguendo un percorso di studi in Giurisprudenza, Economia Aziendale, oppure anche in Scienze Politiche.

Ad ogni modo, sono nate ultimamente, come accennato poco sopra, delle lauree specifiche per il consulente del lavoro.

Qual è il percorso di studi tipico per il consulente del lavoro?

Il percorso secondo la nostra normativa vigente è il seguente:

  • serve ovviamente un diploma, necessario per iscriversi poi all’università: si pensava di avere un vantaggio, almeno fino a qualche anno fa, nello studiare negli istituti tecnici di ragioneria. Oggi, anche alla luce del fatto che è diventato obbligatorio il successivo percorso di laurea, il diploma ha assunto molta meno importanza;
  • dopo il diploma di scuola media superiore, è necessario iscriversi all’università: come accennato sopra servirà seguire un corso di studi in giurisprudenza, oppure in economia aziendale, oppure ancora in scienze politiche. Sono nati ormai da diversi anni corsi di laurea specifici per il consulente del lavoro, che sono ovviamente indicati laddove si avesse già la ragionevole certezza, una volta usciti dalle scuole superiori, di voler diventare consulenti del lavoro;
  • una volta completata la laurea, sarà necessario fare il praticantato da consulente del lavoro. Si tratta di un periodo obbligatorio, di 18 mesi, così come definito dalla legge 12/1979, che regola la professione. Senza il praticantato, che deve essere svolto in uno studio professionale di consulente del lavoro, non è possibile accedere all’esame di Stato.
  • La preparazione all’esame di stato: in molti si preparano, e spesso è una scelta sicuramente vantaggiosa, per l’esame di stato seguendo corsi aggiuntivi, se non addirittura dei master. Non è ovviamente sempre necessario seguire percorsi così impegnativi, ma un corso ben preparato è assolutamente necessario per passare un esame sicuramente da non prendere sotto gamba. Ci sono moltissimi corsi privati che offrono una preparazione discreta per l’esame di stato da consulente del lavoro, basta trovare quello che fa al caso nostro.
  • l’esame di stato vero e proprio: si tratta di un esame di abilitazione, per il quale è assolutamente necessario prepararsi a dovere; parleremo delle specificità di questo esame tra pochissimo, continuate a leggere.

Il praticantato

Il praticantato deve essere di 18 mesi e secondo i regolamenti dell’Ordine dei consulenti del lavoro nessuno può essere impiegato per più di 18 mesi come praticante.

Le modalità di accesso e le modalità di svolgimento sono indicate dal regolamento dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Il suddetto regolamento stabilisce che:

  • il periodo di tirocinio (o praticantato, che dir si voglia) deve essere di 18 mesi. Può essere svolto per un massimo di 6 mesi in paese diverso dall’Italia, a patto che il titolo sia equivalente e gli studi che ospitano il tirocinante abilitati alla professione. Il tirocinio può essere anche svolto, per i primi 6 mesi, in concomitanza con gli ultimi sei mesi del corso di studi.
  • Il tirocinio può essere svolto in rapporto di lavoro subordinato privato, a patto che gli orari siano idonei allo svolgimento del tirocinio.
  • Il tirocinio deve essere svolto in modo assiduo e frequente. La frequenza dello studio su base costante è necessaria per apprendere infatti i fondamentali della professione, la metodologia della professione, acquisire le competenze necessarie a svolgere un lavoro altamente professionale. Secondo il regolamento dell’Ordine il tirocinante deve essere presente in studio almeno 20 ore a settimana, durante gli orari di lavoro.
  • il professionista che offre il tirocinio deve essere iscritto da almeno 5 anni all’albo, con attività abituale e prevalente di consulente del lavoro. Può trattarsi di una società o di un libero professionista.
  • Si può svolgere in un solo studio

Per avere diritto ad accedere al tirocinio/praticantato invece:

  • è necessario che il candidato sia in possesso di un titolo di laurea riconducibile a Giurisprudenza, Economia Aziendale, Scienze Politiche oppure proprio in materia di Consulenza del lavoro
  • è necessario presentare iscrizione nel registro dei praticanti, con sottoscrizione dell’interessato, al consiglio provinciale dei consulenti del lavoro.

Esame consulente del lavoro: cosa c’è da sapere?

L’esame di consulente del lavoro avviene secondo le date stabilite anno per anno, in genere nel mese di Gennaio, con decreto del Ministero del Lavoro.

Si indica in genere una sola data, con le scadenze entro le quali presentare domanda (tipicamente in Luglio), allegando alla domanda di partecipazione:

  • diploma di laurea: in giurisprudenza, scienze politiche e commerciali, scienze politiche, consulenza del lavoro, servizi giuridici, scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione, gestione aziendale, scienze economiche, scienze politiche e delle relazioni internazionali
  • certificato di compimento del praticantato

L’esame si svolge con due prove scritte, con un tema e una prova teorico-pratica. Si svolgono su base regionale tipicamente nel mese di settembre. Chi supera la prova scritta e teorico-pratica ha diritto ad accedere alla prova orale, che verte sulle seguenti materie:

  • diritto del lavoro
  • legislazione sociale
  • diritto tributario
  • elementi di diritto privato
  • elementi di diritto pubblico
  • elementi di diritto penale
  • ragioneria
  • costo del lavoro
  • formazione del bilancio

Superato l’esame, si diventa a tutti gli effetti consulenti del lavoro e possiamo cominciare ad esercitare la professione.

Si continua a studiare, per tutta la vita

La professione di Consulente del Lavoro non è assolutamente adatta a chi non ha voglia o interesse di aggiornarsi.

Il diritto del lavoro è una delle materie politicamente più sensibili e questo vuol dire che sarà necessario aggiornarsi professionalmente in modo continuo.

Ai consulenti del lavoro è richiesto di raggiungere almeno 50 crediti formativi ogni due anni.

I crediti sono in genere ottenuti partecipando a specifici eventi formativi e eventi accreditati, che vengono in genere comunicati dall’Ordine a scadenza regolare.

Laurea per consulente del lavoro: i corsi attivi in Italia

Sono ormai attive in moltissime università corsi di laurea triennali per diventare consulenti del lavoro.

Il corso non permette di superare comunque il normale iter di tirocinio / praticantato e successivo esame e dunque il vantaggio che potrebbe offrire è meramente di tipo formativo.

Nonostante non esista al momento uno standard alle quali tutte le università si sono uniformate, possiamo in linea di massima dire che la formazione è di tipo giuridico-economico, con una particolare attenzione per quelle che sono le materie tipicamente impiegate nella professione:

  • diritto privato
  • diritto dei contratti
  • diritto del lavoro
  • diritto amministrativo
  • scienze delle finanze
  • economia aziendale
  • micro-economia
  • ragioneria
  • diritto pubblico
  • diritto penale, soprattutto se in relazione al mondo del lavoro
  • diritto sindacale

Sono moltissime le università che hanno cominciato ad offrire questo tipo di corsi. Si tratta sempre di laurea triennale, con moltissimi istituti (soprattutto privati) che offrono anche per chi lo voglia la possibilità di seguire dei percorso successivi, tipicamente dei master.

Tra le università che offrono la laurea triennale per consulente del lavoro troviamo:

  • Università di Torino
  • Università di Bologna
  • Università di Brescia
  • Università di Siena
  • Università di Milano
  • Università di Padova
  • Università di Urbino
  • Università di Teramo
  • Università del Salento
  • Università di Pisa
  • Università di Palermo
  • Università di Bolzano

I corsi vengono attivati continuamente e basterà cercare, con un comunissimo motore di ricerca, la classe di laurea L14, alla quale appartengono sia i servizi giuridici generici, che quella specifica per consulente del lavoro.

È necessaria la laurea quinquennale per diventare consulenti del lavoro?

No, non è assolutamente necessaria la laurea quinquennale. È più che sufficiente terminare il corso di laurea triennale per Consulente del Lavoro, oppure una delle lauree che sono ritenute equivalenti dal Ministero del Lavoro per l’accesso alla professione.

Consulente del Lavoro: quanto si guadagna?

Quello del consulente del lavoro è un mestiere legato in genere alla libera professione e diventa dunque difficile fornire una stima precisa, date anche le relative reticenze dell’ordine a fornire dei dati attendibili.

Una delle ultime indagini, condotte da un popolarissimo quotidiano di stampo economico, parlava di circa 80.000 euro l’anno per un consulente del lavoro con un discreto giro d’affari, ai quali però ovviamente vanno sottratti i costi per l’esercizio della professione (tipicamente gli spostamenti quando necessario, il mantenimento dell’ufficio, etc.)

Si tratta comunque di redditi importanti che, è il caso di dirlo, difficilmente si raggiungono anche con percorsi analoghi per difficoltà degli stessi e per durata.

Sebbene dunque quella del consulente del lavoro sia sicuramente una carriera particolarmente sacrificata, fa intravedere al termine del percorso di formazione una retribuzione e una posizione sociale di tutto rispetto.

Chi lavora in impresa? Si guadagna in genere di meno

Chi riesce invece a farsi assumere nelle grandi società o comunque nelle aziende che preferiscono avere a disposizione almeno un consulente del lavoro in azienda, tende a guadagnare di meno, senza però dover necessariamente sottostare a quelli che sono gli alti e bassi della libera professione.

La scelta, tra le altre cose, non è definitiva, in quanto nulla vieta, anche in futuro, di passare alla libera professione, soprattutto se quanto offerto dal lavoro dipendente non dovesse essere soddisfacente sotto il profilo professionale e di carriera.

Conviene davvero tentare di diventare consulente del lavoro?

Sì, per chi abbia una passione a svolgere mansioni che molti però potrebbero trovare noiose e ripetitive.

L’identikit perfetto per chi vuole svolgere questa professione è quello di una persona precisa e meticolosa, che abbia una certa dimestichezza con i numeri, che sia in grado di fornire davvero assistenza alle aziende, in un ruolo cruciale come quello appunto della gestione del personale sotto il profilo amministrativo.

Il consulente del lavoro è un professionista che lavora molto, che dedica molto della sua vita alla professione, ricevendo però indietro emolumenti niente male, soprattutto se paragonati all’ormai decisamente scarno panorama lavorativo italiano.

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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