Regime Forfettario 2019: Requisiti, Contributi INPS e Normativa sulla Partita Iva Agevolata

I regimi per operare in Italia con Partita IVA si sono moltiplicati, spesso andando a sostituire vecchi regimi come quello dei minimi. Oggi quello che è più invitante per chi ha un fatturato ridotto e non vuole farsi spolpare dall’IRPEF è sicuramente il Regime Forfettario, regime agevolato che permette diverse semplificazioni sia sul piano dell’INPS che dell’IVA e che ci permette di operare sotto certe soglie con una certa agilità.

Di seguito vedremo bene quali sono i requisiti, quali sono i vantaggi e gli svantaggi, e come aderire alla partita Iva agevolata.

Vediamolo insieme.

Che cos’è il regime Forfettario? Cosa cambia nel 2019?

Il 2019 vede importanti novità per i titolari di una partita IVA, novità che riguardano i requisiti e i limiti per l’accesso alla flat tax: la Legge di Bilancio ha avviato un’importante riforma sull’unico regime agevolato per le partite IVA ad oggi in vigore, come vedremo tra poco.

Il regime forfettario è uno speciale regime per partite IVA che prevede:

  • imposta forfettaria del 15% se si rimane sotto le soglie;
  • imposta forfettaria al 10% per le nuove start up;
  • regime agevolato INPS;
  • esclusione dagli studi di settore.

Si tratta di vantaggi importanti, almeno rispetto agli obblighi di versamento che gravano invece su chi non ha possibilità di aderire a questo regime.

I limiti rivisti del regime forfettario per il 2019

Sono stati aboliti i limiti differenziati in base al codice ATECO di riferimento, ma non sono invece stati intaccati i vari coefficienti di redditività per il calcolo dell’imposta sostitutiva del 15% dovuta da imprese e da professionisti.

L’imposta sostitutiva dovuta, quest’anno, è pari al 20% per lo scaglione di reddito compreso tra 65mila e 100 mila euro, anche se in questo caso non è previsto l’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica stabilito per legge già ad oggi per tutti i contribuenti titolari di partita IVA in regime forfettario.

Per evitare che la flat tax comporti un aumento del fenomeno delle finte partite IVA, abbiamo assistito alla creazione di divieti ad hoc, come quello di ricevere compensi da datori di lavoro dipendente o assimilati nei due anni prima.

Quali sono le condizioni per accedere al regime forfettario?

Abbiamo visto che una delle novità più importanti è quella legata ai nuovi limiti di ricavi o compensi per avere accesso al regime forfettario: 65.000 euro calcolato sull’anno d’imposta precedente, un limite unico per tutti.

Per verificare il limite di ricavi per l’accesso, la Legge di Bilancio ha previsto che non si rilevino componenti positivi aggiuntivo indicati nelle dichiarazioni fiscali. Inoltre, qualora si esercitassero contemporaneamente più attività contraddistinte da diversi codici ATECO, il calcolo del limite di 65.000 euro va effettuato in considerazione della somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività svolte.

Tra i requisiti per l’accesso al regime forfettario dal 2019 vengono eliminati:

  • il limite di 5.000 euro relativo alle spese per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati a collaboratori, anche assunti per esecuzione di progetti;
  • il limite di 20.000 euro relativo al costo per beni strumentali;
  • il limite di 30.000 euro relativo al reddito da lavoro dipendente percepito.

Chi non può accedere alla flat tax partite IVA 15%?

Sono esclusi dal regime forfettario 2019:

  • i titolari di partita IVA esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, in contemporanea all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari;
  • titolari di partita IVA che controllano (sia direttamente che indirettamente) società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche riconducibili direttamente o indirettamente, a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, professioni oppure arti.

Attenzione però: il MEF ha smentito una delle poche certezze del nuovo forfettario, e così non è sufficiente che le e attività abbiano un diverso codice ATECO, ma bisogna considerare l’effettiva correlazione tra le varie attività in questione.

Divieto di compensi dall’ex datore di lavoro

La Legge di Bilancio ha previsto, come anticipato, il divieto di accesso al regime forfettario per i titolari di partita IVA che ricevono compensi da soggetti dai quali hanno in passato ottenuto redditi da lavoro dipendente (almeno nei due anni precedenti), oppure da soggetti riconducibili all’ex datore di lavoro. Il vincolo dei precedenti rapporti di lavoro sostituisce l’attuale limite di 30.000 euro previsto per chi ha percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati.

Lo scopo è quello di evitare il fenomeno delle false partite IVA che nascondono rapporti di lavoro dipendente.

I coefficienti di redditività

Con la Legge di Bilancio 2019 sono confermati anche i coefficienti di redditività per il calcolo dell’imposta sostitutiva del 15% per le partite IVA che rientreranno nel nuovo forfettario.

I coefficienti previsti dalla Legge di Bilancio 2019 suddivisi in base al codice ATECO sono i seguenti:

  • Industrie alimentari e delle bevande: 40%;
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio: 40%;
  • Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione: 40%;
  • Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande: 40%;
  • Commercio ambulante di altri prodotti: 54%;
  • Intermediari del commercio: 62%;
  • Altre attività economiche: 67%;
  • Attività Professionali, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi: 78%;
  • Costruzioni e attività immobiliari: 86%.

Scritture contabili e studi di settore

Vale inoltre la pena di ricordare che chi può accedere a regime dei minimi si trova a:

  • non dover registrare e tenere scritture contabili;
  • dover comunque dichiarare i redditi;
  • non dover essere oggetto di applicazione degli studi di settore.

 

 

Riduzione INPS del 35%

In aggiunta, e qui chiudiamo con i vantaggi, il regime forfettario ha diritto ad una riduzione del 35% delle aliquote INPS dovute.

La comunicazione deve pervenire all’INPS entro il 28 Febbraio per l’anno seguente. Nel caso in cui si dovesse superare tale limite temporale, si godrà della riduzione dall’anno successivo.

Conviene essere a regime dei minimi?

Sì, anche se ci sono ovviamente delle grosse limitazioni ad operare nel caso in cui fossimo appunto, con la nostra attività, in questo regime.

I limiti operativi sono decisamente bassi, tenendo conto del fatto che parliamo di lordi, e dunque di poco più di quello che serve, coi limiti attualmente imposti, di avere una vita minimamente dignitosa.

Il nostro obiettivo, una volta aperta un’attività per conto nostro, dovrebbe essere di cercare di superare, e di molto per vivere bene, i limiti che vengono imposti da questo regime.

Inoltre diventa particolarmente difficile per chi ha bisogno di dipendenti o ha spese importanti andare ad operare con questo regime.

Per quanto sarà valido il regime dei minimi?

Non è possibile saperlo. Nulla vieta ad un potenziale prossimo parlamento di rimuovere tali norme, modificarle, o innalzare limiti o aliquote.

Quanto ho riportato nella guida di oggi deve essere considerato come valido hic et nunc, e quindi se pensi che possa essere vantaggioso per la tua futura attività, ti invito a muoverti per tempo, cercando di non perdere l’occasione.

Sì, hai bisogno di un commercialista

Fare queste scelte da soli, senza la possibilità di andare a simulare scenari possibili, non è facile, anzi, è praticamente impossibile.

Meglio affidarsi ad un bravo commercialista: costerà qualcosa in parcelle ma ci permetterà di andare a partire con il piede giusto, quello che è necessario per fare impresa sul binario corretto.

Se vuoi approfondire l’argomento legato alla partita IVA, ti consiglio di leggere questa guida in cui approfondisco i vantaggi e gli svantaggi di aprirne una.

Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

LASCIA UN COMMENTO


Ricevi gli aggiornamenti da Affari Miei