Come Perdere Soldi in Borsa: la differenza tra Prezzo e Valore

Ti sei mai chiesto cosa cambia tra l’essere soci del ristorante sotto casa e l’essere soci di un’azienda multinazionale nel campo della ristorazione quotata in borsa?

Te lo dico brutalmente: non cambia niente.

Però, dopo averla fatta facile, devo un attimo spiegartelo perché altrimenti non ci capiamo.

Ristorante non quotato in Borsa

Immagina di essere socio di un ristorante che funziona bene: è sempre pieno, le recensioni sono positive, a fine anno l’azienda produce utili che vengono distribuiti ai soci o vengono reinvestiti per ampliare l’attività, magari con nuovi punti vendita.

Sei solo socio di capitali, ci hai messo i soldi all’inizio perché sei stato invitato a una presentazione dallo chef fondatore: la situazione ti va benissimo.

A fine anno ti arrivano dividendi senza che tu faccia praticamente nulla e anche se il management decide di reinvestire sei tutto sommato tranquillo perché, in senso lato, percepisci che il tuo investimento si sta apprezzando.

Magari hai investito nel ristorante per fiducia nello chef fondatore e oggi l’idea di avere un pezzettino di una realtà con più punti vendita aperti e tanti clienti ti fa vivere serenamente, validando la bontà della tua scelta iniziale.

Il valore del tuo investimento è buono, se qualcuno volesse comprare le tue quote gliele venderesti sicuramente ad un prezzo superiore rispetto all’inizio perché gli affari vanno bene.

Ma a te del prezzo non interessa più di tanto, hai investito soldi che non ti servivano e che non devi necessariamente riavere indietro: ti basta ricevere qualche dividendo ogni tanto e sapere che il seme che hai piantato, oggi, sta diventando un albero robusto.

Ristorante quotato in Borsa

Ora immagina che il nostro ristorante, anziché essere nato da una raccolta fondi tra gli amici dello chef, sia nato da una raccolta fondi tra sconosciuti con la quotazione in Borsa.

Lo chef, invece di chiamare i conoscenti, ha chiamato direttamente gli investitori di tutto il mondo chiedendogli di investire nella sua attività.

Il ristorante funziona bene lo stesso, grazie ai soldi raccolti sui mercati finanziari ha aperto più punti vendita nel mondo e lo vedi persino negli spot in tv o su internet.

Magari con lo chef fondatore non ci parli personalmente perché non lo conosci ma, nel complesso, poco ti interessa perché ogni anno l’azienda fa segnare numeri sempre più interessanti.

Il ragionamento iniziale non è molto diverso: investo in un’attività che secondo me può andar bene.

C’è un però enorme: la tua quota di partecipazione, che si misura in azioni, viene scambiata ogni giorno sui mercati finanziari.

Il prezzo, che nel primo esempio non ti è noto, in questo caso è pubblico e lo fa il mercato.

Con il tuo smartphone puoi accedere alla piattaforma che usi per investire in borsa e, ogni giorno, vedi come si muovono le quotazioni.

Apri i social media o il feed delle notizie su Google e, sovente, vengono fuori articoli che, a vario titolo, parlano dell’azienda.

Anche notizie di importanza relativa per una realtà più “artigianale” come la prima quali per esempio il bilancio trimestrale comportano delle oscillazioni sul prezzo anche notevoli.

Poi non ci sei solo tu, ci sono tanti altri investitori a cui non frega niente del ristorante.

A loro interessa solo comprare e vendere sperando di guadagnare qualche soldo a mo’ di scommessa. In molti casi c’è veramente solo la speranza perché questi, con la loro attività frenetica, agiscono in base alle notizie di breve periodo.

Notizie che, piaccia o no, entrano nel tuo feed.

Ti fanno mettere in dubbio ogni giorno la bontà della tua scelta e, soprattutto, impattano sul prezzo che sale e scende come una variabile impazzita, con logiche in moltissimi casi assolutamente scollegate dal business.

Entrano in mezzo aspettative di breve periodo, andamento generale del mercato con proiezione nella singola attività, sistema Paese, situazione Europea, situazione mondiale.

Eppure quella dannata catena di ristoranti, che nel frattempo è cresciuta, fa affari nonostante tutto questo e nonostante l’entusiasmo altalenante dei mercati.

Cosa cambia tra il ristorante nato dalla raccolta fondi tra amici e tra quello nato dalla raccolta fondi tra sconosciuti in Borsa?

Nella sostanza poco: entrambe sono attività che, nel lungo periodo, devono produrre valore per i propri soci.

Se non lo fanno, semplicemente, chiudono.

Il valore è lo stesso: certo, può cambiare in senso numerico perché l’azienda quotata in Borsa raccoglie più soldi ed ha un volume d’affari maggiore, però nella sostanza entrambe le realtà possono andare bene o male.

Vendono pasti caldi, fanno esattamente la stessa cosa.

La differenza enorme è che nel secondo caso il prezzo è pubblico e influenza costantemente le valutazioni degli investitori che, affogando in una marea di troppe informazioni, sono lì a farsi paranoie sulle decisioni prese e, spesso, agiscono irrazionalmente.

Magari vendono in perdita perché il prezzo è sceso senza minimamente pensare al valore. Pensano che il valore sia il prezzo, credono che gli affari non siano misurabili con i pasti caldi venduti ma con l’andamento della quotazione in borsa. Non ragionano più a lungo termine, saltano di notizia in notizia sperando che siano tutte positive.

Se non lo sono, brutalmente, vanno in panico.

Come evitare questa “trappola”?

Ripartendo dal valore. Non dobbiamo investire in aziende o settori basandoci sul prezzo: l’analisi tecnica è una cosa per trader e speculatori, non per investitori.

Quando investiamo in un’azienda dobbiamo capire qual è il suo valore, cosa ci dicono i suoi fondamentali:

  • Il fatturato cresce?
  • Il margine operativo lordo (terra terra, ricavi – costi più o meno) è positivo e si mantiene costante pur aumentando il volume d’affari?
  • Il settore ci offre possibilità di ulteriori sviluppi?

Sono queste alcune delle domande che ci dobbiamo porre quando investiamo indipendentemente dallo strumento (azioni, ETF) che sottoscriviamo.

Se ci limitiamo a guardare il prezzo, invece, diventiamo vittime del suo disallineamento spesso irrazionale dal valore e ci esponiamo al rischio enorme di perdere soldi.

Il valore è la tua bussola, non dimenticarlo mai.

Chest’è… come amo dire!


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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