ChatGPT: L’IA Di Microsoft cambierà il Mondo?

“Oh, hamburger dal cuore saporito

Che conquisti il mio palato con il tuo gusto

Con panino morbido e carne succulenta

Che scivoli in bocca con la tua consistenza

 

Salsa, lattuga e pomodoro a complemento

Che arricchiscono il tuo profumo invitante

Non c’è cibo al mondo che mi appaga di più

Che questo pasto perfetto, così conveniente

 

Il tuo aroma mi attira come un incantesimo

E il mio appetito non può resistere

Il tuo sapore mi conquista, non c’è paragone

Con te, hamburger, io son sempre a mio agio

 

Non c’è piatto che mi soddisfi come te

Oh, hamburger, il mio amore sarà sempre per te”

 

No, non sono ancora impazzito.

Quello che hai letto è un sonetto sullo stile di Shakespeare, generato dall’intelligenza artificiale di ChatGPT. Hai capito bene.

Ho chiesto a un’intelligenza artificiale di svolgere questo lavoro creativo e complesso di incastri semantici, ottenendo in cambio questo risultato in meno di trenta secondi.

L’intelligenza artificiale cambierà il mondo. Questo tool in particolare è stato sviluppato da OpenAI, una società co-fondata da Elon Musk. Inizialmente era un progetto no profit, mentre oggi si definisce “a profitto limitato”.

Quando Elon Musk ha deciso di dimettersi dal ruolo di amministratore delegato, per paura di un conflitto di interesse con il lavoro di ricerca che Tesla fa a sua volta sull’intelligenza artificiale, il progetto si è ritrovato a fare i conti con una scarsissima quantità di fondi e costi estremamente alti.

Per generare una AI in grado di comprendere e replicare il naturale linguaggio umano, servono supercomputer che lavorano 24/7 analizzando tutte le informazioni disponibili sul web: interazioni sui social media, pagine di Wikipedia, riviste scientifiche e così via.

Così è intervenuta Microsoft, che ha finanziato OpenAi per 1 miliardo di dollari.

Ovviamente, però, Microsoft è una società quotata che ha l’obbligo nei confronti dei soci di massimizzare il valore per gli azionisti. Così OpenAi ha rivisto la sua politica, da “no profit” a “profitto limitato”.

In sostanza, è stato introdotto nello statuto un limite al ritorno di Microsoft da questa operazione: la società fondata da Bill Gates non potrà guadagnare oltre 100 volte il capitale inizialmente investito.

Inutile dire che questo è un limite finto.

In primo luogo, perché è altissimo di per sé. In secondo luogo, perché lo statuto può essere cambiato una seconda volta così come è stato cambiato la prima volta.

Questa intelligenza artificiale è diversa dalle altre: non siamo di fronte all’algoritmo di Netflix che ci suggerisce i film in base alle nostre preferenze; allo stesso modo, non siamo di fronte all’intelligenza artificiale di Amazon che ci suggerisce i prodotti in base ai nostri acquisti passati.

ChatGPT e gli altri algoritmi di OpenAI non sono pensati per una singola operazione, ma per tutte le operazioni che un’intelligenza artificiale può svolgere.

Prova a chiedere di crearti una dieta da 2.500 kcal al giorno: lo farà.

Prova a chiederle quale sia il numero primo più grande inferiore a 1.000: lo sa.

Prova a chiedere se RyanAir permette di trasportare animali in cabina: ti risponderà.

Prova a chiederle di aiutarti a scrivere una tesi di laurea sulla teoria dei giochi: ti aiuterà.

Oltre a essere sicuramente un buon investimento per Microsoft, questa è una tecnologia che ha il potenziale di rivoluzionare le nostre vite. Lo può fare aiutandoci, ma anche rubandoci il lavoro da sotto il naso. Già oggi, è in grado di sostituirsi a moltissime operazioni quotidiane di assistenti legali, giornalisti, operatori del servizio clienti, personal trainer, programmatori e…consulenti finanziari.

Non è ancora in grado di sostituire al 100% una categoria di professionisti, ma dopo pochi anni di sviluppo ne tiene già sotto scacco – non ancora matto, ma ci arriveremo – a decine.

Il tutto nelle mani di Microsoft, che oggi si ritrova a essere il padrone de facto di OpenAI.

Ci sono almeno tre risvolti preoccupanti di tutto questo:

  • Sul piano economico, in pochi anni il mercato del lavoro potrebbe cambiare drasticamente in un modo che non siamo preparati ad affrontare su questa scala;
  • Sul piano etico, una singola società si trova anni luce avanti a tutte le altre e domina una tecnologia dal potenziale così alto che, a conti fatti, solo ChatGPT comprende realmente;
  • Sul piano formativo, cresceremo generazioni di giovani che possono delegare la creatività e il pensiero critico a un’app sul loro smartphone.

Qui non stiamo parlando delle auto a guida autonoma o delle prime colonie su Marte. Cose che si faranno, sì, ma tra un po’. Qui stiamo parlando di qualcosa che esiste già oggi, è già online e aperto a tutti. Ogni giorno questa AI diventa più intelligente, sa più cose ed è in grado di comportarsi in un modo sempre più umano.

Sia per rimanere competitivi sul mercato del lavoro, sia per non perdere un trend che potrebbe cambiare molto anche i mercati finanziari, è importantissimo rimanere aggiornati su questa tecnologia. Chi è arrivato in ritardo su Instagram si è perso qualche foto, chi è arrivato in ritardo sui mercati finanziari ha perso qualche anno di rendimenti, ma chi arriverà in ritardo sull’AI potrebbe perdere il posto di lavoro e la propria capacità competitiva nel mondo.

Chest’è, come amo dire…e come sto insegnando a ripetere a ChatGPT.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019) e "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023).

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