Come diventare amministratore di condominio: guida 2016

Secondo l’articolo 1129 del Codice Civile italiano, negli stabili con più di quattro condomini è obbligatoria la figura dell’amministratore. L’amministratore condominiale può essere interno o esterno allo stabile, l’importante è che sia votato dalla maggioranza dei partecipanti. La legge italiana impone questo e molto altro ed oggi, nel corso dell’articolo che vi proponiamo, vi aiuteremo a capire come diventare amministratore di condominio a tutti gli effetti.

Svolgere una professione è certamente affascinante, specie se potenzialmente remunerativa: chi vuole lavorare in proprio, è bene dirselo, sostanzialmente sceglie di farlo nella maggior parte dei casi per guadagnare di più. E’ bene chiarire, quindi, fin da subito che è vero che un mestiere ben fatto può aumentare gli introiti ma, per riuscire ad affermarsi, occorre avere una predisposizione a formarsi quotidianamente ed a migliorare le proprie capacità tecniche e relazionali. Anche una professione come quella dell’amministratore di condominio, che ai più disinformati potrebbe sembrare semplice, in realtà nasconde tantissime insidie e richiede elevate competenze che non tutti posseggono. Prima di chiedervi, dunque, quanto si guadagna oppure “come fare per”, è bene che teniate stampato nella vostra mente questo ragionamento.

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Come diventare amministratore di condominio: requisiti e normativa

Innanzitutto bisogna precisare che non vi sono requisitiparticolari per quanto riguarda il titolo di studio. Chiunque può svolgere questa funzione, ciò nonostante è spesso consigliato a coloro che hanno un diploma in ragioneria o ai periti edili.

Sotto gli altri punti di vista, l’amministratore di condominio deve possedere sette requisiti fondamentali: prima di tutto deve godere regolarmente dei diritti civili; non deve esser stato condannato per delitti contro la pubblica amministrazione, il patrimonio, la fede pubblica e ogni altro delitto non colposo che prevede una pena minima di due anni; non deve essere stato sottoposto a misure di prevenzione, a meno che non abbia poi effettuato una riabilitazione; deve essere in grado di intendere e di volere; il suo nome non deve essere nell’elenco dei protesti cambiari, cioè non deve essere in debito per il mancato pagamento di una cambiale; deve possedere un diploma e infine deve aver seguito un corso per l’amministrazione e deve continuamente aggiornarsi.

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I corsi necessari si possono effettuare direttamente attraverso le associazioni di categoria, che effettuano periodicamente anche altri corsi di formazione. Per diventare amministratore di condominio è necessario, inoltre, aprire partita IVA, come per una qualsiasi professione. E’ consigliato, pertanto, che prima di svolgere il lavoro professionalmente troviate il modo di acquisire un po’ di clientela. Inizialmente, ad esempio, potreste farvi pagare come prestazioni occasionali fino a quando non vi sarete costruiti un portafoglio clienti tale da potervi consentire di pagare contributi previdenziali e tasse: vista la pressione fiscale italiana, non si tratta di un fattore di poco peso!

Compiti dell’amministratore di condominio

L’amministratore deve assolvere a dei compiti ben precisi, se questo non avviene ci possono essere due conseguenze: la revoca del ruolo da parte dell’assemblea oppure la richiesta di un vero e proprio risarcimento dei danni.

Guida per diventare amministratore di condominio

Ma quindi, quali sono i doveri dell’amministratore di condominio? Egli deve innanzitutto stabilire un regolamento condominiale insieme agli abitanti dello stabilimento, dopodiché dovrà accertarsi dell’attuazione e del rispetto di tali norme.
Altro compito di fondamentale importanza riguarda la tutela dei beni comuni. Egli dovrà imporsi in tutte quelle occasioni in cui qualcuno o qualcosa mette a rischio l’incolumità di ogni condomino; dovrà, quindi, sviluppare un forte senso dell’organizzazione.
L’amministratore è, inoltre, responsabile dei contributi assicurativi e della sicurezza degli impianti condominiali.

Uno strumento fondamentale e anche obbligatorio per l’amministratore, sarà dunque il registro condominiale, in cui dovrà essere conservato tutto ciò che riguarda lo stabilimento: regolamenti, verbali, ricevute di pagamento, eccetera.

Conclusioni: conviene diventare amministratore di condominio?

La figura dell’amministratore condominiale, per concludere, può considerarsi ibrida e per questo molto complessa: si tratta di un professionista che deve essere un po’ ragioniere, un po’ avvocato, un po’ geometra e, in certi casi, un po’ arbitro e paciere tra i coinquilini. Duttilità, preparazione e capacità di mediazione, quindi, sono le caratteristiche chiave che un buon amministratore deve possedere per poter svolgere al meglio il proprio lavoro e guadagnarsi la stima dei condomini che gli conferiscono il mandato.





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