Stiamo per Bruciare Miliardi di Dollari con le SPAC: Un’altra Bomba ad Orologeria in Arrivo sui Mercati già in Rosso?

Secondo i dati SPAC Research del Wall Street Journal, circa 300 SPAC devono trovare una società con cui fondersi nei prossimi tre trimestri oppure i loro investitori rischiano di perdere i soldi che hanno investito.

Qual è il problema?

Le SPAC, una vera e propria moda un anno fa, ora sono praticamente considerate come tossiche dagli investitori.

Cosa sono le SPAC?

Piccolo riassunto: la SPAC (Special Purpose Acquisition Company) è un veicolo di investimento costituito da un team di promotori al fine di raccogliere capitali sul mercato attraverso la quotazione in Borsa.

Qui trovi un approfondimento sulle SPAC.

Le SPAC hanno l’obiettivo di fondersi con un’altra società non quotata, rendendola pubblica senza un’offerta pubblica iniziale: i promotori, in pratica, chiedono soldi al mercato per poter incorporare un’azienda già esistente e portarla in Borsa.

Il termine tipico per il compimento di questa fusione è di due anni.

Le SPAC sono state davvero tante durante il mercato rialzista degli ultimi due anni: contiamo infatti ben 92 fusioni SPAC nel 2020 e addirittura 213 nel 2021, dopo appena 26 operazioni svoltesi nel 2019.

Interviene la SEC

Improvvisamente, la scorsa estate è intervenuta la SEC (Securities and Exchange Commission) che ha iniziato ad esaminare attentamente le SPAC e ha persino fatto causa ad alcune di esse, sostenendo che erano in realtà società di investimento o che divulgavano informazioni scadenti. Il settore in questo modo è crollato pesantemente.

All’inizio di questo mese, Goldman Sachs – il secondo più grande sottoscrittore SPAC dell’anno scorso – ha dichiarato che si sarebbe ritirato dagli investimenti con la maggior parte delle SPAC che aveva aiutato a quotarsi dopo che la SEC aveva introdotto regole più severe.

280 SPAC a rischio?

Mentre questo accade, ci sono ancora circa 280 SPAC non vincolate: sono società create durante i giorni di euforia e che devono portare a termine la fusione entro il primo trimestre 2023.

Cosa succede?

Se non rispettano la scadenza, le SPAC dovranno restituire il denaro raccolto agli investitori e rinunciare ai 5-10 milioni di dollari che hanno pagato ad avvocati e revisori dei conti per creare le società di assegni in bianco.

Queste aziende, quindi, stanno cercando dei partner con una certa urgenza.

Le quotazioni in Borsa, ovviamente, ne risentono: il principale ETF che investe in SPAC è in negativo del 30% quest’anno e sta ovviamente sotto performando il mercato; la piattaforma di scommesse DraftKings e la banca online SoFi Technologies sono in calo di oltre il 50%.

Un carro pronto su cui nessuno vuole più salire?

Nel primo trimestre del 2022 ci sono state solo 16 fusioni SPAC. Se questa tendenza dovesse continuare, la maggior parte di queste SPAC tornerebbe a casa a mani vuote.

In più, ci si aspetta che fondatori e investitori perdano almeno 1 miliardo di dollari che hanno investito e non saranno in grado di recuperare.

È una bomba a orologeria“, ha dichiarato al WSJ Matt Simpson di Wealthspring Capital.

Nella loro disperazione, gli analisti temono che alcune SPAC potrebbero fondersi con società deboli e quotarsi in borsa a valutazioni non plausibili per evitare perdite.

-90% in un anno: abbiamo un miliardario in meno?

Denis Sverdlov, il fondatore del produttore di veicoli elettrici Arrival, aveva fatto crescere la sua ricchezza fino ad 11,7 miliardi di dollari un anno fa, quando le azioni della sua azienda sono aumentate vertiginosamente dopo una fusione SPAC.

In realtà, ad esser seri, dovremmo più correttamente dire un ipotetico produttore di veicoli elettrici, poiché Arrival non ha ancora prodotto una singola auto, giusto per dare una dimensione del fenomeno.

Ad ogni modo, da allora le azioni sono diminuite del 90%, la ricchezza personale di Sverdlov è scesa del 94% e, di fatto, non è più un miliardario.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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