Se Muore il Coniuge Chi Eredita? Guida alla Successione Testamentaria

Se muore il coniuge, chi eredita? Nella guida di oggi risponderemo a questa domanda in modo chiaro e diretto, di modo da eliminare qualsiasi dubbio o perplessità. Il tema dell’eredità e della successione è molto ampio e, allo stesso tempo, delicato.

Pertanto, entreremo nei dettagli anche delle relative quote da rispettare. In ogni caso, ci tengo a sottolineare sin da ora che se desideri devolvere una parte del tuo patrimonio ad una o più persone nello specifico, è opportuno che tu prenda in considerazione l’idea di fare testamento.

Questo è l’unico modo per evitare che sia la legge a decidere per te e, soprattutto, per far sì che le tue ultime volontà possano essere rispettate.

Se muore il coniuge chi eredita? I due tipi di successione

Prima di rispondere alla domanda di oggi dobbiamo capire la differenza che intercorre tra la successione legittima e quella testamentaria. Tutto il discorso, infatti, parte proprio da qui. La legge interviene in entrambi i casi, ma in modi differenti, e questa differenza è dettata dalla presenza o meno di un testamento.

Pertanto, nella successione legittima non vi sarà alcun testamento, mentre, al contrario, in quella testamentaria sì. Vediamo dunque chi eredita se muore il coniuge in entrambe le successioni, così da avere una panoramica completa.

Successione legittima

Il primo caso che vedremo è quello della successione legittima, quella in cui il defunto non ha lasciato nessun testamento circa le sue ultime volontà. In questo caso, quindi, si dovrà seguire quanto espresso dall’articolo 565 del Codice Civile:

Nella successione legittima l’eredità si devolve al coniuge(2) [581 c.c.], ai discendenti(3) [566, 567 c.c.], agli ascendenti(3) [569 c.c.], ai collaterali [570 c.c.], agli altri parenti(4) [572 c.c.] e allo Stato(5) [586 c.c.], nell’ordine e secondo le regole stabilite nel presente titolo.

Pertanto, nel caso in cui venga a mancare un genitore, il patrimonio ereditario verrà suddiviso tra i parenti più stretti, a partire dal coniuge e dai figli. Gli ascendenti, i collaterali, gli altri parenti o, in caso di assenza di famigliari lo Stato, entrano in gioco solo qualora il defunto non abbia lasciato coniuge e figli.

Al contrario, ecco come verrà suddiviso il patrimonio:

  • Solo il coniuge: erede universale;
  • Coniuge con un figlio solo: metà patrimonio al coniuge e metà al figlio;
  • Coniuge con due o più figli: 1/3 del patrimonio al coniuge e 2/3 ai figli da dividersi in parti uguali.

Inoltre, bisogna sempre tenere presente che, a prescindere dal tipo di successione, il coniuge rimasto in vita eredita sempre anche i diritti di abitazione. Ma, cosa succede se l’unico genitore rimasto in vita viene a mancare, lasciando quindi solo i figli?

Come forse potrai immaginare, l’eredità viene divisa in parti uguali qualora vi siano più figli, mentre, se parliamo di un figlio solo, egli diventerà erede universale, ereditando l’intero patrimonio dei due genitori defunti.


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Successione testamentaria

La successione testamentaria, invece, si basa anche sulle volontà espresse dal testatore all’interno del testamento. Ho scritto “anche” perché, come dicevo all’inizio, la legge interviene anche in questo caso.

Qui, però, il testatore ha la possibilità di destinare la quota disponibile del suo patrimonio a chi desidera, cosa che, invece, nel caso precedente non è possibile che avvenga. Senza il testamento, infatti, il patrimonio viene suddiviso secondo l’articolo 565 del cc., e non c’è alcuna parte che possa essere destinata ad eredi, parenti o amici diversi da quelli lì citati.

Tuttavia, dal momento che stiamo parlando di tutto ciò che si è costruito o avuto nel corso della propria vita, è sempre raccomandabile fare testamento, e farsi aiutare nella stesura dello stesso.

Grazie al testamento, infatti, potrai utilizzare la quota disponibile come meglio desideri e senza alcun vincolo ma, soprattutto, riuscendo comunque a rispettare quanto richiesto dalla legge. Quest’ultima, nella successione testamentaria si occupa di tutelare i parenti più stretti del parente defunto (coniuge, figli e solo in assenza di figli gli ascendenti), i cosiddetti eredi legittimari.

A loro, dunque, spetta la quota di legittima, nonché una porzione del patrimonio ereditario. Questo significa che se anche le volontà espresse nel testamento indichino diversamente, queste quote dovranno comunque essere destinate ai rispettivi eredi.

Ecco perché ti dicevo che è sempre un’ottima idea farsi aiutare a scrivere il testamento: le quote di legittima devono essere tassativamente rispettate e, in caso contrario, il testamento potrà essere impugnato dagli eredi lesi.

Ad ogni modo, ecco come verrebbe diviso il patrimonio ereditario se venisse a mancare il coniuge:

  • Un solo figlio: 50% del patrimonio e 50% quota disponibile;
  • Due o più figli: 2/3 del patrimonio e 1/3 come quota legittima;
  • Genitori: 1/3 del patrimonio e 2/3 come quota disponibile.

Come vedi lo scenario cambia ed avendo la possibilità di decidere sul destino della quota disponibile conviene sempre redigere un testamento per mettere nero su bianco le proprie volontà.


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Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.
Categorie: Successione

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