Milionario in 90 Giorni Partendo da Zero: La Ricetta

Raramente mi faccio attirare dalle serie TV, ma di recente ne ho trovata una che in Italia quasi nessuno conosce: si chiama Undercover Billionaire ed è prodotta da Discovery Channel.

In questa serie i produttori si mettono in contatto con dei miliardari. Se accettano di partecipare al programma, si troveranno di fronte a questa sfida: diventare milionario partendo da zero. Vengono trasferiti in una nuova città, spesso un posto sperduto nel mezzo degli Stati Uniti, con i seguenti strumenti a disposizione:

  • Un vecchio pick-up
  • 100$
  • Un telefono

Per farlo hanno 90 giorni. Non possono usare nessuno dei loro contatti, non possono svelare la loro identità, e alla fine dei tre mesi un comitato di auditor analizza il loro patrimonio per capire se valga o meno almeno un milione di dollari.

L’obiettivo: dimostrare che il sogno americano è ancora vivo.

Indubbiamente, come in tutte le serie TV americane, ci sono dietro romanzature più o meno evidenti che contribuiscono allo show business. Detto questo, è estremamente interessante vedere come queste persone usino i principi che conoscono sulla ricchezza per vincere – nella maggior parte dei casi – la sfida che hanno di fronte.

Tanto per cominciare praticamente nessuno ha iniziato cercando un lavoro. Nemmeno per tamponare la situazione mentre avevano soltanto 100$. Piuttosto hanno dormito nel pick-up o hanno cercato alloggi di fortuna mentre cercavano un modo di costruire un’azienda.

Quello su cui tutti si sono concentrati fin dall’inizio sono state le connessioni.

Cercare di conoscere uomini e donne d’affari della città in cui sono finiti, per convincerli a investire in qualunque fosse la loro idea. Lo hanno fatto partecipando a eventi, parlando con i proprietari delle attività commerciali in cui si recavano in veste di clienti, ma soprattutto cercando di fare breccia nei contatti del loro primo contatto.

Espandendo la rete partendo da una sola persona.

Una volta trovati i contatti, hanno trovato gli investitori.

Con gli investitori hanno perseguito diversi tipi di opportunità. Qualcuno di loro ha deciso di rilevare delle aziende che rendevano meno rispetto al loro potenziale, qualcun altro ha puntato sul compra-ristruttura-vendi nel mercato immobiliare, Grant Cardone ha fondato un’agenzia di marketing e ha personalmente bussato alla porta di ogni business della città per vendere pacchetti di comunicazione online da 5.000$ ciascuno. Curiosamente è quello che ha fatto meglio, con un’azienda valutata a 5.5 milioni di dollari alla fine dei 90 giorni.

La cosa che mi ha colpito di più è quante porte in faccia abbiano preso prima di connettersi con le persone importanti di cui avevano bisogno.

“Posso parlarti un secondo?”

“No”

“Possiamo parlarne davanti a un pranzo?”

“No”

“Ho questa brillante idea di investimento”

“Non mi interessa”

Più o meno il 75% del tempo della serie TV è occupato dai protagonisti che cercano di muovere le acque, ricevendo picche come risposta.

Il miliardario medio può andare a proporre a un concessionario di migliorare le sue tecniche di vendita e ricevere un “no” come risposta, uscire dal concessionario sorridente e andare dalla prossima persona a cercare la prossima opportunità.

L’investitore medio, invece, non accetta un piccolo “no” dai mercati finanziari.

Vende, ha paura, è nervoso, perde la sfida con i suoi nervi. Per una piccola flessione, per un -X% dove “X” è un numero insignificante.

Ed è questo che segna, indubbiamente, il confine tra chi perde anche quando investe negli strumenti giusti e chi vince anche quando investe negli strumenti sbagliati.

Ed è la mentalità che viene trasmessa ai giovani, che a loro volta hanno paura del “no”. Sono sicuro che il 99% delle persone che vanno all’Università non abbia la minima idea del valore delle connessioni e abbia troppo paura di ricevere un “no” come risposta per entrare in contatto con persone che potrebbero cambiare la loro vita.

Fregarsene del rifiuto nel breve termine in nome del successo di lungo termine è la chiave.

Costruire connessioni di valore, essere pazienti, non farsi scoraggiare dagli ostacoli che si incontrano lungo il percorso.

Sono concetti semplici, ma a quanto pare sono la ricetta del successo di alcune delle persone più ricche della nazione più ricca al mondo.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

1 Commento

Giacomo · 22 Ottobre 2022 alle 15:43

Concordo pienamente sul fatto che il networking sia fondamentale, se si vuole crescere in fretta.
Io all’inizio ero titubante e pensavo che ce l’avrei fatta facendo tutto da solo.
Quando però ho iniziato a vivere sulla mia pelle le potenzialità del “viaggiare in compagnia”, non ho più smesso! Anzi, cerco continuamente di espandere le mie conoscenze.

Anche perché, oltre che a raggiungere molto più velocemente i propri obiettivi, c’è un continuo scambio di idee all’interno del gruppo.
E questo non ha valore!

Giacomo

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