Quanto Guadagna un Commercialista? Prospettive di Carriera e Stipendi Medi in Italia

Abbiamo già parlato sulle nostre pagine dell’iter (lungo) per diventare commercialisti abilitati nel nostro paese. Ma a fronte di un percorso di studi piuttosto impegnativo, è più che legittimo chiedersi quali siano gli emolumenti che si riescono a percepire.

Quanto guadagna un commercialista? Quanto è possibile fatturare e poi mettersi in tasca nel caso in cui si dovesse scegliere questa carriera? È vero, come vorrebbe la vulgata comune, che guadagnano molto anche in relazione agli altri liberi professionisti? Lo vedremo insieme nel corso di questa guida. Continua a leggere.

Non esiste una singola carriera da commercialista

Prima di addentrarci nello specifico della questione, ovvero prima di andare ad analizzare i possibili guadagni di un commercialista, è bene ricordare che esistono commercialisti che pur condividendo, almeno in parte, la formazione, svolgono lavori molto diversi:

  • il commercialista generico con partita IVA: è un professionista che si occupa in genere dell’amministrazione fiscale ordinaria di piccole e medie imprese; è la forma di professione più comune per questa categoria ed è soggetta alle regole di mercato, nel senso che non si percepisce uno stipendio, ma si porta a casa quello che si riesce a fatturare;
  • il commercialista assunto in uno studio non suo: in questo caso percepisce uno stipendio e lavora per una piccola impresa di professionisti, con tutto quanto può concernere gli avanzamenti di carriera e la tipologia di trattamento economico;
  • il commercialista interno alle aziende: è una figura altamente specializzata in alcuni aspetti della fiscalità e si preoccupa di svolgere operazioni anche complesse; anche in questo caso gli emolumenti possono essere molto variabili, in relazione all’ambito della specializzazione:
  • commercialista impiegato nella pubblica amministrazione: non solo Agenzia delle Entrate, ma dipartimenti locali, aziende a gestione e proprietà pubblica e ministeri – anche in ambito pubblico ci sono molte possibilità di impiego per la figura professionale del commercialista.

A seconda dunque del contesto lavorativo e della specializzazione la carriera del commercialista può seguire strade molto diverse, strade che finiscono per incidere in modo sostanziale anche sulla remunerazione.

Quanto guadagna un commercialista con partita IVA?

Un commercialista con partita IVA ha guadagni che sono esclusivamente costituiti dal fatturato. Questo vuol dire che pur all’interno della stessa categoria professionale e con mansioni che sono pressoché identiche si possono guadagnare cifre molto diverse.

Prima di parlare di medie sul territorio nazionale è bene inoltre ricordare che:

  • al nord tendenzialmente si guadagna di più, dato che i prezzi medi per prestazione sono più alti; crescono però anche le spese, sia per l’eventuale personale , sia per l’affitto di immobili;
  • le medie sono poco indicative, perché una media di 50.000 euro può voler benissimo dire che un professionista guadagna 100.000 euro e l’altro invece non guadagna nulla
  • i redditi dei commercialisti, un po’ come avviene in tutte le categorie, tendono a salire con gli anni di anzianità.

Possiamo dire, alla luce di quanto appena descritto, che:

  • un commercialista appena avviato che abbia comunque un discreto giro di clienti non ha grossi problemi a mettersi in tasca circa 1.500 euro netti al mese;
  • un commercialista molto affermato può arrivare ad intascare anche 3.000 euro netti al mese;
  • un commercialista di grandissima fama e che abbia i clienti giusti può anche raggiungere i 5.000 euro mensili.

Si tratta di una forbice di guadagni molto ampia, che è determinata da diversi fattori e che può rendere quella del commercialista tanto una professione “normale”, quanto una professione invece dal reddito estremamente alto.

Quanto guadagna un commercialista assunto presso uno studio

Il discorso si fa particolarmente diverso quando parliamo invece di commercialisti che sono assunti presso studi e che dunque non ne hanno la titolarità.

In questo caso infatti si percepisce uno stipendio, anch’esso variabile, ma sicuramente in misura minore rispetto al fatturato di un libero professionista.

In questo caso gli emolumenti partono dai 1.200 euro netti al mese, per 13 o 14 mensilità, che possono salire in relazione all’anzianità e alla mansione ricoperta.

Difficilmente comunque, a meno di essere professionisti di spessore assunti in grandi studi, si possono superare i 1.800 euro netti sempre su base mensile per 13 mensilità.

Quanto guadagna un commercialista assunto presso una grande azienda

Un commercialista assunto presso una grande azienda può avere livelli di emolumenti molto diversi tra loro.

Questo perché le grandi aziende possono impiegare sia commercialisti alle prime armi, con stipendi che non differiscono molto da quelli che vengono corrisposti nel caso dei neo-assunti presso gli studi, sia professionisti di grande spessore (e con talenti e conoscenze non comuni sul mercato), con stipendi che possono invece diventare molto importanti.

Per chi sta iniziando la professione e trova impiego in una grande azienda in qualità di commercialista si parte in genere da circa 1.300 euro mensili per 14 mensilità – parliamo di stipendi netti. La quantità di denaro che abbiamo indicato deve essere dimezzata per chi si trova a lavorare part-time.

Nel caso di specialisti in aspetti specifici della fiscalità, gli emolumenti possono salire in modo sostanziale e permettere di portare a casa anche 4-5 volte lo stipendio che abbiamo riportato poco sopra.

Ci sono poi i cosiddetti top player, ovvero quei commercialisti che possono portare ad aziende con esigenze particolari un set di conoscenze molto particolare, set che diventa estremamente interessante per specifiche aziende sul mercato e che può portare a ricevere stipendi estremamente fuori mercato.

Conviene tentare la carriera da commercialista?

Come dovrebbe essere chiaro, giunti a questo punto della trattazione, parlare di commercialista come se si trattasse di una figura professionale unica non ha molto senso.

Da un lato abbiamo i commercialisti liberi professionisti, che per tutto il tempo durante il quale si troveranno a costruire una realtà professionale conosciuta e riconosciuta, non percepiranno redditi importanti.

Dall’altro lato abbiamo invece specialisti che lavorano presso aziende grandi e piccole, che possono incarnare sia delle figure professionali specifiche, sia invece delle figure molto generiche. Anche in questo caso i livelli reddituali possono essere molto diversi.

A soffrire comunque, dati alla mano, sono i giovani che intraprendono la professione senza avere una solida realtà professionale (magari ereditata da genitori o parenti) e che devono battersi in un mercato dove ci sono anche altri soggetti meno qualificati che possono svolgere, almeno in parte, le mansioni che un tempo erano esclusiva prerogativa dei commercialisti.

Il discorso della convenienza si fa dunque molto difficile: dipende sia dalla bravura del professionista sia da condizioni di mercato che però, almeno nel presente e con ogni probabilità nel futuro prossimo, non saranno ottimali per chi vorrà dare il via alla propria attività.

In crescita invece gli impieghi presso i grandi gruppi, anche di consulenza, possibilità che sono però in genere più frequenti nelle grandi città.

Al netto delle difficoltà, che hanno colpito comunque il mondo del lavoro in generale in Italia, quella del commercialista continua ad essere una delle professioni meglio remunerate, al netto degli anni di studio necessari e una di quelle che, per necessità legale, continueranno ad essere richieste dai mercati.

Senza commercialisti, dati i gravami fiscali per le imprese del nostro Paese, non si possono esercitare attività commerciali di alcun tipo.

Dunque, ti interessa diventare commercialista? Ecco allora la guida sugli studi e le pratiche da sbrigare per avviare uno studio! Buona lettura!

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Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 


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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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