Questa BOMBA Sta DISTRUGGENDO i Tuoi Investimenti (E Cosa DEVI Fare…)

In Italia sta accadendo qualcosa di enorme: un fenomeno che, per dimensioni, probabilmente non abbiamo mai visto nella storia recente.

Nei prossimi anni passeranno di mano miliardi di euro attraverso le eredità: case, conti correnti, investimenti, immobili, attività di famiglia.

A prima vista sembra una splendida notizia.

In fondo, chi non vorrebbe ricevere un patrimonio costruito con il sacrificio dei propri genitori?

Eppure c’è un problema di cui si parla pochissimo.

Molte persone stanno aspettando un’eredità senza essere minimamente preparate a gestirla.

E, ancora peggio, la stanno già dando per scontata.

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto la lettera di Salvatore, 36 anni.

Vive a Milano, ha un lavoro stabile, un mutuo e circa 50.000 euro investiti nella stessa banca dei suoi genitori.

Sa che un giorno erediterà il patrimonio della famiglia.

O almeno, pensa di sapere quanto potrebbe ricevere, e il punto è proprio questo. Lo immagina, ma non lo conosce.

Nella sua famiglia, come accade in tantissime altre famiglie italiane, di soldi non si parla praticamente mai.

Sa che i genitori hanno una casa.

Pensa che abbiano qualche investimento.

Immagina una certa cifra.

Ma sono tutte ipotesi.

Ed è incredibile pensare che, spesso, persone che riceveranno patrimoni anche importanti non abbiano mai affrontato una conversazione seria con i propri genitori su come quei soldi siano investiti, quali siano gli obiettivi della famiglia e quali potrebbero essere le difficoltà future.

L’eredità non inizia quando i genitori non ci sono più

C’è un’altra riflessione che secondo me è ancora più interessante, perché molti pensano all’eredità come a qualcosa che arriverà tra venti o trent’anni.

Ma spesso non è così: l’eredità, in molti casi, è già iniziata.

Salvatore vive in una casa acquistata anche grazie ai 120.000 euro messi dai suoi genitori.

Ha potuto costruire la sua vita partendo da una situazione molto diversa rispetto a quella di tanti suoi coetanei.

Quello è già patrimonio familiare che è stato trasferito.

Solo che tendiamo a chiamarlo “aiuto”.

In realtà è già una parte dell’eredità.

L’errore più grande? Fare i conti senza la vecchiaia

C’è poi un aspetto che quasi nessuno considera quando fantastica su quello che riceverà.

I genitori, fortunatamente, vivranno ancora tanti anni.

E ci auguriamo che stiano bene il più a lungo possibile.

Ma la realtà è che l’ultima fase della vita può essere molto costosa, perché bisogna considerare una badante, una RSA, l’assistenza sanitaria e le spese impreviste.

Sono costi che possono assorbire centinaia di migliaia di euro.

Per questo motivo fare oggi i conti sull’eredità come se il patrimonio rimanesse immobile fino al giorno del passaggio generazionale è un errore enorme.

Anzi.

Molte persone rischiano di sopravvalutare ciò che riceveranno.

E questo porta a costruire aspettative completamente scollegate dalla realtà.

La vera domanda non è “quanto erediterò?”

La domanda giusta è un’altra.

Se domani ti trovassi a gestire 300.000, 500.000 o un milione di euro…

Sapresti davvero cosa fare?

Perché ricevere un patrimonio non significa automaticamente saperlo conservare.

Lo vediamo continuamente.

Capitali costruiti in una vita vengono gestiti male nel giro di pochi anni.

Non per cattiva volontà, ma perché nessuno ha mai insegnato come farlo.

Ed è proprio qui che entra in gioco un principio molto semplice.

Se oggi non sai gestire 50.000 euro, difficilmente saprai gestirne 500.000.

Anzi, il rischio di commettere errori sarà ancora più alto: per questo il patrimonio che hai già oggi rappresenta la tua palestra.

È lì che impari a prendere decisioni.

È lì che fai esperienza.

È lì che costruisci il metodo che un giorno ti permetterà di gestire somme molto più importanti senza farti travolgere dall’emotività.

Nelle famiglie italiane manca soprattutto il dialogo

C’è infine un tema culturale, perchè In Italia continuiamo a considerare il denaro quasi un argomento proibito.

I genitori spesso non raccontano ai figli come hanno investito e i figli, per educazione o per imbarazzo, non fanno domande.

Il risultato è che il patrimonio passa di mano senza che chi lo riceve abbia davvero capito come è stato costruito e, soprattutto, come dovrebbe essere gestito.

Parlare di soldi in famiglia non significa fare i conti in tasca a qualcuno.

Significa prepararsi e condividere responsabilità.

Evitare che anni di sacrifici vengano vanificati da decisioni prese sull’onda dell’emotività o della disinformazione. In fondo, la ricchezza non si misura soltanto da quello che si riceve.

Si misura soprattutto dalla capacità di conservarla, farla crescere e trasferirla, a propria volta, a chi verrà dopo.

E questa capacità non arriva con un bonifico o con una successione.

Si costruisce molto prima.

Prima di salutarti ti lascio queste risorse che potrebbero esserti utili:

Ti auguro un buon proseguimento qui su Affari Miei!


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019) e "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023).
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