Come Aprire un Panificio: Si Può Fare Senza Soldi? Conviene?

Il panettiere è uno dei mestieri più antichi al mondo ed è una vera e propria arte. Sono tanti che si chiedono come aprire un panificio e soprattutto se conviene intraprendere questo tipo di business.

Bisogna valutare, infatti, attentamente i costi e cosa serve per partire con la nuova attività, osservando gli aspetti burocratici da seguire e le prospettive future riservate per questo tipo di professione.

E’ possibile farlo senza esperienza? Si può avviare un panificio senza soldi? Da un punto di vista legale si anche se, essendo un lavoro essenzialmente artigianale, si consiglia di imparare bene il mestiere lavorando magari presso un’altra panetteria, acquisendo dal fornaio tutti i trucchi del mestiere.

Step numero uno: burocrazia

Partiamo dalla burocrazia. Per aprire un panificio occorrono sostanzialmente le solite pratiche che servono per avviare una qualsiasi azienda: comunicazione alla Camera di Commercio, ottenere i permessi vari dall’Asl competente per il territorio e dai Vigili del Fuoco, sostenere e completare il corso Hccp.

E’ necessario, poi, aprire le posizioni Inps e Inail dei dipendenti e, ovviamente, aprire partita Iva. La guida appena linkata, sotto questo punto di vista, può esservi di aiuto per farvi un’idea di quanto dovrete spendere annualmente per gestire solo gli aspetti fiscali.

Step numero due: come avviare l’attività nella pratica 

Le strade che si aprono sono due: rilevare un’attività esistente oppure aprire una panetteria ex novo.

Nel primo caso bisogna capire perché chi la cede vuole vendere: date, quindi, uno sguardo al fatturato, cercate di capire se il business è in calo (per esempio: è aumentata la concorrenza) e se l’impresa può essere riadattata, trasformata o innovata.

Nel secondo caso, invece, occorre aprire un panificio partendo da zero e quindi ci sono più cose da fare: trovare un locale, installare i macchinari ed individuare un negozio da utilizzare come punto vendita.

L’analisi di mercato qui deve essere più attenta: è indispensabile valutare se ci sono attività simili, se sono forti ed eventualmente se è possibile inserirsi ed essere competitivi.

In entrambe le ipotesi può valere un consiglio generale: siate innovativi, cercate di creare qualcosa di nuovo che vada ad arricchire l’attività così come staticamente concepita.

In alcune città si sono diffusi i panifici-pastifici che producono anche pasta, oppure i bar-panifici che permettono ai clienti di consumare caffè o prodotti di pasticceria: in questo caso vale la pena di puntare su un panettiere molto qualificato se non lo è chi intende avviare l’impresa.


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Quanto costa aprire un panificio?

Passiamo ora ad un ragionamento generale sull’aspetto dei costi per avviare una panetteria: nel caso in cui andiate a rilevare un’impresa esistente, il prezzo che viene chiesto dal venditore va valutato attentamente.

Se dovesse apparire troppo basso, è chiaro che molto probabilmente sta cercando di sbarazzarsi della sua attività, o perché indebitato o perché non la ritiene più produttiva.

In quel caso bisogna considerare se c’è davvero la possibilità di svilupparla e farla crescere oppure se è una battaglia persa.

Nell’ipotesi di avvio ex novo, i costi variano a seconda dei macchinari che acquistate: vale la pena cercarli sul mercato dell’usato dove, soprattutto di questi tempi, si possono fare buoni affari.

Il canone di locazione, chiaramente, è variabile e non è quantificabile a priori: è chiaro che la rivendita necessita di una posizione centrale mentre il laboratorio, se non è incorporato alla rivendita, può essere ubicato anche in un posto più lontano dal centro cittadino, con un costo mensile più basso.

Si può avviare una panetteria senza soldi?

Avviare una panetteria ha dei costi, inutile girarci intorno: chiaramente essi variano a seconda del posto, dei macchinari che si utilizzano, della scelta di partire da zero o rilevare un’attività esistente.

Abbiamo già visto, però, nel post dedicato all’apertura di un bar a costo zero che, seppur stretta, la strada del low cost è possibile. E il discorso esposto in quella sede può, con ogni probabilità, calzare a pennello anche per l’ipotesi che stiamo esaminando adesso.

Avviare una panetteria senza investire denaro o comunque spendendo poco non elude in ogni caso i costi di gestione: eventuale canone di locazione, utenze, contributi previdenziali e tasse varie non potranno mai essere eliminati.

Con una serie di accortezze, però, è possibile risparmiare nell’apertura della nuova attività:

  • svolgere autonomamente i lavori: generalmente quando ci si immette in un locale sono necessari dei lavori. Farli da sé senza incaricare una ditta può tornare utile per spendere meno, pagando solamente le materie prime;
  • acquistare macchinari usati: è una brutta cosa, molte attività stanno chiudendo. I proprietari potrebbero avere esigenza di sbarazzarsi delle attrezzature e monetizzare. Talvolta con prezzi stracciati si trovano macchinari validi e funzionanti: uno sguardo su siti di annunci come Subito.it può servire per farsi un’idea;
  • fare un accordo con un socio di capitali: in questo caso sarebbe lui a tirar fuori il denaro mentre all’imprenditore spetterà il lavoro. Magari un amico che ha già un impiego potrebbe avere un gruzzolo da investire;
  • rilevare un panificio già esistente: può capitare che la panetteria del vostro quartiere voglia chiudere. Comprare un forno ha dei costi ma in alcune situazioni è possibile giungere ad un accordo con l’alienante, specie se le condizioni di mercato non sono favorevolissime. Questi potrebbe accettare il versamento di un canone di gestione con il patto, per esempio, che gli si può restituire l’attività in caso di mancato pagamento. Bisogna in questo caso fare un’analisi attenta e capire se l’attività in vendita sia rilanciabile oppure no.

Conviene aprire un panificio senza investire soldi?

Come abbiamo visto è molto difficile ma non impossibile.

Sulla convenienza il discorso è più ampio: se l’attività è in grado di generare ricchezza è senz’altro un affare che aiuta a rientrare dall’esborso in tempi assai più rapidi.

Ma l’elisir del successo non esiste e la praticabilità di un’ipotesi è il frutto di una valutazione personale e contestualizzata.

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Ulteriori risorse utili

Abbiamo visto in questo articolo i principali fatti salienti legati all’apertura di questo tipo di attività.

Prima di salutarci, come sempre, rimandiamo ad una serie di approfondimenti presenti sul blog che potrebbero interessarvi se il vostro desiderio è quello di mettervi in proprio:

Lo staff di Affari Miei vi augura buona lettura!

mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 


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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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