Come Aprire un Allevamento di Lumache: Costi e Guadagni dell’Elicicoltura

Aprire un allevamento di lumache non è un’attività molto in voga in Italia anzi, per molti, è qualcosa a cui non si è mai pensato di fare. Eppure, che ci crediate o meno, l’elicicoltura (allevamento di lumache) è un campo che è in forte crescita e rappresenta una valida idea imprenditoriale.

Avviare quest’attività può essere fonte di un ottimo guadagno visti gli sviluppi delle medicine naturali che considerano le lumache di terra e di mare un alimento con caratteristiche nutrizionali molto benefiche.

In più sappiamo tutti che è una prelibatezza gastronomica molto diffusa in Paesi come la Francia: le famose “escargot” che vediamo spesso ordinare in un ristorante francese o semplicemente ci è capitato di vedere qualche film ambientato ad esempio a Parigi.

Dunque, aprire un allevamento di lumache può essere un ottimo investimento per chi sogna di mettersi in proprio.

Non sono richieste particolari conoscenze (ciò non vuol dire che non dobbiate lavorare per crescere ed imparare il mestiere!) ed è un’attività che può assicurare dei buoni guadagni (occhio: buoni guadagni non vuol dire fare soldi subito!).

In questa guida, dunque, esamineremo le potenzialità di questo tipo di allevamento, cercando di capire se è un’attività redditizia e se vale la pena avviarla.

Possiamo dire, come anticipato, tale settore è in forte espansione, sia per l’aumento dei consumi di questo prodotto in tutto il mondo, sia per il fatto che siamo proprio noi italiani a soddisfare la domanda nazionale, surclassando in maniera crescente le importazioni, che invece non stanno aumentando.

Un altro vantaggio di questa attività, oltre all’ottima risposta da parte dei consumatori nostri compaesani, è da ricercarsi nel fatto che si tratta di un impiego il quale può essere svolto (anche soltanto per i primi tempi), come secondo lavoro, permettendo di continuare a lavorare in un altro settore, senza rinunciare alle entrate, che all’inizio potrebbero essere scarse.

In ogni caso, se l’investimento iniziale di questa attività imprenditoriale vi può spaventare, sappiate che in realtà è possibile iniziare  con allevamenti di lumache di piccole dimensioni, per investimenti di poche centinaia di euro.

Ovviamente l’attività va ingrandita, perché diventi il nostro reale lavoro, oppure andrà considerata come lavoro secondario.

Nonostante la facilità e lo scarso investimento che si può impiegare,  non bisogna sottovalutare l’operazione che ci si appresta a compiere: creare un’impresa richiede la giusta organizzazione, metodo e studi di settore che possano permettere all’imprenditore di avere successo.

Il mercato dell’elicicoltura

Per prima cosa bisogna conoscere il mercato  in cui ci si appresta ad inserirci: il trend di quello che stiamo esaminando è sembra davvero rassicurante e stimolante, anche perché l’Italia, sebbene non consumi quanto Spagna e Francia le escargot, sta iniziando a consumarne sempre di più, anche per il fatto che i gasteropodi hanno una carne meno grassa rispetto ad altri alimenti e quindi sono più sani.

Inoltre la crisi degli ultimi anni non sembra avere colpito la vendita delle lumache, che hanno molto successo sia vendute vive che surgelate e conservate.

Altro vantaggio che emerge dai dati è che un imprenditore riesce a guadagnare oltre al doppio della cifra che ha investito in partenza, sebbene ovviamente sia necessaria la già citata organizzazione e strategia.

Questo implica capire chi rappresenta la concorrenza e chi la potenziale clientela. Continuiamo la nostra analisi!

I clienti: chi sono?

Vediamo subito a chi è possibile vendere questo genere di prodotto alimentare, ossia il target di riferimento.

Fondamentalmente gli acquirenti sono sia i consumatori diretti, che comprano al dettaglio, sia le bancarelle dei mercati contadini, bancarelle pescivendole e altri allevatori, sia i locali e i ristoranti che vogliono produrre piatti a base di lumache.

Non dimentichiamo, infine, i grandi rivenditori all’ingrosso e, soprattutto, le case farmaceutiche e cosmetiche, che sempre più si stanno interessando alla bava di lumaca per creare prodotti anti-age e lenitivi per i problemi di tosse e non solo.

La concorrenza

Dopo aver visto qual è il target a cui possiamo proporre i nostri prodotti, vediamo con chi si deve battagliare per accaparrarsi la preferenza dei consumatori.

A destare “preoccupazioni” sono gli altri allevatori di lumache, gli importatori esteri e coloro che raccolgono le lumache in natura (ossia i raccoglitori liberi).

Gli altri allevatori si trovano in gran parte al nord del paese, mentre le altre regioni vedono un minor numero di concorrenti.

Ciò nonostante c’è da dire che bisogna (ma questo vale per tutte le attività) sempre guardare la propria Regione di riferimento e, più nello specifico, la zona in cui si inserisce la nostra realtà, poiché sarà questa a influenzarci direttamente e quindi non bisogna accontentarsi di statistiche generiche, ma di studi ed analisi precisi che possano aiutarci ad agire in maniera ponderata e proficua.

Per quanto riguarda invece i competitor che si trovano all’estero, essi possono rappresentare un problema a causa del prezzo, spesso più basso: infatti spesso le specie importate sono più economiche, poiché il lavoro potrebbe avere di per sé un prezzo più vantaggioso, ma anche perché spesso non si tratta di lumache d’allevamento, ma prese in natura da liberi raccoglitori.

E sono proprio questi ultimi a rappresentare un ostacolo: è difficile avere dati in tal senso, poiché, come si capisce facilmente, si tratta di soggetti che non sottostanno ai controlli del fisco. Solo la clientela abituale di ogni zona potrebbe (e non è sicuro) essere in possesso di qualche informazione in tal senso.

Dopo questa doverosa analisi, ora passiamo ad esaminare il ciclo produttivo e le modalità di allevamento delle lumache.

Allevare lumache: quale strumentazione occorre?

Naturalmente per poter diventare elicicoltori è necessario munirsi dell’apposita attrezzatura, per un costo inziale molto variabile a seconda della struttura che si pensa di dare alla propria impresa, come abbiamo anticipato.

Infatti le attrezzature e gli arredi cambiano a seconda dell’ambiente in cui il tutto si va ad inserire: locali in muratura o container?

Inoltre l’eventuale insegna avrà dei costi (sia di creazione che di permessi di affissione a seconda che si tratti di un’insegna fissa o removibile), la presenza di eventuali impianti irrigativi, il motocoltivatore o un trattore, frese e zappe o motozappe, vangatrici e così via: i costi aumentano se si prediligono efficienti strumenti meccanizzatati, fondamentali se l’allevamento è di medie o grandi dimensioni.

Occorrono poi le scatole per ogni fase del ciclo produttivo delle lumache, dal semplice trasporto allo spurgo e la raccolta, senza contare le recinzioni e le barriere adatte a limitare i propri “campi”, sia per non far fuggire le lumache, sia per tenere lontani predatori naturali delle stesse, dalle talpe agli uccelli.

Infine ogni impresa che si rispetti e che abbia interesse a vendere necessita di cellulari e  software gestionali, bilance e registratore di cassa.

Oltre alle attrezzature sopracitate che, abbiamo visto, variano a seconda delle dimensioni dell’azienda, è necessario informarsi sui costi delle materie prime che servono, a partire dalle chiocciole riproduttrici (circa 20/ 25 soggetti ogni mq, che sono da acquistare soltanto al momento dell’avvio (dopodiché se n’è naturalmente forniti!), i mangimi e i concimi e disinfestanti, che, attenzione, vanno scelti con cura per tenere il nostro “ecosistema” sano, senza che le sostanze chimiche ledano alle lumache.

Dove avviare un allevamento? L’ubicazione dell’attività

La scelta del terreno, indipendentemente dalle dimensioni, è importante: esso deve essere scelto con cura, valutando fattori come l’umidità, l’esposizione alla luce solare, oltre che la pendenza e la composizione chimica del terriccio.

Esso, infatti, per consentirci di avviare un allevamento di successo, deve essere umido ma ben drenato, e pianeggiante e esposto al sole (senza che manchi l’ombra necessaria ai gasteropodi).

La composizione del terriccio, invece, deve garantire terreni basici, ricchi di carbonato di calcio, ma tenete presente che la specie della lumaca condiziona le percentuali di Sali minerali e sostanze richieste nel terreno.

Come allevare le lumache?

Una volta che abbiamo scelto dove e come allevare le nostre chiocciole e che abbiamo capito cosa mangiano e di cosa hanno bisogno per vivere, oltre che di quali attrezzature necessitiamo, possiamo iniziare a concentrarci sull’aspetto più pratico, esaminando le fasi dell’allevamento delle lumachine.

Esse sono tre fasi:  la raccolta, la spurgatura e il confezionamento.

La prima fase consiste nel prelievo degli animali dal capo allestito e protetto, manualmente o usando materiali che servono per far sì che le chiocciole vi si attacchino (come figli di sughero).  È una procedura delicata e che va eseguita con meticolosa cura per non danneggiare il guscio o il fragile corpo della lumaca.

Il periodo migliore di raccolta è quello che va da aprile a settembre/ottobre oppure a marzo e ottobre o novembre, se si segue il cosiddetto metodo Madonita a due cicli.

La seconda fase è quella dello spurgo: gli animali si inseriscono dentro apposite casse per un periodo minimo di 10 giorni, durante i quali non vengono più nutrite, per garantire la totale pulizia del corpo.

Tale fase serve anche per scartare le lumache eccessivamente piccole o umide, selezionando gli esemplari  migliori, i quali vanno ora inseriti in ambienti freschi e arieggiati, o in apposite celle frigorifere ad una temperatura non superiore ai 6°C.

Infine si passa al momento del confezionamento delle lumache, in casse di legno o cartone cerato o in sacchi di rafia, reti o cassette di plastica.

Non dimentichiamo che le lumache possono essere allevate anche per la loro bava e per il caviale, che ovviamente prevedono modalità di raccolta differente: sono le stesse aziende cosmetiche che si occupano di estrarre la bava di lumaca, lumache che vengono richieste in condizioni ottimali e ovviamente vive (è bene informarsi sui siti delle aziende interessate per le modalità di consegna).

Per quanto riguarda il caviale di lumaca, esso va raccolto a mano e con delicatezza, per questo il prezzo del prodotto è alto, in linea con ogni caviale che si rispetti.

Investimento per avviare un allevamento di lumache

Prendendo in considerazione l’idea di essere imprenditori in un terreno di 5000 metri quadrati lordi:

  • abbiamo bisogno di 6000 euro per la recinzione sia interna che esterna;
  • circa 1000 euro per i prodotti contro i predatori quindi derattizzanti e disinfettanti;
  • circa 5000 euro per 24 mila chiocciole per poter iniziare l’allevamento;
  • 600 euro per i materiali per la semina.

Infine, bisogna essere iscritti al Registro delle Imprese agricole in Camera di commercio; essere in possesso di Partita Iva; l’iscrizione all’Inps e all’Inail e la Valutazione del rischio L.626/1994.

Molte regioni italiane, per incentivare l’allevamento di lumache, hanno messo a disposizione aiuti pubblici, pertanto è consigliabile informarsi sui portali istituzionali o attraverso la consulenza di un professionista specializzato nell’intercettazione di risorse comunitarie e nazionali.

Quanto guadagna un allevatore di lumache? 

Infine, concludiamo la nostra guida cercando di capire quanto guadagnare con l’allevamento di lumache: in linea teorica, il guadagno dell’elicicoltura è alto, sebbene comunque soggetto a rischi.

In ogni caso, se si studia bene una strategia imprenditoriale, i prezzi delle lumache possono oscillare tra i 2 e i 7 euro al Kg a seconda del periodo e della stagione.

Naturalmente abbiamo fatto cenno alla bava di lumaca per le aziende farmaceutiche e cosmetiche: in questi casi  il prezzo sale: ogni  5 Kg di lumache si può ipotizzare un’estrazione di circa 1 litro di bava che, a seconda degli acquirenti, che può avere un prezzo tra i 50 e i 250 euro.

Per quanto riguarda il caviale, in ogni vasetto di caviale da 50 grammi troviamo solitamente in commercio circa 500 uova e ciascun vasetto può essere venduto tra i 50 e i 100 euro.

Allevare lumache conviene?

Abbiamo visto che questo genere di idea imprenditoriale può essere davvero molto redditizio e può comportare investimenti iniziali bassi, tipici di un secondo lavoro, con il vantaggio che l’ingrandimento dell’azienda può avvenire gradualmente man man che l’azienda si amplia.

E’ tuttavia possibile iniziare a lavorare “in grande”, ma che si scelga una strada o un’altra, è bene organizzare ed elaborare un business plan accurato, che tenga conto dei fattori di produzione e allevamento del prodotto: il terreno, le attrezzature  e tutto ciò che può influire sulla buona riuscita dell’attività vanno analizzati e studiati con cura, come noi di Affari Miei  consigliamo sempre di fare quando si decide di gettarsi a capofitto in una nuova attività.

Elaborando una strategia preventiva siamo sicuri che la vostra attività di elicicoltura non potrà che essere un successo! In bocca al lupo!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
Affari-Miei
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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