Trading Online, Cos’è e Come Funziona: Come Investire al Meglio Senza Fregature

Il trading online è uno di quegli argomenti che spaccano in due l’opinione pubblica: qualcuno lo pratica e deve alla sua esistenza il fatto di avere un lavoro, altri lo odiano e sono persino pronti ad additarlo come truffa. In questa guida voglio approfondire questo tema così dibattuto per rispondere a quelle domande che, se ti stai informando sul mondo della speculazione, sicuramente ti interesseranno.

In particolare:

  • Il trading online è una truffa?
  • Si può davvero guadagnare con il trading? Conviene cimentarsi in questa attività?
  • Gli strumenti derivati negoziati online si possono considerare investimenti o sono una scommessa?
  • Le recensioni che trovo online sono serie? Quali sono le opinioni degli esperti?

Ti anticipo che il vero punto nodale della questione è uno solo: la risposta non è universale, ma dipende da te. Dipende da come affronti questo mondo e dagli strumenti di cui ti avvali.

Questa guida è la migliore che sia stata mai scritta in lingua italiana perché ha un obiettivo preciso e sincero: cercare di raccontarti tutta la verità. Prenditi il tempo che ritieni necessario per leggere e, se non dovesse esserti chiaro qualcosa, scrivimelo pure nei commenti perché procederò ad aggiornamenti periodici e puntuali del contenuto.

Cos’è il trading online

Se hai soltanto sentito parlare di trading online ma non hai ben compreso di che cosa si tratti, è molto semplice. Ci sono dei servizi, i broker, che ti consentono di utilizzare le loro piattaforme per giocare in Borsa da casa. In questo modo potrai speculare su azioni, valute, materie prime ed altro ancora con delle commissioni minime, ben più basse di quelle che troveresti in banca; tutto quello che ti serve sono un computer, oppure uno smartphone o tablet, ed una connessione internet.

Il vantaggio è la possibilità di guadagnare soldi, lo svantaggio è la possibilità di perderli.

Ecco perché l’opinione pubblica è così divisa.

Perché vuoi fare trading?

Scusami per l’invadenza, il mio scopo in questo articolo è quello di farti ragionare: perché ti interessi al trading? Qual è la tua strategia di investimento e, più in generale, di vita?

Se la risposta è “Perché voglio avere più soldi senza sbattermi più di tanto” sei sulla strada sbagliata perché:

  • Sei il polletto ideale da spennare per i broker che operano in regime di truffa o semi truffa (lo vediamo tra poco);
  • Non hai alcuna possibilità perché ti stai approcciando ad un’attività complessa dove operano esperti che la svolgono professionalmente;
  • Non hai il giusto atteggiamento mentale per intraprendere qualsiasi progetto perché “Gratis e senza sbattimento” sono cose che esistono soltanto nelle letterine che puoi spedire a Babbo Natale.

Se, invece, la risposta è che vuoi far fruttare di più i soldi che magari già investi in altri modi, ti invito a guardare questo video in cui affronto il problema della distinzione tra strumento e strategia:

Nella mia strategia personale il trading ha un ruolo marginale, credo di dedicare annualmente meno dell’1% dei miei soldi. Io investo in maniera differente, quello che faccio è pubblico e lo trovi qui. Il mio modo di agire e di pensare, inoltre, fa parte del corso per investire “100 Mila Euro sul Conto” in cui approfondisco gli aspetti a mio parere essenziali per una corretta gestione dei propri soldi.

Fatta questa premessa, possiamo continuare con questa incredibile guida al trading.

Il trading online è una truffa?

Dobbiamo distinguere tre casi che esistono tutti e tre nel mondo del trading:

  • Truffa;
  • Mezza truffa legalizzata;
  • Piena legittimità.

Esatto, esistono tutte e tre queste cose e l’unico modo per venirne a capo è capire quando si ha a che fare con una truffa e quando invece no.

Le truffe complete

La prima categoria si riconosce subito. Si riferisce a tutti quei broker e tutte quelle attività che ti possono venire proposte legate in qualche modo al mondo del trading che non hanno ottenuto la regolare licenza per agire come intermediario finanziario. In Europa, questa licenza può essere ottenuta in qualsiasi Stato dello Spazio Economico Europeo; dopo aver ottenuto la licenza, per operare in Italia, è ulteriormente necessaria l’autorizzazione della Consob.

Qualsiasi forma di attività legata al mondo del trading che non abbia ricevuto l’autorizzazione della Consob ad operare in Italia rischia di essere una truffa. Non ti fidare. Puoi consultare online in ogni momento l’albo delle autorizzazioni Consob. Con questo non intendo dire che tutte le imprese di investimento non autorizzate siano delle truffe, perché è chiaro che esistano anche dei servizi seri che semplicemente non intendono rivolgersi al mercato italiano. Dal momento in cui ci sono molte imprese che operano con legittimità in Europa, tuttavia, scegli la strada sicura e rivolgiti ad una di queste.

Solitamente le truffe nel mondo del trading sono di due tipi: quelle che hanno a che fare con il risparmio gestito e quelle che hanno a che fare con broker inesistenti pronti a sparire dopo che hai depositato il tuo denaro sul conto aperto presso la loro piattaforma. Per evitare queste due truffe:

  • Sceglie sempre e solo servizi autorizzati Consob;
  • Non fidarti di nessuno che ti promette rendimenti esorbitanti sul tuo capitale anche con piccoli depositi. Soprattutto, non fidarti di nessuno che ti prometta di guadagnare cifre o percentuali fisse grazie al trading online (fatto per conto tuo o tramite risparmio gestito), perché nessuno è in grado di sapere in anticipo quanto guadagnerà con il trading in un certo periodo;
  • Prima di muovere un passo, controlla sempre le recensioni che puoi trovare su Google o su TrustPilot.

Le truffe legalizzate

Ci sono alcuni broker che riescono ad offrire servizi di trading nel pieno rispetto della legge. Servizi che, però, non sono affatto raccomandabili e possono farti perdere molti soldi. Solitamente poi il legislatore europeo interviene in ritardo per mettere un freno alla cosa, quando ormai decine di migliaia di investitori hanno perso denaro. Eccoti due esempi:

  • Le opzioni binarie sono state legali fino a non molto tempo fa. Non avevano nessun fondamento scientifico o finanziario, semplicemente erano una scommessa mascherata da investimento. Sono stati necessari miliardi di euro persi dai risparmiatori prima che qualcuno si accorgesse del problema e ponesse un freno alla frenesia delle opzioni binarie;
  • Fino a metà del 2018 i broker potevano offrire livelli esorbitanti di leva finanziaria. Con 100 euro di capitale ti veniva offerta la possibilità di aprire posizioni da 40.000 euro, spacciandolo per un modo con cui iniziare a fare trading in maniera importante anche con pochi soldi. La verità è che, dal momento in cui il tuo saldo era di soli 100 euro, un piccolo movimento dello 0,25% nella direzione sbagliata avrebbe azzerato il tuo saldo. Anche qui il legislatore europeo è intervenuto con le normative ESMA dopo circa 15 anni di indisturbato utilizzo di questa pratica da parte dei broker. Ad oggi la leva finanziaria esiste ancora nel trading online, come è giusto che sia, ma con dei moltiplicatori decine di volte inferiori.

Per anni le opzioni binarie e le leve finanziarie esorbitanti sono state legali, ma erano palesemente delle truffe legalizzate. Oggi, comunque, rimangono aperte delle questioni altrettanto importanti su cui spero che si interverrà in futuro. In particolare, esistono dei broker molto famosi e sponsorizzati che si comportano da market maker e fingono una trasparenza inesistente.

Questi non sono dei broker, perché il broker è soltanto un intermediario che mette in comunicazione il tuo computer con i mercati finanziari. Queste aziende, invece, fanno da “banco” ai tuoi investimenti come il mazziere al tavolo da Black Jack.

La “truffa” legalizzata dei market maker

Cominciamo chiarendo una cosa: quando fai trading online compri e vendi strumenti derivati chiamati CFD (Contracts For Difference). Quando investi sul petrolio in questo modo, ad esempio, non stai comprando dei barili ma dei CFD sui barili; quando investi in azioni Amazon, stai comprando dei CFD sulle azioni Amazon e così via.

Cosa sono questi CFD? Sono strumenti finanziari che, in teoria, dovrebbero avere in ogni momento il valore dell’asset sottostante. Significa che, se in un determinato momento un’azione FCA vale 8 euro, anche il CFD sull’azione di FCA deve valere 8 euro. Se il valore dell’azione cambia in 8,05, anche il CFD dovrebbe seguirlo immediatamente. I broker simulano da vicino l’andamento dei mercati reali, tanto che in molti pensano che le loro quotazioni siano effettivamente quelle di Borsa. Basta fare un giro nella documentazione tecnica -che devono rilasciare per legge ma i clienti non leggono quasi mai- per scoprire che non è così.

Il fatto di avere delle quote molto vicine a quelle reali illude le persone che, in effetti, non si interessano mai di andare a vedere se siano o meno ufficiali. Leggendo di trading su Google ti accorgerai di come nemmeno i siti che trattano solo di questo argomento facciano mai menzione di questa cosa: i broker market maker di CFD, operando su un mercato Over The Counter (non un listino ufficiale), fanno da sé le loro quotazioni. Tenendole vicine a quelle reali, poi, si assicurano che le persone non vadano a indagare su questa cosa. Sui siti che sponsorizzano il trading, tra l’altro, ci arriviamo tra poco.

Ritorniamo a noi. I CFD sono strumenti derivati, questo lo abbiamo detto. Se sono le aziende a mettere sul mercato le loro azioni e sono i listini di Borsa a mettere sul mercato le quotazioni delle materie prime, chi è che invece mette sul mercato i CFD? Ecco il problema.

I broker market maker creano i derivati che poi vendono ai traders, quindi guadagnano quando i traders perdono soldi. Siccome hanno anche il potere di fare da sé le quotazioni nei momenti opportuni, c’è un palese conflitto di interessi. Quando un broker market maker sa di poter far scattare perdite forti per gli investitori creando una piccola modifica del prezzo offerto rispetto a quello reale di Borsa, lo fa e ci guadagna decisamente tanto.

Chi investe su questi broker, dunque, deve sapere che tutte le probabilità giocano contro di lui.

I market maker non sono sempre e comunque una fregatura, voglio essere chiaro dopo averti spiegato il principio basilare omesso dagli altri portali: in alcuni casi può essere conveniente affidarsi ad un broker di questo tipo per effettuare operazioni con budget limitato perché le commissioni, rispetto ad altre piattaforme, potrebbero essere più basse. Si tratta, tuttavia, di iniziative che mi sento di consigliare solo a chi ha esperienza e sa che cosa sta facendo. In tutti gli altri casi, non mi paiono una buona idea.

Piena legittimità

Ci sono dei casi in cui il trading avviene in forma perfettamente legittima e tutelata per gli investitori. In questo caso le piattaforme di trading, oltre ad offrire tutte le garanzie della regolamentazione e dell’autorizzazione Consob, gestiscono le operazioni degli investitori senza intervenire sui prezzi e senza conflitto di interessi.

I broker pienamente trasparenti si chiamano no-dealing desk. La loro caratteristica è quella di non eseguire mai riquotazioni del prezzo e di attingere direttamente dal mercato interbancario gli asset che vendono o comprano allo scoperto dai propri clienti. Questo ti garantisce di non dover “scommettere contro il banco” e di conseguenza di avere probabilità decisamente maggiori di generare guadagni con il trading online.

Esistono due tipi di broker che non applicano rinegoziazione sui prezzi ufficiali delle Borse:

  • STP: questa sigla sta per straight-through processing e indica un broker che attinge i suoi asset direttamente dal mercato interbancario, che diventa l’unico fornitore di liquidità per tutte le negoziazioni effettuate dai traders tramite il broker. I prezzi non vengono rinegoziati, ma le commissioni per il trading possono essere più alte di quelle applicate dai broker ECN per via del costo di accesso al mercato che i broker devono sostenere.
  • ECN: questa sigla sta per Electronic Circuit Network e indica il sistema di gestione degli ordini con cui un broker si appoggia ad una rete di fornitori di liquidità per garantire l’esecuzione degli ordini. La rete può essere aperta o chiusa: se è aperta, il broker prende gli ordini di vendita dei clienti e li esegue vendendo gli asset ai trader che in quel momento stanno invece comprando. Nel caso in cui non ci sia sufficiente domanda o sufficiente offerta, il broker non potrà portare a termine tutte le negoziazioni richieste dai clienti. Se la rete è aperta, invece, nel caso in cui la domanda e l’offerta si superassero l’una con l’altra interverranno dei fornitori di liquidità esterni a fornire gli asset mancanti.

Entrambe queste opzioni sono sicure e ti consentono di fare trading con la consapevolezza che nessuno si stia approfittando della tua fiducia per cambiare i prezzi a suo piacimento nel momento opportuno. Tra le due scelte, però, un broker ECN è spesso più conveniente perché il matching interno degli ordini costa meno al servizio; questo minor costo si riflette poi sui traders, che pagano meno commissioni di negoziazione.

Il broker che ti consiglio in assoluto per fare trading è eToro. Questa piattaforma è completamente NDD (No-Dealing Desk) e STP.

Probabilità di guadagnare con eToro vs altri broker

Una delle cose che ho aspettato davvero per molto tempo era che la regolamentazione imponesse ai broker di dichiarare quanto i loro utenti perdono o guadagnano dai loro servizi.

Da quando sono state introdotte le normative ESMA, finalmente, possiamo conoscere con precisione la percentuale di utenti che perdono denaro facendo trading sulle diverse piattaforme. I risultati parlano molto chiaro.

  • eToro: il 65% delle persone perde denaro, ma solo il 24% di quelle che non si sono rivolte alle funzionalità di social trading interne alla piattaforma;
  • Avatrade: il 71% dei conti degli aspiranti trader finisce per sgonfiarsi;
  • Markets.com: il 73% delle persone che fanno trading con questo broker finiscono per perdere denaro facendo trading;
  • Iq Option: anche in questo caso, il 73% dei conti realizza una perdita;
  • Plus500: addirittura un 80,6% delle persone che si rivolgono a questo broker perde denaro;
  • 24Option: un eclatante 89,4% dei clienti al dettaglio che fanno trading con questo broker perdono soldi.

Da questa semplice raccolta di dati di fatto puoi subito farti un’idea di quali siano le differenze in campo tra i broker che modificano i prezzi degli asset e quelli che non lo fanno.

Esaminiamo nello specifico il caso di eToro: il 65% delle persone perdono denaro. Considerando che molte più del 65% non hanno una formazione vera e approfondita sui mercati finanziari, possiamo già chiamarlo un mezzo miracolo.

In molti non lo scelgono perché guardano esclusivamente alle commissioni: quelle di un market maker sono più basse perché tutto viene gestito internamente; ecco i risultati. Inoltre ci si mette anche il marketing di mezzo. Plus500 sponsorizza l’Atletico Madrid, Avatrade il Manchester City, 24Option addirittura la Juventus. Notoriamente le squadre di calcio non sono il mezzo utilizzato dalle aziende che vogliono promuoversi presso investitori finanziariamente istruiti, il che suona già come campanello d’allarme.

Leggi Anche: Migliori Piattaforme Trading: Scopri Quelle più serie e sicure

L’illusione del guadagno nel trading

La maggior parte delle persone che inizia a fare trading online non è minimamente consapevole di quanto siano complessi i mercati finanziari. Per questo, nella maggior parte dei casi possiamo dire che la speculazione avvenga più che altro come scommessa; se quantomeno il broker è un no-dealing desk, c’è anche una certa probabilità che la scommessa vada a buon fine. Questo genera l’illusione di star guadagnando con il trading e di poter scalare questa attività.

La realtà è molto diversa. Chi ha guadagnato con il trading senza conoscere davvero fino in fondo quel che stava facendo, ha semplicemente avuto fortuna. Significa che nel lungo termine, avendo sempre il 50% di probabilità di azzeccare un’entrata ed il 50% di sbagliarla, perderà denaro. Questo semplicemente perché, per via delle commissioni sulla negoziazione, la probabilità di perdere diventa leggermente superiore al 50% e quella di vincere un pochino inferiore. Lo stesso principio, d’altronde, che applicano i bookmaker sulle scommesse sportive e la roulette al casinò.

Questo non significa che con il trading non sia possibile guadagnare. Come ti dicevo fin dalla prima riga di questa guida, però, chi riesce a guadagnare è soltanto chi ha una conoscenza approfondita dei mercati e decide di intraprendere il percorso nel trading come un iter professionale.

Il trading non è un investimento

Il trading applica una logica completamente diversa da quella degli investimenti. Un investimento è una rendita sostanzialmente passiva: compri un immobile e lo metti a reddito, compri delle azioni o delle obbligazioni e lasci che nel tempo il tuo capitale cresca. Quando investi non lavori, perché il tuo capitale lavora per te.

Il trading, invece, è un lavoro a tutti gli effetti.

Come sa bene chi fa trading ad alti livelli, i broker non sono fatti per investire sul lungo termine. Tutte le operazioni si concludono in orizzonti di tempo molto brevi che nella maggior parte dei casi sono ben inferiori ad un mese. Questo significa che chi fa trading deve essere costantemente informato sui grafici per comprendere quando aprire e quando chiudere una posizione; non si può generare una rendita automatica.

Ci sono due soli casi che fanno eccezione:

  • Robot di trading automatico. Si tratta di sistemi di intelligenza artificiale che vengono regolarmente venduti per permetterti di automatizzare il trading. Il concetto è che questi robot dovrebbero essere in grado di interpretare l’andamento dei mercati e nel momento opportuno aprire una posizione in grado di farti guadagnare. Il 99,99% dei software di questo tipo sono delle truffe vendute a caro prezzo, il restante 0,01% funziona realmente ma non è diffuso pubblicamente. Quelle poche soluzioni che funzionano, infatti, vengono create da banche, SIM e fondi di investimento in collaborazione con aziende di programmazione di software e come destinazione hanno esclusivamente l’uso interno all’azienda;
  • Social trading. Il social trading è una forma di investimento che ti permette di copiare quello che stanno facendo gli altri trader che usano il tuo broker. Puoi osservare le loro performance passate e decidere se investire su di loro o meno; nel caso volessi farlo, puoi anche scegliere quanto capitale investire su ognuna di queste persone. Grazie al fatto che siete entrambi clienti dello stesso broker regolamentato e autorizzato Consob, sei tutelato dalla legge sul fatto che il broker non ti menta sulle operazioni che il trader che copi sta realmente facendo. In questo caso stai effettivamente facendo un investimento, perché i trader copiati riceveranno delle commissioni sul tuo capitale per lavorare al posto tuo. Siccome stai investendo su chi fa trading, però, stai facendo un investimento estremamente rischioso.

In tutti gli altri casi, il trading online è un lavoro a tutti gli effetti e fare il trader significa, sostanzialmente, diventare un libero professionista che ha la sua occupazione direttamente sui mercati finanziari. Mentre l’investitore è una persona sostanzialmente dissociata dal suo investimento, controllandone la performance solo in modo passivo, il trader è estremamente attivo.

Una chiara differenza emerge nei momenti di downtrend per un asset, ovvero quelli in cui il valore di mercato affronta un periodo ribassista. In questi casi, gli investitori devono decidere soltanto se continuare a credere in quello su cui hanno investito e lasciare transitare il momento di ribasso dei mercati, oppure destinare diversamente il proprio capitale.

Il trader, invece, è attivo sia nella vendita allo scoperto dell’asset per trarre profitto dai ribassi che nell’identificazione dei ritracciamenti momentanei con cui il titolo si riprende, usandoli come copertura del rischio per l’investimento a ribasso. Insomma: l’investitore è uno che ne deve capire di finanza, il trader è uno che ne deve capire tantissimo.

Chi dovrebbe realmente fare trading online

Se sei arrivato fino a questo punto senza perdere fiducia nel trading, sei pronto a scoprire se effettivamente sia il caso di tentare comunque questa strada. Dobbiamo premettere che non si tratta semplicemente di una nicchia di persone formate, ma di una ancor più ristretta nicchia di persone formate che hanno anche:

  • Buona capacità di elaborazione logica;
  • Tempo da poter passare davanti ai grafici per identificare le nuove opportunità e gestire le posizioni già aperte;
  • Nervi estremamente saldi e una freddezza tale da rimanere lucidi anche mentre si sta rischiando del denaro reale;
  • Una quantità di denaro che inizialmente possono permettersi di perdere.

Di tutte le persone che hanno tentato la strada del trading online, quindi, meno del 10% avrebbe probabilmente dovuto farlo. Questo non significa che gli altri non possano giocare con il loro capitale: semplicemente, nel momento in cui questo dovesse andare perso non sarà il caso di rimpiangerlo.

Come formarsi

L’aspetto della formazione nel trading è il primo passo verso la possibilità di farlo con successo. Ci sono centinaia di migliaia di risorse informative in qualsiasi lingua che si possono trovare online quanto offline, gratis quanto a pagamento. Esiste però un enorme problema di fondo legato al mondo del trading: è pieno di truffe. Innanzi tutto, quindi, devi comprendere quali siano le fonti affidabili e quali quelle da evitare.

1° Passo verso la formazione: attento alle affiliazioni

Forse non lo sai, ma i broker hanno dei programmi di affiliazione molto ricchi. Cosa significa? Significa che chiunque può aderire ad un loro programma commerciale via internet (programma di affiliazione) e ricevere dei link personalizzati (diventare affiliato) da usare per promuovere il servizio presso altri utenti.

Ogni volta che un utente si iscrive e fa un deposito tramite questi link personalizzati, gli affiliati ricevono una commissione di diverse centinaia di euro. Ecco perché su Google, quando cerchi informazioni relative al trading ed ai broker, trovi un sacco di risorse che decantano la facilità e l’accessibilità del trading e non accennano minimamente alle questioni tecniche e finanziarie citate all’interno di questa guida.

Grazie ai programmi di affiliazione, si è creato un palese conflitto di interessi in tutto l’ambiente di creazione dei contenuti riguardanti il trading. Chi ha un sito dedicato a questo argomento può scegliere se tessere le lodi di qualsiasi broker e ricavarci enormi guadagni, oppure dire quel che pensa senza conflitto di interesse economico e non guadagnarci pressoché nulla; ovviamente il 99% dei portali sceglie di seguire la prima strada ed ecco nascere le recensioni che oggi vediamo sui motori di ricerca.

Per riconoscere un sito che parla di trading in conflitto di interesse per via di qualche programma di affiliazione, ti basta un’occhiata ai suoi contenuti. Il sito:

  • Descrive un broker nei suoi soli aspetti positivi, senza però menzionare il discorso dei no-dealingdesk e della gestione degli ordini?
  • Rende i suoi articoli colmi di link per l’iscrizione o di inviti a iniziare a fare trading?
  • Viene fatto un serio discorso su quanto sia complesso il trading online e quale sia il livello di rischio di perdere il proprio denaro?

Se le risposte a queste domande non rispecchiano il principio della sana prudenza, probabilmente non dovresti neanche proseguire nella lettura. In generale, quindi, quando inizi a formarti sul trading online e lo fai usando i motori di ricerca devi stare attento.


Disclaimer

Io stesso utilizzo dei programmi di affiliazione su Affari Miei, anche se soltanto su una parte dei servizi che promuovo; in molti casi, infatti, non guadagno nulla da quello che ti consiglio. Considera che quello del trading è un mercato immenso, io stesso ricevo richieste quotidiane di piattaforme di vario tipo che vorrebbero promuoversi tramite il blog o vorrebbero associare la loro immagine a me.

Per me è importante promuovere esclusivamente quei servizi davvero validi che ti possono aiutare a gestire al meglio le tue finanze, perché le affiliazioni non sono una parte fondamentale del mio business.

Per la maggior parte dei siti che trattano esclusivamente di trading online, invece, le affiliazioni con i broker rappresentano dal 75% in su dei proventi del sito; in questi casi, è facile che il proprietario non voglia o non possa permettersi di evitare di consigliare un broker a chi cerca informazioni a riguardo sui motori di ricerca.


2° Passo per la formazione: la Borsa in generale

Il trading online richiede una grande comprensione di quello che stai facendo. Non puoi interpretare i grafici senza conoscere quello che rappresentano, per cui dovresti innanzi tutto formarti sui meccanismi di Borsa in generale. Per questo ti raccomando un’infarinatura su:

  • Microeconomia;
  • Macroeconomia;
  • Ragioneria e bilancio (se intendi fare anche o solo trading di azioni);
  • Meccanismi con cui le Borse sono regolate ed operate.

Trattandosi di tutti argomenti che vengono regolarmente insegnati nelle facoltà di Economia delle Università, sicuramente non avrai difficoltà a trovare tutta la letteratura in materia che ritieni interessante. Inoltre esistono delle risorse direttamente consultabili dai siti ufficiali dei listini di Borsa con cui puoi ricevere una prima infarinatura sugli aspetti tecnici con cui vengono gestite le negoziazioni sul trading floor.

3° Passo per la formazione: analisi tecnica e fondamentale

L’analisi tecnica e quella fondamentale sono le due basi da cui si parte per costruire una strategia di trading. La loro differenza è molto semplice:

  • L’analisi tecnica si basa sullo studio dei modelli matematici e statistici per interpretare i grafici;
  • L’analisi fondamentale si basa sull’interpretazione degli effetti che avrà una notizia sui mercati finanziari.

Anche se in futuro potresti specializzarti soltanto sull’uno o sull’altro stile di analisi, in un primo momento è molto importante arrivare a conoscerle bene entrambe. Fortunatamente a riguardo esiste una letteratura fatta di opere scritte da grandi speculatori comprovati. I libri sono la forma migliore di comunicazione per imparare questi aspetti, in un primo momento, dal punto di vista teorico. Nei passaggi successivi, invece, ci muoveremo verso l’aspetto pratico della questione.

Impara bene quali siano gli indicatori e gli oscillatori utilizzati nell’analisi tecnica; impara a conoscerne il significato e l’interpretazione, di modo da poter interpretare i grafici. Scopri come tracciare delle linee di trend ed impiegare le medie mobili, i livelli di Fibonacci e tutti gli altri strumenti che rientrano in questo modello di analisi dei prezzi.

Quanto all’analisi fondamentale, già dalla formazione in microeconomia e macroeconomia si evincono gli aspetti fondamentali circa i dati economici di una nazione. Segui attivamente un calendario economico e osserva come le notizie siano in grado di provocare forti movimenti nel livello dei prezzi.

4° Passo per la formazione: imparare dai professionisti

Il quarto passo è difficile da compiere perché solitamente è proprio in questa fase che si incontrano i finti guru. Persone che, avendo compreso l’esistenza di una domanda per i corsi di trading, si improvvisano professionisti della speculazione e ostentano finta ricchezza -in molti casi noleggiando auto di lusso o con altri espedienti-. L’illusione provocata nell’utente, che li crede realmente dei professionisti riusciti del trading online, lo spinge ad acquistare corsi da migliaia di euro sperando di arrivare a moltiplicare l’investimento.

Come puoi evitare di farti fregare da queste persone e trovare invece quelle da cui vale la pena imparare? Bisogna ragionarla in questi termini:

  • Non fidarti di nessuno che non ti dia prove concrete, non solo in formato digitale, di avere realmente concretizzato un grande successo nel trading;
  • Se per via della distanza può soltanto mostrarti la prova in formato digitale, allora chiedigli di mostrarti il suo conto reale ed il saldo delle sue operazioni in questo modo:
    • Chiama su Skype il presunto formatore;
    • Chiedigli di accedere in diretta al suo conto reale, attivando la condivisione dello schermo;
    • Imponigli di non mostrarti soltanto il saldo, che potrebbe derivare dal deposito dei soldi fatti vendendo corsi in modo tale da abbindolare altri corsisti. Chiedigli di mostrarti davvero il suo storico delle operazioni;
    • Nei giorni seguenti, chiedigli di darti in anticipo delle dritte sui mercati per verificare che sia in grado di formulare previsioni corrette.
  • Per sicurezza, puoi sempre rivolgerti ai servizi di social trading su eToro. Come ti accennavo prima, questi ti permettono di andare a vedere esattamente quello che un trader sta facendo e quello che ha concluso in passato; se i suoi risultati sono realmente positivi, avrai la sicurezza che il broker non se li sia inventati. Puoi anche interagire con i trader più esperti inviando loro dei messaggio o creando delle discussioni sulle loro bacheche, in modo da avere anche un tuo feedback personale dallo speculatore che hai deciso di prendere come riferimento.

5° Step per la formazione: il conto demo

Il quarto passaggio, quello dell’apertura e della gestione di un conto demo, è fondamentale. Si tratta dell’ultimo step che dovresti affrontare prima di cimentarti con il denaro reale nel trading online, per cui dedicaci il giusto tempo. Non solo dovresti utilizzare il conto demo secondo tutte le logiche della prudenza che hai appreso nelle fasi di studio precedenti, ma dovresti sempre ricordare che l’uso del denaro virtuale è ben diverso da quello reale.

Quando investi denaro virtuale, sei lucido e perfettamente distaccato. Questo perché se le tue posizioni dovessero portare a delle perdite economiche, non saranno perdite che subirai davvero. La psicologia è un aspetto molto delicato nel trading.

6° Step per la formazione: il conto reale

Aprire un conto reale significa incominciare a tutti gli effetti a mettere il tuo capitale a rischio, con l’obiettivo di generare profitto e di sviluppare un’attività secondaria che potrebbe potenzialmente diventare la tua attività principale. Per questo dovresti fare il passaggio da demo a virtuale solo dopo che per un periodo significante di tempo, o dopo un numero significante di posizioni aperte, il tuo conto demo risulta in profitto.

Non si possono identificare dei tempi universalmente validi, ma potresti considerare di attendere di avere aperto e chiuso almeno 50 posizioni prima di fare il salto. Comincia poi l’avventura con un conto reale usando un capitale che puoi permetterti di perdere, per tastare il terreno; se sarà il caso di fare un deposito più consistente, lo scoprirai strada facendo con i risultati che avrai ottenuto.

In conclusione

Quello che possiamo concludere sul trading online è sostanzialmente che si tratta di un’attività professionale a tutti gli effetti, in cui l’unica cosa facile è imbattersi in truffe. I trader che hanno risultati economici molto importanti esistono, ma sono una minoranza che non ha improvvisato. Per questo dovresti prima affrontare tutto il percorso di formazione e poi, pian piano, iniziare a cimentarti con un conto reale senza mai smettere di formarti.

L’ultima cosa con cui ti voglio lasciare è una frase di Warren Buffett:

Non testare mai la profondità di un guado con entrambi i piedi“.

Buon trading, se deciderai di cimentarti in questa attività; in alternativa, spero che continuerai a leggere di come gestire al meglio i tuoi soldi, magari iscrivendoti alla newsletter con cui ti aiuto a scoprire di settimana in settimana i migliori modi per farlo.

In bocca al lupo!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

2 COMMENTI

  1. Buonasera, saprebbe indicarmi dei libri da leggere/studiare nel ramo del trading per chi inizia da 0?

    Ottimo sito Web, l’unico che non ha lo scopo di lucrare ma di informare correttamente.

    Ringraziando porgo Cordiali saluti.

    • Ciao Roberto, grazie per i complimenti.

      Come ho spiegato prima, non mi ritengo competente quanto un trader professionista per dare istruzioni dettagliate perché propendo per altri investimenti.

      Se parti proprio da zero leggerei Il Metodo Warren Buffet (link qui: https://amzn.to/2CPjJwT ) perché fornisce dei criteri di base per capire la finanza.

      Prometto di approfondire nelle prossime settimane e scrivere eventualmente un articolo esaustivo o integrare questo 😉

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