Pensione con Opzione Donna: Guida Completa

L’Opzione Donna è un particolare regime sperimentale pensionistico introdotto dalla Legge Maroni 243/04 e poi recepita anche dalla cosiddetta Riforma Fornero. Si tratta di un regime che consente, a particolari condizioni, il raggiungimento dell’età pensionabile a traguardi di età e di contribuzione diversi da quelli imposti nelle regole ordinarie.

Andiamo a scoprire insieme tutti i dettagli attraverso questa comoda guida all’opzione contributivo donne.

L’articolo si compone di più parti, alcune esplicative ed alte informative: solo la prima è aggiornata mentre le restanti due fanno parte del nostro archivio.

Cosa prevede il regime ordinario?

Il regime ordinario prevede due diverse soglie non complementari per il raggiungimento dell’età pensionabile:

  • il perfezionamento di 41 anni e 10 mesi di contributi, senza che l’età sia presa minimamente in considerazione;
  • oppure il raggiungimento di un età pari a 66 anni e 7 mesi per chi lavora nel settore pubblico, di 65 e 7 mesi per chi lavora nel settore privato e di 66 anni e 1 mese per chi è invece autonoma. Insieme a questa soglia devono essere anche raggiungi i 20 anni di contributi.

Si tratta di regole generali che possono essere però superate appunto grazie all’opzione donna. Ci sono dei vantaggi e degli svantaggi che andremo ad analizzare in apertura.

Chi può accedere alla pensione con Opzione Donna

L’Opzione Donna non è soltanto una questione di genere. Oltre che ad appartenere al genere femminile infatti, devono concorrere i requisiti che trovate elencati di seguito:

  • non si deve essere iscritte alla gestione separata;
  • bisogna essere in possesso di contribuzione alla data del 31/12/1995;
  • bisogna essere iscritte all’assicurazione generale obbligatoria, oppure ai fondi sostitutivi o esclusivi;
  • bisogna aver raggiunto almeno i 57 anni e tre mesi di età e 58 anni e tre mesi di età nel caso in cui si sia lavoratrici autonome;
  • bisogna aver versato almeno 35 anni di contributi.

Come si calcola la contribuzione utile?

La contribuzione si calcola tenendo conto dei contributi obbligatori, di quelli da riscatto, di quelli da ricongiunzione, volontari e figurativi. Vengono esclusi i contributi invece versati per malattia o disoccupazione.

Sono escluse altresì tutte le lavoratrici che abbiano già maturato per vecchiaia o anzianità il diritto ad accedere al trattamento pensionistico secondo quanto stabilito dalle leggi vigenti fino al 31/12/2011.

Inoltre, chi ha ricevuto il trattamento particolare per i c.d. esodati, non potrà accedere all’Opzione Donna.

Il sistema contributivo è applicato soltanto per il calcolo dell’assegno

In una nota l’INPS ha ribadito che il sistema contributivo è utilizzato esclusivamente per il calcolo dell’assegno e non per le norme a corredo.

Si tratta dunque di utilizzare esclusivamente l’algoritmo matematico di calcolo dell’assegno e non le norme che regolano l’erogazione e la maturazione dello stesso, per le quali si dovrà fare comunque riferimento al sistema retributivo.

Di quanto si abbassa l’assegno di pensione?

Il passaggio al calcolo completamente contributivo comporta una riduzione sostanziale dell’assegno che si andrà a percepire.

Orientativamente si può considerare una riduzione tra il 25% e il 35%, con elementi quali l’anzianità di servizio, le caratteristiche della carriera e della retribuzione a concorrere ad una decurtazione maggiore o minore dell’assegno in questione.

A subire le decurtazione più importante saranno le lavoratrici con una retribuzione annua lorda più alta, che possono vedersi decurtare fino ad un massimo del 39% sull’assegno che sarebbe invece percepito con il metodo misto.

Il regime Sperimentale è prorogato

Nonostante il termine “sperimentale” potesse far pensare ad un regime in via di esaurimento, la legge 208/2015 lo ha invece riattivato e recepito, permettendo a patto che rimangano fondi tra quelli stanziati dal Governo nella legge di Stabilità.

Il regime sarà dunque operativo in conseguenza del provvedimento legislativo che disporrà l’impiego delle risorse non utilizzate.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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