Tasso Usurario Mutui e Prestiti: Scopri il Tasso Soglia

Che cos’è il tasso di usura? Come comportarsi quando ci si trova davanti ad un caso che lo prevede? In questa guida voglio affrontare questo argomento, in modo da aiutarti a fare chiarezza su un tema ostico, perchè di un tema ostico si tratta.

La tua banca, infatti, potrebbe applicarti un tasso usurario, ovvero un tasso di interesse al di sopra dei limiti consentiti dalla legge, la quale regola sia i prestiti tra privati che i prestiti invece che vedono come protagonista un intermediario finanziario.

Hai diritto, nel caso in cui la tua banca stia applicando, appunto, tassi al di sopra dei limiti consentiti dalla legge, a rimborsi molto importanti, che superano anche il massimo degli interessi che la banca può richiederti.

Prima che tu ti rivolga ad un avvocato per avere informazioni sulla tua situazione, ti voglio fornire gli strumenti per calcolare da te il tasso di interesse massimo consentito, per renderti conto anche in autonomia della possibilità o meno di ottenere un risarcimento.

Che cos’è il tasso di usura?

Anche se viviamo in un’economia improntata al libero mercato, la Repubblica Italiana, con l’aiuto della Banca Centrale, fissa con cadenza trimestrale dei tassi di interesse massimi in relazione alla tipologia di prestito, che non possono essere in alcun modo superati dalla banca.

Nel caso in cui suddetti limiti (che andremo comunque ad illustrare in dettaglio, voce per voce, più avanti) dovessero essere superati, ci troveremmo in presenza di un tasso usurario, tasso di interesse che è contro legge e che innesca la possibilità di chiedere risarcimenti alla banca.

I risarcimenti sono calcolati in genere nella misura della differenza tra il tasso che è stato applicato e i rendimenti minimi dei BOT emessi dal Tesoro.

Si può trattare in alcuni casi di somme davvero importanti e dunque vale sicuramente la pena controllare che la propria banca… non stia facendo la furba.

I tassi usurari sono stabiliti per tipologia di prestito

Teniamo a mente che i tassi usurari sono stabiliti dalla banca centrale per ogni singola tipologia di prestito. Avremo dunque dei tassi usurari per i mutui ipotecari, tassi usurari per i crediti di consumo, tassi usurari per i prestiti personali, per le carte di credito revolving e per tutte le altre tipologie di erogazione del credito.

Questo in virtù del fatto che l’ordinamento e la Banca Centrale riconoscono la necessità, da parte delle banche, di praticare tassi di interesse anche molto diversi tra loro, a seconda del rischio insito nella tipologia di prestito relativa.

Come fa la Banca Centrale a calcolare i tassi di interesse usurari

La formula che la Banca d’Italia utilizza per individuare i tassi massimi applicabili dalle banche è molto semplice: si calcola una media, per tipologia di prestito, dei tassi praticati.

Vi si aggiunge il 25% più un ulteriore 4% alla fine del conteggio. In aggiunta, viene fissato un tasso massimo di differenza tra i tassi medi e i tassi di usura che deve essere di 8 punti percentuali.

Ogni quanto vengono aggiornati i tassi usurari?

I tassi usurari vengono aggiornati ogni tre mesi, con un ricalcolo che utilizza la formula che abbiamo indicato poco sopra.

Per individuare l’applicazione di suddetti tassi al nostro prestito, è necessario dunque scegliere il periodo di riferimento e, nel caso si trattasse di prestiti che si sono estesi nel passato, dei tassi di interesse usurari storici, che possono essere consultati sul sito della Banca d’Italia.

Variazioni anche minime della media nell’arco dei tre mesi non vengono calcolate, se non a scadenza.

I tassi sono sempre disponibili in anticipo sul trimestre successivo, il che vuol dire che è sempre possibile verificare, in ogni dato momento, la corrispondenza del tasso praticato dalla banca.

I tassi vengono così aggiornati 4 volte l’anno.

Per ogni tipo di finanziamento

Val la pena inoltre ricordare che vengono emessi limiti massimi per gli interessi non solo per i mutui o comunque per i prestiti a lunga scadenza, ma per ogni tipologia di prestito.

Dovresti dunque interessarti e verificare i massimi che la banca può applicare per qualunque tipo di rapporto debitorio si sia instaurato tra te e la tua banca di riferimento.

Questo vale anche per gli scoperti, le anticipazioni bancarie e le carte di credito, forme di credito non standard che però vengono comunque normate dall’ordinamento e dalla Banca d’Italia.

Quali sono i tassi usurari per ogni tipologia di prestito

Di seguito ti illustro quali sono i tassi usurari per il trimestre che va da Luglio a Settembre 2017, divisi per ogni tipologia di prestito:

  • per le aperture di credito in conto corrente: fino a 5.000 euro il tasso soglia è del 18,1125%, mentre per le somme oltre i 5.000 euro abbiamo un tasso massimo del 15,5575%;
  • per gli scoperti senza affidamento: fino a 1.500 euro si può applicare un tasso del 24,85%, mentre sopra ai 1.500 euro si può applicare un tasso massimo del 23,3125%;
  • per gli anticipi e gli sconti: fino a 50.000 euro si può applicare un tasso massimo del 13,50%; per le somme tra 50.000 e 200.000 euro un tasso massimo del 10,85%, mentre per le somme oltre i 200.000 euro, un interesse massimo dell’8,4%;
  • per i crediti personali il tasso massimo praticabile è del 16.91%;
  • per i prestiti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione: l’interesse massimo è del 18,135% per le somme fino a 15.000 euro; per le somme oltre i 15.000 euro invece l’interesse massimo applicabile è del 15,6625%;
  • Per il credito finalizzato: interesse massimo del 16,5625%;
  • Per il credito revolving: tasso massimo fino ai 10.000 euro del 24,37%; per i crediti oltre i 10.000 euro il tasso massimo è invece del 19,05%;
  • Per i finanziamenti rateali tramite carta di credito, a prescindere da quale sia l’importo il tasso massimo applicabile è del 19,9375%.

Quali sono i tassi usurari sui mutui?

Viviamo in un periodo storico che ha visto un abbassamento importante nei tassi medi sui prestiti a lunga durata come i mutui.

Questo non ha potuto che ripercuotersi sui tassi usurari indicati dalla Banca d’Italia:

  • per i mutui a tasso fisso il limite massimo è del 7,4875%;
  • per i mutui a tasso variabile il limite massimo è del 7,0375%.

Nel preciso momento in cui ti scrivo, il tasso massimo applicabile per i mutui a tasso fisso è superiore a quelli a tasso variabile.

Questo non vuol dire però che sia sempre così. Nel caso in cui dovessero cambiare le aspettative sul futuro, nulla vieta alla Banca d’Italia di invertire, sempre seguendo la formula di cui sopra, i rendimenti massimi dell’una e dell’altra opzione.

La mia banca applica un tasso usurario: che fare?

Il modo migliore di agire contro una banca che ha applicato interessi usurari è quello di rivolgersi all’Arbitrato, che si occupa di gestire queste cause e lo fa, tendenzialmente, a costi più bassi e con una maggiore celerità nelle risposte e nelle decisioni.

Allo scopo, prima di ingaggiare un avvocato, può essere utile rivolgersi ad una delle associazioni di consumatori, che hanno divisioni specifiche che si occupano di questo tipo di problemi.

I tempi di risposta possono non essere celerissimi, anche se, una volta terminata la procedura, si avrà diritto ad un rimborso molto importante, che varrà sicuramente la pena di aver agito contro la propria banca, le attese e gli stress relativi a quanto abbiamo dovuto affrontare.

Quanto deve rimborsare la banca nel caso di applicazione di tasso usurario?

È altrettanto facile calcolare l’entità del rimborso della banca in nostro favore, ovviamente soltanto nel caso in cui questa abbia applicato effettivamente tassi usurari.

Nel caso in cui il tasso di interesse applicato fosse effettivamente superiore a quanto previsto dall’ordinamento, la banca dovrà rimborsare per tutto il periodo di violazione la differenza tra il tasso applicato e il rendimento minimo dei BOT emessi dal Tesoro.

Si tratta di diversi punti percentuali anche per le modalità di prestito con il limite più basso per i tassi usurari. Si può trattare inoltre di somme molto importanti nel caso di prestiti personali e di crediti revolving, che possono arrivare ad avere tassi minimi vicini al 25%.

Ogni quanto controllare?

Come abbiamo detto poco sopra i tassi di interesse massimi e quindi usurari vengono aggiornati ogni 3 mesi.

Sarebbe dunque indicato controllare il debito costantemente, soprattutto se a tasso variabile.

Diverso il discorso invece per prestiti di lunga durata i cui interessi e il cui piano di ammortamento vengono calcolati in principio: in quel caso a fare da riferimento sarà il trimestre durante il quale è stato acceso il mutuo o aperta la posizione debitoria.

A nulla vale, in quello specifico caso, l’eventuale modificazione dei tassi nel corso del rapporto.

I tassi usurari cambiano rapidamente?

Negli ultimi 2 decenni e in modo particolare successivamente all’ingresso in area euro, abbiamo potuto assistere ad una normalizzazione degli interessi, che si sono dimostrati estremamente stabili e poco inclini a muoversi, anche nelle zone più volatili, come ad esempio quelle dei crediti personali e dei crediti revolving.

Nulla però è in grado di garantirci che in futuro sarà lo stesso, ovvero che anche per i successivi trimestri i tassi continueranno a muoversi allo stesso ritmo che abbiamo potuto osservare nei trimestri passati.

Val la pena dunque di considerare gli interessi usurari a scadenze regolari.

Dove è possibile controllare i tassi di interesse usurari aggiornati?

I tassi di interesse usurari aggiornati vengono pubblicati periodicamente sul sito della Banca d’Italia.

Puoi anche richiederli alla tua banca, che per legge è obbligata a fornirti questo tipo di documentazione.

E per i tassi all’estero?

Se hai un prestito in un altro paese, ti starai chiedendo se i tassi usurari valgono per i prestiti contratti all’estero, o come fare in caso di prestiti in valuta straniera in genere.

La legge sui tassi usurari può avere come destinatario soltanto un gruppo bancario che operi in Italia e ivi abbia la sede legale.

Per i rapporti debitori nati all’estero è necessario fare riferimento alle norme del paese di residenza della banca, ovvero il paese dove è stato stipulato il contratto di prestito.

Per quanto riguarda la valuta straniera, se il prestito è avvenuto in Italia, questo deve seguire necessariamente le norme di cui sopra. È questo poi il motivo che porta le banche ad essere particolarmente reticenti ad anticipare somme in valuta straniera, se non convertite sul contratto in valuta locale.

Se l’arbitrato non soddisfa, meglio rivolgersi alla giustizia civile

Nel caso in cui le decisioni dell’arbitrato dovessero essere contrarie a quanto stabilito dalla legge, ci si dovrà necessariamente rivolgere alla giustizia civile. Dato un favore, almeno in linea di massima, che l’arbitrato sembrerebbe accordare alle banche, questa non è una via tanto remota da percorrere.

Niente paura però, la legge è estremamente chiara su questo specifico tema e con un buon avvocato si otterranno non solo indietro gli interessi in eccesso che sono stati pagati, ma anche un eventuale risarcimento danni.

Se ne valga la pena o meno? Dipende dalla quantità di interessi che possiamo ottenere indietro.

Prima di salutarti voglio ancora consigliarti di visitare la sezione di Affari Miei dedicata ai mutui, così da valutare quale può essere la banca migliore a cui appoggiarsi: ovviamente, prima, controlla qual è il tasso usuraio del momento!

Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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