Tasso Irs 10, 15, 20, 25 e 30 anni: Storico e Previsioni sull’Andamento EurIRS

Quando parliamo di tasso IRS e più nello specifico, per quello che interessa italiani, di tasso EurIRS, ci riferiamo ad un particolare tasso di interesse che viene utilizzato dagli istituti bancari per il calcolo degli interessi da corrispondere in caso di prestiti di lunga durata, nel caso più tipico i mutui sulla casa.

Il tasso IRS è di fondamentale importanza per le scadenze a 10, 15, 20, 25 e 30 anni, in quanto, come vedremo tra pochissimo, è un tasso che viene principalmente utilizzato per determinare quello che è il tasso di interesse da applicare ai mutui a tasso fisso.

Si tratta dunque di un tasso di estrema importanza, dato che andrà a determinare la quota di interessi che dovremo corrispondere nel caso in cui dovessimo stipulare un mutuo con una banca o con un qualunque altro tipo di istituto finanziario, quindi un prestito a lunga scadenza.

Oggi ci occuperemo delle previsioni a lunga scadenza che riguardano il tasso IRS e EurIRS, previsioni che sono importanti per chi stia pensando di accendere un mutuo non adesso, ma nel futuro prossimo e meno prossimo.

Prima di addentrarci però nello specifico della previsione dovremo ripassare un po’ quali sono le determinanti che vanno a condizionare il calcolo del tasso EurIRS, un piccolo ripasso di finanza ed economia che non gioverà soltanto a chi si diletta con gli investimenti, ma anche a chi dovrà accendere, da qui a 20 anni, un mutuo.

Che cos’è il tasso IRS?

Il tasso IRS è un tasso che viene calcolato dalla media dei tassi applicati sugli swap sugli interessi. Detta così, soprattutto per i meno esperti, sembrerà un’oscura formula finanziaria destinata agli esperti, ma scomponendola riusciremo a capire il vero funzionamento di questo tasso e al sua importanza.

Gli swap sugli interessi

Il primo punto da comprendere è quello dei contratti swap sugli interessi. Quando le banche erogano prestiti a lunga scadenza a tasso fisso, come appunto i mutui, vogliono tutelarsi.

Vogliono, in parole povere, perdere il meno possibile nel caso in cui ci siano variazioni importanti dei tassi di interesse.

Dato che nell’arco di dieci o vent’anni, soprattutto nel mondo della finanza, può succedere davvero di tutto, è necessario per la banca tutelarsi andando ad acquistare dei particolari contratti sul mercato secondario, che garantiscono la differenza tra i tassi di oggi e quelli che invece saranno accessibili durante tutto il corso del prestito.

Questi contratti però, essendo contratti di rischio, hanno ovviamente un costo, che viene calcolato sulla base del capitale con una percentuale che è appunto il tasso di interesse swap.

Perché il tasso IRS è importante per i mutui?

Dato che le banche vanno a pagare sulla somma, per ottenere i contratti di cui sopra, la percentuale indicata dal tasso EurIRS, questo tasso viene direttamente traslato sul mutuo che andremo ad accendere.

Il tasso di interesse imposto dalla BCE dunque è completamente irrilevante per la determinazione del monte interessi che si va a pagare per i mutui a tasso fisso ed è al tasso IRS o EurIRS che dovremo fare riferimento.

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Perché le previsioni sul tasso EurIRS sono importanti?

Le previsioni sul tasso EurIRS (come del resto quelle sull’Euribor) sono importanti per tutti coloro i quali stanno pensando di organizzare un investimento nel settore immobiliare e anche per quelle aziende che invece avranno bisogno, da qui a qualche anno, di interventi strutturali e dunque di prestiti di lungo periodo, magari anche bullet.

Fare previsioni però su quello che sarà il tasso EurIRS è operazione piuttosto complicata, per motivi che andremo ad analizzare tra pochissimo.

I tassi swap dei maggiori 50 istituti bancari europei

A determinare il tasso EurIRS in vigore sono i tassi swap per il periodo di riferimento (quindi a 5, 10, 15, 20 e 30 anni), calcolati a mo’ di media dalla BCE. Si tratta di tassi che possono avere variazioni relativamente decise tra di loro e che soprattutto non sono indice di grandezze economiche che si possono interpretare, ma semplici e pure previsioni degli attori di mercato.

Il tasso IRS, se volessimo umanizzarne le caratteristiche che rimangono però squisitamente finanziarie, è un tasso che rileva l’incertezza sui tassi di interesse del futuro. Quando il mercato si aspetta tassi più alti per il futuro, il tasso swap sale. Quando invece il mercato si aspetta che i tassi rimangano invariati o addirittura scendano, i tassi swap tendono a scendere.

Il tasso swap però non è in funzione del tasso di interesse delle banche centrali: è rigorosamente in funzione in quelle che sono le aspettative dei mercati per quanto riguarda questa grandezza.

Per questo motivo, e senza timore alcuno di essere smentiti, possiamo dire che il tasso EurIRS è uno dei tassi forse più emozionali tra quelli che muovono i mercati.

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Occhio allo spread applicato dalla banca

Quando parliamo di EurIRS e di previsioni sul tasso stesso dobbiamo però includere nella variabile un altro fattore umano, ovvero lo spread che la banca aggiungerà su questo tasso.

Le banche infatti non prestano denaro per benevolenza, ma per trarne profitto e questo profitto sarà ottenuto grazie alla differenza tra il tasso di interesse praticato verso di voi e il tasso swap medio EurIRS.

Nel momento in cui vi scriviamo, gli spread applicati dalle banche vanno dallo 0,5% al 3% circa, a seconda del rischio della posizione debitoria che andrete ad aprire nei confronti dell’istituto.

Fare previsioni sul tasso EurIRS a X anni è difficile

Come abbiamo detto poco sopra per fare previsioni sul tasso EurIRS a 10, 15, 20, 25 o 30 anni dovremo mettere in conto quelle che saranno le aspettative dei mercati sulle incertezze e le oscillazioni dei tassi di interesse.

Viviamo in un periodo di grande incertezza economica al momento, che però sortisce un effetto contrario sui tassi di interesse applicati dalla BCE: tutti si aspettano che rimangano estremamente bassi e dunque i mercati stanno richiedendo al momento tassi di swap molto bassi.

Se così dovessero continuare le cose, i tassi EurIRS si manterranno stabili. Nel momento in cui però la situazione economica europea dovesse ristabilizzarsi e i mercati dovessero fiutare la possibilità di tassi di nuovo in crescita nel futuro, i tassi EurIRS potrebbero cominciare a muoversi di nuovo al rialzo.

In Europa situazione tendenzialmente stabile: non aspettiamoci grossi stravolgimenti

In Europa la situazione economica dovrebbe comunque continuare ad essere particolarmente stabile. Tutti i prestiti denominati in Euro a tasso fisso dovrebbero continuare a mantenere oscillazioni minime anche nei prossimi X anni, a meno ovviamente di eventi sconvolgenti in grado di mettere a dura prova la tenuta economica e politica dell’UE.

Nonostante si tratti di eventi particolarmente insoliti e difficili da ipotizzare per l’Europa, i mercati finanziari sanno però bene che, in un arco sufficientemente lungo di tempo, tutto è possibile o quasi, anche che la solidità e la stabilità dei tassi europei cominci a venire meno.

Le banche, attente al loro capitale, non potranno che muoversi di conseguenza e aspettarsi tassi IRS più elevati e dunque chiedere un prezzo più alto per la stipula del mutuo, o meglio, una quantità maggiore di interessi da corrispondere per ottenere un prestito di lunga durata o un mutuo.

Il rapporto con l’Euribor

Il tasso Euribor invece svolge compiti molto più “importanti”, nel senso che informa gli operatori economici per operazioni che riguardano non i mutui, ma altri tipi di prestiti. Trattandosi però nel caso specifico dell’Euribor di tassi che interessano i prestiti a 3, 6, 9 e 12 mesi o comunque nello spazio di pochi anni, lo spread in tempo reale tende a muoversi molto più rapidamente e soprattutto è completamente irrilevante per i prestiti a lunga scadenza, tipicamente i mutui a tasso fisso, dato che in quel caso la banca o comunque gli operatori economici hanno ovviamente interesse a coprirsi per un periodo lungo e non solo per i primi anni.

Il rapporto con il tasso BCE

Quando parliamo di tasso BCE ci riferiamo in realtà a quello che è un tasso di interesse che non riguarda direttamente i mutui a tasso fisso ma piuttosto e in via piuttosto indiretta i mutui a tasso variabile. Si tratta infatti di una grandezza che viene utilizzata per i prestiti tra BCE e banche private e che, almeno in parte, concorre a creare il tasso che viene applicato sui mutui a tasso variabile.

Quello che si paga come interesse sul mutuo a tasso variabile è una somma del tasso BCE (così impropriamente detto) e lo spread applicato dalla banca, che costituisce poi in fin dei conti la remunerazione dell’istituto per avervi fornito il mutuo.

In questo caso gli orizzonti temporali si fanno molto più brevi, in quanto dato che l’interesse verrà costantemente aggiornato, la banca non ha assolutamente bisogno di tutelarsi sul lungo periodo. I tassi sono in genere dunque determinati a 3, 6 e 9 mesi, nonché ad un anno.

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mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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